Getafe FC: Jacobo; Cortés, Ibrahim Kas, Mario, Licht; Manu, Celestini (68ì Polanski), Casquero, Gavilán (52' Guerrón); Albín; Soldado.
Reti: 87' Casquero.
Arbitro: Fernández Borbalán (Colegio andaluz).
Giocare meglio dell'avversario, creare 5-6 nitide palle gol, tenere il campo con autorità, mostrare un gioco a tratti più che discreto e uscire alla fine sconfitti, piegati da uno dei pochi tiri in porta altrui, una vera e propria magia davanti alla cui bellezza non si può che togliersi il cappello ed inchinarsi. Qualcuno direbbe che questo è il calcio, ma la retorica non mi è mai piaciuta, perciò mi limito a sottolineare, come ha fatto Caparros (e, in serata, lo ha imitato Mourinho nel commento post-derby milanese), che in questo gioco il pragmatismo è tutto e bisogna rendere atto al Getafe di aver giocato, in tal senso, un match perfetto. Athletic bello ma pollo: sciupare tutto quel ben di Dio e farsi anche uccellare in zona Cesarini è un peccato mortale, specialmente se tutto ciò avviene in casa, nella gara meglio giocata di questo inizio di Liga e con una raffica di impegni alle porte da far tremare i polsi.
Novità nell'undici iniziale dei Leoni, che rispetto a Huelva presentano in campo Gabilondo e l'inedita coppia di centrocampo Orbaiz-Yeste, con Fran che fa il suo rientro tra i titolari dopo due partite guardate dalla panchina. Caparros, però, non accontenta chi (e io sono tra questi) invoca per il talentuoso trequartista di Basauri un ritorno al ruolo prediletto di fantasista, e piazza dunque il numero 10 sulla linea mediana con l'incarico di dare imprevedibilità ad una manovra parsa asfittica nelle passate giornate; ad Orbaiz, invece, spetta il compito di tamponare e organizzare il gioco come solo lui tra i biancorossi sa fare. Nel Getafe di Victor Muñoz solo panchina per Guerron, talentuoso esterno ecuadoregno di cui si dice un gran bene, mentre è all'esordio nella Liga il terzino turco Kas. L'Athletic parte bene e, pur non creando moltissimo, sin dai primi minuti dà l'impressione di tenere in pugno le redini del gioco; la manovra scorre con piacevolezza dal centro alle fasce, dove Iraola e Balenziaga si sovrappongono con frequenza e discreta qualità, Yeste tenta spesso l'imbeccata per le punte e tutta la squadra si muove in modo armonico, mantenendo le distanze tra i reparti e cercando il gol senza scoprirsi troppo. Il Getafe, dal canto suo, opera quasi esclusivamente di rimessa, affidandosi alla buona vena di Soldado, alla velocità di Manu del Moral e alle geometrie del suo capitano Casquero, centrocampista centrale dai piedi squisiti. La pressione dell'Athletic è costante e, nonostante la linea mediana non abbia il fosforo di Gurpegi e Javi Martinez, gli ospiti sono tenuti a bada grazie ad una gestione intelligente del possesso palla e al movimento di tutti i biancorossi in campo, tuttavia i Leoni mancano proprio nell'ultimo passaggio o, più in generale, quando si tratta di portare a compimento un azione ben condotta fino alla trequarti avversaria; risultato di ciò è che nella prima mezz'ora i bilbaini tirano pericolosamente una sola volta, al 22', con una punizione dal limite di Yeste sventata non senza affanno da Jacobo. Non pervenuti dalle parti di Iraizoz gli azulones, la partita vive solo aspettando il momento in cui l'Athletic riuscirà ad affondare i colpi, momento che arriva puntuale nell'ultimo quarto d'ora della prima frazione; un paio di cross pericolosi di Gabilondo e Yeste e un'iniziativa palla al piede di Llorente disinnescata sul più bello sono il preludio alle due occasione più ghiotte del match: al 36' Ion Velez, imbeccato a centro area da un cross rasoterra di David Lopez, cicca la sfera quando dovrebbe solo toccarla in rete a Jacobo sbilanciato, mentre al 39' Llorente, appostato sulla linea, non riesce incredibilmente a mettere dentro un pallone che attraversa tutta la porta del Getafe. In mezzo, un gol giustamente annullato a Nando per fuorigioco e un paio di mischie pericolosissime in area madrilena. Il tempo si chiude con un'iniziativa di Ion Velez, che entra in area defilato sulla destra, supera il portiere uscito malamente ma si allarga troppo e si vede ribattere il tiro in angolo. Si va all'intervallo con la sensazione che il gol dell'Athetic fosse nell'aria e che il duplice fischio dell'arbitro abbia salvato il Getafe un po' come fa il gong col pugile alle corde. I baschi rientrano in campo ancora belli carichi e sfiorano subito il gol con l'iperattivo Velez, tanto generoso quanto poco lucido sotto porta, che conclude fuori dopo essere stato liberato solo davanti a Jacobo. L'Athletic riprende il suo