martedì 22 gennaio 2008

20a giornata: Osasuna 2-0 Athletic.

Osasuna: Ricardo; Azpilicueta, Cruchaga, Miguel Flaño, Monreal; Puñal (60' Héctor Font), Javi García; Juanfran, Margairaz (55' Kike Sola), Vela (89' Jokin Esparza); Dady.
Athletic: Aranzubia; Iraola, Ocio, Amorebieta, Koikili; Orbaiz, Javi Martínez (74' Del Horno); Susaeta, Yeste, David López (54' Garmendia); Aduriz (78' Llorente).
Reti: 66' Dady, 68' Vela.
Arbitro: Manuel Enrique Mejuto González (Comité Asturiano).
Note: espulso al 61' Yeste (A) per gioco scorretto.

Partita orribile e sconfitta meritata per l'Athletic, che riesce nell'impresa di giocare peggio di un Osasuna inguardabile nel contesto di un derby ai limiti della denuncia penale da parte dei poveri spettatori (me compreso). Veramente ridicola la proposta calcistica della squadra di Caparros, e le parole di Ziganda nel dopo-partita ("L'Athletic ha sicuramente risentito dei supplementari del Montjuic") sono sicuramente una testimonianza d'affetto per quella maglia che Kuko ha onorato per anni, ma non costituiscono una motivazione sufficiente per spiegare la pena suscitata ieri dai Leoni. Pallonate, pallonate e ancora pallonate dalla difesa verso Aduriz, saltando sistematicamente un centrocampo che pure ha nelle sue fila elementi di caratura tecnica sopra la media (Orbaiz, Javi Martinez, Yeste, Susaeta e David Lopez non sono e non possono essere la linea mediana di una squadra che lotta per non retrocedere); disarmante la continua ricerca del lancio lungo, sempre preda dei difensori avversari, e commovente, nel suo ineluttabile destino di sconfitta, la lotta contro i mulini a vento di Aduriz, solo e abbandonato contro quattro difensori e sempre costretto a dannarsi l'anima snaturandosi in un gioco che non gli appartiene, quello di boa offensiva, la cosa forse più distante dalle sue caratteristiche di predatore d'area e di contropiedista sopraffino. Analizzerò meglio le caratteristiche del non gioco biancorosso nel post riassuntivo del girone d'andata, online (spero) tra qualche giorno.
La cronaca è scarna e davvero avara di episodi da raccontare. L'Athletic scende in campo con la stessa formazione che ha battuto il Siviglia, segno che Caparros sembra aver scelto il 4-2-3-1 in pianta stabile; ancora panchina per Llorente, positivo a Barcellona ma col solito problema del gol, e anche per Garmendia, molto convincente da quando Jokin si è deciso ad utilizzarlo. Schieramento speculare per i cugini dell'Osasuna, che si affidano ad una pattuglia di giovani promesse (Azpilicueta, Monreal, Juanfran, Margairaz, Javi Garcia, Vela) guidate dalle vecchie volpi Krutxaga e Puñal. Partono forte i padroni di casa, pressing e ritmo molto alti, ma si capisce che davanti mancano di idee; l'Athletic si difende da subito con grande affanno, sparacchia via ogni pallone che transita sulla trequarti e più di questo non fa: gioco palla a terra e calcio ragionato sono un'utopia e il derby si rivela presto di una bruttezza inenarrabile. A parte qualche tiro dalla lunga distanza (Vela per i navarri e Javi Martinez per l'Athletic vanno anche vicini al gol) non succede nulla di nulla, e allora ci si mette Mejuto Gonzalez a ravvivare un po' la partita. Il fischietto asturiano prima sorvola su una trattenuta in area ai danni di Aduriz, quindi la combina ancor più grossa negando un rigore solare all'Osasuna per un intervento di Amorebieta su Juanfran, abbattuto senza che il basco-venezualano sfiori nemmeno il pallone. In più, il direttore di gara ammonisce solo al 34' Miguel Flaño, a cui manca solo il grembiule sporco di sangue per essere un vero macellaio, e anche nel resto del match Mejuto sorvolerà parecchio sui falli del rude centrale navarro. Al 39' ecco la prima vera parata dell'incontro, protagonista Aranzubia che concede molto alla platea volando per bloccare un tiro di Vela; risponde subito dopo