Era quasi scontato che succedesse, anche se mi aspettavo un momento diverso per rilasciare un'intervista di questa portata. Daniel Aranzubia ha perso la pazienza, non accetta più la panchina e si dice pronto a lasciare Bilbao se la sua situazione non dovesse cambiare. Una dichiarazione che non lascia spazio alle interpretazioni e suona come un ricatto per la società, anche se io sento di schierarmi dalla parte del nostro ex numero 1. Primo, perchè Dani è senza dubbio un portiere dalle qualità incomparabilmente superiori rispetto a quelle dell'attuale titolare, Lafuente, che io continuo a considerare un discreto rincalzo e nulla più. Secondo, perchè Aranzubia è stato fatto fuori da Sarriugarte dopo appena tre giornate di campionato, tre gare in cui ha sì incassato otto gol, ma non certo per colpa sua (vedere per credere la sconfitta per 4-1 con l'Atletico Madrid, con i difensori a giocare alle belle statuine mentre gli avversari prendono la mira e impallinano il numero 13). Terzo, Dani è giovane, ha giocato in nazionale, ha avuto richieste da Valencia e Depor e non può certo pensare di ammuffire un'altra stagione per far spazio a ciofeca Lafuente, che peraltro quest'anno non è che stia facendo i miracoli.
L'anno scorso approvai in pieno la decisione di Clemente di sostituire Aranzubia, che effettivamente era entrato in un tunnel di errori ed insicurezza come talvolta capita ai portieri, anche a quelli più famosi (per restare in Spagna, mi viene in mente Casillas sostituito da Cesar a stagione in corso qualche anno fa); stavolta, però, reputo scorretta la decisione di Sarriugarte, che prima ha dato fiducia a Dani dopo un anno buio, poi lo ha rispedito in panca senza appello e senza spiegazioni dopo tre partite in cui tutta (e sottolineo tutta) la squadra ha fatto pena, a cominciare dal reparto difensivo che teoricamente dovrebbe proteggere la porta. Il comportamento del mister, a parer mio, non è stato nè rispettoso nè corretto nei confronti di Aranzubia, sia come portiere che, soprattutto, come uomo. Capisco dunque la rabbia del riojano e comprendo i perchè della sua intervista.
Quello che mi lascia interdetto, come ho scritto all'inizio, è il momento in cui Dani l'ha rilasciata. Siamo ad un punto chiave della stagione: reduci dall'amara sconfitta con il Celta, stiamo per affrontare il Maiorca in Coppa del Re, che ormai è diventata l'unico obiettivo stagionale insieme alla salvezza. Sentire una colonna della squadra, perchè Aranzubia è questo, ventilare l'ipotesi di un addio alla vigilia del primo match-clou della temporada è francamente spiazzante. Si intuisce che qualcosa non va all'interno dello spogliatoio. L'anno scorso, con Clemente, Dani si fece metà campionato seduto in panca, e non una parola gli uscì di bocca; stavolta non ha fatto passare nemmeno un mese per far sapere alla società cosa pensa di Sarriugarte.
A questo punto, mi sembra evidente che il mister dai capelli stile Bobby Solo debba essere messo cortesemente alla porta. Devo ripetermi, ma continuo a sostenere che questa squadra abbia le potenzialità per un campionato tranquillo, se non discreto, a patto che venga guidata da un allenatore d'esperienza. Non necessariamente Clemente, ma per lo meno qualcuno che in carriera abbia allenato qualcosa di più che i ragazzini del Bilbao B. Sarriugarte è stato un giocatore mediocre, è un coach inesperto e non ha il carisma per tenere in riga uomini come Yeste, che rendono solo quando vengono presi per le palle. Sono quattro anni ormai che andiamo avanti con allenatori alla prima avventura in Primera o addirittura tra i pro, come se quest'anno il Toro avesse affidato la panchina a qualcuno appena uscito dal supercorso di Coverciano. Per un Valverde che si rivela bravo, ci sono mille Mendilibar che fanno flop. E io mi sono rotto di vedere esperimenti continui, formazioni sempre diverse, mister di 30 anni in panchina e così via. Era meglio promuovere direttamente Guerrero, almeno prestigio e carisma non gli mancano. Comincio a rimpiangere i tempi di Heynckes...
martedì 24 ottobre 2006
Rieccomi qua!
Innanzi tutto, volevo salutare tutte le persone (e sono tante) che hanno continuato a passare di qua per vedere se quel cretino del gestore si fosse deciso a ricominciare. Grazie di cuore ragazzi!
Secondo, volevo scusarmi coi suddetti per la mia prolungata assenza, dovuta ad un insieme di fattori quali università, tirocinio (tuttora in corso, ma meno freneticamente di qualche settimana fa) e stanchezza da blogger che ogni tanto mi prende. Cercherò di essere più costante, promesso!
Terzo, qua bisogna aggiornare tutta la situazione, perchè in casa Athletic sono successe miliardi di cose. Andrò per punti, temo che questo sarà un post piuttosto lungo, ma abbiate la pazienza di seguirmi fino in fondo.
Julen Guerrero.
Parto da lui, dal Capitano, dal giocatore che mi ha fatto conoscere ed amare questa squadra e i Paesi Baschi. Devo tutto a lui, questa grande passione non sarebbe nata senza di lui e senza le sue imprese da cavaliere di altri tempi. Julen non è più un giocatore dell'Athletic, come penso saprete un po' tutti. Umiliato e sfinito da alcune stagioni di panca continuativa, il vecchio Re Leone (non tanto vecchio, 32 anni appena) ha appeso definitivamente le scarpe al chiodo. Lo ha fatto alla sua maniera, da gran signore prima che da splendido centrocampista, in una scarna conferenza stampa terminata in lacrime. Lacrime replicate sul terreno del San Mamés, uno stadio che è come casa sua, nella cerimonia di omaggio che è stata tenuta in suo onore prima del calcio d'inizio di Athletic-Real Sociedad, alla prima giornata. Quel pubblico che per 14 anni ha applaudito le sue giocate ed i suoi gol gli ha tributato un'ovazione fantastica, salutando degnamente uno dei più grandi campioni della storia del club. Adesso Julen allena la Juvenil A biancorossa, ha già vinto un torneo e chissà che non si riveli un buon tecnico. Vederlo un giorno sulla panchina della Sua (rigorosamente maiuscolo) squadra sarebbe incredibile. Concludo con un po' di numeri dell'inimitbile Julen: 372 partite e 101 reti in Liga, 41/11 in Coppa del Re, 8/2 in Champion's, 7/2 in UEFA, 2/0 in Intertoto, per un totale di 430 gare e 116 gol in biancorosso. Con la camiseta verde di Euskadi ha segnato 6 gol in 12 incontri (capocannoniere della Selekzioa), mentre con la maglia delle furie rosse spagnole ha 43 presenze e 13 reti. La società non ha ritirato il suo mitico 8, cosa che io avrei fatto. Ma si sa, la riconoscenza non è di questo mondo. Beti eskerrik asko, Julen Guerrero!
Allenatore.
