domenica 24 giugno 2007

Preso David Lopez.

Innanzi tutto, va detto che a Bilbao si sta vivendo una situazione a dir poco paradossale: le elezioni presidenziali, infatti, si terranno a metà luglio, dunque il mercato per ora viene gestito dalla dirigenza ad interim della Urkijo. La domanda che io mi pongo è la seguente: com'è possibile pianificare la prossima stagione se il club non ha, allo stato attuale delle cose, nè un presidente nè un quadro tecnico definito? Nonostante ciò, e devo dire in modo alquanto sorprendente, il mercato dell'Athletic è attivo e frizzante come non capitava da anni. Molti sono i giocatori seguiti, vista anche la retrocessione della Real Sociedad che libera i (pochi) talenti giputxi, ed è di oggi la notizia del primo colpo: David Lopez, centrocampista dell'Osasuna, è stato preso per 5,8 milioni di euro; l'accordo sarà ufficializzato nelle prossime ore, ma in linea di massima è già tutto definito. Un acquisto oneroso, ma il riojano è un giocatore di grande prospettiva: 25 anni, è un esterno offensivo capace di giostrare su entrambe le fasce, dotato di buona tecnica, discreta progessione e gran tiro dalla distanza. Si tratta insomma di un giovane molto interessante, e la cosa più importante è il suo desiderio di vestire la maglia biancorossa: il suo contratto, infatti, sarebbe scaduto nel 2008, ma David si è impuntato, ha fatto sapere alla dirigenza che non avrebbe rinnovato e che voleva Bilbao. Detto fatto, tra poco sarà un Leone. E' un acquisto che mi fa piacere, sia per le indubbie qualità del giocatore, uno dei migliori quest'anno a Pamplona, sia per la forte volontà del riojano di approdare all'Athletic. Ci servono giocatori bravi e motivati, David Lopez sembra uno di questi.

Altre trattative. Come dicevo all'inizio, il mercato dell'Athletic è davvero effervescente in questo periodo. Andiamo per ordine di ruolo. Il nome di Iraizoz è sempre attuale, tuttavia sembra che l'Espanyol abbia rifutato una prima offerta dell'Athletic per il portiere navarro. Gorka resta sempre uno dei primi nomi nella lista degli acquisti futuri e credo che il suo arrivo sia molto probabile, viste la volontà del giocatore di andarsene (è stufo di fare la riserva a Kameni e gradisce Bilbao più di ogni altra destinazione) e quella del club di cedere uno dei suoi due portieri. Nel caso in cui Iraizoz dovesse essere preso, uno tra Aranzubia e Lafuente sarà ceduto; con tutta probabilità sarà Dani ad andarsene, sia perchè non ha intenzione di fare il secondo (ruolo che Lafuente ricopre da anni), sia per l'interessamento verso di lui del Valencia.
Per quanto riguarda la difesa non si parla più di Aitor Ocio, l'unico rinforzo decente nella zona centrale. Ansotegi della Real Sociedad ha giocato in modo piuttosto scandaloso, mentre Mikel Gonzalez è piaciuto di più, ma la sua attuale caratura non giustifica un investimento oneroso. L'unico obiettivo serio, e a parer mio imprescindibile, è Javier Garrido, terzino sinistro dei cuginastri; intendiamoci, non è un fenomeno, però è ordinato, diligente in fase difensiva e bravino quando spinge, insomma un giocatore di un altro pianeta rispetto all'indecente Casas. E' nel mirino, speriamo che venga preso.
Per il centrocampo, detto di David Lopez, restano tre nomi in ballo. Iñaki Muñoz, pivote dell'Osasuna, si libera a parametro zero e potrebbe costituire un ottimo rinforzo per la mediana; è un giocatore tecnicamente valido, che fa cose semplici ed essenziali. Lo voleva Clemente l'anno scorso, ma Lamikiz ovviamente non lo accontentò. Vi sono poi due errealisti che interessano ai biancorossi: Mikel Aranburu e Xabi Prieto. Ho già parlato altre volte di loro, personalmente gradirei di più il primo ma sembra che sia il secondo quello con più possibilità di finire da noi. Staremo a vedere.
Infine, l'attacco. Il reparto sembrava a posto, ma l'addio annunciato da Isma Urzaiz ha scombinato un po' le cose. Attualmente vi sono solo due centravanti in rosa, Aduriz e Llorente, con Etxebe che può giostrare da seconda punta...pochino, sinceramente. Le soluzioni sono due: promuovere qualche giovane dal Bilbao Athletic, anche se la scelta non sarebbe ampia, oppure puntare forte sull'unico attaccante basco di una certa caratura attualmente in circolazione, Joseba Llorente del Valladolid (17 gol quest'anno). Anche in questo caso non resta che seguire gli sviluppi.

