mercoledì 16 marzo 2011

28a giornata: Getafe 2-2 Athletic.


L'abbraccio dei compagni a Urko Vera dopo il gol (foto Athletic-club.net).

Getafe: Codina; Víctor Sánchez, "Cata" Díaz, Marcano, Miguel Torres; Pedro Ríos (79' Sardinero), Parejo (75' Casquero), Boateng, Manu; Albín (82' Borja), Arizmendi.
Ahletic: Iraizoz; Iraola, San José, Ekiza, Koikili; Javi Martínez, Gurpegui (46' Orbaiz); Susaeta (62' David López), De Marcos (62' Urko Vera), Muniain; Llorente.
Reti: 57' e 84' Manu, 69' Manu (ag), 93' Urko Vera.
Arbitro: Ayza Gámez (Comité Valenciano).

Un finale da romanzo consegna un punto insperato all’Athletic, che non rompe la maledizione del Coliseum Alfonso Perez (mai una vittoria in questo stadio) ma almeno salva le penne e non perde terreno prezioso in classifica. L’uomo-copertina è l’ultimo arrivato in casa biancorossa, quell’Urko Vera che all’ultimo secondo dell’ultimo minuto di recupero ha spedito alle spalle di Codina un corner di David Lopez: una bella soddisfazione per un ragazzo che solo fino a un paio di mesi fa giocava in Segunda B con la maglia del Lemona. Il suo gol, peraltro, è il primo messo a segno da un biscaglino in questa stagione, segnale positivo dopo le polemiche seguite all’assenza di giocatori nati in Bizkaia nella partita col Saragozza. Il risultato riacciuffato in extremis è stato comunque l’unico aspetto da salvare di una serata per il resto assolutamente dimenticabile, nella quale il gioco è stato il grande assente e le due squadre hanno fatto poco o nulla per vincere.
L’assenza di Toquero (out 3 settimane a causa dell’infortunio rimediato col Siviglia) costringe Caparros a cambiare qualcosa nella sua scacchiera ed a proporre una sorta di 4-2-3-1 con Llorente davanti a Muniain, Susaeta e De Marcos; Amorebieta deve ancora accomodarsi in panchina, dove finalmente trovano posto i due attaccanti di scorta Diaz de Cerio e Urko Vera. Il primo tempo, tanto per parlare chiaro, è un obbrobrio degno della denuncia per atti osceni: in 45 minuti le due squadre non riescono a creare la miseria di una palla gol decente, tolto un tocco ravvicinato di Gurpegi su palla inattiva disinnescato da una scivolata di Cata Diaz, giocano a ritmi da partita di calcetto over 50 e sembrano più impegnate a far scorrere il cronometro che a tentare di segnare. I portieri non devono intervenire neppure una volta e in campo solo pochi elementi provano a ravvivare il match; in casa biancorossa si segnalano un ottimo Javi Martinez e un Muniain che, pur sbagliando molto, sembra caricato dai fischi del pubblico (polemico con lui per alcune dichiarazioni rilasciate in settimana) e non rinuncia mai a tentare la giocata. La ripresa, sempre povera tecnicamente, per lo meno è più viva e viene disputata con maggior intensità, specie da un Athletic che rientra in campo con un piglio diverso. I Leoni, con Orbaiz in campo al posto dell'acciaccato Gurpegi, sfiorano il gol due volte in apertura: al 54’ Susaeta conclude centralmente di sinistro da ottima posizione, mentre al 57’ il colpo di testa di Llorente su cross di Muniain (grande spunto di Iker nell’occasione) è debole e viene abbrancato senza problemi da Codina. Nel momento migliore dei biancorossi è però il Getafe, fin lì mai pericoloso, a colpire alla prima azione del secondo tempo, con Albin che sfrutta una dormita di San José per strappargli il pallone e mettere dentro un assist impossibile da sbagliare per Manu del Moral. I bilbaini subiscono la mazzata e non riescono a riprendersi nonostante Caparros provi a dare la scossa inserendo David Lopez e Urko Vera per De Marcos e Susaeta, ma per loro fortuna lo stesso Del Moral si improvvisa puntero biancorosso e devia in rete di nuca una punizione del neo-entrato riojano. Le due squadre a questo punto sembrano accontentarsi e tornano ad abbassare i ritmi e a manovrare quasi sempre in orizzontale, anche se in contropiede l’Athletic punge con Muniain, lanciato da Urko e murato da un buon intervento del portiere di casa. I Leoni sembrano avere il pieno controllo del match, tuttavia all’84’ Manu del Moral (ancora lui!) scappa in contropiede, arriva al limite dell’area e lascia partire una gran botta di sinistro imparabile per Iraizoz. La beffa è servita: due tiri in porta del Getafe, due gol e partita praticamente persa. La garra della squadra basca, però, non è un mito o un elemento folkloristico e gli azuolones se ne accorgono negli ultimi minuti, nei quali gli uomini di Caparros si gettano in avanti con poco criterio ma con grande generosità e collezionano cross e calci di punizione. Al 93’ David Lopez va a battere un corner per quella che sarà l’ultima azione della partita e anche Iraizoz si porta in area: il cross del riojano è perfetto, Urko Vera stacca benissimo anticipando proprio Gorka e indirizza il pallone radente al palo alla destra di Codina. E’ il 2-2, è il meritato pareggio e l’arbitro fischia la fine senza neppure far riprendere il gioco.
Il punto non è da buttare per come si era messa la partita, seppur la prestazione della squadra sia stata francamente mediocre, come ha riconosciuto lo stesso Jokin. Peccato, perché le dirette inseguitrici avevano tutte pareggiato (tranne l’Espanyol) e in caso di vittoria l’Athletic avrebbe ripreso un po’ di quel margine buttato via con la serie di quattro sconfitte consecutive interrottasi una settimana fa contro il Siviglia. Un buon brodino caldo, insomma, ma per qualificarsi alla prossima Coppa UEFA serviranno pietanze più sostanziose.