Questione spinosissima anzichenò, come direbbe il buon Lord Wells di Dylan Dog. Allora, facciamo un veloce riassunto. Estate, campagna acquisti. Javier Clemente, confermato pochi giorni prima da Lamikiz dopo un po' di incertezza, esprime il suo apprezzamento per il giovane centrocampista dell'Osasuna Raul Garcia e per il centrale del Siviglia Aitor Ocio, in scadenza di contratto e quindi ancor più interessante. La dirigenza compra un centrocampista centrale dall'Osasuna e un difensore, che però si chiamano Javi Martinez e Josu Sarriegi. Clemente, che non le manda a dire, dichiara alla stampa che gli chiede un parere su Martinez, indicato come grande promessa: Non so chi sia, potrà essere anche buono ma io non lo conosco e non era lui che volevo. Apriti cielo. Lamikiz lo licenzia e promuove in fretta e furia Felix Sarriugarte, allenatore del Bilbao B peraltro reduce da una non esaltante stagione. Le premesse per ripetere l'errore Mendilibar ci sono tutte: allenatore precedente non confermato (prima Valverde, ora Clemente), chiamata di un mister poco noto e con nessuna esperienza in Primera (prima Mendi, ora Sarriu), forti incognite sulle possibili reazioni di una squadra composta da diversi fighetti che per rendere bene hanno bisogno di un sergente di ferro nello spogliatoio. E così inizia un'altra stagione con un grosso punto interrogativo in panchina.
Rosa.
Nutro forti dubbi sulla consistenza dell'Athletic sin da luglio. L'estate vede partire Guerrero (che, come detto, si ritira), Felipe (svincolato) e Lacruz, ceduto tra le lacrime all'Espanyol. Vengono prestati per un'altra stagione Tarantino e Angulo, eterna promessa che non sboccia mai. Alex Garcia, ala sinistra presa dal Racing B, finisce subito col Bilbao Athletic. Arrivano, come detto, Sarriegi e Javi Martinez, a cui si aggiunge Gabilondo, proveniente dalla Real Sociedad. Un discreto esterno offensivo sinistro a inizio carriera, ma negli ultimi anni non ha mai giocato. Insomma, non ci siamo rinforzati più di tanto. La fascia sinistra è ancora scoperta nel settore difensivo, Sarriegi è più che altro un doppione di Prieto più forte di testa, e non il centrale d'impostazione che serviva, mentre Javi Martinez è un ragazzo di 17 anni che, per quanto promettente, non può certo fare i miracoli. Garmendia e Iturriaga, promossi dalla squadra B, servono più che altro a far numero, anche se il primo ha una gran tecnica (limitata da un fisico non proprio da granatiere). Insomma, siamo più o meno quelli dell'anno scorso, cosa non certo incoraggiante...
Dirigenza.
Avevo difeso Lamikiz dopo la contestazione dell'ultima giornata dello scorso campionato, pensando che i suoi errori, pur evidenti, fossero stati fatti in buona fede. La cacciata di Clemente mi fa ricredere: questa dirigenza o è incompetente o lo fa apposta. Lamikiz, travolto dalle polemiche dopo l'1-4 interno con l'Atletico Madrid, si dimette. Al suo posto la prima presidentessa della storia biancorossa, Ana Urkijo. Le dimissioni del presidente e di tutta la sua giunta sono un atto doveroso visti i risultati raggiunti da questa dirigenza. Dal punto di vista sportivo, la semifinale di Copa persa ai rigori col Betis e la storica vittoria (per il punteggio di 7-1) in UEFA con lo Standard Liegi hanno rappresentato i punti più alti di un triennio mediocre. Dal punto di vista amministrativo, la bega dello sponsor (voluto, trovato e rifiutato per la ribellione dei tifosi baschi) e la questione non troppo chiara del nuovo stadio, unite alle scelleratezze nella scelta degli allenatori ed alle campagne acquisti non proprio comprensibili, non potevano che spingere verso le dimissioni. In attesa di nuove elezioni il prossimo anno, ringrazio la giunta Lamikiz per il grande appoggio dato alla Peña Leones Italianos e auguro a tutti i suoi componenti maggior fortuna per le loro future attività.
Gurpegi.
Visto che i problemi erano pochi, la giustizia sportiva spagnola ha creduto bene di condannare una delle anime della squadra, Carlos Gurpegi, a due anni di squalifica per doping. Ho parlato di questa vicenda fino alla nausea, ingaggiando discussioni anche piuttosto forti nel mio vecchio blog. Riassumendo: quattro anni fa Gurpegi viene trovato con un livello troppo alto di Norandosterone, che normalmente viene innalzato dall'uso del famigerato Nandrolone. Test dell'università di Extremadura e di un istituto francese (mi sembra) dimostrano che Gurpegi produce normalmente quella quantità elevata di Norandosterone: una cosa rara, ma che può capitare. Per la giustizia (ah ah ah) spagnola non basta quando rilevato da due istituti di chiara fama e senza legami tra loro: Carlos viene ritenuto colpevole. La sentenza viene sospesa in attesa dell'esito del ricorso (e c'è chi si scandalizza perchè Gurpe gioca con questa spada di Damocle sulla testa...merde ipocrite), finchè, ad agosto, i 2 anni di squalifica sono confermati. Carlos e l'Athletic presentano un ulteriore ricorso, il cui risultato, considerati i tempi dei tribunali spagnoli, arriverà dopo la fine della squalifica, e che dunque viene fatto solo per ottenere giustizia, anche se solo ex post. Intanto un ragazzo che non ha fatto nulla è costretto a stare due anni a guardare giocare gli altri (ricordo che Pep Guardiola, beccato, prese pochi mesi di squalifica...ah già, mica era dell'Athletic), mentre noi perdiamo uno dei pochi giocatori dotati di palle di questa squadra. Una tegola ulteriore, che davvero non ci voleva.
Le prime sette giornate.
Athletic-Real Sociedad 1-1: 37' Aduriz (rig.), 87' Aranburu
Partituccia, giocata male da entrambe le squadre e conclusa con un giusto pareggio. Inventato il rigore per l'Athletic, che non riesce mai ad incidere nell'area giputxi. Il pari di Aranburu (gran giocatore, secondo me) arriva a 3 minuti dalla fine sulla solita distrazione difensiva. La stagione non inizia nel migliore die modi.
Betis-Athletic 3-0: 18' Juanito, 39' Edu, 82' Capi
Sconfitta senza appelli. Contro un Betis non irresistibile (date un'occhiata alla sua posizione attuale di classifica) i biancorossi, dopo un buon inizio (traversa di Gabilondo), escono praticamente dal campo. I padroni di casa, privi dei "ceduti eccellenti" Joaquin ed Oliveira, infilano due gol con due tiri, controllano e chiudono il match nella ripresa. Fascia sinistra difensiva imbarazzante.
Athletic-Atletico 1-4: 18' Maxi, 36' Petrov, 64' Agüero, 84' J. Martinez (ATH), 89' Galletti (rig.)
Sconfitta indecente. I Leoni giocano svogliati, senza "garra", senza orgoglio, e vengono umiliati dai madrileni. Un risultato che parla da solo, una partita che va ricordata solo per il primo gol con l'Athletic di Javi Martinez, fin qui uno dei più positivi. I più ottimisti hanno ormai perso ogni speranza di vedere una stagione tranquilla.
