martedì 28 ottobre 2008

8a giornata: Real Madrid 3-2 Athletic.


Fernando Llorente: ieri per lui una partita da protagonista, anche se senza gol (foto Eitb24).

Real Madrid: Iker Casillas; Míchel Salgado, Pepe, Heinze, Marcelo; Sneijder (77' Diarra), Gago, Van der Vaart (58' Guti); Robben, Higuaín, Raúl (88' Saviola).
Athletic Club: Iraizoz; Iraola, Aitor Ocio, Amorebieta, Balenziaga; David López, Orbaiz, Yeste (79' Susaeta), Gabilondo (77' Casas); Etxeberría (56' Garmendia), Llorente.
Reti: 13' Sneijder, 29' Higuaín, 34' Etxeberría, 44' Iraola (rig.), 58' Higuaín.
Arbitro: Alvarez Izquierdo (colegio catalán).
Note: espulso al 76' Amorebieta (A) per gioco violento.

Partiamo dalla buona notizia: con la partita di ieri è finito l'Ottobre Terribile dell'Athletic, a cui adesso manca solo il match col Villarreal per chiudere la serie di quattro scontri di fila con le migliori squadre della Liga. Scherzi a parte, è passata una settimana dalla sconfitta col Barcellona ma la sensazione di amaro in bocca è rimasta la stessa, anzi, forse è addirittura maggiore... Alzi la mano chi, dopo il 2-2, non ha pensato di poter uscire con almeno un punto dal Bernabeu, e va detto che i Leoni ci sono andati davvero vicini. Purtroppo, quando si commettono errori dilettanteschi di fronte a squadre come il Madrid si viene subito puniti, e così un giusto pareggio si trasforma in un'immeritata sconfitta. Che partita, però: ribaltamenti di fronte continui, pali e traverse, un gol annullato, un rigore dubbio concesso e un altro netto non fischiato, botte, confronti verbali e non, temperatura caldissima sulle tribune, insomma un vero e proprio "partidazo" come si confà ad un classico quale Real-Athletic.
Caparros conferma la formazione che ha ben figurato contro i blaugrana, con l'unica eccezione di Etxeberria, apparso in buona forma in settimana, al posto di Garmendia; il turnover madridista riguarda invece solo Sergio Ramos, sostituito dal redivivo Salgado, mentre la squalifica di Van Nistelrooy permette a Schuster di rinviare per una domenica ancora il momento in cui dovrà scegliere uno tra Higuain e Raul, anche se l'avvio di campionato dell'argentino è stato altra cosa rispetto alla scialba partenza del capitano merengue. Non appena Alvarez Izquierdo fischia l'inizio, si capisce subito che sarà una partita bella e combattuta: nei primi 10 minuti, infatti, si registrano un tiro fuori di poco di Sneijder, un miracolo difensivo di Salgado, che anticipa il colpo di testa di Gabilondo a Casillas battuto, e un gol ingiustamente annullato a Higuain per fuorigioco inesistente. L'alternarsi di occasioni da rete rispecchia il buon approccio al match dell'Athletic, che non si limita a difendere passivamente nella propria trequarti ma pare offrire la sua versione migliore, quella per intendersi del pressing alto e delle ripartenze veloci, tanto che intorno al 10' è evidente a tutti come siano i biancorossi a tenere in mano le redini del gioco. Quando si hanno in squadra fuoriclasse veri, però, l'inerzia di una partita può cambiare nel giro di pochi istanti, cosa che puntualmente accade al 13': sull'inserimento di Sneijder la difesa sbaglia il fuorigioco, l'olandese se ne va e scarica in porta una sassata di sinistro che non lascia scampo a Iraizoz. I baschi potrebbero subito riportarsi sul pari con un cabezazo di Llorente su azione d'angolo, ma là dove non può arrivare Casillas è appostato Marcelo che salva sulla linea e si guadagna la pagnotta. Paradossalmente, il buon Athletic visto fin qui al Bernabeu si spegne su questa occasionissima e torna a palesare i limiti osservati nel secondo tempo col Barça: squadra lunga, punte isolate e visibile arretramento degli undici a difesa della propria area, con conseguente perdita dei metri di campo fin lì conquistati; il Madrid sale di tono e sfiora più volte il 2-0 (clamoroso il palo del solito Sneijder al 18'), ottenendolo infine al 28' con un'azione da pazzi: palla per Van der Vaart, tacco spalle alla porta verso Raul, il capitano lascia scorrere facendo sbandare i centrali e Higuain si trova davanti lo spazio per il tiro, concludendo di prima intenzione con una rasoiata che ancora una volta lascia Gorka di sasso. Tutto lascia pensare che il gol del Pipita sia l'epitaffio sulla tomba zurigorri, invece i Leoni tirano fuori quella reazione d'orgoglio che da tempo i tifosi andavano chiedendo e rispondono subito al raddoppio delle merengues accorciando le distanze al 34'. L'azione si sviluppa sulla destra, con Etxebe che prende palla e chiede l'uno-due a Yeste: il passaggio è leggermente lungo ma il numero 10 fa il miracolo e con un tocco in spaccata serve di precisione il Gallo, bravo ad aspettare che Casillas battezzi il primo palo per superarlo con un bel diagonale. Il gol, anche se giunto in modo casuale più che a seguito di un'offensiva ragionata, ha il potere di rianimare i biancorossi e il finale di tempo sembra l'assedio di Fort Apache, coi blancos ad interpretare il ruolo dei poveri soldati e i bilbaini nei panni degli indiani assetati di sangue yankee. La pressione dell'Athletic non si concretizza però in evidenti occasioni da rete e per arrivare al pareggio serve un'ingenuità di Heinze, che colpisce con una manata al volto Llorente in piena area: il fallo è lieve ma abbastanza evidente e l'arbitro fischia un rigore certamente rigoroso che, a parer mio, poteva starci. Iraola va sul dischetto e con grande freddezza trasforma spiazzando Casillas. Il Real, ferito, si incattivisce e sembra cercare la rissa, l'Athletic non ci sta ad incassare a testa bassa e gli ultimi minuti del primo tempo vedono un susseguirsi di falli più o meno gravi, il più brutto dei quali viene commesso da Marcelo, che si meriterebbe il rosso per un'entrata assassina su Etxeberria ma viene graziato da Alvarez Izquierdo; si va al riposo sul 2-2, con la sensazione che il Madrid avesse perso la bussola e che l'intervallo sia arrivato pertanto a fagiolo. Calmatasi negli spogliatoi, la squadra di Schuster rientra in campo con il piglio del club di rango e nel giro di un paio di minuti coglie ben due traverse, prima con Higuain (gran destro da fuori area) e subito dopo con Heinze, che approfitta di un controllo difettoso in area di Yeste per scaricare una botta tremenda che quasi spacca il legno della porta di Iraizoz. Caparros fiuta il pericolo e fa un cambio intelligente: fuori Etxebe, piuttosto provato, e dentro Garmendia col compito di fare da raccordo tra Llorente e il resto della squadra e di creare pericoli alla difesa grazie alla sua velocità. La mossa sembra azzeccata se è vero che Joseba tocca il primo pallone e quasi manda in gol Gabilondo, che irrompe sul buon cross rasoterra del numero 8, anticipa il suo marcatore ma spedisce a lato. Proprio quando l'Athletic dà l'impressione di aver superato il momento critico e di poter tenere a bada le sfuriate merengues, l'errore dilettantesco di cui parlavo in apertura si materializza sotto forma di una palla persa stupidamente a centrocampo da Yeste e recuperata da Gago, la cui verticalizzazione immediata trova scoperta la difesa biancorossa e premia la cavalcata di Higuain, bravo a restare freddo davanti ad Iraizoz e a batterlo con un preciso piatto destro. Ottenuto il vantaggio in contropiede (!), il Real tiene alta la concentrazione e bada soprattutto a non scoprirsi, senza rilassarsi come dopo il 2-0, e per i Leoni diventa difficile creare qualcosa dalle parti di Casillas. Al 76', poi, Amorebieta si guadagna l'ennesima espulsione idiota della sua pur breve carriera provando ad azzoppare Higuain con un'entrataccia da dietro, peraltro sulla linea di centrocampo, e Jokin pensa bene di inserire il terzino Casas (no comment) per l'ala Gabilondo, puntando forse a difendere la sconfitta di misura, chissà... Dopo che Higuain sfiora la tripletta con un colpo di testa fuori di un niente, però, l'Athletic dà un ultimo colpo di coda e per poco non pareggia: all'84', infatti, Llorente prende palla sulla trequarti, supera Pepe e dai 25 metri lascia partire un bolide che sbatte sul palo con Casillas vanamente proteso in tuffo. Un minuto dopo è ancora Nando a portare scompiglio in area merengue, il solito Pepe lo sbatte a terra con una spallata plateale ma stavolta l'arbitro non fischia, nonostante questo rigore fosse assai più evidente di quello decretato nel primo tempo. La vittoria va dunque al Madrid, ai Leoni restano gli effimeri complimenti degli addetti ai lavori e un ben più concreto, e pericolosissimo, penultimo posto in classifica. Peccato che i biancorossi non abbiano giocato sempre così, finora, perché quei 5 punti in classifica sarebbero sicuramente molti di più.