l'Athletic con una grande azione di Yeste, difensore saltato con uno stop di tacco e tiro-cross col destro, peccato però che nessun compagno sia appostato sul secondo palo per la deviazione vincente. Il primo tempo finisce tra gli sbadigli del pubblico, ma la ripresa inizia peggio. Ci si mette anche la nebbia, infatti, a complicare la vita ai giocatori, che in alcune fasi della partita sembrano non sapere neppure dove stanno buttando il pallone. Insomma, una tragedia. I due tecnici provano a dare un senso al match con alcuni cambi (nell'Athletic esce un impresentabile David Lopez, peraltro fischiatissimo dai suoi ex tifosi, ed entra Garmendia), ma la vera svolta la dà Fran Yeste, che decide di farsi giustizia da solo dopo l'ennesimo fallo di Miguel Flaño e colpisce il difensore rojillo con una testata modello Zidane. Rosso diretto e sentiti ringraziamenti da parte dell'Osasuna. Passano appena cinque minuti e la frittata di Fran dà i suoi frutti: punizione dal limite di Dady, tocco di un difensore e Aranzubia è fuori causa. Il vantaggio gasa i locali e fa sbandare paurosamente i Leoni, e infatti dopo due minuti ecco il raddoppio di Vela, che scatta a difesa biancorossa immobile e fulmina Dani con un sinistro imprendibile. Meritato il gol del messicano, uno dei pochissimi in campo a cercare di giocare a calcio. Ottenuto il gol della sicurezza, la squadra di Ziganda tira i remi in barca e la partita perde completamente d'interesse, nonostante l'Athletic in qualche modo provi a cercare il gol che riaprirebbe la contesa. Purtroppo, però, la pochezza offensiva basca è ovviamente amplificata dalla mancanza di Yeste e negli ultimi 20 minuti c'è da segnalare solo un tentativo di Llorente ben contenuto da Ricardo. Il gol annullato per fuorigioco a Ocio al 92' è solo la fotografia di un derby tutto da dimenticare per l'Athletic, che la sconfitta al Reyno de Navarra fa precipitare al terzultimo posto, in piena zona retrocessione, seppur in coabitazione con altre tre squadre.
I migliori e i peggiori nell'Athletic: davvero difficile trovare qualcuno che si salvi. Decente la difesa, senza comunque far nulla di trascendentale (e con i due esterni nulli in fase offensiva), Aranzubia abbastanza sicuro, Llorente entra e sfiora il gol. Tutto il resto è noia, per dirla con Califano.
Yeste croce e delizia per eccellenza: quando tocca la palla può sempre creare qualcosa, però la combina davvero grossa con quell'espulsione che più sciocca non si può. Centrocampo bocciato in blocco, ma non è colpa di Orbaiz e co. se l'Athletic usa il monoschema del lancio lungo; lo stesso discorso vale anche per Aduriz, incapace comunque di produrre uno straccio di tiro in porta in quasi 80 minuti. Se dovessi prendere la prestazione di un singolo per illustrare quella dell'Athletic, sceglierei senza dubbio David Lopez: il riojano ha l'attenuante della brutta accoglienza riservatagli dai tifosi navarri, però sbaglia di tutto e di più, compiendo un deciso passo indietro dopo le buone prove contro Siviglia ed Espanyol.

4 commenti:

  1. Davvero un peccato vedere vanificati così i successi contro Espanyol e (soprattutto) Siviglia...questa squadra deve tornare ad avere una continuità, non può fare una domenica la partita perfetta e quella dopo fornire pessime prestazioni come a Pamplona...io penso che le sue colpe le abbia anche il buon Jokin...che deve capire che giocando sempre "palla lunga e pedalare" non si va da nessuna parte...ok, magari è il suo gioco, ma a tutto c'è un limite...come dice Edo nell'articolo è davvero impensabile che con il nostro centrocampo dobbiamo lottare per non retrocedere...anche se quello ora deve essere il nostro primo obiettivo, dobbiamo puntare a sganciarci dal gruppone di bassa classifica per essere tranquilli! Ma sbaglio o domenica c'è Athletic-Barca? Lì sì che servirà una grande prestazione...AUPA ATHLETIC!