Addii. Oltre a Urzaiz, che ha scelto di non rinnovare, altri due giocatori se ne andranno da Bilbao al termine del loro accordo con la società, che ha deciso di non offrire loro il prolungamento. Si tratta del giovane Iturriaga, già accordatosi col Salamanca, e (purtroppo) del grandissimo Javi Gonzalez, giocatore che adoro e che mi è sempre stato simpaticissimo. Ha contribuito alla salvezza di quest'anno e se ne va da vincitore, mentre la società fa l'ennesima figura di merda (e poi un terzino di spinta come lui ci serviva come il pane). Agur Javi!

sabato 23 giugno 2007

Venezuela 3-4 Euskadi.

Venezuela: Toyo, Vallenilla, Vielma, Vizcarrondo, Ronga, Miku, Fernandez, Perez, Guerra, Arismendi, Torrealba. Hanno giocato anche Dudamel, Vega, Mea, Cichero, Vera, Maldonado, Paez, De Ornelas, Rojas, Arango.
Euskadi: Iraizoz (83' Unai Alba), Mikel Gonzalez, Sarriegi, Labaka (68' Amorebieta), Del Horno (55' Iraola), Garitano, Aranburu, Etxeberria (60' Mikel Alonso), Gabilondo (51' Muñoz), Aitor Tornavaca (46' Garrido), Aduriz (63' Llorente). Selezionatori: Iribar ed Etxarri.
Reti: 7' Aduriz, 20' Etxeberria, 27' Torrealba, 29' Gabilondo, 38' Etxeberria, 80' (rig.) e 87' Arango.

La stagione del calcio basco si è conclusa con la vittoria dell'Euskal Selekzioa nell'amichevole contro il Venezuela, partita a suo modo storica visto che la nazionale basca è tornata a giocare in trasferta 70 anni dopo la mitica tournee nel Centroamerica, organizzata per raccogliere fondi a sostegno della causa repubblicana durante la Guerra Civile spagnola. Ottimo il primo tempo di Euskadi, chiuso sul 4-1 grazie a quattro reti biancorosse (Aduriz, Gabilondo ed Etxeberria con una doppietta gli autori dei gol); nella ripresa, complici il calo mentale e l'ingresso dei migliori venezuelani, tra cui il maiorchino Arango, i padroni di casa sono tornati sotto, ma la loro bella rimonta si è infranta sul palo colto al 90' da De Ornleas. E' la seconda vittoria consecutiva per Euskadi dopo il 4-0 rifilato alla Serbia nella tradizionale amichevole natalizia della selezione.

venerdì 22 giugno 2007

Quando gioca segna sempre Ismael...


Dopo 11 anni di Athletic, Isma Urzaiz saluta per sempre il pubblico della Catedral (foto As).


Non sentiremo più il mitico coro con cui ho intitolato il post di oggi... Ismael Urzaiz, 36 anni a ottobre, ha confermato oggi di non voler rinnovare il contratto con l'Athletic in scadenza a fine giugno. Dopo 11 anni in biancorosso, dunque, l'ariete di Tudela se ne va. Non appenderà le scarpe al chiodo, il buon Isma, ma la sua carriera non proseguirà nella Liga, e in effetti indossare la maglia di un altro club iberico sarebbe stato troppo doloroso anche per lui; giocherà probabilmente in Inghilterra, dicono che le offerte non gli mancano. Mi chiedo da dove provenga la decisione di lasciare i Leoni, visto che non si tratta di un ritiro dal calcio giocato; Isma, che domani spiegherà le sue ragioni in conferenza stampa, ha dichiarato "conclusa" la sua esperienza a Bilbao dopo la salvezza raggiunta domenica col Levante. Credo che nel suo addio all'Athletic si trovi un mix di voglia di provare una nuova esperienza, di delusione per alcune scelte tecniche (leggi: le molte, troppe panchine dell'ultimo biennio, da cui non è stato preservato con forza dalla società) e di desiderio di non ripetere la solfa delle ultime due tremende stagioni, concluse con salvezze ottenute al fotofinish. Inutile dire che il dispiacere è immenso, non solo perchè perdiamo l'attaccante basco più forte degli ultimi 10 anni, capace coi suoi gol, le sue spizzate e la sua proverbiale difesa della palla di segnare e far segnare sempre moltissimo; ma, e direi soprattutto, perchè la persona Urzaiz è quanto di più squisito, semplice ed essenziale si possa trovare nel calcio, oggi. La squadra perderà un leader, i tifosi un idolo assoluto. I numeri parlano per lui: 419 partite ufficiali in biancorosso, 129 gol (0,31 reti a partita), 11 stagioni di livello eccelso, condite dalla ciliegina della Champion's League giocata nel '98-'99. Una bandiera, un uomo storico di questo club...e pensare che è nato calcisticamente nel Real Madrid! Non saprei che altro aggiungere ai dati statistici, tranne forse un aneddoto personale. 20 marzo 2004, Bilbao, l'Athletic ha appena vinto 4-2 con le merengues grazie ai gol di Yeste, Urzaiz e Del Horno, autore di una doppietta. Il pullman del Real se n'è andato, i giocatori biancorossi pure, i tifosi stanno scemando da tempo e sono davvero pochi coloro che, come me ed Emi, resistono presso la porticina da cui escono i calciatori. All'improvviso questa porta si apre ed esce Urzaiz, vestito casual e con la borsa a tracolla. Io ed Emi lo intercettiamo, gli cantiamo il coretto e ci facciamo una foto con lui, che ci guarda un po' stranito perchè non gli par vero che due italiani siano lì per l'Athletic. Dopo le chiacchiere di rito, ci saluta e se ne va...a piedi. No, dico, trovatemi un calciatore di una qualsiasi massima serie che, dopo aver battuto una delle squadre più forti del mondo , lascia lo stadio e torna a casa a piedi come un giocatore di calcetto qualsiasi... Mitico Isma, non ti scorderemo mai!

