domenica 16 maggio 2010

Il sabato degli addii.


Mil esker Joseba!

L'ultima giornata di campionato mi è sempre sembrata simile all'ultimo giorno di liceo: si pensa alle vacanze (a meno di non doversi sudare qualcosa all'ultimo tuffo...), si salutano gli amici e si pensa già alla stagione successiva. Per gli studenti del quinto anno, però, la situazione è diversa, perché sanno benissimo che dopo gli esami inizieranno un nuovo percorso e che quel giorno segna la fine di una fase importante della loro vita. Oggi pomeriggio, alle 18, al San Mamés di Bilbao suonerà l'ultima campanella della vita calcistica di Joseba Etxeberria Lizardi, 513 partite e 104 gol ufficiali con l'Athletic, un giocatore che è già nella leggenda del club; ma non solo. La partita contro il Depor sarà anche l'ultima gara della carriera di Armando, il secondo portiere che ha coronato il sogno di una vita chiudendo la sua traiettoria professionale nella squadra che ama; ma non solo. Stasera dirà addio alla camiseta biancorossa pure Iñaki Muñoz, i cui tre anni nel Botxo sono stati un vero e proprio incubo, con sole 25 partite disputate e un ostracismo inconcepibile da parte di tecnico e società, un comportamento vergongoso nei confronti di un professionista serio come il mediano ex Osasuna (da leggere la sua intervista al Correo, nella quale mostra infinito rispetto per la maglia nonostante il trattamento a lui riservato); ma non solo. Athletic-Deportivo rappresenterà quasi sicuramente anche il passo di addio di Fran Yeste, anzi non ci sarà nemmeno quello, visto che il fantasista di Basauri è infortunato e non scenderà in campo come Etxebe, Armando e addirittura Muñoz, che figura tra i convocati. Parlare della situazione di Yeste è come una stilettata al mio cuore di tifoso e offusca le belle celebrazioni organizzate dalla società per il Gallo. Oggi sono triste e non perché Etxeberria si ritira, ma solo perché non sopporto più una dirigenza capace di trattare a pesci in faccia sia i giocatori poco popolari e dunque indifesi (Muñoz), sia i grandi simboli del club (Yeste). Non proporre neppure il rinnovo a Fran, da 19 anni nelle fila biancorosse, è un atto indegno di una squadra con una storia come quella dell'Athletic. Oggi sono triste e non mi va di scrivere altro. Addio e grazie di tutto, ragazzi!

Il gol più importante di Etxeberria: Athletic-Saragozza 1-0, secondo posto e qualificazione in Champion's (15/05/1998, 12 anni fa).



Ancora contro il Saragozza, ma stavolta segna Yeste: 1-0 e la salvezza è vicinissima (bellissime le lacrime di Fran, commosso dopo questa rete fondamentale; era il 3 maggio 2006).



7 commenti:

  1. utente anonimo16 maggio 2010 12:54

    ieri alla sua uscita è stato veramente commovente, ma purtroppo in squadra come l'Athletic succede spesso perchè tanti giocatori fanno la carriera a Bilbao....cmq c'è stato anche il passaggio di testimone da Etxebe a Iker che ha fatto un partitonepanner39

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  2. utente anonimo17 maggio 2010 00:07

    bellissimo post..emozionante, triste con te x Yeste...forse uno dei più grandi talenti della storia del Club...e ci teniamo Toquero..!!!saluti...Gab Sardegna

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  3. Come darti torto. Exte e Yeste sono state due bandiere, due eroi. E per chi questa realtà non la vive, per chi non sa cosa ci sta dietro ESSERE dell'athletic non può capire. E' un calcio sempre più dissimile da me. Speriamo che siano solo cambiamenti transizionali...

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  4. Panner39: verissimo, è stato un momento commovente come pochi. D'accordo anche su Muniain, che ha le potenzialità per diventare più forte di Etxebe (ottimo giocatore, ma non un fuoriclasse). Incredibile che Caparros abbia proposto Iker titolare così poche volte...Gab: che altro aggiungere a quanto hai detto? Niente. Se ne va un talento assoluto (almeno al 99%, c'è sempre l'1% di possibilità che resti...) e resta gente molto più scarsa. Eh, però Yesye non corre...(censura).Ramaya81: purtroppo Yeste non è mai stato capito dal pubblico di Bilbao, che non gli ha mnai perdonato una certa indolenza (lì i veri idoli sono i giocatori di classe che però lottano come mediani, alla Guerrero). In ogni caso, è innegabile che pure l'Athletic stia lentamente cambiando, speriamo che siano solo passaggi, come dici tu.

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  5. utente anonimo19 maggio 2010 19:58

    Edo ma credo che Jokin abbia fatto bene a non utilizzare eccessivamente Iker perchè a 17 anni deve ancora farsi e non credere di essere arrivato. Ho sempre letto che Jokin è stato sempre bravo a lanciare i giovani e credo sia veropanner39

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  6. E' verissimo Panner, però tra utilizzare oculatamente e farlo partire sempre in panchina una via di mezzo forse c'è...comunque è lui che vede ogni giorno i giocatori, di certo ne sa più di me ;)

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  7. utente anonimo19 maggio 2010 21:53

    hai ragione anche tu ed anch'io in effetti avrei voluto vederlo molto di più però ripeto ha 17 anni, una carriera intera davanti ed essere già titolare fisso potrebbe fargli montare la testa credo ;)panner39

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