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  2. utente anonimo22 gennaio 2008 18:39

    peccato davvero perchè in un campionato così livellato (verso il basso, secondo me) l'athletic ha tutte le carte in regola per un decimo posto o giù di lì...con l'osasuna è stata un pianto, è vero, forse i supplementari hanno influito e anche yeste poteva risparmiarsela, ma questa squadra dopo 20 partite non ha ancora una fisionomia precisa da centrocampo in su. Caparròs mi ricorda Novellino: ottimo nella preparazione della fase difensiva, ma quando si tratta di attaccare ha la fantasia di un blocco di cemento armato. Veramente, più penso alle squadre che ha davanti e più credo che gli zurigorri stiano buttando via la chance di fare qualcosa di importante...e ormai siamo in piena zona retrocessione...pazienza, su le maniche e gora atheltic!!!!

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  3. utente anonimo23 gennaio 2008 01:55

    Concordo con il messaggio precedente. Come Novellino. L'allenatore ha le sue colpe, prima tre tutte quella di non saper far fruttare i tanti giocatori dai piedi buoni (da Iraola, Del Horno, Orbaiz, passando per Susaeta, Yeste, Javi Martinez, fino ad Exteberria e Aduriz). La tecnica c'è e molta di più che in altre squadre sopra di noi, tipo Getafe o lo stesso sorprendente Racing.
    Secondo me Caparros non è l'uomo giusto per aprire un ciclo che ci risporti nel più breve tempo possibile nella parte sinistra della classifica e magari anche in Europa.
    Vabbè. Aupa Atheltic

    andrea.b

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  4. Piero: mi devo ripetere, son cose che ormai dico da tempo, però il punto è che l'Athletic gioca bene contro squadre che devono fare la partita (vedi Siviglia) e si perde quando deve imporre il gioco. A Pamplona l'Osasuna, squadra tecnicamente imbarazzante, ha giocato a pallonate e noi non siamo riusciti mezza volta a tenere la palla a terra; non potendo giocare come facciamo contro le formazioni che tengono palla e ci attaccano (spazi chiusi, pressing alto e contropiede), abbiamo risposto anche noi col monoschema del lancio lungo, che 1) non è adatto alla caratteristiche di Aduriz e 2) salta sistematicamente i nostri palleggiatori a centrocampo. Tutto ciò ha dato vita a una partita inguardabile, che poteva sbloccarsi solo per la prodezza di un singolo o per un episodio (l'espulsione di Yeste). Sì, domenica alle 19 c'è Athletic-Barça, e vedrai che faremo una partita decente a prescindere dal risultato; il problema è che i punti vanno fatti con le nostre dirette concorrenti per non retrocedere, e finora ne abbiamo battute pochissime.

    Anonimo e Andrea: pienamente d'accordo con voi. Che Caparros fosse un difensivista era noto, quello che mi sorprende è che non sia ancora riuscito a dare una fisionomia alla squadra dopo un intero girone. Questa rosa ha potenzialità da 6°-7° posto almeno, ne sono convinto, ma queste sono spesso frustrate da un atteggiamento tattico indecente. Certo, in difesa siamo gagliardi, ma secondo me Iraola ha fatto in tutta l'andata le stesse sovrapposizioni che normalmente fa in 3 partite...giochiamo con i terzini bloccati, abbiamo un regista strepitoso che tocca pochissimi palloni (quando invece dovrebbe essere il fulcro del gioco) e un centrocampista universale che si deve limitare a fare il medianaccio, per tacere poi delle qualità sfruttate col contagocce di Susaeta, Yeste, Aduriz, ecc. Mi sto convincendo anch'io che Jokin non è il tecnico adatto...prima di bocciarlo aspetterei ancora, ma credo che in futuro dovremmo guardare ad altri allenatori (Marcelino, Emery, Mendilibar, tutti mister che stanno facendo miracoli con le rose che hanno).

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