lunedì 18 giugno 2007

38a e ultima giornata: Athletic 2-0 Levante.


I Leoni festeggiano l'1-0 (foto Marca).



Gabilondo fa 2-0 e il San Mamés esplode: l'Athletic è salvo (foto As).


Athletic Club Bilbao: Aranzubia: Expósito, Ustaritz, Sarriegi, Casas; Iraola (72' Tiko), Murillo, Javi Martínez (55' Aduriz), Yeste (65' Gabilondo); Etxeberria, Urzaiz.
Levante: Molina; Descarga, Serrano, Alexis, Rubiales; Ettien (70' Nino), Tommasi, Berson (77' N'Diaye), Robert; Riga, Reggi (58' Meyong Zé).
Reti: 59' Serrano (ag), 76' Gabilondo.
Arbitro: Velasco Carballo (Comité Madrileño).

Sofferenza. E' questa la parola che meglio descrive la stagione dell'Athletic, una temporada nella quale tutti, tifosi e non, hanno pensato più di una volta che la retrocessione fosse dietro l'angolo. Non voglio soffermarmi adesso sugli errori compiuti da dirigenza, corpo tecnico (allenatore incluso) e giocatori, mi limito a dire che non è possibile soffrire fino al 60' dell'ultima giornata con una squadra che, tutto sommato, non è da 17° posto. Archiviamo questa seconda annata consecutiva balorda e ripartiamo da questa salvezza per costruire un progetto con basi più solide.
La cronaca. Mané sceglie le due punte (soluzione che, a mio avviso, avrebbe dovuto proporre più spesso) ma tiene in panchina Aduriz, affiancando Etxeberria all'imprescindibile Urzaiz; Yeste e Iraola giostrano sugli esterni, con il primo libero di accentrarsi spesso alla ricerca dell'ultimo passaggio o dell'inserimento in area, mentre Javi Martinez e Murillo presidiano la zona centrale del campo. In difesa si rivede Casas a sinistra, per il resto il baffuto mister non cambia rispetto a Villarreal, affidandosi a Exposito, Ustaritz e Sarriegi. Il Levante, per dirla tutta, scende in campo con una formazione più adatta alla partitella del mercoledì che a una giornata di Liga: in mezzo alle numerose riserve presenti spiccano i coloured Ettien e Riga, affiancato in attacco dal legnosissimo Reggi (un provvidenziale infortunio ha fatto fuori Salva). Sulla mediana si rivede Tommasi, giocatore che mi fa sempre piacere trovare in campo. Il timore di tutti è che l'Athletic parta contratto e stenti a creare occasioni, mentre la logica vorrebbe un assalto iniziale alla ricerca del gol-sicurezza, per non doversi trovare a dieci minuti dal termine sullo 0-0 che, a meno di risultati favorevoli dagli altri campi, significherebbe Segunda. Con l'orecchio attaccato alla radiolina per seguire Celta, Betis e Real Sociedad comincia la partita. L'Athletic tiene bene il campo, manovra a suo piacimento a centrocampo e prova spesso a prendere d'infilata la difesa alta del Levante, operazione che in un paio di azioni riesce ma viene vanificata dalle errate segnalazioni del guardalinee. Intorno al quarto d'ora i biancorossi traducono la pressione offensiva nelle prime due palle-gol, entrambe capitate sulla testa di Urzaiz: Molina prima si oppone con un colpo di reni strepitoso al cabezazo di Isma, servito dal corner di Yeste, quindi si fa apprezzare per il perfetto piazzamento sul secondo colpo di testa dell'ariete navarro, a dire la verità piuttosto debole anche se ravvicinato. Il momento sembra maturo per il gol, l'Athletic continua a insistere e per ben due volte mette un uomo solo davanti a Molina, sfruttando il mancato funzionamento del fuorigioco levantino: la prima volta Javi Martinez sbaglia lo stop e si allunga la palla, la seconda Yeste fa tutto bene in fase di controllo ma sparacchia alto sull'uscita del portiere ex Depor. Il Levante si fa vedere in sporadici break offensivi e produce una sola occasione importante, una punizione al fulmicotone di Robert, il francese dal mancino esplosivo, che Aranzubia disinnesca non senza patemi. Al 45' è 0-0. A Vigo il Celta, andato sotto col Getafe, chiude sull'1-1 il primo tempo, il Betis a Santander pareggia 0-0 e la Real Sociedad, andata in vantaggio a Valencia, dopo la rimonta dei padroni di casa riesce ad acciuffare il 2-2 con Diaz de Cerio. All'intervallo, dunque, tutte le candidate alla retrocessione pareggiano, la situazione è immutata e l'Athletic sarebbe salvo. Non ci si può accontentare dello 0-0 e i Leoni rientrano in campo decisi a trovare il gol del benedetto 1-0. Un Molina in stato di grazia, tuttavia, non sembra dello stesso parere. Al 48' Urzaiz doma in area un pallone proveniente da sinistra e spara: respinge il portiere del Levante, anche se nel caso l'errore del navarro è evidente. Due minuti dopo Sarriegi accarezza la parte alta della traversa, quindi Urzaiz, al 51', viene servito da un perfetto cross rasoterra di Etxebe, conclude di piatto ma trova ancora la superba deviazione col piede di Molina. Mané si gioca il tutto per tutto: dentro Aduriz per Javi Martinez, Iraola si sposta al centro e il Gallo arretra sulla fascia. Il cambio del tecnico è di quelli buoni, perchè Aduriz, con la sua velocità, è in grado di prendere d'infilata i lenti centrali avversari, mentre Etxebe, in gran giornata, è sempre pronto a sovrapporsi con lui sulla destra per creare la superiorità numerica. Passano 4 minuti dall'ingresso del numero 23 e si realizza perfettamente quanto descritto sopra: Aduriz si inserisce sulla destra facendo saltare il fuorigioco del Levante, converge e serve Urzaiz, anticipato da Serrano che mette dentro a Molina fuori causa. Esplode la Catedral, esplode più modestamente camera mia e l'afoso pomeriggio pratese si riempie delle urla provenienti dalla mia finestra aperta. E' l'1-0, è il gol della salvezza. Arresosi Molina, l'unico tra gli ospiti ad aver voglia di giocare insieme a Tommasi, Ettien e Robert, la partita diventa una formalità. I biancorossi continuano ad attaccare per assicurarsi la tranquillità col 2-0 e al 76' lo trovano grazie a Gabilondo, che segna di testa su splendido cross del Gallo. Il match finisce qui e l'ultimo quarto d'ora è una lunga passerella verso il fischio finale, resa più pepata, per gli spettatori, dalla furiosa lotta a distanza che si accende tra Celta e Betis per evitare l'ultimo posto in Segunda (la Real è fuori dai giochi dopo il 3-2 del Valencia). Segna Lequi a Vigo e i galiziani sono salvi, ma a dieci minuti dal termine Edu trova l'1-0 betico che significa salvezza per i sivigliani. Al 90' le quattro partite chiave per la zona retrocessione recitano: Athletic-Levante 2-0, Racing-Betis 0-2, Celta-Getafe 2-1, Valencia-Real Sociedad 3-3. Celta e Real faranno dunque compagnia al Nastic in Segunda, Betis e Athletic sono salvi. E' finita, ragazzi: l'anno prossimo ci rivediamo in Primera.

