sabato 23 giugno 2007

Venezuela 3-4 Euskadi.

Venezuela: Toyo, Vallenilla, Vielma, Vizcarrondo, Ronga, Miku, Fernandez, Perez, Guerra, Arismendi, Torrealba. Hanno giocato anche Dudamel, Vega, Mea, Cichero, Vera, Maldonado, Paez, De Ornelas, Rojas, Arango.
Euskadi: Iraizoz (83' Unai Alba), Mikel Gonzalez, Sarriegi, Labaka (68' Amorebieta), Del Horno (55' Iraola), Garitano, Aranburu, Etxeberria (60' Mikel Alonso), Gabilondo (51' Muñoz), Aitor Tornavaca (46' Garrido), Aduriz (63' Llorente). Selezionatori: Iribar ed Etxarri.
Reti: 7' Aduriz, 20' Etxeberria, 27' Torrealba, 29' Gabilondo, 38' Etxeberria, 80' (rig.) e 87' Arango.

La stagione del calcio basco si è conclusa con la vittoria dell'Euskal Selekzioa nell'amichevole contro il Venezuela, partita a suo modo storica visto che la nazionale basca è tornata a giocare in trasferta 70 anni dopo la mitica tournee nel Centroamerica, organizzata per raccogliere fondi a sostegno della causa repubblicana durante la Guerra Civile spagnola. Ottimo il primo tempo di Euskadi, chiuso sul 4-1 grazie a quattro reti biancorosse (Aduriz, Gabilondo ed Etxeberria con una doppietta gli autori dei gol); nella ripresa, complici il calo mentale e l'ingresso dei migliori venezuelani, tra cui il maiorchino Arango, i padroni di casa sono tornati sotto, ma la loro bella rimonta si è infranta sul palo colto al 90' da De Ornleas. E' la seconda vittoria consecutiva per Euskadi dopo il 4-0 rifilato alla Serbia nella tradizionale amichevole natalizia della selezione.

14 commenti:

  1. Ciao, sono sempre il ragazzo di msn (frankie688 -at- hotmail -dot- com).

    Da notare che Etxeberria e Gabilondo sono alle prime marcature in maglia "berde" e il portiere Unai Alba gioca la sua prima partita ufficiale dopo essere passato dal Barakaldo all'Athletic Club (nonché la prima partita per l'Euskal Selekzioa).

    Peccato che queste amichevoli non abbiano molta visibilità internazionale (a mio avviso). Per esempio la stessa foto che hai inserito tu nel blog (presa probabilmente dal sito della EFF) ho provato a caricarla sul sito della Gazzetta ma me l'hanno rifiutata per ben due volte (e non so perché).

    Ciao
    Daniele aka Frankie688

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  2. Gora Euskadi! Lo so che sono amichevoli, ma per noi sono molto di più e qualcuno farebbe bene a leggere quegli striscioni, ogni tanto.

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  3. ciao Daniele, non ti ho ancora aggiunto su msn perchè non sono a casa e non scrivo dal mio pc...appena rientro (lunedì) ti metto nella lista!

    Unai Alba...ma perchè lo abbiamo comprato? Non ha giocato nemmeno un secondo...se serviva un terzo portiere per sostituire Lafuente infortunato per un mese, tanto valeva promuovere dal Bilbao Athletic Aitor Alcalde. Le idiozie della dirigenza negll'ultimo biennio sono state davvero stratosferiche.
    Sono contento per la doppietta di Etxebe, a un certo punto della stagione ho scritto chiaramente che mi sembrava finito, ormai alla canna del gas, e invece nel finale della temporada è stato decisivo. Grande Gallo, sono contentissimo che mi abbia smentito.

    Per quanto riguarda le amichevoli di Euskadi (e qui rispondo anche a Umberto), il fatto della poca visibilità di queste partite, in Italia come nel resto d'Europa, è facilmente spiegabile: la federazione spagnola non le tollera e fa di tutto per circoscriverne l'impatto alla sola area iberica. Vi siete mai chiesti perchè Euskadi giochi sempre contro nazionali di seconda fascia, la maggior parte delle volte extraeuropee? Dato che il potere di ufficializzare la Selekzioa risiede unicamente nelle mani della FEF (assolutamente non intenzionata a "liberare" la EFF), essa fa pressioni sulle altre nazionali di alto livello affinché non incontrino la rappresentativa basca. La Serbia a Natale ha accettato solo perchè la allena Clemente, e comunque non è una nazionale di primo piano. Immaginatevi un'amichevole tra Euskadi e Italia, o Germania, o Inghilterra (Francia e Spagna meglio di no ^^), e pensate alla risonanza che un vento del genere potrebbe avere...troppa. Dunque meglio tacitare il tutto e lasciare che Euskadi giochi la sua partitella contro Camerun o Uruguay. Mica scemi gli spagnoli.