Getafe-Athletic 0-0
Un punto in casa del Getafe, recente bestia nera dei Leoni, è meglio di niente. Sarriugarte epura Aranzubia per far posto a Lafuente, cambia alcuni giocatori ma il gioco non migliora di molto. Alla fine, con due espulsi (Aduriz e Murillo), l'Athletic gioca per il punto e lo ottiene. Lamikiz si dimette dopo questa partita, Sarriugarte non segue l'uomo che ha creduto in lui e resta al suo posto in panchina.
Athetic-Barcellona 1-3: 11' Yeste, 44' Puyol, 60' Gudjohnsen, 76' Saviola
I Leoni giocano la miglior partita stagionale ma devono soccombere, anche a causa di un arbitraggio pessimo. Passti in vantaggio con Yeste, al 20' i biancorossi rimangono in 10 per l'espulsione inventata di Casas. Puyol pareggia dopo cappella di Ustaritz (come sempre facciamo più regali di Babbo Natale), poi il Barça con l'uomo in più mette a segno due gol in contropiede. Timidi segnali di risveglio.
Gimnastic Tarragona-Athletic 2-3: 10' (rig.) e 50' Yeste, 28' Iraola, 54' Sarriegi (ag), 70' Makukula
Finalmente i 3 punti! Contro una neopromossa i biancorossi riescono a vincere la prima partita dell'anno, ma ovviamente devono complicarsi la vita. Avanti 3-0 i Leoni si rilassano e finiscono per vedere le streghe dopo il 2-3 dei padroni di casa, tuttavia riescono a portare a casa la gara. Migliore in casa per il Nastic David Cuellar, basco, ex cantera dell'Athletic, un giocatore che potrebbe riverlarsi interessante.
Athletic-Celta 0-1: 6' Baiano
Partita stregata, molte azioni da gol di marca biancorossa, miracoli di Pinto (portiere ospite) e golletto di Baiano che basta e avanza ai galiziani per vincere. Sarriugarte inizia col 4-4-2, finisce per inserire tutti i suoi attaccanti ma non ne trova nemmeno uno che la butti dentro. Il gioco stavolta c'è, la precisione meno. E il tempo passa...a quando i risultati?
Numeri.
Sarebbe meglio non dire nulla, ma eccoli qua: 7 partite giocate, 1 vinta, 2 pareggiate, 4 perse. 6 gol fatti (terzultimo attacco della Liga) e 14 subiti (seconda peggior difesa). In casa, 1 pari e 3 sconfitte, due delle quali pesanti. Meglio fermarsi.
Sarriugarte.
Deve dimettersi. Non per incapacità o per confusione mentale (anche se ha cambiato 30 schemi e utilizzato i giocatori nei ruoli più impensati, tipo Yeste a destra...), ma perchè non ha esperienza e noi anche quest'anno dobbiamo lottare per salvarci. Certo, è stato sfortunato a perdere senatori come Gurpegi e Tiko (ginocchio rotto e stagione finita), ma i suoi esperimenti non si richiedono in un momento del genere. Va mandato via, Clemente ha già dato disponibilità a tornare (a proposito, da quando Javier è coach della Serbia non ha mai perso ed è primo nel girone di qualificazione agli Europei). Tra l'altro i numerosi infortuni (Orbaiz, Garmendia, Ustaritz e Prieto) non saranno colpa di una preparazione sbagliata? Sarriugarte sempre più uguale a Mendilibar...
Zubiaurre.
Athletic condannato a pagare 5 milioni di euro per il terzino destro. Leggerezza di Lamikiz o comportamento disonesto della Real? I giputxi hanno giocato sporco (il vecchio presidente avea promesso di non esercitare la prelazione prevista allo scadere del contratto, ma quello nuono lo ha fatto mettendo nei casini il club di Bilbao), ma la giunta ha dato prova di una certa incompetenza. Speriamo almeno che il ragazzo sia buono (certo che essere meglio di Exposito non dovrebbe essere difficile, persino per uno che non gioca da un anno).
Beh, credo di aver finito. Ringrazio ancora una volta i lettori, anche perchè vi sarete sciroppati un pezzo di una lunghezza abissale, e ricordo a tutti che mercoledì l'Athletic gioca con il Maiorca in Coppa del Re. Restate sintonizzati per la presentazione del match. Ciao a tutti e aupa Leones!
Secondo, volevo scusarmi coi suddetti per la mia prolungata assenza, dovuta ad un insieme di fattori quali università, tirocinio (tuttora in corso, ma meno freneticamente di qualche settimana fa) e stanchezza da blogger che ogni tanto mi prende. Cercherò di essere più costante, promesso!
Terzo, qua bisogna aggiornare tutta la situazione, perchè in casa Athletic sono successe miliardi di cose. Andrò per punti, temo che questo sarà un post piuttosto lungo, ma abbiate la pazienza di seguirmi fino in fondo.
Julen Guerrero.
Parto da lui, dal Capitano, dal giocatore che mi ha fatto conoscere ed amare questa squadra e i Paesi Baschi. Devo tutto a lui, questa grande passione non sarebbe nata senza di lui e senza le sue imprese da cavaliere di altri tempi. Julen non è più un giocatore dell'Athletic, come penso saprete un po' tutti. Umiliato e sfinito da alcune stagioni di panca continuativa, il vecchio Re Leone (non tanto vecchio, 32 anni appena) ha appeso definitivamente le scarpe al chiodo. Lo ha fatto alla sua maniera, da gran signore prima che da splendido centrocampista, in una scarna conferenza stampa terminata in lacrime. Lacrime replicate sul terreno del San Mamés, uno stadio che è come casa sua, nella cerimonia di omaggio che è stata tenuta in suo onore prima del calcio d'inizio di Athletic-Real Sociedad, alla prima giornata. Quel pubblico che per 14 anni ha applaudito le sue giocate ed i suoi gol gli ha tributato un'ovazione fantastica, salutando degnamente uno dei più grandi campioni della storia del club. Adesso Julen allena la Juvenil A biancorossa, ha già vinto un torneo e chissà che non si riveli un buon tecnico. Vederlo un giorno sulla panchina della Sua (rigorosamente maiuscolo) squadra sarebbe incredibile. Concludo con un po' di numeri dell'inimitbile Julen: 372 partite e 101 reti in Liga, 41/11 in Coppa del Re, 8/2 in Champion's, 7/2 in UEFA, 2/0 in Intertoto, per un totale di 430 gare e 116 gol in biancorosso. Con la camiseta verde di Euskadi ha segnato 6 gol in 12 incontri (capocannoniere della Selekzioa), mentre con la maglia delle furie rosse spagnole ha 43 presenze e 13 reti. La società non ha ritirato il suo mitico 8, cosa che io avrei fatto. Ma si sa, la riconoscenza non è di questo mondo. Beti eskerrik asko, Julen Guerrero!
Allenatore.