Es de Primera, Athletic es de Primera!!!



SALVI!!!

Pensavo che la palla non volesse entrare...con Molina che volava ovunque. Ma alla fine l'abbiamo messa!!! PORCA PUTTANA SIAMO SALVI RAGAZZI!!!

Ora mi riprendo, domani scriverò tutto. Saluti a tutti, specialmente a chi ci ha augurato la Segunda ma alla fine c'è finito da solo. BETI AUPA ATHLETIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIC!!!

venerdì 15 giugno 2007

Emi sei tutti noi.

Ecco il pensiero di Emiliano, presidente della Peña Leones Italianos, sulla partita di domenica.

In attesa della battaglia...
Quando ero alle elementari, mi sono molto appasionato alla prima guerra mondiale, alla guerra di trincea. I soldati che attendono l'ora dell'attacco, scrivono lettere a casa, e cercano di scacciare via la paura, l'ansia, il panico, consci che il prossimo potrebbe essere il loro ultimo assalto.
Lo so, il paragone è quanto meno fuori luogo. Una guerra è una cosa brutta, tragica e si spera sempre che sia l'ultima. Il calcio al contrario è qualcosa di bello e gioviale, finita una partita non vedi l'ora che cominci l'altra: ma in questi giorni io mi sento un soldato in trincea. Fiducioso che tutto andrà per il meglio, ma consapevole di non poter sbagliare. E penso all'anno appena vissuto, ai nuovi amici che ho conosciuto, a chi ha avuto la gioia di diventar padre per la prima volta, a chi è riuscito a laurearsi, a chi ha fatto pubblicare il suo primo libro... ma anche a chi ha sofferto per la perdita di parente molto caro, a chi ha dovuto rinunciare al viaggio a Bilbao per un problema economico dell'ultimo minuto o perchè un malore inaspettato gli ha fatto cambiare piano all'ultimo momento. E penso a cosa farei se fossi a casa... a BILBAO... Di sicuro per farmi coraggio, la sera dopo essere rientarto a casa, aver cenato, mi dirigerei verso la Avenida Rafael Moreno Aranzadi, dove c'è la Catedral de San Mames, e in silenzio mi farei un giro attorno allo stadio cercando di respirare i 100 e passa anni di storia biancorossa, immaginare le gesta del PICHICI, il colpo di testa di TELMO, le finte ubriacanti di PIRU, i miracoli tra i pali del "CHOPO" o la grinta di JAVIER che impartisce gli ordini dalla panchina. E sono sicuro che saranno tutti li a passegirare con me, in attesa dell'ultimo attacco, e ci sarà anche il piccolo IÑAKI, strappato alla camiseta zurigorri da un destino crudele...

