martedì 28 aprile 2009

33a giornata: Athletic 2-1 Racing.


Esulta ancora una volta Llorente: l'Athletic ritorna a volare con i gol del suo bomber (foto Eitb24).

Athletic Club: Iraizoz; Iraola (87' Etxeberria), Etxeita (78' Murillo), Amorebieta, Koikili; Susaeta, Orbaiz, Yeste, David López (72' Bóveda); Toquero, Llorente.
Real Racing Club: Coltorti; Pinillos, Garay, Marcano, Sepsi (81' Toni Moral); Munitis, Moratón (46' Colsa), Lacen, Serrano (46' Jonathan Pereira); Tchité, Zigic.
Reti: 21' Llorente, 42' David López (rig.), 55' Pinillos (rig.).
Arbitro: González Vázquez (Colegio Gallego).
Note: espulsi Yeste (A) al 55', Marcano (R) al 63', Pinillos (R) all'82', Jonathan Pereira (R) al 95' per doppia ammonizione e Orbaiz (A) al 94' per gioco violento.

Stranissimo derby del Norte quello visto ieri al San Mamés; tre partite in una, così l'ha definita in modo assai azzeccato Marca, e devo dire che per una volta concordo in tutto e per tutto con il noto giornale iberico. Se nel primo tempo si è infatti assistito ad un monologo in piena regola dell'Athletic, confortato dai gol al contrario di quanto successo una settimana fa col Depor, nella ripresa c'è stata inizialmente una breve sfuriata di puro orgoglio degli ospiti, al termine della quale è cominciato lo show personale dell'arbitro Gonzalez Vazquez. 17 cartellini gialli, 5 rossi (più un'altra espulsione ad un massaggiatore del Racing) e una gestione di gara del tutto sconclusionata hanno trasformato l'ultima mezz'ora in una specie di teatro dell'assurdo, con giocatori ammoniti al minimo fallo ed un nervosismo crescente che ha impedito alle due squadre di giocare a calcio. Ai Leoni sta bene così, giacché Recreativo e Sporting Gijon hanno perso e il vantaggio sulla zona retrocessione è dunque salito a sette lunghezze; resta tuttavia il fatto che i bilbaini non riescono mai a condurre in porto un risultato in modo tranquillo, senza complicarsi la vita e senza rischiare fino all'ultimo secondo.
E dire che i biancorossi partono più che bene: cortissimi, mantengono alla perfezione le distanze tra i reparti, pressano alto come nelle giornate migliori e riescono anche a proporre un gioco non banale, sfruttando le accelerazioni sulla destra di un Susaeta ispirato e la grande giornata di Fernando Llorente, immarcabile sia per Marcano che per il tanto reclamizzato Garay, futuro madridista. Il doble pivote obbligato Yeste-Orbaiz (Javi Martinez è squalificato e Gurpegi è infortunato), libero dalla pressione dei centrocampisti avversari che devono dare una mano alla difesa, può esprimere tutta la sua capacità creativa e nei primi 45' l'Athletic mette alla frusta la squadra di Muñiz. Llorente avvisa tutti cogliendo la traversa al 9', aggiusta la mira al 15' (cabezazo parato da Coltorti) e infine centra il bersaglio al 21' grazie ad uno splendido colpo di testa in torsione su cross di Koikili, propiziato anche da una marcatura a dir poco distratta di Marcano. Il vantaggio è legittimo ma non accontenta i baschi, subito vicini al raddoppio in due occasioni con Nando: la prima volta il numero 9 ciabatta fuori col sinistro un assist di Susaeta, la seconda spedisce clamorosamente alto un cabezazo a porta vuota dopo una parata di Coltorti sull'elettrico Markel. In chiusura di tempo ancora Llorente, davvero devastante, fa in tempo a guadagnarsi un calcio di rigore per un fallo tanto ingenuo quanto netto di Lacen, che va ad agganciare il riojano nonostante questi si trovasse in posizione molto defilata; dal dischetto David Lopez non sbaglia e sigla un 2-0 meritato per quanto visto nella prima frazione. Al rientro della squadre dopo l'intervallo c'è una grossa novità: il Racing manda in campo dei giocatori veri al posto degli undici simil-amatori con cui aveva iniziato la partita e inizia a pressare seriamente sui portatori di palla avversari, provocando subito grossi danni a causa dell'estrema fragilità del centrocampo biancorosso. La traversa colta da Lacen al 53' è il classico squillo che precede il gol, che infatti giunge puntualmente dopo un giro d'orologio. Lo segna Pinillos, al primo centro liguero in carriera, trasformando un calcio di rigore decretato da Gonzalez Vazquez per uno sgambetto di Yeste su Jonathan Pereira: giusto il penalty, meno corretta la decisione di estrarre il secondo giallo nei confronti di Fran, ma non sarà l'ultimo cartellino che il direttore di gara tirerà fuori, anzi... Inizia qui, infatti, la terza partita nella partita, quella del fischietto galiziano, destinata ad eclissare il football ed a sovrapporsi alla gara vera e propria. Lo show di Gonzalez Vazquez prende l'avvio dall'espulsione di Yeste e prosegue con quella di Marcano per doppia ammonizione (la seconda pressoché inesistente), che ha l'effetto di stroncare sul nascere l'arrembaggio dei cantabrici e di permettere all'Athletic di difendersi con ordine lontano dalla propria area. Le occasioni da gol spariscono, il gioco diventa un susseguirsi di lanci lunghi e pallonate senza costrutto e i veri protagonisti diventano pertanto il nervosismo e i cartellini gialli, dispensati a pieni mani dall'arbitro ad ogni minimo contatto, come se il direttore di gara seguisse il regolamento del calcio a 5 e non di quello a 11. Pereira, Pinillos, David Lopez e il neo entrato Murillo cadono sotto i colpi della giacchetta nera gallega, che attende al varco uno degli ammoniti e all'82' riesce ad espellerne un altro, Pinillos. Finita? Macché: Toquero e Zigic vengono ammoniti per reciproche scorrettezze, quindi, in un crescendo rossiniano, Gonzalez Vazquez (ormai totalmente fuori controllo) butta fuori anche Orbaiz, stavolta con un rosso diretto, e Jonathan Pereira. Un vero e proprio delirio, in mezzo al quale si segnala solo l'esordio del canterano Eneko Boveda, terzino destro ventunenne che ha ben figurato quest'anno nel Bilbao Athletic.
Aldilà delle esagerazioni arbitrali, restano i tre punti fondamentali messi in cascina dai biancorossi, che vedono la salvezza a un passo e potrebbero conquistarla matematicamente già domenica, visto che faranno visita allo Sporting terzultimo. Non sarà facile e gli asturiani giocheranno consapevoli di non poter perdere, tuttavia la vittoria sarebbe fondamentale per potersi poi concentrare sulla finale di Copa del Rey. Ai Leoni mancheranno Yeste, Orbaiz e Gurpegi, dunque sarà curioso vedere a chi ricorrerà Caparros per ovviare a questa emergenza. La cosa importante è che il periodo nero sembra finito, anche se i miei dubbi sul tecnico e sulla reale consistenza di questa squadra non sono affatto scomparsi.