Questione spinosissima anzichenò, come direbbe il buon Lord Wells di Dylan Dog. Allora, facciamo un veloce riassunto. Estate, campagna acquisti. Javier Clemente, confermato pochi giorni prima da Lamikiz dopo un po' di incertezza, esprime il suo apprezzamento per il giovane centrocampista dell'Osasuna Raul Garcia e per il centrale del Siviglia Aitor Ocio, in scadenza di contratto e quindi ancor più interessante. La dirigenza compra un centrocampista centrale dall'Osasuna e un difensore, che però si chiamano Javi Martinez e Josu Sarriegi. Clemente, che non le manda a dire, dichiara alla stampa che gli chiede un parere su Martinez, indicato come grande promessa: Non so chi sia, potrà essere anche buono ma io non lo conosco e non era lui che volevo. Apriti cielo. Lamikiz lo licenzia e promuove in fretta e furia Felix Sarriugarte, allenatore del Bilbao B peraltro reduce da una non esaltante stagione. Le premesse per ripetere l'errore Mendilibar ci sono tutte: allenatore precedente non confermato (prima Valverde, ora Clemente), chiamata di un mister poco noto e con nessuna esperienza in Primera (prima Mendi, ora Sarriu), forti incognite sulle possibili reazioni di una squadra composta da diversi fighetti che per rendere bene hanno bisogno di un sergente di ferro nello spogliatoio. E così inizia un'altra stagione con un grosso punto interrogativo in panchina.
Rosa.
Nutro forti dubbi sulla consistenza dell'Athletic sin da luglio. L'estate vede partire Guerrero (che, come detto, si ritira), Felipe (svincolato) e Lacruz, ceduto tra le lacrime all'Espanyol. Vengono prestati per un'altra stagione Tarantino e Angulo, eterna promessa che non sboccia mai. Alex Garcia, ala sinistra presa dal Racing B, finisce subito col Bilbao Athletic. Arrivano, come detto, Sarriegi e Javi Martinez, a cui si aggiunge Gabilondo, proveniente dalla Real Sociedad. Un discreto esterno offensivo sinistro a inizio carriera, ma negli ultimi anni non ha mai giocato. Insomma, non ci siamo rinforzati più di tanto. La fascia sinistra è ancora scoperta nel settore difensivo, Sarriegi è più che altro un doppione di Prieto più forte di testa, e non il centrale d'impostazione che serviva, mentre Javi Martinez è un ragazzo di 17 anni che, per quanto promettente, non può certo fare i miracoli. Garmendia e Iturriaga, promossi dalla squadra B, servono più che altro a far numero, anche se il primo ha una gran tecnica (limitata da un fisico non proprio da granatiere). Insomma, siamo più o meno quelli dell'anno scorso, cosa non certo incoraggiante...
Dirigenza.
Avevo difeso Lamikiz dopo la contestazione dell'ultima giornata dello scorso campionato, pensando che i suoi errori, pur evidenti, fossero stati fatti in buona fede. La cacciata di Clemente mi fa ricredere: questa dirigenza o è incompetente o lo fa apposta. Lamikiz, travolto dalle polemiche dopo l'1-4 interno con l'Atletico Madrid, si dimette. Al suo posto la prima presidentessa della storia biancorossa, Ana Urkijo. Le dimissioni del presidente e di tutta la sua giunta sono un atto doveroso visti i risultati raggiunti da questa dirigenza. Dal punto di vista sportivo, la semifinale di Copa persa ai rigori col Betis e la storica vittoria (per il punteggio di 7-1) in UEFA con lo Standard Liegi hanno rappresentato i punti più alti di un triennio mediocre. Dal punto di vista amministrativo, la bega dello sponsor (voluto, trovato e rifiutato per la ribellione dei tifosi baschi) e la questione non troppo chiara del nuovo stadio, unite alle scelleratezze nella scelta degli allenatori ed alle campagne acquisti non proprio comprensibili, non potevano che spingere verso le dimissioni. In attesa di nuove elezioni il prossimo anno, ringrazio la giunta Lamikiz per il grande appoggio dato alla Peña Leones Italianos e auguro a tutti i suoi componenti maggior fortuna per le loro future attività.
Gurpegi.
Visto che i problemi erano pochi, la giustizia sportiva spagnola ha creduto bene di condannare una delle anime della squadra, Carlos Gurpegi, a due anni di squalifica per doping. Ho parlato di questa vicenda fino alla nausea, ingaggiando discussioni anche piuttosto forti nel mio vecchio blog. Riassumendo: quattro anni fa Gurpegi viene trovato con un livello troppo alto di Norandosterone, che normalmente viene innalzato dall'uso del famigerato Nandrolone. Test dell'università di Extremadura e di un istituto francese (mi sembra) dimostrano che Gurpegi produce normalmente quella quantità elevata di Norandosterone: una cosa rara, ma che può capitare. Per la giustizia (ah ah ah) spagnola non basta quando rilevato da due istituti di chiara fama e senza legami tra loro: Carlos viene ritenuto colpevole. La sentenza viene sospesa in attesa dell'esito del ricorso (e c'è chi si scandalizza perchè Gurpe gioca con questa spada di Damocle sulla testa...merde ipocrite), finchè, ad agosto, i 2 anni di squalifica sono confermati. Carlos e l'Athletic presentano un ulteriore ricorso, il cui risultato, considerati i tempi dei tribunali spagnoli, arriverà dopo la fine della squalifica, e che dunque viene fatto solo per ottenere giustizia, anche se solo ex post. Intanto un ragazzo che non ha fatto nulla è costretto a stare due anni a guardare giocare gli altri (ricordo che Pep Guardiola, beccato, prese pochi mesi di squalifica...ah già, mica era dell'Athletic), mentre noi perdiamo uno dei pochi giocatori dotati di palle di questa squadra. Una tegola ulteriore, che davvero non ci voleva.
Le prime sette giornate.
Athletic-Real Sociedad 1-1: 37' Aduriz (rig.), 87' Aranburu
Partituccia, giocata male da entrambe le squadre e conclusa con un giusto pareggio. Inventato il rigore per l'Athletic, che non riesce mai ad incidere nell'area giputxi. Il pari di Aranburu (gran giocatore, secondo me) arriva a 3 minuti dalla fine sulla solita distrazione difensiva. La stagione non inizia nel migliore die modi.
Betis-Athletic 3-0: 18' Juanito, 39' Edu, 82' Capi
Sconfitta senza appelli. Contro un Betis non irresistibile (date un'occhiata alla sua posizione attuale di classifica) i biancorossi, dopo un buon inizio (traversa di Gabilondo), escono praticamente dal campo. I padroni di casa, privi dei "ceduti eccellenti" Joaquin ed Oliveira, infilano due gol con due tiri, controllano e chiudono il match nella ripresa. Fascia sinistra difensiva imbarazzante.
Athletic-Atletico 1-4: 18' Maxi, 36' Petrov, 64' Agüero, 84' J. Martinez (ATH), 89' Galletti (rig.)
Sconfitta indecente. I Leoni giocano svogliati, senza "garra", senza orgoglio, e vengono umiliati dai madrileni. Un risultato che parla da solo, una partita che va ricordata solo per il primo gol con l'Athletic di Javi Martinez, fin qui uno dei più positivi. I più ottimisti hanno ormai perso ogni speranza di vedere una stagione tranquilla.
