martedì 7 aprile 2009

29a giornata: Athletic 2-1 Mallorca.


Yeste, autore del primo gol biancorosso (foto As).

Athletic Club: Iraizoz; Iraola, Ocio, Amorebieta, Koikili; Susaeta, Orbaiz, Javi Martínez, Yeste (77' Del Olmo); Ion Vélez (70' David López), Llorente (59' Toquero).
Real Mallorca:
Aouate (81' Lux); Scaloni, David Navarro, Nunes, Ayoze; Varela (67' Gonzalo Castro), Martí, Santana, Arango (74' Trejo); Jurado; Aduriz.
Reti:
4' Yeste (rig.), 72' Jurado, 84' Javi Martínez.
Arbitro:
Mejuto González (Colegio Asturiano).

Sono molti i santi che l'Athletic deve ringraziare per l'importantissima vittoria con il Mallorca, risultato che ha permesso di incamerare tre punti fondamentali in chiave salvezza: San Fran e San Javi, i due marcatori; San Mejuto, che ha visto un fallo da rigore netto eppure molto difficile da individuare; San Mamés, che sempre veglia sui Leoni; ma soprattutto San Aritz Aduriz che, da vero cuore biancorosso, ha sbagliato almeno tre gol fatti, permettendo così ai suoi ex compagni di ottenere un 2-1 a dir poco immeritato proprio sul filo di lana. Il successo degli uomini di Caparros non deve però cancellare le numerose ombre che hanno offuscato la loro prestazione: gioco ai minimi termini, atteggiamento remissivo, grosse difficoltà in difesa e una condizione fisica non proprio ottimale hanno posto le basi per quella che molti giornali spagnoli hanno definito "una delle peggiori partite dell'Athletic in questa stagione". Insomma, teniamoci stretti i punti, ma non dimentichiamo che servirà ben altro per affrontare nel modo migliore un finale di stagione che si preannuncia infuocato.
I Leoni tornano alla Catedral dopo la bruciante sconfitta con il Real Madrid e lo fanno praticamente in formazione tipo: Velez rientra tra i titolari dopo tre partite, Llorente è al suo posto nonostante la febbre e dunque manca soltanto il convalescente David Lopez, che si siede in panchina e lascia spazio a Susaeta sulla destra; tra le riserve non c'è Gabilondo, per il quale la stagione è già finita dopo il grave infortunio al ginocchio rimediato durante l'amichevole con il Bordeaux. Il Maiorca di Manzano, reduce da sette risultati utili consecutivi, non cambia il suo schema portafortuna e si presenta perciò con Jurado dietro Aduriz, senza dubbio il giocatore più atteso dall'alto della sua lunga storia d'amore con il club bilbaino; il guipozcano, infatti, è calcisticamente nato e cresciuto nella società basca, che lo ha svezzato e lo ha poi proposto ai massimi livelli del calcio spagnolo prima di cederlo incomprensibilmente nello scorso mercato estivo. L'inizio del match non potrebbe essere più favorevole all'Athletic, che passa in vantaggio al primo affondo serio. Il merito è non solo del rigore di Yeste, ma anche dell'occhio di lince del direttore di gara, che riesce a cogliere il tocco di mano di Ayoze gettatosi in scivolata per respingere il tiro di Susaeta. Fran dal dischetto insacca di potenza e la partita sembra mettersi in discesa per i padroni di casa, ai quali non resterebbe che controllare e mettere in pratica ciò che sanno fare meglio, ovvero il gioco di rimessa. Il problema è che il Maiorca non ci sta e, dopo una fase di fisiologica riorganizzazione in cui accetta i ritmi bassi dei Leoni, alza il baricentro ed inizia a farsi vedere pericolosamente dalle parti di Iraizoz, mentre i bilbaini palesano uno stato di forma precario e una preoccupante mancanza di idee. Con Llorente debilitato dalla febbre, i centrocampisti perdono il loro punto di riferimento principale, per non dire unico, ed ogni azioni finisce inevitabilmente per dover fare i conti con la pochezza di Velez e l'assenza di soluzioni alternative al dialogo con Nando. Dall'altra parte gli ospiti guadagnano fiducia e metri sul terreno e riescono anche a creare diverse palle-gol, difettando però al momento della finalizzazione; Aduriz ha sulla testa il pallone più clamoroso alla mezz'ora, tuttavia lo spedisce clamorosamente fuori e grazia Gorka. Nella ripresa ci si aspetterebbero dei cambi da parte di Caparros, anche solo per rinforzare la mediana con Gurpegi al posto di un evanescente Orbaiz, ma l'utrerano non tocca i suoi undici giocatori e il leit-motiv della partita resta lo stesso. I maiorchini, anzi, finiscono quasi per assediare la porta avversaria, anche se la loro pressione non si traduce in una pioggia di tiri verso Iraizoz. Il solito Aduriz salva ancora i suoi ex compagni al 60', mettendo fuori un altro colpo di testa dopo un'uscita a farfalle del portiere biancorosso, quindi è il neo-entrato Castro a spaventare Gorka con una sassata improvvisa alta di poco. L'Athletic, nel frattempo, esce definitivamente dal match dopo la sostituzione di Llorente, troppo condizionato dal suo malanno per poter incidere, al cui posto entra Toquero che va a formare con Ion Velez una delle coppie più spuntate dell'intero panorama spagnolo. "Guidati" magistralmente dal loro tandem offensivo, i Leoni spariscono dalla trequarti del Maiorca e si trovano schiacciati a ridosso della loro area, dunque il gol di Jurado al 71' (gran bella conclusione dal limite quella dell'ex Atletico Madrid) non stupisce nessuno. Manzano ci crede ed inserisce Trejo per Arango, Caparros invece prosegue nella sua linea tesa alla conservazione del risultato e sostituisce Yeste con Del Olmo, mentre al 70' (e dunque sull'1-0) aveva tolto Velez per infoltire il centrocampo con David Lopez, spostando Susaeta nel suo ruolo naturale di trequartista centrale. Il vecchio adagio secondo cui la fortuna aiuta gli audaci stavolta non funziona e il vecchio Gregorio se ne accorge suo malgrado all'82', quando il Maiorca passa dal possibile (e meritato) gol dell'1-2 alla rete che lo condanna alla sconfitta: sul colpo di testa di Aduriz, infatti, c'è la testa di Iraola a salvare sulla linea, mentre il ribaltamento di fronte porta alla conclusione Javi Martinez, bravo ad inserirsi a rimorchio e a bucare il povero Lux, subentrato da un paio di minuti all'infortunato Aouate e ancora visibilmente freddo; è una rete fortunata e ingiusta ma vale comunque tre punti, un bottino vitale che permette agli zurigorri di distanziare di quattro lunghezze la zona retrocesione.
Bisogna comunque sottolineare come i Leoni abbiano tirato in porta due volte segnando in entrambe le occasioni, dato significativo della prestazione assolutamente deficitaria in attacco e della discreta dose di buona sorte che ha consentito ai baschi di portare a casa la vittoria. Domenica il derby di Pamplona presenterà più di un'insidia, anche perché i cugini dell'Osasuna vengono da un ottima prima parte di girone di ritorno e saranno carichi al massimo dopo lo splendido 4-2 con cui hanno sbancato il Calderon. Servirà un'altra testa, serviranno altre gambe...servirà un altro Athletic.