monologo e torna ad assediare la porta altrui, ma stavolta lo fa sfilacciandosi visibilmente e lasciando ampie porzioni di campo al contropiede getafense; Victor Muñoz se ne accorge subito e spedisce dentro Guerron, veloce e dal grande dribbling, proprio per sfruttare le falle che si aprono nello schieramento biancorosso. La partita diventa così molto combattuta, con i Leoni a fare il match e gli azulones a difendersi con ordine e ripartire rapidamente, e le occasioni per segnare non mancano. Al 57' entra Del Olmo per Gabilondo e un minuto più tardi l'ex Eibar non arriva per un millimetro sulla respinta di Jacobo dopo una conclusione di David Lopez, ma non c'è nemmeno il tempo di imprecare perché Soldado viene lanciato in contropiede e spara su Iraizoz in uscita, lamentandosi poi per una trattenuta di Amorebieta piuttosto evidente. Episodio più che dubbio al 66': Iraola fa un gran numero in area ospite, palleggiando un paio di volte per poi superare Manu del Moral con un pallonetto, il getafense lo stoppa di mano ma l'arbitro fa finta di niente, scatenando le proteste di giocatori e pubblico. Caparros vede che i suoi soffrono a centrocampo e toglie Yeste, applaudito dal pubblico, per inserire Javi Martinez, però l'Athletic non riesce più ad accorciare come nel primo tempo e mostra il fianco alle iniziative di Guerron e di un ottimo Soldado, sfiorando la rete in diverse occasioni e al contempo rischiando di prendere gol in contropiede. All'83' Jokin si gioca la carta Iñigo, messo dentro al posto di Velez, e per l'attaccante di Vitoria è l'esordio ufficiale con la maglia zurigorri; l'ex centravanti del Murcia entra però in un momento di stanca, nel quale i bilbaini mostrano di non avere più energie e paiono accontentarsi di un punto che sarebbe quasi stretto. Non è dello stesso avviso Casquero, che all'87' vede Iraizoz fuori dai pali e tenta un pallonetto da più di 20 metri, cogliendo impreparato Gorka e andando a insaccare il pallone proprio all'incrocio dei pali: è senza dubbio il gol della giornata nella Liga e consegna i tre punti ad un Getafe che, in verità, ben poco aveva fatto per meritarseli. Lo shock tra i biancorossi è evidente e non bastano 3' di recupero per poter imbastire un'azione degna di nota, cosicché la vittoria se ne va a Madrid e a Bilbao restano solo amarezza e rimpianto. Non ci voleva questa sconfitta, non alla vigilia di un mese di fuoco e soprattutto non in questo modo beffardo, visto che i Leoni avrebbero potuto tranquillamente vincere con un paio di gol di scarto senza rubare nulla. Consoliamoci con la bella prestazione dei biancorossi e incrociamo le dita da qui a inizio novembre, sperando che lo schema favorito di Caparros (catenaccio+contropiede, per dirla in soldoni) dia i suoi frutti contro quattro delle migliori squadre di tutta la Spagna.
I migliori e i peggiori nell'Athletic: buon segnale la prestazione di Yeste in un ruolo dove aveva palesato, l'anno scorso, alcuni limiti evidenti. I centrocampisti del Getafe non lo pressano molto e ancor meno ne sollecitano le scarse capacità di copertura, dunque Fran è libero di creare gioco e di mostrare i suoi colpi migliori; con squadre che impongono il loro gioco sarebbe meglio vederlo trequartista puro, ma per adesso ci accontentiamo. Le fasce fanno il loro dovere sia in fase di contenimento che di spinta: meglio a destra i Leoni, grazie alla buona intesa sull'asse Iraola-David Lopez (gran partita del terzino, ma anche il riojano ha ben figurato), un po' più bloccata la corsia sinistra dove Gabilondo comunque non demerita alla prima da titolare. Llorente si mangia un gol clamoroso, è vero, però ci mette fisico, testa (buone alcune aperture sugli esterni) e tecnica, saltando in dribbling diverse volte i difensori del Getafe; il punto è che non può fare tutto lui ed è normale che arrivi al tiro molto meno del suo compagno di reparto, purtroppo. Elogio anche per Orbaiz: fa cose semplici eppure non banali, apre dopo un paio di tocchi e dà buon ritmo al gioco biancorosso.
Che Ion Velez non fosse il classico bomber si era intuito già l'anno scorso, ma le tre nitide palle gol che fallisce davanti al portiere reclamano vendetta: non sempre fare tanto movimento e giocare senza risparmio significa essere dei bravi attaccanti. Del Olmo entra e fa rimpiangere Gabilondo: smania dalla voglia di incidere e, come spesso capita in questi casi, finisce per essere tanto fumo e poco arrosto. Soldado è un brutto cliente, però Amorebieta ci mette del suo facendosi saltare più di una volta e rischiando anche un rigore più espulsione che a termini di regolamento poteva starci tutto.