Oggi è venerdi, tra due giorni ci sarà la battaglia e noi saremo in prima linea, so che tutti quanti voi che state leggendo, farete le scale che dividono lo spogliatoio dal campo e scenderete in campo con i leoni...
Passo e chiudo le operazioni radio, spero di rivedervi tutti sani e salvi domenica alle 19, al solito posto, uniti in un grande abbraccio !!

AUPA ATHLETIC !!

martedì 12 giugno 2007

37a giornata: Villarreal 3-1 Athletic.

Villarreal: Viera, Javi Venta, Gonzalo, Fuentes, Jose Enrique; Josico (68' Somoza), Tacchinardi, Guille Franco (75' Matias Fernández), Cani; Pires (87' Arruabarrena), Forlán.
Athletic: Aranzubia, Javi González, Ustaritz, Sarriegi, Casas (73' Tiko); Iraola, Javi Martínez (59' Urzaiz), Murillo, Yeste; Aduriz (75' Llorente), Etxeberría.
Reti: 21' Iraola, 36' (rig.) e 38' Forlan, 51' Ustaritz (ag).
Arbitro: Ramírez Domínguez (Colegio andaluz).

Quando una stagione nasce male e prosegue ancora peggio, è inevitabile che la conclusione sia da incubo. L'Athletic perde a Villarreal, ma se il risultato era in qualche modo preventivabile (il Submarino amarillo è tuttora in corsa per un importantissimo posto UEFA), il risultato del match del "Calderon" di Madrid tra Atletico e Celta Vigo conferisce alla prossima giornata di Liga, l'ultima della temporada, l'aspetto di un vero e proprio dramma in atto unico. C'è poco da dire sulla partita del "Madrigal": fino all'episodio del rigore inventato di Ustaritz su Pires, i Leoni si fanno di gran lunga preferire rispetto ai padroni di casa per determinazione, generosità e intensità di gioco; meritato il vantaggio al 21' di Iraola, che doma un pallone a centro area e con grande freddezza supera Viera. Il Villarreal, autore di una striscia di sei vittorie consecutive, non sembra in grande spolvero e le cose sembrano mettersi bene, ma l'arbitro diventa protagonista al 36' e con la sua decisione muta l'inerzia del match. Il fallo di Ustaritz sul francese dell'Arsenal è lieve e comincia addirittura fuori area, ma Ramírez Domínguez giudica solo dalla rovinosa caduta di Pires all'interno dei 16 metri e concede un penalty a dir poco scandaloso. Forlan ringrazia e fa 1-1. Passano due minuti e da un errato rinvio difensivo nasce l'azione del 2-1 del Villarreal ancora realizzato da Forlan, giocatore in stato di grazia; inutile evidenziare per l'ennesima volta la fragilità psicologica di una squadra come quella biancorossa, incapace fuori casa di tenere un vantaggio e che va sempre in crisi dopo i gol avversari. Mané, che ormai mi sembra nel caos più totale (spiegatemi la panchina di Urzaiz...), non cambia nulla all'intervallo e dopo 6' del secondo tempo ecco la doccia fredda: lancio in area, Ustaritz salta in anticipo ma colpisce malissimo e spedisce il pallone alle spalle di Aranzubia, beffandolo peraltro con uno "splendido" pallonetto. A nulla servono i tardivi ingressi di Isma, Tiko e Llorente, anche perchè Viera è attento su due pericolose conclusioni di Etxeberria e dello stesso Llorente. La sconfitta in sé poteva anche non far male, purtroppo la vittoria del Celta a Madrid (3-2 rocambolesco con alcuni episodi quantomeno dubbi) ha oltremodo riaperto la lotta per la salvezza. La consolazione è che tutto dipende dall'Athletic, perchè la vittoria nella sfida del secolo (così l'ha ribattezzata oggi El Mundo Deportivo) con il Levante significherebbe permanenza in Primera a prescindere dai risultati altrui. Nei prossimi giorni posterò qualcosa per illustrare l'intricatissima situazione nella quale ci troviamo.

mercoledì 30 maggio 2007

François "Pantxi" Sirieix.

