lunedì 31 gennaio 2011

21a giornata: Atletico 0-2 Athletic.


Toquero abbracciato da Muniain dopo lo 0-1 (foto Athletic-club.net).

Atlético de Madrid: De Gea; Ujfalusi, Perea, Godín, Filipe Luis (67' Juanfran); Tiago, Assuncao, Elías (46' Domínguez); Reyes; Forlán (77' Diego Costa), Agüero.
Athletic Club: Iraizoz; Iraola, San José, Ekiza, Koikili; Muniaín (85' Susaeta), Gurpegui (58' Orbaiz), Javi Martínez, David López; Toquero (72' Iturraspe), Llorente.
Reti: 46' pt e 64' Toquero.
Arbitro: Fernando Teixeira Vitienes (C. Cántabro).
Note: espulso al 39' Perea (A) per fallo da ultimo uomo.

Sono le vittorie sui campi difficili come il Calderon che faranno la differenza tra entrare in Europa o restarne fuori: logico dunque che il 2-0 ottenuto ieri dai Leoni in casa dell’Atletico Madrid sia un risultato importantissimo, un successo chiave per capire se l’Athletic è pronto per spiccare il volo. Quest’anno stiamo finalmente assistendo alla metamorfosi che tutti invocavamo da tempo: squadra corta, palla a terra, grande spinta sulle fasce e più rifornimenti giocabili per Llorente (e conseguentemente meno pelotazos dalla difesa verso la testa di Fernando); finora un atteggiamento del genere si è visto più spesso in casa che fuori, ma se Caparros prende coraggio e si decide ad abdicare del tutto al difensivismo da trasferta, quei punti che mancarono l’anno scorso per arrivare in UEFA potrebbero essere fatti senza troppi problemi, visto il livello non eccelso del campionato. E’ innegabile che ieri i biancorossi siano stati fortunati (e anche aiutati da una decisione dell’arbitro), tuttavia è piaciuto il modo in cui è stata affrontata la partita, senza timori reverenziali e soprattutto senza mediani adattati alla fascia o altre amenità. Speriamo che la vittoria serva per acquisire maggior convinzione e non abbandonare la strada intrapresa.
Jokin schiera la stessa formazione della scorsa settimana, confermando David Lopez sulla destra ed Ekiza in coppia con San José in difesa; unica perplessità l’assenza di attaccanti centrali in panchina, visto che Diaz de Cerio e il nuovo acquisto Urko Vera sono rimasti a Bilbao. L’Athletic parte bene e sembra molto più propositivo rispetto a certe trasferte sconcertanti, una su tutte il derby contro la Real Sociedad; Javi Martinez è il catalizzatore del gioco, si piazza davanti a Gurpegi in una specie di rombo e, pur non essendo un regista puro, velocizza il gioco smistando rapidamente la palla sulle fasce, rimanendo al contempo sempre pronto ad inserirsi. Muniain sembra subito ispiratissimo e i terzini spingono con continuità, ragion per cui l’Atletico è costretto a rinculare per i primi minuti di gara. Gli uomini di Quique Sanchez Flores ci mettono un po’ a raccapezzarsi, ringraziano De Gea (bravissimo su una rasoiata di Javi Martinez da fuori) e quindi iniziano a mettere il naso fuori, guidati da un Reyes imprendibile per Koikili. Senza fare nulla di trascendentale i padroni di casa prendono campo: Tiago alle velocità della Liga è un centrocampista