8 commenti:

  1. utente anonimo28 aprile 2009 20:03

    Una vittoria che dovrebbe aver chiuso la pratica salvezza benché il calendario qualche insidia la presenti ancora.
    Ma 7 punti sulla soglia retrocessione sono un capitale non indifferente a 5 giornate dalla fine.
    Saluti;-)

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  2. utente anonimo28 aprile 2009 20:04

    Non mi sono firmato: lo faccio subito...
    Vojvoda :-)

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  3. Ciao Vojvoda, in effetti il calendario non è proprio dei più facili (Betis e Atletico in casa, Sporting, Espanyol e Valencia fuori) e per questo credo che l'Athletic debba puntare con forza alla vittoria domenica prossima: a quel punto, con circa 10 lunghezze di margine sulla terzultima, il discorso sarebbe chiuso e la squadra potrebbe concentrarsi unicamente sulla Coppa. Grazie per la visita, saluti a te!

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  4. utente anonimo29 aprile 2009 13:20

    dubbi sulla squadra....d'accordissimo!
    abbiamo un (1) attaccante...composta da giocatori (Llorente a parte, ovvio) da volenterosi carneadi di Segunda B...
    siempre aupa!
    ZènonLigre

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  5. utente anonimo29 aprile 2009 20:41

    ZènonLigre, io ne metterei anche altri 4 : Iraizoz(non male), il sempreverde Iraola, Javi Martinez(grandissimo giocatore) e Amorebieta(migliora sempre)

    Inoltre ho un debole per Susaeta, che se diventasse + concreto sarebbe una buonissima ala....

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  6. A parer mio la squadra è buona, potenzialmente molto buona. Mancano un terzino sinistro di grande livello (può diventarlo Balenziaga, se impara a difendere), un regista e un paio di buoni attaccanti, per il resto ci siamo. Di Llorente ho già parlato moltissimo e il suo livello attuale è sotto gli occhi di tutti, dunque mi concentro sugli altri: Javi Martinez e Susaeta sono due potenziali campioni, Iraola è uno dei migliori terzini destri d'Europa, Amorebieta e Ustaritz formeranno una coppia difensiva di grande livello, Iraizoz è un buonissimo portiere, Yeste tecnicamente non si discute, insomma direi che l'ossatura c'è. A parer mio mancano un po' d'esperienza (la rosa è molto giovane), un attacco che sappia esistere anche senza Llorente e, soprattutto, lo schema adatto. Il 4-4-2 caparrossiano mi convince sempre meno, perché obbliga a giocare con 2 attaccanti nonostante la penuria di seconde punte e perché ingabbia i giocatori di talento che pure questa squadra ha; per me dovremmo giocare con il 4-2-3-1, con Susa-Yeste-D. Lopez dietro Llorente, in modo tale da prendere due piccioni con una fava. Ripeto: per me questa squadra è tranquillamente da sesto-settimo posto, se siamo dove siamo è soprattutto perché ancora non abbiamo un gioco e un'identità definita.

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  7. utente anonimo30 aprile 2009 20:05

    Per me Caparròs non sarà un grande tecnico, ma è uno di quelli che sa far tirare fuori l'orgoglio ai giocatori...e la "garra" è molto meglio averla che non averla -vedi risultati di coppa- :)

    Alex

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  8. è vero Alex, ma è vero anche che solo con la garra e con la furia agonistica si va da poche parti, vedi i risultati a dir poco altalenanti di quest'anno...io da un allenatore vorrei non solo che sapesse trasmettere lo spirito combattivo ai suoi, ma anche che riuscisse a dare loro uno straccio di gioco, in modo che la squadra non resti un'incompiuta.

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