Getafe-Athletic 0-0
Un punto in casa del Getafe, recente bestia nera dei Leoni, è meglio di niente. Sarriugarte epura Aranzubia per far posto a Lafuente, cambia alcuni giocatori ma il gioco non migliora di molto. Alla fine, con due espulsi (Aduriz e Murillo), l'Athletic gioca per il punto e lo ottiene. Lamikiz si dimette dopo questa partita, Sarriugarte non segue l'uomo che ha creduto in lui e resta al suo posto in panchina.
Athetic-Barcellona 1-3: 11' Yeste, 44' Puyol, 60' Gudjohnsen, 76' Saviola
I Leoni giocano la miglior partita stagionale ma devono soccombere, anche a causa di un arbitraggio pessimo. Passti in vantaggio con Yeste, al 20' i biancorossi rimangono in 10 per l'espulsione inventata di Casas. Puyol pareggia dopo cappella di Ustaritz (come sempre facciamo più regali di Babbo Natale), poi il Barça con l'uomo in più mette a segno due gol in contropiede. Timidi segnali di risveglio.
Gimnastic Tarragona-Athletic 2-3: 10' (rig.) e 50' Yeste, 28' Iraola, 54' Sarriegi (ag), 70' Makukula
Finalmente i 3 punti! Contro una neopromossa i biancorossi riescono a vincere la prima partita dell'anno, ma ovviamente devono complicarsi la vita. Avanti 3-0 i Leoni si rilassano e finiscono per vedere le streghe dopo il 2-3 dei padroni di casa, tuttavia riescono a portare a casa la gara. Migliore in casa per il Nastic David Cuellar, basco, ex cantera dell'Athletic, un giocatore che potrebbe riverlarsi interessante.
Athletic-Celta 0-1: 6' Baiano
Partita stregata, molte azioni da gol di marca biancorossa, miracoli di Pinto (portiere ospite) e golletto di Baiano che basta e avanza ai galiziani per vincere. Sarriugarte inizia col 4-4-2, finisce per inserire tutti i suoi attaccanti ma non ne trova nemmeno uno che la butti dentro. Il gioco stavolta c'è, la precisione meno. E il tempo passa...a quando i risultati?
Numeri.
Sarebbe meglio non dire nulla, ma eccoli qua: 7 partite giocate, 1 vinta, 2 pareggiate, 4 perse. 6 gol fatti (terzultimo attacco della Liga) e 14 subiti (seconda peggior difesa). In casa, 1 pari e 3 sconfitte, due delle quali pesanti. Meglio fermarsi.
Sarriugarte.
Deve dimettersi. Non per incapacità o per confusione mentale (anche se ha cambiato 30 schemi e utilizzato i giocatori nei ruoli più impensati, tipo Yeste a destra...), ma perchè non ha esperienza e noi anche quest'anno dobbiamo lottare per salvarci. Certo, è stato sfortunato a perdere senatori come Gurpegi e Tiko (ginocchio rotto e stagione finita), ma i suoi esperimenti non si richiedono in un momento del genere. Va mandato via, Clemente ha già dato disponibilità a tornare (a proposito, da quando Javier è coach della Serbia non ha mai perso ed è primo nel girone di qualificazione agli Europei). Tra l'altro i numerosi infortuni (Orbaiz, Garmendia, Ustaritz e Prieto) non saranno colpa di una preparazione sbagliata? Sarriugarte sempre più uguale a Mendilibar...
Zubiaurre.
Athletic condannato a pagare 5 milioni di euro per il terzino destro. Leggerezza di Lamikiz o comportamento disonesto della Real? I giputxi hanno giocato sporco (il vecchio presidente avea promesso di non esercitare la prelazione prevista allo scadere del contratto, ma quello nuono lo ha fatto mettendo nei casini il club di Bilbao), ma la giunta ha dato prova di una certa incompetenza. Speriamo almeno che il ragazzo sia buono (certo che essere meglio di Exposito non dovrebbe essere difficile, persino per uno che non gioca da un anno).
Beh, credo di aver finito. Ringrazio ancora una volta i lettori, anche perchè vi sarete sciroppati un pezzo di una lunghezza abissale, e ricordo a tutti che mercoledì l'Athletic gioca con il Maiorca in Coppa del Re. Restate sintonizzati per la presentazione del match. Ciao a tutti e aupa Leones!
lunedì 4 settembre 2006
Blog in pausa.
Come avrete capito dagli aggiornamenti inesistenti, non ho più tempo per stare dietro al blog. Purtroppo sarà così per altri tre-quattro mesi causa lavoro, quindi resterò in standby per un bel po' di tempo. Arrivederci a tutti e a presto (spero!).
mercoledì 28 giugno 2006
Gabilondo non rinnova.
L'esterno sinistro della Real Sociedad non ha rinnovato il suo contratto, in scadenza il prossimo 1 luglio, e dunque si prepara a firmare per l'Athletic appena sarà svincolato dai giputxi. Questa attesa è dovuta alla paura di ripetere il caso Zubiaurre, che firmò un pre-accordo prima della scadenza del suo contratto con la Real e non solo non ha potuto giocare per l'Athletic, ma è addirittura dovuto restare fermo, senza squadra, per l'intera stagione.
mercoledì 21 giugno 2006
Il pagellone del campionato 2005-06: i difensori.
Ustaritz 7,5: portato in prima squadra da Clemente a gennaio, il giovane centrale biscaglino si è imposto da subito e ha conquistato stabilmente un posto nell'undici titolare, contribuendo in modo importante alla salvezza e alle buone prestazioni difensive dell'Athletic nel girone di ritorno. E' giovane ma non giovanissimo (23 anni) e può davvero diventare l'erede dei grandi centrali baschi come Alkorta, Goiko e Rios, a cui somiglia nelle caratteristiche di arcigno marcatore. In prospettiva, la coppia formata da lui e da Amorebieta può diventare una delle migliori della Liga.
Luis Prieto 7: in difesa non è mai stato sicurissimo e ha mostrato le sue solite lacune, tuttavia quest'anno ha tenuto a galla la squadra grazie alle sue 4 reti che hanno fruttao ben 7 punti alla causa biancorossa. Come centrale non è di certo il meglio presente su piazza, tuttavia può essere una buona chioccia per i giovani e può sempre fare comodo come primo ricambio. In ogni caso, uno dei protagonisti di questa stagione balorda.
Amorebieta 7: Clemente lo ha schierato spesso nel ruolo di terzino sinistro che francamente lo limita un po', tuttavia Nando ha disputato un'ottima stagione e si è meritato la piena riconferma nei ranghi della prima squadra. A parer mio, le sue caratteristiche spingerebbero per un impiego da centrale al fianco di Ustaritz, ma El Rubio, vista la scarsità di difensori laterali mancini, lo ha impiegato in quella posizione ricevendo buone risposte. Mi ripeto: se torna centrale, può formare con Ustaritz davvero una gran coppia.