sontuoso e fa girare benissimo il pallone, tuttavia i colchoneros vengono traditi dai loro uomini migliori. Aguero, Forlan e Reyes sprecano infatti alcune buone occasioni e l’Athletic, pur soffrendo, riesce a difendere la porta di un Iraizoz impeccabile. Nel momento migliore dei madrileni, poi, i Leoni colpiscono: Koikili mette in mezzo da sinistra, Toquero di petto smorza per Llorente e il numero 9 viene agganciato da Perea in area. Per Teixeira Vitienes è rigore più espulsione del colombiano, e se il penalty ci sta tutto il rosso sembra davvero esagerato. Sul dischetto va proprio Fernando, che strappa il pallone a Muniain e lo difende dall’assalto di David Lopez, ma il riojano è visibilmente nervoso e calcia fuori. Il rigore fallito è una mazzata non da poco per i baschi, che giocano per alcuni minuti come se fossero in apnea e rischiano la beffa su un filtrante di Tiago che coglie scoperta la difesa: Forlan si invola verso Iraizoz, prende la mira ma spara incredibilmente a lato, sprecando un’occasione colossale. La girandola di emozioni e ribaltamenti di fronte si conclude in pieno recupero e a gioire stavolta è l’Athletic, che trova l’1-0 con un piatto al volo di Toquero imbeccato da un cross al bacio di Iraola. E’ il primo gol stagionale per Gaizka, sbloccatosi forse nel momento più importante della Liga dei bilbaini.
La ripresa purtroppo non è all’altezza di un primo tempo scoppiettante e ben giocato da entrambe le squadre. L’Atletico, infatti, dopo un tentativo di forcing iniziale tira i remi in barca e non dà mai l’impressione di poter mettere in discussione il risultato; l’Athletic controlla senza problemi, domina il possesso palla e si permette anche il lusso di sbagliare un gol fatto con Llorente. Il 2-0 è comunque questione di tempo e al 64’ si materializza ancora sull’asse Iraola-Toquero, col primo a mettere dentro un rasoterra invitante e il secondo a insaccare in scivolata. La mezz’ora restante passa senza lasciare grandi tracce, i Leoni sembrano accontentarsi e non spingono più di tanto, anche se sfiorano almeno un paio di volte la terza rete. L’Atletico invece sparisce e riappare solo per incassare i fischi del Calderon, ormai giunto al limite di sopportazione con i suoi (ex?) beniamini.
Vittoria pesante sul campo di una rivale storica: cosa chiedere di meglio alla domenica liguera? Come detto in precedenza, la strada intrapresa ieri è quella giusta e speriamo che la squadra abbia finalmente capito di potersela giocare sempre, anche in trasferta; a un certo punto della stagione lo stava facendo, poi alcune sconfitte eclatanti ma ingenerose (penso al 4-1 di Villarreal o al 5-1 del Bernabeu) avevano fatto ricredere un po' Caparros, tornato a riproporre formazioni troppo conservative lontano dal San Mamés prima del colpaccio di ieri. La qualità di molti dei nostri giocatori, la condizione in crescendo (vedere per credere il devastante Javi Martinez di gennaio) e il sesto posto a +5 dalla settima non possono più farci nascondere: siamo da Europa, andiamo a prendercela.