Nato a Bordeaux (Francia) il 7/10/1980. Centrocampista centrale che all'occorrenza può giocare anche sulla fascia destra, 1,80 m per 70 kg, milita nel Tolosa rivelezione di Ligue 1 ed è attualmente il miglior calciatore proveniente dall'Iparralde (Paesi baschi francesi). Destro naturale, è il classico mediano di contenimento, un motorino instancabile che raddoppia in ogni zona del campo, tuttavia è dotato di una discreta tecnica che lo rende apprezzabile anche in fase d'impostazione; in alcune occasioni è stato spostato sulla fascia in virtù delle ottime doti di corsa, ma non è certo un'ala e sulla destra agisce soprattutto in fase di contenimento. Poco appariscente e scarsamente dotato di numeri a effetto, è comunque un centrocampista dal sicuro rendimento che non fa mai mancare il suo apporto di polmoni e fosforo alla squadra. Nato da padre basco nel capoluogo della Gironda, abita da sempre ad Hasparren, cittadina a 20 km da Bayonne, e lì ha mosso i suoi primi passi come calciatore. E' cresciuto nel fertile vivaio dell'Auxerre, senza dubbio il migliore di Francia, ed è stato convocato nelle rappresentative giovanili della nazionale dei galletti. Passato al Tolosa nel 2003, ha messo insieme 22 presenze e 1 gol nel primo anno e 26 gettoni ed una rete nel secondo, prima che un grave infortunio lo fermasse nella scorsa stagione, durante la quale ha disputato solo 8 gare di campionato. In quest'annata di grazia del Tolosa, che si è qualificato ai preliminari di Champion's league, è sceso in campo 21 volte senza mai andare a segno. Convocato nell'Euskal Selekzioa per l'incontro con la Serbia, vinto da Euskadi per 4-0, ha rivelato la sua ambizione di poter giocare un giorno nell'Athletic. Un elemento come "il Basco", così è chiamato Pantxi dai compagni, sarebbe l'ideale per il centrocampo dei Leoni, che l'anno prossimo non potrà contare su Gurpegi, a meno di una clamorosa grazia, e avrà Tiko ed Orbaiz reduci da due pesantissimi infortuni. Visto che Sirieix non è più titolare nel Tolosa e verrebbe volentieri a Bilbao, perchè non fare un tentativo?

lunedì 28 maggio 2007

36a giornata: Athletic 1-0 Mallorca.






In sequenza, il rigore decisivo di Urzaiz, l'esultanza braccia al cielo di Isma e la gioia dei giocatori biancorossi dopo il gol-vittoria (foto Marca).

Athletic Club: Aranzubia; Iraola, Ustaritz, Sarriegi, Expósito; Murillo, Javi Martínez; Etxeberria, Yeste (71' Javi González), Gabilondo (53' Urzaiz); Aduriz (81' Tiko).
RCD Mallorca: Moyà; Héctor, Ballesteros, Nunes, Fernando Navarro; Ibagaza, Pereyra, Arango, Varela (68' Jankovic); Jonás (86' Trejo), Víctor (68' Maxi López).
Reti: 63' Urzaiz (rig.).
Arbitro: Medina Cantalejo (Colegio Andaluz).

