sabato 16 maggio 2009

Finale di Copa del Rey: Athletic 1-4 Barcelona.


Le lacrime di Yeste dopo la premiazione (foto Athletic-club.net).

Athletic Club: Iraizoz; Iraola, Aitor Ocio, Amorebieta, Koikili; Yeste, Javi Martínez, Orbaiz (61' Etxeberría), David López (56' Susaeta); Toquero (61' Ion Vélez), Llorente.
Barcelona: Pinto; Dani Alves, Touré Yayá (89' Sylvinho), Piqué, Puyol; Xavi (88' Pedro), Busquets, Keita; Messi, Bojan (84' Hleb), Eto’o.
Reti: 9' Toquero, 32' Touré Yayá, 55' Messi, 57' Bojan, 64' Xavi.
Arbitro: Luis Medina Cantalejo (comité andaluz).

1200 km percorsi con la speranza di esultare per la vittoria della Coppa, e altri 1200 di un ritorno gravato dalla tristezza per una sconfitta netta e dal sapore amaro, nonostante fosse ampiamente preventivabile alla vigilia. Lo rifarei? Nessun dubbio: certo che sì. Far parte (insieme ad altri 5 amici della Peña Leones Italianos) della spettacolare mare biancorossa è stato un privilegio, oltre che un onore. Tutti meritati gli attestamenti di stima che ho letto e sentito riguardo alla straordinaria tifoseria dell'Athletic, capace di invadere Valencia in numero di molto superiore alla disponibilità dei biglietti, di riempire le strade con i suoi canti ed i suoi colori e di sostenere la squadra anche sul 4-1 per il Barça; una testimonianza di sportività davvero ammirevole, e lo dico con ammirazione e non con senso di autocompiacimento. I fischi all'inno e al re (per me più che legittimi e meritati) e la bottigliata ricevuta da Alves, con il colpevole peraltro subito individuato dagli altri hintxak zurigorri, non possono scalfire in alcun modo l'immagine offerta al mondo calcistico (e non solo) da una aficion straordinaria come quella dei Leoni, esempio unico di attaccamento ai colori e di amore incondizionato per il proprio club.
Io, Emi, Simo, Albe, Lodo e Franz abbiamo fatto del nostro meglio per contribuire alla festa e alla costruzione dell'ambientazo valenciano, e credo che tutti i complimenti, gli applausi e gli attestati di stima che abbiamo ricevuto da decine e decine di persone di tutte le età rappresentino un'altra medaglia che la nostra Peña può appuntarsi sul petto e mostrare con estrema soddisfazione negli anni a venire. Una citazione particolare va al mitico "due aste" disegnato da Valentina e portato in giro con sprezzo del dolore alle braccia da un leggendario Alberto; non avendone mai visto uno (nelle curve di Spagna non dev'essere una presenza fissa come nelle nostre), i tifosi zurigorri ne sono rimasti incantati e lo hanno immortalato in moltissime foto che, ne sono certo, saranno già state inserite in parecchie pagine di Facebook et similia.
Per quanto riguarda la partita, non c'è nulla che potrei dire che non sia già stato scritto e mostrato in questi giorni. L'Athletic è stato superbo per mezz'ora e in questo periodo di tempo ha giocato la partita che tutti noi speravamo: concentratissimo in difesa, corto per occupare gli spazi, ottimo nel pressing sui portatori di palla e lucido nella gestione del contropiede. Il gol di Toquero ci ha illuso, ma chiaramente non potevamo pensare di speculare su quell'unica rete di scarto. Non riuscendo a trovare sbocchi con la manovra corale, soffocata dall'abnegazione e dalla carica agonistica dei Leoni, il Barça si è affidato ai solisti e ha trovato l'importantissimo pareggio con un giocatore che solitamente non segna gol da copertina, Yaya Touré, aiutato nell'occasione da un atteggiamento piuttosto molle dei centrocampisti biancorossi e da una mezza indecisione di Iraizoz. La partita è finita lì. Al ritorno in campo, infatti, a Guardiola è bastato spostare Messi al centro per far saltare i delicati meccanismi difensivi dell'Athletic e per trovare subito un uno-due da ko, vista l'incapacità dei bilbaini nel far arrivare palloni giocabili nella trequarti catalana. L'inserimento di Etxeberria e Ion Velez è stata la mossa della disperazione per Caparros, ma il problema era chiaramente l'assenza di un creatore di gioco e di un tramite tra centrocampo e attacco, dunque buttare dentro altre punte non è servito a nulla. Il gol di Xavi ha fatto calare definitivamente il sipario su una finale a senso unico, tanta è la differenza tecnico-tattica tra i Leoni e i campionissimi blaugrana.
Non c'è amarezza o rimpianto in una sconfitta del genere, solo un po' di fisiologico scoramento e la consapevolezza che con un altro tipo di tecnico potremmo ambire ad avere una squadra più propositiva. Nessuna accusa a Caparros, però: l'utrerano pratica da sempre questo calcio e nessuno si aspettava che cambiasse proprio alla vigilia di una finale di Coppa. Vorrei anzi ringraziare il mister ed i giocatori per la splendida avventura che ci hanno regalata, che non debbano passare altri 25 anni prima di poter giocare un'altra partita del genere.