Le pagelle dell’Athletic.

Iraizoz 6: la sua prestazione è più da senza voto che altro, ma è decisivo quando sale per il corner e crea lo spazio dove si infila Urko Vera per il colpo di testa decisivo.
Iraola 6: partita del tutto normale per il terzino di Usurbil. Impegnato poco in difesa, sale meno di quanto potrebbe e incide il giusto. Un lunedì di riposo.
San José 5-: sembra aver bisogno di tirare il fiato. Spesso in affanno e impreciso nelle chiusure, fa la frittata in occasione dell’1-0 facendosi soffiare un pallone ormai innocuo da Albin. Spompato.
Ekiza 6,5: più sicuro del compagno di reparto, ci mette spesso una pezza e mostra una maturità davvero sorprendente. Meritato il rinnovo contrattuale fino al 2013 (con clausola di 20 milioni di euro) che ha firmato in settimana.
Koikili 5,5: spinge pochino, ma soprattutto non chiude sull’avanzata di Manu del Moral e gli lascia lo spazio per scoccare il tiro del 2-0.
Javi Martinez 6,5: nel primo tempo è tra i pochi giocatori attivi sul terreno di gioco. Ripresa meno incisiva, ma comunque fa il suo.
Gurpegi 6: non brilla particolarmente nel contesto di una partita che nel primo tempo è davvero moscia. Sfiora il gol in chiusura, poi viene sostituito durante l’intervallo (dal 46’ Orbaiz 6,5: a ritmi bassi la sua visione di gioco, unita alla capacità di far girare bene il pallone, risulta sempre utile. Non è un caso che l’Athletic giochi meglio con lui in campo).
De Marcos 6: si piazza sulla fascia destra e dà un buon contributo di corsa, pur non riuscendo ad esprimersi con altrettanta qualità. Esce a mezz’ora dalla fine pur non avendo demeritato (dal 62’ David Lopez 6: entra praticamente solo per battere i calci piazzati, ma Caparros ci vede lungo perché è dal suo destro che partono entrambi i cross dei gol).
Susaeta 5: non riesce a trovare continuità d’impiego e anche in campo è troppo fumoso e intermittente. Jokin quest’anno non lo sta proponendo parecchio, ma anche lui ci mette del suo quando fallisce certe opportunità da titolare. Sbaglia un gol semplice e in generale ne azzecca poche (dal 62’ Urko Vera 6: rete a parte mostra qualche lampo di buon livello, ad esempio quando lancia Muniain in porta con un tocco di prima. Di testa è davvero bravo e anche con la palla a terra può dire la sua. Interessante).
Muniain 6: il Coliseum lo sommerge di fischi a ogni palla toccata, ma non per questo decide di nascondersi. E’ troppo nervoso e cerca la giocata per tappare la bocca al pubblico anche quando non dovrebbe, segno che ha una personalità incredibile per uno della sua età. Da rivedere l’esultanza dopo il gol di Urko Vera. Unico.
Llorente 5: abulico, quasi svogliato, i compagni lo innescano poco e dal canto suo non fa molto per procurarsi qualche buona occasione. Un colpo di testa e un tiro ciabattato nel primo tempo sono i suoi unici segni di vita durante i 90 minuti.

Caparros 5,5: ancora una volta la squadra delude in trasferta, peraltro contro un avversario di livello piuttosto scarso. Non riesce a caricare i suoi e sembra puntare al pari fin dall’inizio, anche se nella ripresa presenta un undici maggiormente convinto e rivolto alla ricerca del gol. Azzecca i cambi e questo non è poco. Si poteva fare di più, l’Athletic ha perso un’ottima occasione per avvantaggiarsi sulle rivali dirette per un posto europeo.

2 commenti:

  1. utente anonimo21 marzo 2011 08:45

    è sempre una goduria evitare una sconfitta all'ultimo minuto

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