Le pagelle dell’Athletic.

Iraizoz 6,5: non deve compiere interventi eccezionali, però resta sempre attento e concentrato e non commette alcun errore quando l’Atletico spinge, e ad un portiere si chiede soprattutto questo. Spettatore non pagante nella ripresa.
Iraola 8: prestazione superlativa, da interprete del ruolo con pochi rivali in Europa quale Andoni è. Due assist, una spinta continua, pochissimi palloni sbagliati: più che un terzino, un regista aggiunto, una fonte di gioco imprescindibile per la squadra. Del Bosque era in tribuna, se non lo convoca è uno scandalo.
San José 6: sembra tornato ai suoi livelli dopo un periodo di appannamento quasi fisiologico. Comanda la difesa senza incertezze, è bravo ad accorciare per tenere corta la squadra e controlla senza sbavature Aguero e Forlan. Unica sbandata in occasione della palla-gol concessa all’uruguagio in chiusura di primo tempo, era fuori posizione.
Ekiza 6,5: sorprende ogni giorno di più il canterano, promosso a sorpresa da Caparros in prima squadra e da subito a suo agio nel cuore della difesa biancorossa. E’ molto pulito nell’intervento, sa ingaggiare il corpo a corpo con l’avversario e possiede anche un lancio lungo non disprezzabile. Molto positivo.
Koikili 5,5: per una volta è migliore quando spinge rispetto a quando difende. In proiezione offensiva è lui ad innescare l’azione del rigore ed a servire a Llorente un comodo pallone per il 2-0, ma quando Reyes avanza soffre terribilmente. Nella ripresa traballa in un paio di uno contro uno con l’andaluso, per sua fortuna il raddoppio taglia le gambe agli avversari.
David Lopez 6: è in un buon momento di forma e ha il piede caldo, ma tirando le somme è il meno incisivo davanti. Si vede più a palleggiare a centrocampo che a cercare il fondo per il cross, incombenza che lascia spesso e volentieri ad un inarrestabile Iraola. Continuo a preferirgli mille volte Susaeta.
Javi Martinez 8: migliore in campo in assoluto insieme al terzino di Usurbil, a centrocampo è dominante come pochi calciatori sanno essere. Da solo impegna i due centrali dell’Atletico, velocizza il gioco giocando a uno-due tocchi e soprattutto è ovunque: lo trovi a dare una mano in difesa, in appoggio alle punte e a presidiare la metà campo, come se avesse un paio di gemelli in campo. Gigantesco, quasi mostruoso.
Gurpegi 6: si piazza qualche metro dietro a Javi Martinez e si mette a far legna come meglio gli riesce. A parer mio è tornato ai suoi standard pre-squalifica, quando di incontristi puri più forti di lui nella Liga ce n’erano pochi. Ad inizio ripresa perde alcuni brutti palloni e Caparros lo toglie (dal 58’ Orbaiz 6,5: il suo ingresso mi era sembrato poco comprensibile, invece Jokin azzecca in pieno la mossa. Congela la partita facendo girare con grande sapienza tattica il pallone, e dopo il suo ingresso l’Atletico scompare. Saggio).
Muniain 7: lui invece non stupisce neanche più. Ogni volta che parte in progressione sono dolori, salta come minimo un avversario e non perde neppure un pallone. Gli manca lo spunto finale (cross, tiro o filtrante che sia), la ciliegina sulla torta, ma per il resto fa tutto e lo fa alla grande (dall’85’ Susaeta s.v.).
Toquero 7,5: doppietta pesantissima, si sblocca dopo un intero girone senza gol e regala all’Athletic una vittoria chiave per il prosieguo della stagione. E’ sempre il solito Gaizka, generoso, arruffone e anche un po’ ottuso quando parte da centrocampo per pressare il portiere, però stavolta sa essere decisivo quando serve. Leggenda vivente (dal 72’ Iturraspe 6: fa il suo a partita già ampiamente decisa).
Llorente 5: in generale non gioca una brutta partita, però quei due errori avrebbero potuto pesare come macigni. Brutta la sceneggiata sul rigore: prima strappa la palla dalle mani di Muniain, quindi si rifiuta di darla a David Lopez e infine completa l’opera sparacchiando fuori. Clamoroso il gol che si mangia a inizio ripreso e che tiene pericolosamente in vita l’Atletico ancora per parecchi minuti. Se vuole essere un leader deve avere un altro atteggiamento.

Caparros 7,5: a Jokin quel che è di Jokin, non sbaglia niente e ottiene la terza vittoria consecutiva. Capisce di dover osare e propone una formazione aggressiva e capace di giocare a viso aperto contro un Atletico che doveva fare risultato a tutti i costi; ottenuto il vantaggio, riesce a congelare la partita con i cambi e a portare a casa un successo che vale tanto oro quanto pesa. Avanti così.

6 commenti:

  1. utente anonimo31 gennaio 2011 15:09

    Iraola è semplicemente magnifico, lo adoro.
    Quando parlano di noi (mi riferisco agli appassionati di Liga con cui ho modo di confrontarmi) citano Llorente, Javi Martinez e Muniain, e incredibilmente si dimenticano di Iraola, un fuoriclasse nel suo ruolo.

    Pier

    RispondiElimina
  2. utente anonimo31 gennaio 2011 17:33

    D'accordissimo su Iraola, infatti mi sembra dell'altro mondo che in nazionale ci vada ARBELOA e non Andoni....Llorente mi sta piacendo sempre meno, è una fortuna aver ritrovato Toquero mentre il nostro attaccante migliore sta scomparendo.......Muniain poi sta avendo una crescite esponenziale, ora è più intelligente e non spreca quasi nessun pallone....su David Lopez è vero che non ha spunti ma in questo momento è giusto lasciar fuori Susaeta che sta attraversando una fase di involuzione, in questi momenti i giovani vanno un attimo accantonati......cmq per una definitiva conferma della crescita della squadra aspetterei un altro test più probante secondo me, ieri l'Atletico sembrava una squadra da retrocessione tipo Almerìa o Saragozza, l'Athletic ogni volta che ripartiva trovava varchi assurdi e infatti mi è sembrato impossibile che la parttia non sia finita 5-6 a 0
    panner39

    RispondiElimina
  3. utente anonimo31 gennaio 2011 18:39

    complimenti per il blog. l'athletic è una squadra storica!