Iraola 6,5: meno positivo rispetto alle ultime due stagioni. Andoni ha sempre dato il meglio di sè come terzino di spinta, mentre quest'anno è stato spesso avanzato sulla linea di centrocampo e non ha convinto, anche perchè ha un passo e un modo di giocare che mal si adattano con le caratteristiche che si richiedono ad un'ala. Non per niente, ha giocato le migliori partite (e ha segnato i suoi 3 gol) quando è stato schierato nel ruolo naturale. Vista l'annata deludente di Exposito, si consiglia un suo pronto ritorno al lato destro della difesa.
Murillo 6,5: dopo diverse stagioni deludenti, quest'anno Ander ha finalmente inciso. Per farlo ha dovuto essere reinventato mediano, posizione nella quale la sua buona tecnica riesce a sposarsi al meglio con la capacità di contrastare che ha nel suo DNA di difensore centrale. Al centro della difesa, però, aveva sempre reso pochino a causa del fisico minuto e di uno stacco di testa non adeguato, difetti che riesce a mascherare bene a metà campo. Un buon ricambio per Orbaiz e Gurpegi.
Lacruz 5,5: ha giocato molto (quasi il doppio dell'anno scorso) e Clemente è sembrato apprezzarlo come terzino destro, tuttavia resto convinto che debba essere una riserva e stop. Tecnicamente modesto, fisicamente poco dotato, non ha le doti per giostrare come centrale e credo che Iraola a destra sia 1000 volte più forte. Si vede che non mi sta molto simpatico?
Exposito 5: acclamato in estate come il figliol prodigo, il cavallo di ritorno dall'Osasuna ha disputato una temporada assolutamente anonima sotto tutti i punti di vista. L'ho visto giocare dal vivo e mi è sembrato un giocatore modesto, passabile nella fase difensiva ma del tutto mediocre quando si tratta di spingere sulla fascia. Una riserva, ma nulla più.
Casas 4,5: confermo il voto dell'anno scorso e l'opinione negativa che ho di lui. Tecnicamente è proprio scarso e spinge in maniera elementare, senza quelle accelerazioni veementi che sono vitali per un terzino di oggi. Anche in difesa non è granchè e ciò spiega perchè Clemente abbia fatto giocare sull'out mancino il magazziniere, suo nipote e anche un ragazzo che passava davanti al San Mamés. Urgono rinforzi, perchè giocare con questa linea di sinistra anche il prossimo anno sarebbe davvero una tragedia.
Tarantino 4: tre partite, due espulsioni e il prestito al Numancia in Segunda.
Luis Prieto 7: in difesa non è mai stato sicurissimo e ha mostrato le sue solite lacune, tuttavia quest'anno ha tenuto a galla la squadra grazie alle sue 4 reti che hanno fruttao ben 7 punti alla causa biancorossa. Come centrale non è di certo il meglio presente su piazza, tuttavia può essere una buona chioccia per i giovani e può sempre fare comodo come primo ricambio. In ogni caso, uno dei protagonisti di questa stagione balorda.
Amorebieta 7: Clemente lo ha schierato spesso nel ruolo di terzino sinistro che francamente lo limita un po', tuttavia Nando ha disputato un'ottima stagione e si è meritato la piena riconferma nei ranghi della prima squadra. A parer mio, le sue caratteristiche spingerebbero per un impiego da centrale al fianco di Ustaritz, ma El Rubio, vista la scarsità di difensori laterali mancini, lo ha impiegato in quella posizione ricevendo buone risposte. Mi ripeto: se torna centrale, può formare con Ustaritz davvero una gran coppia.
Iraola 6,5: meno positivo rispetto alle ultime due stagioni. Andoni ha sempre dato il meglio di sè come terzino di spinta, mentre quest'anno è stato spesso avanzato sulla linea di centrocampo e non ha convinto, anche perchè ha un passo e un modo di giocare che mal si adattano con le caratteristiche che si richiedono ad un'ala. Non per niente, ha giocato le migliori partite (e ha segnato i suoi 3 gol) quando è stato schierato nel ruolo naturale. Vista l'annata deludente di Exposito, si consiglia un suo pronto ritorno al lato destro della difesa.
Murillo 6,5: dopo diverse stagioni deludenti, quest'anno Ander ha finalmente inciso. Per farlo ha dovuto essere reinventato mediano, posizione nella quale la sua buona tecnica riesce a sposarsi al meglio con la capacità di contrastare che ha nel suo DNA di difensore centrale. Al centro della difesa, però, aveva sempre reso pochino a causa del fisico minuto e di uno stacco di testa non adeguato, difetti che riesce a mascherare bene a metà campo. Un buon ricambio per Orbaiz e Gurpegi.
Lacruz 5,5: ha giocato molto (quasi il doppio dell'anno scorso) e Clemente è sembrato apprezzarlo come terzino destro, tuttavia resto convinto che debba essere una riserva e stop. Tecnicamente modesto, fisicamente poco dotato, non ha le doti per giostrare come centrale e credo che Iraola a destra sia 1000 volte più forte. Si vede che non mi sta molto simpatico?
Exposito 5: acclamato in estate come il figliol prodigo, il cavallo di ritorno dall'Osasuna ha disputato una temporada assolutamente anonima sotto tutti i punti di vista. L'ho visto giocare dal vivo e mi è sembrato un giocatore modesto, passabile nella fase difensiva ma del tutto mediocre quando si tratta di spingere sulla fascia. Una riserva, ma nulla più.
Casas 4,5: confermo il voto dell'anno scorso e l'opinione negativa che ho di lui. Tecnicamente è proprio scarso e spinge in maniera elementare, senza quelle accelerazioni veementi che sono vitali per un terzino di oggi. Anche in difesa non è granchè e ciò spiega perchè Clemente abbia fatto giocare sull'out mancino il magazziniere, suo nipote e anche un ragazzo che passava davanti al San Mamés. Urgono rinforzi, perchè giocare con questa linea di sinistra anche il prossimo anno sarebbe davvero una tragedia.
Tarantino 4: tre partite, due espulsioni e il prestito al Numancia in Segunda.
lunedì 19 giugno 2006
Rieccomi.