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  4. utente anonimo23 giugno 2007 14:42

    Anche la FIFA si è "rimessa nelle mani" della federazione calcistica spagnola. In pratica hanno detto che non sarebbero sfavorevoli alla creazione di una nazionale basca, purché la federazione spagnola riconosca l'indipendenza della federazione basca. Un altro problema (che poi è lo stesso che c'è a livello politico) è che la EFF gestisce solo Gipuzkoa, Araba e Bizkaia e, quindi, si avrebbe una federazione indipendente, ma solo per questi tre territori. E' anche vero che magari il calcio potrebbe essere una "prima pietra" posta verso l'indipendenza... speriamo... magari si potesse prendere esempio da Serbia e Montenegro (referendum per l'indipendenza).

    Ciao
    Daniele aka Frankie688

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  5. Ho visto il servizio della partita su ETB ieri sera. è stata una bella partita almeno da quanto ho visto, peccato per il calo mentale/fisico del secondo tempo, comunque ottima prestazione della Selekzioa.

    Grandissimo Etxebe e Aduriz!

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  6. Ciao Edo, sono Valentino

    L' indipendenza calcistica potrebbe anche andare bene: se negli organi calcistici della comunità di Euskadi c'è un' ampia volontà in tal senso, la RFEF dovrebbe prenderne atto.

    Per quanto riguarda il discorso politico, ci andrei con le molle: come idee politiche personali, mi ritengo a favore dell' autonomia e del decentramento, ma non dell' indipendenza e del separatismo. La comunità autonoma di Euskadi mi pare che goda di un' autonomia invidiabile, perfino in materia fiscale, proprio in virtù della sua specificità.
    Essendo di simpatie internazionaliste, in linea di massima non vedo con grande favore ogni nazionalismo: per me il valore più importante alla base di ogni costruzione politica deve essere quello dell' uguaglianza. Mi spiego: se Catalunya ed Euskadi, le zone probabilmente più ricche della Spagna, si separassero tagliando ogni rapporto con la Spagna, ne farebbero le spese comunità più povere come Murcia o Estremadura.
    Sarebbe un atto egoistico e nei fatti dal carattere regressivo. L' autonomia è stata una grande conquista dopo la morte di Franco, e credo che adesso fortunatamente ci sia molto più spazio per la specificità culturale catalana o basca. Che ne pensi di tutto questo, tu che magari hai anche qualche esperienza personale?

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  7. Ciao Valentino, sull'argomento che proponi ci sarebbero talmente tante cose da dire che non basterebbe un blog intero per discuterne.
    Sinteticamente: io sono per il diritto dei popoli all'autodeterminazione. So che può sembrare anacronistico se pensiamo alla realtà globalizzata nella quale viviamo, tuttavia sono sempre stato convinto che una popolazione debba avere la possibilità, in casi specifici e ben definiti, di reclamare la propria indipendenza da uno Stato all'interno del quale non si riconosce. Tu giustamente dici che Murcia o Extremadura soffrirebbero per l'allontanamento di Euskadi o Catalunya, io ti rispondo rovesciando la questione: mi sembra l'ora di finirla di sfruttare le due regioni ricche per trascinare l'intero PIL del paese, ora i mezzi ci sono e anche le altre regioni devono stare al passo coi tempi, sennò si rischia anche lì una "Cassa del Mezzogiorno" infinita fornita dalle zone industrializzate a quelle più povere.
    L'autonomia è sicuramente una grande conquista e lo spazio per le specificità culturali è maggiore, ma non ci inganniamo: la repressione è ancora enorme, le nefandezze che lo stato spagnolo perpetra acora oggi nei Paesi Baschi sono roba da medioevo.
    Per concludere, io sono favorevole all'indipendenza per una mia predisposizione culturale, ma il dato di fatto è che la maggioranza dei baschi non la vuole. Questo taglia la testa al toro.

