martedì 10 marzo 2009

26a giornata: Barcellona 2-0 Athletic.


Messi, autore del secondo gol, fermato da Koikili (foto Athletic-club.net).


FC Barcelona: Valdés; Puyol (91' Víctor Sánchez), Piqué, Márquez, Sylvinho; Busquets, Xavi, Iniesta (82' Gudjohnsen); Messi, Eto'o, Henry.
Athletic Bilbao: Iraizoz; Iraola, Gurpegi, Amorebieta, Koikili; Susaeta, Orbaiz (75' Muñoz), Javi Martínez (46' Toquero), Gabilondo; Yeste; Llorente (60' Garmendia).
Reti: 17' Busquets, 31' Messi (rig.).
Arbitro: Undiano Mallenco (Colegio Navarro).

Era prevedibile, soprattutto dopo la festa seguita alla vittoria in semifinale di Coppa contro il Siviglia. Troppo concentrato il Barcellona, reduce da cinque giornate senza vittorie, per un Athletic ancora con la testa alla partita (e al dopopartita...) di mercoledì scorso. Il 2-0 va perfino stretto ai catalani, dominatori assoluti del match e tornati a +6 sul Real grazie al pareggio merengue nel derby con l’Atletico; per i Leoni una sconfitta che non fa male, visto che la zona "calda" della classifica dista sempre sei lunghezze e un altro tratto del Tourmalet è ormai alle spalle.
Nelle fila biancorosse non ci sono gli infortunati Ocio, David Lopez e Velez, sostituiti da Gurpegi (cervellotica la scelta di Caparros di arretrare Carlos quando ha in panchina un buon prospetto come Etxeita), Susaeta e Yeste, che va a fare la mezzapunta dietro Llorente con Gabilondo sulla sinistra; Guardiola schiera il Barça secondo il 4-3-3 specialità della casa, ritrova Iniesta dopo un mese di assenza e presenta Busquets in luogo di Touré come vertice basso della mediana. Consci di dover ottenere assolutamente i tre punti, i padroni di casa partono a tambur battente e costringono subito nella propria trequarti l’Athletic, che si difende in modo un po’ affannoso e non trova grande qualità nelle ripartenze; il ritorno di Iniesta restituisce ai catalani quel ritmo che pareva smarrito e i tre attaccanti riprendono a muoversi con armonia e sincronismo, in particolar modo con Messi, che si accentra attirando Koikili e aprendo autostrade per Puyol, ed Eto’o, i cui smarcamenti senza palla mandano subito in ambasce il finto difensore Gurpegi. La prima palla gol, però, capita ai baschi al 15’: Yeste, imbeccato centralmente, buca una difesa blaugrana troppo alta e distratta, si presenta davanti a Valdes in tutta solitudine e ha pure la possibilità di prendere la mira, ma il suo sinistro è troppo liftato e finisce per uscire clamorosamente alla destra del portiere. Neppure il tempo di disperarsi che il Barcellona, da squadra di rango qual è, passa in vantaggio con Busquets, lasciato solo in area sulla punizione di Xavi (Gurpegi in ritardo) e favorito anche da una mezza incertezza di Iraizoz in uscita. La mazzata subita dai Leoni è notevole e quella di Guardiola è squadra troppo esperta per non approfittarne, dunque non c’è da meravigliarsi quando al 31’ Iniesta, sempre funambolico palla al piede, si procura un rigore dopo una gran percussione centrale. Rigore che, visto al replay, sembra assai dubbio, ma va detto che a velocità normale il contatto pareva esserci tutto (autore del fallo un Gurpegi in serata no, pur con le attenuanti del giocare fuori ruolo). Messi dal dischetto fa 2-0 e la pratica è archiviata. L'Athletic, infatti, non ha la forza né la convinzione per ribaltare il risultato e la ripresa è una specie di tiro al bersaglio di marca blaugrana, con goleada finale evitata solo dai pali (3, due di Eto’o e uno di Iniesta) e dai grandi interventi di Iraizoz. Caparros alza bandiera bianca e toglie in tutta fretta Javi Martinez (sostituito addirittura all’intervallo) e Llorente, inventandosi uno schema con Garmendia a supporto di Toquero. Va da sé che un attacco del genere stenterebbe a mettere in difficoltà persino il Barcellona B, ma di certo Jokin non ha in mente la rimonta ma bada più che altro a preservare i suoi in vista del Real. A 15’ dalla fine entra pure Muñoz, il sipario invece arriva dopo l’ennesima occasione fallita da Eto’o, impreciso e anche sfortunato.
L’anteprima della finale di Copa del Rey è dunque appannaggio dei catalani, ma sicuramente il 13 maggio l’atteggiamento dei biancorossi sarà ben diverso. Intanto prepariamoci al secondo grande Clasico della Liga, quell’Athletic-Real Madrid che vedrà la presenza sugli spalti della Peña Leones Italianos e quindi del sottoscritto, sempre che non cada l’aereo. Alla prossima settimana!

6 commenti:

  1. utente anonimo10 marzo 2009 18:22

    http://www.aupaathletic.com/noticias/noticias-ver.asp?idN=7155

    L'hai visto?

    andrea.b

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  2. utente anonimo12 marzo 2009 22:29

    Beh dai, una gita in Catalunya dopo la sbronza in settimana ci può stare! :)

    La vera Barça-Athletic sarà un'altra...

    Braveheart.

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  3. troppe le motivazioni del Barca, troppo poche, forse, quelle dell'athletic...quando i catalani sono concentrati non ce n'è per nessuno...chissà che non siano distratti invece dalla champions la prossima volta :-)
    complimenti cmq per il tuo blog, è davvero ben fatto nonostante racconti le avventura di una squadra al di fuori dei nostri confini. Che ne dici se ci scambiassimo i link dei nostri blog? Se ti interessa lasciami pure un messaggio sul mio blog e ti inserisco subito tra i siti amici!
    a presto!
    ciao
    Francesco

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  4. utente anonimo17 marzo 2009 00:45

    Non so voi, ma io non sono ancora tranquillissimo sul discorso salvezza, anche se la finale di coppa ha certamente dato morale....il 17 posto ho visto che è a tre punti, la stagione è tutto tranne che finita. Che ne pensi Edo?

    Alex

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  5. Alex, credo che non ci sia da rilassarsi (la terzultima dista 5 lunghezze) ma bisogna considerare che l'Athletic ha praticamente finito di scalare il Tourmalet (l'ultima tappa è la prossima partita col Villarreal), mentre le altre squadre che lottano per non retrocedere devono ancora scontrarsi con Real, Barça e Siviglia. In ogni caso dobbiamo ricominciare a fare punti al più presto, magari già da sabato quando ci sarà da approfittare del turno di Champion's che attende il Submarino Amarillo la prossima settimana.

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