Finalmente la raffica di esami è finita e posso tornare a scrivere sul blog. In casa Athletic non è successo granchè e l'unica notizia di rilievo è l'arrivo del difensore centrale Josu Sarriegi dall'Alaves per meno di un milione di euro. L'acquisto dell'ex vitoriano, nato a Lazkao 27 anni fa, significa innanzi tutto la rinuncia ad Aitor Ocio, che ha firmato il rinnovo con il Siviglia ma che per diversi giorni è sembrato ad un passo dal trasferimento, sfumato per questioni economiche e sentimentali (la fidanzata non voleva Bilbao): abbiamo perso un gran centrale, ma chi non si sente orgoglioso di giocare solo per la maglia è bene che resti a casa sua. Non bisogna però essere più felici del normale per l'operazione-Sarriegi, che ci dota di un difensore generoso e bravo di testa, ma tecnicamente povero e con scarse capacità di impostazione; insomma, un doppione di quelli che già abbiamo in rosa, mentre ciò che serviva era un centrale forte anche in fase di rilancio. In ogni caso, un elemento in più in rosa non guasta mai, soprattutto se comprato per poche lire come il buon Josu. Sempre dal punto di vista del mercato, Iban Zubiaurre sarà libero di firmare per i biancorossi dal 1 luglio, giorno in cui sarà passato un anno dalla rottura unilaterale del contratto del giocatore con la Real Sociedad; il terzino destro ha perso un'intera temporada, tuttavia non credo che il suo apporto alla causa sarà inferiore a quello del mediocre Exposito. Mentre nulla trapela riguardo all'acquisto dell'ala sinistra Igor Gabilondo, sul quotidiano AS vi sono voci insistenti di un presunto interessamento dell'Athletic per due gioiellini dell'Osasuna, Raul Garcia e Javi Martinez; il primo, una delle rivelazioni della Liga appena conclusa, ha un costo molto alto ma sarebbe un innesto qualitativamente eccelso per il centrocampo, mentre il secondo è un trequartista diciassettenne molto promettente che viene seguito da tempo dagli osservatori del club. Se son rose fioriranno, io intanto vi rimando a domani per la seconda parte del pagellone della stagione 2005/06.
sabato 3 giugno 2006
Athletic-Iraizoz, matrimonio possibile.
Javier Clemente, nello scorso giugno, lo riteneva uno degli elementi imprescindibili da cui partire per strutturare l'Athletic del futuro, tuttavia il presidente Lamikiz ignorò bellamente le direttive del suo mister e Gorka Iraizoz restò a fare la riserva di Kameni all'Espanyol, pur mostrando un rendimento quantitavimente migliore rispetto al più talentuoso, ma spesso distratto, portiere camerunense. La stagione ancora una volta sottotono di Aranzubia, che sembra purtroppo aver smarrito la sicurezza di un paio di stagioni fa, e l'oggettiva impresentabilità di Lafuente quale numero 1 titolare hanno prepotentemente riportato sul taccuino dei futuri acquisti il nome del portiere di Pamplona, 26 anni compiuti a marzo. Cresciuto nelle categorie giovanili dell'Athletic, Gorka milita nel Gernika prima di approdare all'Espanyol B; dopo un fruttuoso prestito all'Eibar di Mendilibar, con cui sfiora la clamorosa promozione in Primera, torna alla casa madre e gioca 21 partite di Liga al primo anno, facendosi notare per lo stile poco ortodosso ma molto efficace. Il rigore parato all'Athletic e l'ottimo esordio con la selezione di Euskadi attirano su di lui le attenzioni di Clemente, frustrate come detto dall'ostruzionismo di Lamikiz; quest'anno ha giocato poco in Liga ma è stato portiere di Coppa, risultando tra i grandi protagonisti della cavalcata della seconda squadra di Barcellona verso la finale di UEFA. Strepitosa, in particolare, la sua prestazione nel match di ritorno con il Benfica, durante il quale ha salvato innumerevoli volte la sua porta, rendendosi protagonista della più bella parata dell'anno, questa:
Molto bravo anche nella finale persa ai rigori con il Siviglia, Gorka è un portiere con uno stile molto particolare: alto più di 1,90, dinoccolato, sembra quasi poco a suo agio tra i pali, ma è capace di balzi da gatto e ha riflessi davvero notevoli. Secondo il quotidiano "As", il suo procuratore ha confermato le voci su un'offerta dell'Athletic di circa 4 milioni di euro, rivelando che adesso tutto dipende dall'Espanyol; il club catalano sembrerebbe ben disposto, visto che Iraizoz ha manifestato insofferenza per il suo ruolo di riserva e la dirigenza avrebbe deciso di cederlo. Il portiere navarro gradisce il trasferimento a Bilbao, non resta dunque che seguire gli sviluppi della vicenda. Mi spiace molto per Dani Aranzubia, che personalmente mi sta molto simpatico, ma anche quest'anno il numero 13 ha sbagliato troppo e un portiere come Gorka ci farebbe davvero comodo.
Molto bravo anche nella finale persa ai rigori con il Siviglia, Gorka è un portiere con uno stile molto particolare: alto più di 1,90, dinoccolato, sembra quasi poco a suo agio tra i pali, ma è capace di balzi da gatto e ha riflessi davvero notevoli. Secondo il quotidiano "As", il suo procuratore ha confermato le voci su un'offerta dell'Athletic di circa 4 milioni di euro, rivelando che adesso tutto dipende dall'Espanyol; il club catalano sembrerebbe ben disposto, visto che Iraizoz ha manifestato insofferenza per il suo ruolo di riserva e la dirigenza avrebbe deciso di cederlo. Il portiere navarro gradisce il trasferimento a Bilbao, non resta dunque che seguire gli sviluppi della vicenda. Mi spiace molto per Dani Aranzubia, che personalmente mi sta molto simpatico, ma anche quest'anno il numero 13 ha sbagliato troppo e un portiere come Gorka ci farebbe davvero comodo.
giovedì 25 maggio 2006
Il pagellone del campionato 2005-06: i portieri.
Lafuente 7,5: ad inizio stagione era riserva di Aranzubia, come sempre negli ultimi anni, tuttavia le incertezze del titolare lo hanno riproposto numero 1 e il portiere di Retuerto ha risposto presente, firmando senza dubbio la sua miglior temporada in biancorosso. Tecnicamente non è al livello di Dani, però ha acquisito un'esperienza ed una tranquillità che non aveva alcuni anni fa. Ha salvato la porta dell'Athletic in più di un'occasione e grazie alle sue parate la media dei gol subiti è passata da 1,39 a 1,04 a partita. Per me l'anno prossimo dovrebbe tornare in panca, però adesso tributiamogli un caloroso "Eskerrik asko"!
Aranzubia 5: càpitano quelle stagioni storte in cui il portiere titolare perde il posto a causa delle sue brutte prestazioni (Toldo-Fontana l'esempio più clamoroso che io ricordi), anche perchè quello dell'estremo difensore è un ruolo assai delicato, in cui la componente psicologica è davvero fondamentale. Dani ha giocato sinceramente male, ha commesso errori banali non da lui e ha finito per smarrire quella sicurezza che abbiamo imparato ad apprezzare in questi ultimi anni che lo hanno visto protagonista; fatali gli sono stati i due errori nella sconfitta casalinga con il Depor, sommati alla capacità di Lafuente di farsi trovare subito pronto. Continuo a ritenerlo il nostro miglior portiere (nonchè uno dei più bravi di Spagna), vedremo se Clemente gli ridarà fiducia per il prossimo campionato.
Escalona sv: mai visto neppure in panchina, è stato sfortunato perchè si è rotto a inizio stagione quando avrebbe potuto sostituire Aranzubia infortunato.