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  8. utente anonimo23 giugno 2007 18:10

    Io credo che dal punto di vista idealistico già sarebbe un primo passo avere l'autodeterminazione (che è un punto condiviso da tutti i Baschi). Per come è strutturata la costituzione Spagnola (almeno a quanto ne so io) è riconosciuto il diritto del popolo spagnolo ad autodeterminarsi, ma solo come tale (cioè spagnolo) e non vengono riconosciuti altri popoli (come, per esempio, i Baschi, i Catalani, ecc). Inoltre, dal punto di vista dell'autonomia, questo è "fumo negli occhi" degli osservatori esterni, che credono che essendo i Paesi Baschi una regione "speciale", circa come da noi il Trentino Alto Adige, allora goda di privilegi che altre regioni non hanno. In realtà il governo basco si occupa solo di coordinare i municipi locali o di decidere la destinazione dei capitali riservati alla regione (un po' come in Italia) - questo è sempre quello che so io -. Un altro fatto importantissimo è che come primissimo passo il governo basco vorrebbe che fosse riconosciuta come regione unica gli attuali Paesi Baschi assieme con la Navarra (che attualmente è una regione a sé) così come l'Iparralde vorrebbe essere considerata una regione a sé della Francia, anziché essere solo una parte dei Pirenei Atlantici. Anche questi sarebbero dei piccoli passi... ma sembra non ci sia molta motivazione.

    Daniele aka Frankie688

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  9. Edo, la cosa che dici alla fine del tuo intervento è sicuramente la più importante di tutte.
    Io adotto quella prospettiva proprio perchè ritengo i destini degli individui e delle varie realtà collettive inseparabili l' uno dall' altro, ed è proprio da qui nasce l' esigenza della solidarietà.
    Non sono uno storico della Spagna, quindi prenderò spunto dal caso italiano che mi è un po' più familiare: le regioni del Nord sono più sviluppate, ma lo sono anche per tutti gli emigrati del Mezzogiorno che hanno costruito il "Miracolo". Va poi considerato come il Sud Italia è stato accorpato al Piemonte e al Nord-centro Italia nel corso del processo di unificazione, modalità che da molti storici sono state definite più o meno coloniali, e che hanno grandemente contribuito (insieme alla precedente storia del Regno delle Due Sicilie) allo svilupparsi del fenomeno mafioso, del clientelismo e di altre storture. Insomma, alla fine di tutto questo excursus la mia domanda è: chi sfrutta veramente chi? Non so però quanto queste categorie siano applicabili al caso spagnolo, proprio per l' ignoranza in materia che ho confessato sopra, però ribadisco la mia posizione: massimo sviluppo delle autonomie, ove possibile, ma soprattutto salvaguardia dell' uguaglianza costituzionale dei cittadini, quella costituzione che la popolazione basca nella sua maggioranza ha per l' appunto accettato e continua ad accettare (e questo, tra le altre cose, accentua il carattere odioso di ETA).

    @Daniele
    Oddio, dovrei ripassare un po' la materia... Ho letto un libro sulla storia politica della Spagna post-franchista qualche mese fa (A. Bosco, "Da Franco a Zapatero", il Mulino), proprio a questo mi appiglio.
    Nel libro si spiega come in Euskadi e Navarra si appliche un regime fiscale ("regime forale") diverso da quello di tutte le altre comunità, "un regime che si distingue da quello generale perchè attribuisce alle comunità in cui si applica una completa autonomia impositiva, nel senso che le regioni fissano e riscuotono autonomamente la maggioranza delle imposte (sul reddito, sulle società ecc.) passando allo stato solo una quota a compensazione dei suoi servizi generali e di quelli prestati nei loro territori. Nelle comunità a regime comune (cioè non Euskadi e Navarra), invece è lo stato che stabilisce l' entità delle imposte e le riscuote trasferendo poi alle regioni le somme necessarie a finanziare le competenze assunte..."
    Mi sembra molto più che fumo negli occhi, mi sembra un livello di autonomia invidiabile, considerando anche che le comunità di Euskadi e Navarra hanno competenze massime su istruzione e sanità.