E' il giorno dei bomber storici dell'Athletic. Mentre a Bilbao Isma Urzaiz, 36 primavere e 365 partite di Liga con il club basco, segna il gol della vittoria contro il Maiorca, al "Sadar" di Pamplona l'Osasuna di mister Kuko Ziganda, indimenticabile cannoniere dei Leoni negli anni '90, batte 2-0 la Real Sociedad consegnando ai biancorossi 4 punti di margine sulla zona retrocessione a due giornate dalla fine del campionato. La settimana che ha preceduto il match è stata un susseguirsi di sospetti, ipotesi di combine basca, accuse e illazioni gratuite spesso poco gradevoli, sulle quali non mi sono espresso sia perchè non mi sembravano cose attinenti al calcio giocato, che è l'unico aspetto che mi interessa, sia perchè ero intimamente convinto che l'Osasuna avrebbe fatto il suo dovere, vuoi per la classifica ancora incerta dei navarri, vuoi per l'innegabile amore di Kuko verso l'Athletic. Per fortuna non ho sbagliato pronostico ed è stato bello vedere la correttezza dell'Osasuna e anche del Mallorca, squadra ormai tranquilla ma che comunque sale a Bilbao per giocare la sua onesta partita, tentando, come dovrebbe sempre essere, di vincerla senza fare sconti ai padroni di casa. Mané capisce finalmente di dover cambiare qualcosa nell'undici titolare: fuori Amorebieta per Ustaritz, che sarà uno dei migliori, Iraola torna a fare il terzino destro, Javi Martinez riprende il suo posto di pivote in mediana e la linea di trequartisti dietro ad Aduriz (Etxebe-Yeste-Gabilondo) assume un aspetto decente. I maiorchini iniziano meglio dei padroni di casa, contratti e nervosi, e creano all'inizio un paio di occasioni interessanti con Victor, vicino al gol con un colpo di testa e quindi fermato dall'uscita tempestiva di un Aranzubia in giornata-sì. La buona partenza del Maiorca ha l'effetto di svegliare l'Athletic, che alza il baricentro e spinge con più convinzione; Yeste sfiora il "gol olimpico", quello da calcio d'angolo, e dopo qualche minuto Gabilondo va in gol, ma la rete viene giustamente annullata per fuorigioco millimetrico di Etxeberria, autore dell'assist per l'ex giputxi. Il primo tempo si chiude sullo 0-0: pochissime le palle gol costruite dalle due squadre, ma l'equilibrio e la tensione hanno dato comunque vita ad un incontro combattuto. La ripresa si apre con un'occasionissima per Victor, che spara a botta sicura da due passi trovando però la splendida opposizione di piede di Dani. Lo scampato pericolo suggerisce a Mané che non si può perdere ulteriore tempo prezioso, dunque esce Gabilondo ed entra Urzaiz. La presenza del gigante navarro si fa subito sentire: cross basso di Yeste da sinistra, tocco morbido di Isma e palla alta di poco al 61'. Un paio di minuti più tardi, Nunes strattona visibilmente Aduriz nell'area del Maiorca e per Medina Cantalejo è rigore. Un penalty piuttosto fiscale, che a norma di regolamento ci può stare, anche se in ogni partita sono molte le azioni del genere che non vengono sanzionate (va detto però che Nunes quasi spoglia Aduriz, commettendo davvero un fallo ingenuo). Il momento è decisivo e sul dischetto va Isma Urzaiz, proprio lui come direbbe Piccinini: destro rasoterra, portiere spiazzato, penalty perfetto. 1-0, gol che vale quasi un campionato. Manzano prova a riacciuffare il pari inserendo Maxi Lopez e Jankovic, tuttavia l'Athletic riesce a difendersi senza patemi, per una volta, ed anzi sono i Leoni ad andare vicinissimi al gol grazie ad una girata dell'altro veterano Javi Gonzalez, finita fuori di un soffio. Il triplice fischio dell'arbitro è una liberazione per i 39.000 splendidi del San Mamés, che festeggiano con i soliti cori e con un bellissimo "Kuko, Kuko" col quale ringraziano il grande Ziganda per aver fermato la Real Sociedad. La rete di Isma non dà ancora la salvezza matematica ai Leoni ma permette di fare un passo enorme verso di essa, un po' come accadde l'anno scorso contro il Saragozza, battuto 1-0 in casa prima della conquista della permanenza in Primera al Riazor di La Coruña. Anche stavolta i biancorossi potrebbero festeggiare lontano da Bilbao: fra 15 giorni, al Madrigal di Villarreal, basterà infatti un punto per raggiungere la tanto agognata salvezza, sempre che Celta ed Erreala non vadano a vincere i loro incontri. Non sarà facile, visto che il Submarino Amarillo è ancora a caccia della UEFA e si presenta alla sfida in grande spolvero, ma per adesso godiamoci questa vittoria e il grande cuore mostrato in campo dal nostro Athletic.

martedì 22 maggio 2007

35a giornata: Zaragoza 4-3 Athletic.


Mani nei capelli per Aritz Aduriz: non è bastata la sua prima tripletta in Primera per evitare l'ennesima sconfitta (foto Marca).

Real Zaragoza:
César; Diogo, Sergio Fernández, Gabriel Milito, Juanfran; D'Alessandro (72' Lafita), Zapater, Movilla, Aimar (93' Celades); Sergio García (81' Longás), Diego Milito.
Athletic Club Bilbao: Aranzubia; Expósito, Luis Prieto, Sarriegi, Amorebieta (46' Javi González); Murillo, Yeste; Iraola, Javi Martínez (56' Etxeberria), Gabilondo (83' Llorente); Aduriz.
Reti: 16' Diego Milito, 19' Diogo, 36' Aduriz, 38' Sergio Garcia, 45' Murillo (ag), 71' (rig.) e 78' Aduriz.
Arbitro: Pino Zamorano (C.T. Castellano-Manchego).

