domenica 22 giugno 2008

Il pagellone 2007/08: gli attaccanti.

Llorente 8: per me è lui il miglior biancorosso dell'anno, non tanto per il livello delle sue prestazioni (buono, ma inferiore ad altri elementi della rosa quali Amorebieta e Javi Martinez), quanto per ciò che potrebbe significare questa sua stagione nel futuro dell'Athletic Club Bilbao. Detto senza mezzi termini: dopo le deludentissime annate trascorse agli ordini di Mendilibar-Clemente e Sarriugarte-Mané, in quanti avevano già dato per spacciato l'ex promessa di Rincon de Soto? Portato in prima squadra da Valverde nel 2004/05, messosi in luce ai Mondiali under 20 di quello stesso anno, dove fu Scarpa d'argento dietro Leo Messi, Llorente sembrava avviato ad un roseo futuro nelle fila dei Leoni, e invece... Invece il progetto di Mendilibar, che aveva in mente Llorente titolare al centro dell'attacco e Urzaiz in panchina a fargli da chioccia, naufragò miseramente e il comando passò a Clemente, con cui Nando non aveva un rapporto idilliaco (eufemismo). L'anno successivo non andò meglio, visto che alle prime difficoltà sia Sarriugarte che Mané decisero di affidarsi all'usato sicuro di Urzaiz o al contropiede di Aduriz, giudicando troppo rischioso puntare su un atleta in fase di maturazione in un momento tanto delicato per la squadra. A fronte di questi due fiaschi notevoli, la stagione attuale rappresentava per Llorente l'ultima spiaggia: affermarsi o fallire, ritagliarsi un ruolo da protagonista o condannarsi ad una mediocre carriera di secondo piano che, per le evidenti qualità del giocatore, sarebbe stato un peccato assoluto. L'inizio non è stato facile: pochi gol, prestazioni discrete ma mai decisive, solita fragilità mentale ad affossare doti fisiche e tecniche meritevoli di un giocatore con più carattere. Caparros, non so se per intima convinzione o per la mancanza di alternative, ha aspettato con pazienza il giocatore, mettendolo a volte da parte ma senza accantonarlo del tutto come era stato fatto da altri suoi colleghi, e alla fine è stato ripagato; dopo un girone d'andata con soli due gol segnati (la doppietta nello storico 3-0 al Mestalla), nel ritorno Nando si è sbloccato contro il Barcellona e da lì ha inizato a segnare con buona regolarità, finendo il campionato per la prima volta in doppia cifra con 11 centri in 35 partite, di cui 9 nelle 19 giornate della "vuelta". Numeri ancora lontani dall'eccellenza, eppure non possono non rappresentare una grande speranza per tutti i tifosi biancorossi rimasti orfani di bomber dopo l'addio di Urzaiz. Llorente segna di più e fa valere maggiormente il suo peso specifico nell'economia della manovra biancorossa, senza nascondersi dietro ai difensori avversari e senza arretrare per prendere palla da lontano, cosa che pure gli riesce; adesso lo si vede sgomitare e battersi con convinzione, dare molte palle di sponda, far salire la squadra e - soprattutto - concludere a rete con più determinazione rispetto al recente passato. Certo, non è un killer d'area di rigore, non ha l'istinto del predatore degli ultimi 10 metri né la freddezza negli uno contro uno, però sa far male in acrobazia, ha i tempi dell'inserimento ed è dotato di un destro discreto. Inutile fare paragoni imbarazzanti (l'Ibrahimovic basco, tanto per dirne uno): Nando è Nando, solo questo, e può diventare un buon giocatore, e una pedina importantissima nello scacchiere dell'Athletic, se prende come riferimento ciò che faceva Urzaiz per questa squadra. Llorente ha iniziato il suo cammino e per questo l'ho voluto premiare, sperando che prosegua sulla strada intrapresa e possa arrivare più in là di 11 reti, cosa che il suo potenziale gli permetterebbe senza troppi problemi.

Etxeberria 7: dopo essersi ritagliato il ruolo di salvatore della patria lo scorso anno, nel quale furono determinanti per la salvezza le sue grandi prestazioni a fine stagione, Etxebe ha voluto dimostrare nel corso di questa temporada di essere ancora lontano dall'età del pensionamento, e direi che ci è riuscito. Riportato da Caparros al ruolo originario di seconda punta, Joseba ha giocato molto bene, specie nel girone di andata, e ha fatto vedere di non aver perso la capacità di svariare su tutto il fronte di attacco e di pungere le difese altrui sfruttando gli spazi aperti per lui dall'ariete centrale. Il fiuto sotto porta è sempre scarso, come dimostrano i 4 gol in 25 partite, ma il livello globale delle sue prestazioni è sempre stato molto buono anche quando non ha segnato, ad esempio nel fantastico 5-1 con il Valencia nel quale ha servito ben tre assist ai compagni, facendo impazzire i difensori di Koeman con la sua mobilità e la grande rapidità nel breve. Più fantasioso e meno monocorde di quando gioca a destra (in Spagna dicono che ha una sola finta nel repertorio e non vanno molto lontani dalla verità...), il Gallo si è ritagliato un ruolo da protagonista che ha fatto usare a molti commentatori l'abusata espressione di "seconda giovinezza", forse perchè da diversi anni era un po' l'ombra di sé stesso. Questa è stata anche la stagione dei record per Etxebe, che ha passato il traguardo dei 100 gol totali e delle 400 presenze in Liga con la maglia biancorossa, diventando il primo giocatore cresciuto fuori dal vivaio di Lezama a raggiungere questa cifra impressionante. Complimenti!