6 commenti:

  1. utente anonimo7 aprile 2009 10:14

    Servirà San Fernando LLorente.....

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  2. sottoscrivo, speriamo si riprenda per domenica...

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  3. utente anonimo8 aprile 2009 15:27

    Giusto, pessima partita ma tre punti vitali...
    il derby coi navarri sarà una partitaccia e quindi una volta di più AUPA LEONES!
    ZènonLigre

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  4. utente anonimo12 aprile 2009 02:54

    Cari amici, scusate lo "spam", ma volevo solo dirvi che ho ripreso (per ora, speriamo in maniera un po' più assidua che in passato) la mia attività di blogger. Non sul vecchio Eurocalcio, ormai definitivamente "pensionato", ma con un nuovo blog tutto sul calcio svedese, che poi - lo sapete - è la mia vera passione.

    http://calciosvedese.blogspot.com/

    p.s.
    Troverete questo messaggio "incollato" anche sui blog degli altri amici...oh, ve l'ho detto che era spam!!! A presto!

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  5. utente anonimo17 aprile 2009 10:17

    ragazzi, io continuo a leggere rumors di mercato riguardanti LLorente, Javi Martinez e Amorebierta.... ma siamo impazziti?
    Se l'attuale dirigenza vendesse anche solo uno dei nostri migliori giocatori vado a Bilbao a prenderli a calci nel c......

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  6. Sono i nostri elementi migliori, è chiaro che ne parlino. Ma non preoccuparti, tutto il mondo è paese e anche in Spagna le sparate di mercato sono all'ordine del giorno. Per andare via dall'Athletic serve la volontà del giocatore (quasi sempre, almeno) e per ora i tre che hai citato mi sembrano felici di rimanere a Bilbao.

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