    RispondiElimina
  4. Pier: io ho un'ammirazione sconfinata per Iraola, senza dubbio è il mio calciatore preferito di quelli attualmente in rosa. Un po' è perché gioca nel mio stesso ruolo "storico" (terzino destro di spinta eheh), ma soprattutto perché offre sempre un rendimento straordinario, è attaccatissimo alla maglia e ha un'umiltà incredibile per uno bravo come lui. Ricordo ancora quando Mané lo fece giocare centrocampista centrale a causa degli infortuni che quell'anno ci falcidiarono...giocò con la sicurezza di un veterano del ruolo. Che spettacolo!

    Panner: d'accordo con te su Iraola e Muniain.
    Non condivido invece il tuo giudizio su Llorente, che ieri (gol sbagliati a parte) non ha giocato male. Consideriamo anche che avrebbe bisogno di una pausa, fisicamente mi sembra che stia facendo il contrario rispetto ai suoi compagni: gli altri crescono, lui cala partita dopo partita; speriamo che l'arrivo di De Cerio e Urko Vera serva a fargli tirare il fiato.
    Francamente non mi pare che Susaeta stesse giocando malissimo, forse non era brillante come a inizio stagione ma una cosa del genere ci sta; capisco che ora Caparros veda meglio David Lopez, per me però Markel è avanti anni luce rispetto al riojano.
    Fino all'espulsione di Perea l'Atletico non aveva fatto male, anzi, il rigore+espulsione è capitato nel momento migliore dei colchoneros...poi ti ricordo che hanno sprecato un'occasione clamorosa sullo 0-0 con Forlan, se l'uruguaiano avesse messo dentro quel pallone staremmo parlando di un'altra partita. Riassumendo, credo che gli avversari di ieri fossero probanti e che l'Athletic abbia giocato bene, sia 11 contro 11 che in superiorità numerica.

    Anonimo: grazie mille ;)

    RispondiElimina
  5. utente anonimo2 febbraio 2011 01:51

    sull'andamento della partita alla fine siamo d'accordo perchè entrambi diciamo riassumendo che con un po' di fortuna in meno la partita poteva essere diversa...su Llorente non mi sta piacendo perchè non vedo in lui il fuoco che prima aveva, è molto compassato e l'episodio del rigore mi ha dato molto fastidio, anche se ho notato che dopo il 1° gol di Toquero si è chiarito con David Lopez......questo ovviamente esula dal discorso generale, Nando rimane un grande attaccante, così come Susaeta, ma entrambi ora attraversano una brutta fase ed è giusto alternarli secondo me
    panner39

    RispondiElimina
  6. Llorente per me sta pagando la grande pressione mediatica su di lui (anche ieri gli hanno chiesto del Madrid...), una mancanza di tranquillità che si è vista in occasione del rigore, e anche il bisogno assoluto di un po' di riposo: sta giocando ininterrottamente da settembre e deve tirare il fiato, visto che il Mondiale non gli ha permesso di prepararsi come i compagni (pure Javi Martinez non è stato fisicamente molto brillante fino a gennaio, mese in cui è tornato ai suoi livelli mostruosi di rendimento). Il problema è: chi lo sostituisce? Speriamo che l'arrivo di Urko Vera, il rientro di Diaz de Cerio e il ritorno al gol di Toquero inducano Caparros a fare un po' di turnover.
    Susaeta è stato accantonato più per le innegabili buone prestazioni di David Lopez che per un calo di rendimento palese, ma la sua capacità di saltare l'uomo e di "incendiare" le partite per me resta fondamentale, mentre del riojano non mi piacciono proprio lo stile di gioco compassato e la mancanza di cambio di passo.

    RispondiElimina