Aduriz 6: il mio è un voto di stima, perchè è indubbio che dall'attaccante di Donostia ci si aspettasse molto di più. Il modulo a due punte caro a Caparros pareva perfetto per esaltarlo, visto che Aritz non è un ariete e rende sicuramente di più accanto ad un centravanti di peso rispetto a quando viene schierato da solo in avanti; purtroppo, però, il numero 23 è incappato in una di quelle stagioni storte che ciclicamente possono capitare ad un attaccante, ha segnato poco, specie nel cuore dell stagione, ed è finito suo malgrado ai margini della prima squadra, riuscendo a rimettersi in luce solo al termine della temporada. Era partito benissimo, Aduriz, con 4 reti realizzate nelle prime otto giornate e l'impressione che il suo rendimento fosse aumentato rispetto all'ultima Liga, poi è incomprensibilmente calato, sia dal punto di vista delle prestazioni che nel numero dei gol fatti, e Caparros gli ha preferito spesso e volentieri Etxeberria o Llorente. A un certo punto della stagione era chiaro che Aritz aveva smarrito la tranquillità, come sempre succede ad una punta che non segna, e non si capiva come potesse ritrovare la via del gol a causa delle sue prove nervose e poco lucide in fase di finalizzazione; alla fine si è sbloccato contro il Recreativo, segnando peraltro un gol importante per la classifica dei Leoni, e nell'ultima parte della stagione ha giocato meglio, concludendo il suo campionato con uno score di 7 reti in 33 match. Poco, ma si sa che Aduriz non è un bomber da 20 reti l'anno; semmai, è importante recuperarlo psicologicamente in vista della prossima stagione, perchè a parer mio la coppia d'attacco che compone con Llorente è la migliore possibile e va provata fino allo sfinimento. Nando e Aritz hanno caratteristiche complementari e sanno trovarsi sul terreno di gioco, hanno buon affiatamento e possono dare alla squadra almeno una ventina di gol; Caparros deve puntare su di loro perchè loro sono il futuro dell'Athletic.

Ion Vélez 5: ho sentito che si parla di un suo ritorno in prima squadra dopo il prestito all'Hercules e devo dire che questa notizia mi ha alquanto sconfortato. Lento, macchinoso, mai a segno nei 9 gettoni concessigli da Caparros, il ventitreenne di Tafalla mi è sembrato tutto fuorché un giocatore da Primera. Gli auguro di smentirmi, ma avere lui solo come attaccante di scorta non mi fa dormire sonni tranquilli.

Aitor Ramos, Urko sv: per Urko una sola presenza e l'augurio di poterlo rivedere ancora in prima squadra, nonostante un fisico poco adatto alla Primera, perchè i mezzi tecnici sono notevoli; Ramos ha giocato 7 partite, tra Liga e Copa, e ha mostrato qualità interessanti, superiori a quelle di Vélez: rapido, fa molto movimento ed è assai generoso, caratteristica che forse lo limita in fase realizzativa. Da rivedere, magari dopo averlo spedito a farsi le ossa in Segunda.

2 commenti:

  1. utente anonimo23 giugno 2008 12:42

    Quanto ci hai messo per partorire la fien del pagellone ??
    Lo sai che sono d'accord con te FERNANDO LLORENTE è l'unico giocatore della plantilla che può farci fare il salto di qualità !! vero SUSAETA e JAVI MARTINEZ sono imprescindibili per il gioco, GURPEGI,IRAOLA, AMOREBIETA, AITOR OCIO sono tutti fondamentali, ma se manca colui che tramuta in gol tutta la mole del gioco resteremo sempre una squadra con tante incompiute....
    Speriamo che FERNANDO vada di nuovo in doppia cifra...

    EMI

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  2. eh lo so Emi, ma tra lavoro e partite dell'Europeo non ho avuto molto tempo... Tra l'altro il pagellone non è ancora finito, manca il pezzo forte: Caparros!
    Sì, su Llorente l'abbiamo sempre pensata allo stesso modo, e tu sai da quanto tempo aspettavo di vederlo finalmente decisivo. Il prossimo anno è quello forse più difficile, l'anno della conferma ad alti livelli, ma se Nando riesce a tenere il passo del girone di ritorno (un gol ogni due partite, in pratica) tutto l'Athletic si potrà togliere grandi soddisfazioni.

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