Se il miglior Athletic degli ultimi mesi (o, come scritto da alcuni quotidiani spagnoli, addirittura dell'anno) conclude un primo tempo giocato molto bene sotto 4-1, risulta facile capire la posizione in classifica dei Leoni, che ora guardano la zona salvezza con appena un punticino di margine sui cuginastri della Real Sociedad. I biancorossi hanno ad oggi la peggior difesa della Liga nel nuovo millennio, come sottolinea in un interessante articolo El Mundo Deportivo, e non perdono occasione per dimostrarlo, anche se la caduta verticale delle ultime giornate (5-4 a Santander, 4-1 a Siviglia, 4-1 col Madrid e 4-3 sabato) ha davvero del clamoroso. I discorsi sono sempre gli stessi: l'Athletic può anche giocare bene dal centrocampo in su, come alla Romareda, ma appena gli avversari affondano un minimo riescono a trovare la rete. Mancanza di pressione sui portatori di palla avversari, coordinazione difensiva inesistente, giocatori scarsi nell'uno contro uno e con poco senso della posizione sono lacune enormi e sotto gli occhi di tutti e purtroppo Mané, al contrario di Clemente lo scorso anno, non è riuscito a porvi rimedio. Certe scelte del tecnico continuano a sorprendermi e mi sembrano davvero incomprensibili: Ustaritz in panchina e Sarriegi in campo, Amorebieta utilizzato sulla fascia quando si ha in rosa un terzino come Javi Gonzalez, lo scandaloso Murillo sempre titolare sono solo alcuni esempi dello smarrimento e della confusione di cui mi sembra preda lo staff tecnico della squadra. E pensare che l'Athletic sceso in campo a Saragozza, pur con una formazione cervellotica che prevede Yeste a formare il doble pivote con Murillo, nei primi 15 minuti tiene il campo con autorità, gioca stabilmente nella trequarti avversaria e crea un grosso pericolo alla porta di Cesar grazie ad una sassata su punizione dal limite di Luis Prieto. Yeste in cabina di regia funziona, la pubalgia non gli permette di correre e il numero 10 è bravissimo a tenere il pallone per far salire la squadra o a smistarlo di prima negli spazi, mentre il lavoro "sporco", pressing alto e corsa a tappare i buchi, viene svolto da un ottimo Javi Martinez. Le certezze dell'Athletic vengono però spazzate via dalla prima vera accelerazione degli aragonesi, una palla in verticale per Diego Milito cui Prieto lascia troppo spazio in area per la battuta, forte e sotto la traversa, che fredda Aranzubia sul suo palo. Nemmeno il tempo di battere che il Saragozza raddoppia grazie ad una splendida azione orchestrata al limite dell'area basca, con la palla che circola veloce da sinistra a destra fino ad incocciare nell'esterno di Diogo che la spedisce alle spalle di un esterrefatto Dani. L'uno-due rapidissimo dei padroni di casa raffredda i bollori iniziali dell'Athletic, tuttavia la squadra di Mané continua a giocare in modo ordinato dal centrocampo in su, senza perdersi d'animo. Il premio al buon primo tempo dei Leoni arriva al 36', quando Aduriz approfitta di un errore di Sergio su palla alta, lo aggira e batte Cesar con un preciso destro da distanza ravvicinata. I bilbaini ci credono, Aduriz viene lanciato in area e si strattona con Sergio: l'azione è poco chiara, perchè i due si tirano la maglia a vicenda, tuttavia è il nostro numero 23 a uscire vincitore dal corpo a corpo e ad essere abbattuto. Pino Zamorano decide di non fischiare il rigore nè la punizione per il Saragozza, cosicché Aimar prende palla, avanza fino al limite dell'area senza trovare ostacoli (Yeste si limita a corrergli accanto, osservandolo senza disturbarlo) e serve infine con un tocco delizioso Sergio Garcia, splendido nel concludere l'azione con un destro liftato sotto l'incrocio opposto. Le facce di Aranzubia e di Mané dicono tutto sull'inconsistenza difensiva di questa squadra, incapace per tutto l'anno di tenere un risultato per più di cinque minuti, ma la rabbia per il mancato fischio dell'arbitro è grande: da un possibile rigore per l'Athletic al 3-1 per gli aragonesi, il boccone è amaro e difficile da mandar giù. Tanto per gradire, prima dell'intervallo Murillo (datemi un pizzicotto, non posso credere che uno schifo di giocatore del genere militi in Primera e sia addirittura titolare) pensa bene di infilare di testa Dani, realizzando il secondo autogol personale in stagione. 4-1 e partita virtualmente finita. L'inizio del secondo tempo è una pena, il Saragozza gioca al massacro e solo un paio d'interventi di Aranzubia evitano il cappotto. L'ingresso di Etxebe, però, restituisce un minimo di verve ai Leoni ed è proprio il Gallo a procurarsi il rigore trasformato nel 4-2 da Aduriz; nell'occasione i baschi reclamano e chiedono il rosso per Cesar, che viene solo ammonito dal pessimo Pino Zamorano. L'estemporaneo secondo gol riaccende una partita ormai spenta e il Saragozza, in notevole calo atletico, inizia a soffrire davvero. Al 78' Aduriz, immenso, svetta in area su corner di Iraola e fa 4-3. Mané si gioca la carta Llorente (metterlo prima, no?) e tutti si aspettano il forcing finale dell'Athletic, ma non accade più nulla fino al triplice fischio...così com'era iniziata, la veemente offensiva dei baschi si spegne, non essendo supportata da un gioco all'altezza e da un'ulteriore riserva di energie. Ennesima sconfitta in trasferta, dunque, e la situazione in classifica inizia a farsi quasi disperata.