Aranzubia 5: càpitano quelle stagioni storte in cui il portiere titolare perde il posto a causa delle sue brutte prestazioni (Toldo-Fontana l'esempio più clamoroso che io ricordi), anche perchè quello dell'estremo difensore è un ruolo assai delicato, in cui la componente psicologica è davvero fondamentale. Dani ha giocato sinceramente male, ha commesso errori banali non da lui e ha finito per smarrire quella sicurezza che abbiamo imparato ad apprezzare in questi ultimi anni che lo hanno visto protagonista; fatali gli sono stati i due errori nella sconfitta casalinga con il Depor, sommati alla capacità di Lafuente di farsi trovare subito pronto. Continuo a ritenerlo il nostro miglior portiere (nonchè uno dei più bravi di Spagna), vedremo se Clemente gli ridarà fiducia per il prossimo campionato.
Escalona sv: mai visto neppure in panchina, è stato sfortunato perchè si è rotto a inizio stagione quando avrebbe potuto sostituire Aranzubia infortunato.
martedì 23 maggio 2006
Confermato Clemente.
El Rubio sarà l'allenatore dell'Athletic anche la prossima stagione. Bene così, serviva continuità per riuscire ad impostare un progetto serio a partire dai giovani promettenti che si sono affacciati quest'anno in prima squadra o che verranno promossi dal Bilbao B durante l'estate.
Per quanto riguarda la protesta contro Lamikiz, riporto il post di un socio dei Leones Italianos presente anche nel Forum della Peña:
"Contestazione a LAMIKIZ : le verità !!
Da fonti certissime, TXEMI, so di per certo che la contestazione a LAMIKIZ ha due grandi manovratori il PNV ( il partito nazionalista vasco ) e il giornale EL CORREO. Vogliono destabilizzare l'ambiente per poter far dell'ATHLETIC quello che a suo tempo il PNV fece con la REAL SOCIEDAD.
La nostra posizione al momento è di andare contro a queste MENZOGNE contro LAMIKIZ senza appoggiare il presidente apertamente.
Cosa attribuiscono a LAMIKIZ :
- l'aver partecipato all'INTERTOTO
- MENDILIBAR( esperimento mal riuscito )
- CLEMENTE( nemico giurato di PNV e EL CORREO )
- ADURITZ( l'averlo lasciato andare per poi ricomprarlo )
- LA SQUADRA FEMMINILE ( lasciata andare al suo destino nel momento in cui le ragazze hanno chiesto stipendi da professioniste )
Come potete vedere le motivazioni non reggono. L'esperimento MENDILIBAR poteva terminare con una CHAMPIONS.... ADURITZ è stato lasciato partite per tenere ARRIAGA dalla precedente gestione ( chiedete a REMO lui sa ). Che l'INTERTOTO fosse una cazzata lo sapevamo tutti, ma è stato giocato dal BILBAO ATHLETIC non dai big.
Comunque oggi 23 maggio è stato confermato CLEMENTE.
Adesso aspetto AITOR OCIO.
E cmq LAMIKIZ con la nostra peña si è smepre comportato bene, ci ha messo un suo uomo di fiducia a disposizione, KARLOS KATARAIN, ci ha risposto alle nostre lettere. Unico neo la questione ancora aperta della pubblicità sulla maglie, unico caso che se LAMIKIZ attuasse vedrebbe noi leoni italiani scendere sul terreno di guerra. Per il momento io sto con LAMIKIZ."
Per quanto mi riguarda, mi associo alle parole di Emi: io sto con Lamikiz.
Per quanto riguarda la protesta contro Lamikiz, riporto il post di un socio dei Leones Italianos presente anche nel Forum della Peña:
"Contestazione a LAMIKIZ : le verità !!
Da fonti certissime, TXEMI, so di per certo che la contestazione a LAMIKIZ ha due grandi manovratori il PNV ( il partito nazionalista vasco ) e il giornale EL CORREO. Vogliono destabilizzare l'ambiente per poter far dell'ATHLETIC quello che a suo tempo il PNV fece con la REAL SOCIEDAD.
La nostra posizione al momento è di andare contro a queste MENZOGNE contro LAMIKIZ senza appoggiare il presidente apertamente.
Cosa attribuiscono a LAMIKIZ :
- l'aver partecipato all'INTERTOTO
- MENDILIBAR( esperimento mal riuscito )
- CLEMENTE( nemico giurato di PNV e EL CORREO )
- ADURITZ( l'averlo lasciato andare per poi ricomprarlo )
- LA SQUADRA FEMMINILE ( lasciata andare al suo destino nel momento in cui le ragazze hanno chiesto stipendi da professioniste )
Come potete vedere le motivazioni non reggono. L'esperimento MENDILIBAR poteva terminare con una CHAMPIONS.... ADURITZ è stato lasciato partite per tenere ARRIAGA dalla precedente gestione ( chiedete a REMO lui sa ). Che l'INTERTOTO fosse una cazzata lo sapevamo tutti, ma è stato giocato dal BILBAO ATHLETIC non dai big.
Comunque oggi 23 maggio è stato confermato CLEMENTE.
Adesso aspetto AITOR OCIO.
E cmq LAMIKIZ con la nostra peña si è smepre comportato bene, ci ha messo un suo uomo di fiducia a disposizione, KARLOS KATARAIN, ci ha risposto alle nostre lettere. Unico neo la questione ancora aperta della pubblicità sulla maglie, unico caso che se LAMIKIZ attuasse vedrebbe noi leoni italiani scendere sul terreno di guerra. Per il momento io sto con LAMIKIZ."
Per quanto mi riguarda, mi associo alle parole di Emi: io sto con Lamikiz.
Euskadi 0-1 Galles.
Euskadi: Lafuente (46' Riesgo); Edu Alonso, Iván Campo (46' Sarriegi), Rekarte (46' Garrido); Mikel Alonso (63' Llorente), Puñal; Xabi Prieto, Guerrero (46' Muñoz), Gabilondo; Etxeberria.
Galles : Jones; Davids, Collins, Gabbidon, Nyatanga, Ledley; Fletcher, Robinson (73' Cotterill); Giggs; Earnshaw (57' Crofts), Bellamy.
Reti: 76' Giggs.
Arbitro: Iturralde González (Comité Vasco).
Seconda sconfitta consecutiva per la selezione basca, che eguaglia il suo primato negativo del 1937. Molti assenti nelle file di casa, pochi spettatori causa partita di campionato il giorno prima (complimenti a chi fa i calendari). Classica gara di fine stagione ma divertente, con quattro esordi nei bianco-rosso-verdi: Lafuente, molto bravo, Sarriegi, Muñoz e Garrido. Julen Guerrero, capitano, migliora il proprio record di presenze con la nazionale (11).
Galles : Jones; Davids, Collins, Gabbidon, Nyatanga, Ledley; Fletcher, Robinson (73' Cotterill); Giggs; Earnshaw (57' Crofts), Bellamy.
Reti: 76' Giggs.
Arbitro: Iturralde González (Comité Vasco).
Seconda sconfitta consecutiva per la selezione basca, che eguaglia il suo primato negativo del 1937. Molti assenti nelle file di casa, pochi spettatori causa partita di campionato il giorno prima (complimenti a chi fa i calendari). Classica gara di fine stagione ma divertente, con quattro esordi nei bianco-rosso-verdi: Lafuente, molto bravo, Sarriegi, Muñoz e Garrido. Julen Guerrero, capitano, migliora il proprio record di presenze con la nazionale (11).
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