Le pagelle dell'Athletic:
Iraizoz 5,5: molto attento nella prima mezz'ora, sembra un po' sorpreso sul tiro dalla distanza di Touré che pareggia il gol di Toquero. Vero che il pallone passa tra le gambe di Amorebieta, però il navarro si fa infilare proprio sul suo palo, non proprio il massimo per un portiere. Sulle altre tre reti blaugrana non può nulla.
Iraola 6,5:
chiude senza problemi su Eto'o, che controlla benissimo per tutta la partita, ed è anche uno dei giocatori più coinvolti nella fase offensiva, almeno fin quando l'Athletic prova ad imbastire qualche contropiede. Come sempre uno dei migliori.
Aitor Ocio 5,5: non soffre particolarmente Bojan, chiaramente dominato nel confronto fisico, ed è bravo a tenere alta la difesa nella prima frazione di gara. Un po' statico nell'uno contro uno di fronte al giovanissimo serbo-catalano in occasione del 3-1, temporeggia troppo e permette la conclusione al giocatore del Barcellona, che indovina poi un tiro strepitoso.
Amorebieta 6: non va mai in sofferenza contro Bojan, come Ocio, ed è sempre pronto ad aiutare Koikili nelle chiusure su Messi. Non accorcia in tempo su Tourè in occasione della percussione vincente dell'ivoriano, anche se le responsabilità maggiori sono dei compagni di centrocampo.
Koikili 6,5: lavoro fantastico su Messi nel primo tempo, tanto che Guardiola è costretto a spostare la Pulce nella ripresa e solo allora l'argentino riesce a mettersi in mostra. Concentrato, aggressivo ma sempre corretto, gioca un match esemplare se si pensa alla sproporzione tecnica che intercorre tra lui e il numero 10 blaugrana. Poco presente in fase di spinta, ma è ampiamente scusato.
Yeste 5,5: Caparros lo schiera a destra, pensando (come tutti) che il Pep mandi in campo Sylvinho con Puyol al centro. Guardiola invece replica Touré centrale come a Stamford Bridge e per Fran la vita si fa più difficile contro Puyol, largo a sinistra; all'inizio il fantasista di Basauri gioca bene, è in palla e viene cercato spesso, ma con il passare dei minuti finisce per spegnersi, isolato in una posizione non sua e controllato a vista da un cagnaccio come Carles. A parer mio andava accentrato per fare da tramite tra le punte e il centrocampo, scollatisi in maniera evidente durante il match, ma Jokin non è stato di questo avviso.
Orbaiz 6: pensa più al contenimento che alla regia, anche perché l'Athletic sceglie spesso di giocare coi lanci lunghi dalla difesa o partendo dall'avanzata dei terzini sulle fasce. Niente di eccezionale, ma fa il suo. Javi Martinez 6: partita anonima, non ha spazio e modi per partire con le sue progressioni imperiose e deve preoccuparsi soprattutto di contrastare i tre centrali del Barça. Man mano che i catalani prendono campo, gli avversari cominciano ad arrivare da tutte le parti e anche le sue doti di fondo servono a poco. Generoso e poco più.
David Lopez 5: partita anonima, ai limiti della denuncia contro ignoti. Non era in condizione e questo ha finito con l'evidenziare mancanza di velocità nel breve e di spunto secco che già palesa quando è in forma. Non ho capito perché Caparros lo abbia schierato a forza lasciando in panchina Susaeta, peraltro in un buon periodo. Nullo.
Toquero 6: per il gol che ha segnato e che ha fatto sognare migliaia di persone meriterebbe 10, ma certe lacune tecniche non riescono proprio a rimanermi indifferenti. Lotta, è vero, ed è generosissimo nel pressing, però non controlla un pallone che sia uno ed è evidentemente inferiore di almeno un paio di categorie rispetto ai difensori del Barcellona. Merita un applauso al carattere e al cuore, in ogni caso.
Llorente 5,5: riceve il primo pallone decente all'80' e per poco non segna con una grande girata di testa. Cercato solo tramite lanci lunghi e pallonate dalla difesa, può fare poco e infatti non incide sull'andamento della gara. Va anche detto che non prova a fare granché per cambiare la situazione e finisce per giocare una partita dimenticabile.
Susaeta, Etxeberria e Ion Velez s.v.
Caparros 6: non poteva che impostare questo tipo di partita e per 30' i fatti gli danno ragione, poi la squadra cala fisiologicamente dal punto di vista fisico, lascia più spazi al Barça e iniziano i dolori. Buona la mossa di Yeste a destra, però avrebbe anche potuto accentrarlo quando l'unica risorsa offensiva è diventata il pelotazo dalle retrovie. Poco comprensibile David Lopez titolare, così come l'inserimento di molte punte quando mancava chi facesse arrivare il pallone in avanti. Prepara bene la gestione dei calci piazzati, vero tallone d'Achille del Barça, e riesce ad ingabbiare i talenti blaugrana, anche se non risponde alla mossa di Guardiola che sposta Messi in mezzo e ne paga le conseguenze. Come detto in precedenza, non ci si aspettavano grandi voli da lui e in effetti non ce ne sono stati. Sufficiente come la squadra.