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  10. utente anonimo23 giugno 2007 19:56

    Ops, non mi sono firmato... il commento precedente a questo è sempre mio

    Daniele aka Frankie688

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  11. utente anonimo23 giugno 2007 19:56

    Quello che intendevo era che un vantaggio fiscale non corrisponde a un vantaggio "morale" o "pratico". Nel senso che a noi che osserviamo da fuori traspare l'autonomia finanziaria, eccetera, mentre chi ci vive sa molto meglio di noi che in realtà sono dei "contentini". Se consideri che per chi è sospettato di avere a che fare con ETA è prevista la TORTURA e l'imprigionamento a decine (ma anche centinaia) di km di distanza dal luogo della cattura e/o di abitazione se non addirittura all'estero CONTRO LA STESSA COSTITUZIONE, ti rendi conto che le condizioni in cui vivono sono, se non altro, medievali. Questo è solo il lato relativo ai 'sospettati' di avere a che fare con ETA. Ci sono anche altri aspetti che fanno sì che la loro condizione sia quella di "sottomessi" e non "privilegiati". Per quanto concerne la costituzione, come dicevi tu, questa è stata votata dalla maggioranza della popolazione spagnola, ma nelle singole regioni ci sono stati esiti ben diversi: nei Paesi Baschi, così come in Navarra e, se non sbaglio, anche nelle Canarie aveva vinto il NO alla costituzione post-Franco. Ovviamente l'esito è stato deciso a "maggioranza nazionale" per cui i No di queste regioni sono stati semplicemente IGNORATI.

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  12. quoto Daniele in toto. Valentino, il fatto che fiscalmente ci sia più autonomia in EH non riesce minimamente a controbilanciare l'invasività oppressiva dello stato spagnolo in mille altri aspetti della vita quotidiana...gli esempi si sprecano: la chiusura delle "Erriko taberna", le case del popolo basche; i problemi dell ikastola, le scuole basche, nell'insegnare l'euskera; le condizioni dei progionieri politici, tenuti lontanissimo dalle famiglie o addirittura esiliati; la chiusura di giornali e partiti della sinistra radicale; i metodi usati per interrogare i prigionieri; ecc ecc. Tutti abusi che puntualmente Amnesty International sottolinea nel suo rapporto stagionale. E tutto ciò senza mettere sul piatto la vicenda dei GAL...E' evidente che la Spagna tenta in ogni modo di reprimere l'essenza stessa del popolo basco e di frenare la sua voglia di indipendenza.
    Poi, ripeto, la popolazione è divisa tra chi vorrebbe la secessione e chi si accontenta dell'autonomia, coi secondi in maggioranza piuttosto netta.

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  13. In linea di massima sono d'accordo anch'io con Daniele e Edo. Ma quale autonomia economica? Io credo che per capire la situazione del popolo basco bisogna farci una visitina e parlare con un po' di persone, magari non nei capoluoghi, ma nei paesini: non c'è un basco che non ha nella sua famiglia un parente vittima (a seconda delle generazioni) dello stato spagnolo in una qualche sua forma (regime fr**nchista, prima repubblica, GAL ecc... Una lista di nomi che mi fa ribrezzo!). Il punto più importante resta comunque la storia, soprattutto in un paese come Euskadi, così autoctono: la lingua (vera forza unificatrice di ogni popolo) basca è l'unica europea che non ha legami con altre cosiddette indoeuropee e che quindi resta una lingua isolata; anche analisi scientifiche oltre che storico-folkloristiche hanno dimostrato che i baschi hanno sempre abitato quelle regioni (le 7 province, compresa, eccome, la Nafarroa); se poi si analizzano i documenti storici si risale al fatto che i baschi sono sempre stati indipendentisti e spesso indipendenti (compreso con l'invasione araba, il quale popolo aveva stabilito ottimi rapporti con Euskadi, che aveva più autonomia di adesso). Dopo questo excursus sorge spontanea una domanda: perchè? Perchè Euskadi non ha il diritto all'autodeterminazione di cui hanno usufruito moltissime altre nazioni in tutta Europa? Perchè accadono tutti gli abusi che hai detto tu, Edo, dall'ikastola alla taberna? Perchè Batasuna viene dichiarato "illegale" con scuse ridicole? Gora Euskadi ta askatasuna

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  14. utente anonimo4 novembre 2007 20:12

    condivido in toto quanto scritto sulla repressione spagnola, dati alla mano nel solo 2007 sono stati arrestati oltre 180 baschi, nemmeno
    Franco arrivò a tanto, poi sul desiderio di indipendenza del popolo basco i dati di euskobarometro dicono qualcosa di diverso da quanto è stato citato, sommando piccolo e grande desiderio si tocca quota 64%.

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