Ecco l'album fotografico di Lodo che documenta la nostra trasferta: link.

Ed ecco un paio di video dell'Athletic Hiria, la Città dell'Athletic dove ho visto la partita (avevamo solo 3 biglietti). L'ambiente a Valencia:


Esultanza dopo il gol di Toquero:


4 commenti:

  1. utente anonimo17 maggio 2009 09:23

    volevo semplicemente chiedere se esiste un libro sul centenario se si come si intitola grazie
    nicola 72

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  2. utente anonimo17 maggio 2009 15:00

    Solo 2 cose:

    1) Non ho visto tutta la partita, ma per quello che ho visto (messo insieme anche ad altre partite delle ultime 2 stagioni) Orbaiz secondo me deve stare fuori. Molto meglio Gurpegi, soprattutto se si dave farecontenimento (visto che l'Athletic non sa fare troppo bene gioco). Dunque per il prossimo anno vedrei bene un giocatore alla Pizarro o alla Inler accanto a Javi, ormai Orbaiz ha dato il suo e almeno per me non è mai stato un mostro, nè di simpatia, nè di giocatore.

    2) Chi in panchina il prossimo anno? Caparros non mi sta nemmeno antipatico, ma qui c'è bisogno di altro...secondo me con gli uomini che abbiamo davanti (Susaeta, Yeste, il buon David Lopez di questa temporada e Nando) e Javi con Iraola a supporto, possiamo arrivare in zona uefa e giocare molto molto meglio. Sparo un nome: Irureta. Altrimenti chi?

    Ciao e soprattutto complimenti alla gente di Bilbao...davvero entusiasmanti per orgoglio e attaccamento.

    andrea

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  3. Nicola 72: di libri in italiano sull'Athletic ne esiste un solo, che non parla del Centenario ma di tutta la storia del club, nonché della sua particolare flosofia. Il titolo è "L'ultimo baluardo - Il calcio schietto dell'Athletic Bilbao", è edito da Limina e si trova ancora in diversi siti web. Il suo autore è Simone Bertelegni, socio dei Leones Italianos e mio amico.
    Sui libri in castigliano non saprei che dirti. Mi ricordo, parlando specificatamente del Centenario, che fu fatto un dvd commemerativo dal titolo "A century of passion" o qualcosa del genere, che avevo trovato su ebay. Spero di esserti stato utile.

    Andrea: rispond per punti. 1) Sono completamente d'accordo su Orbaiz, per me è un giocatore che ha imboccato il viale del tramonto e l'ho scritto anche nel pezzo di presentazione della finale. Prima dei due gravissimi infortuni alle ginocchia era un centrocampista eccezionale (su questo non la pensiamo allo stesso modo), un regista moderno nel giro della nazionale spagnola. Ora è ovviamente un altro tpo di giocatore, ha perso dinamismo e velocità e quando i ritmi si alzano va in apnea. Gurpe va meglio per contenere, ma a questa squara serve un regista. Occhio ad Ander Herrera del Saragozza, se gli aragonesi fallissero il ritorno i Primera potrebbe apprdare a Bilbao.

    2) In panchina la prossima stagione ci sarà Caparros, visto che ha ancora un anno di contratto e di certo non verrà esonerato. Nomi ce ne sarebbero (Mendilibar, Irureta, Valverde se non firmerà col Siviglia) ma è inutile parlarne, ci sarà ancora Jokin.
    Ciao!

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  4. utente anonimo20 maggio 2009 22:57

    ciao a tutti,io non trovando biglietti x valencia sono andato a bilbao e posso dire che una cosa del genere non l'ho mai vista...tutta una città colorata di biancorosso,palazzi,negozi,bar,persone,tutte con addosso qualcosa dell'athletic..INDESCRIVIBILE se ci penso ho ancora la pelle d?oca..paura!!!! dopo 3 volte che vado a bilbao,finalmente grazie ad amici sono riuscito ad avere un biglietto x il san mames(c'erano 6 maxischermi) anche li spettacolo di cori peccato solo il risultato però, finita la partita l'orgoglio e la voglia di fare festa non è mancata alla gente rimasta a bilbao!!! da non dimenticare poi il saluto alla squadra il vanerdi,anche li una marea biancorossa,non vorrei essere ripetitivo ma una cosa veramente SPETTACOLARE!!!! sperando in un altra possibiltà ATHLETIC BETI SUREKIN; BETI SUREKIN ATHLETIC BETI SUREKIN...

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