Le pagelle dell'Athletic.
Iraizoz 6:
incassa 3 gol ma può farci poco, anzi nulla. Per il resto compie il suo dovere, guida bene la difesa e soprattutto infonde sicurezza ai compagni, dote non da poco per un portiere. Brutta serata, ma non ha colpe.
Iraola 7: che sia uno dei migliori non è una novità, visto che occupa stabilmente le prime posizioni delle classifiche di rendimento da quando ha esordito nella Liga. Anche contro il Real è sempre puntuale nelle chiusure e preciso in impostazione, un po' limitato nelle discese dalle consegne tattiche ma sempre presente in fase di appoggio, e il gol arriva a coronamento dell'ennesima bella prestazione. In nazionale è arrivato con 5 anni di ritardo, altroché.
Aitor Ocio 6: la vecchia volpe comanda il reparto con il solito carisma ed è uno degli ultimi ad arrendersi. Quando c'è da randellare non si tira mai indietro, però lo fa con intelligenza, senza essere plateale, e per gli attaccanti del Madrid è comunque difficile superarlo.
Amorebieta 4: peggiore in campo contro il Barça, peggiore in campo al Bernabeu. Lento e impacciato com'è sembra assolutamente fuori forma, un cugino di quinto grado del centrale esplosivo ammirato l'anno scorso, ed ha notevoli problemi nel trovare la posizione; rispetto alla passata stagione ha perso brillantezza, però non ha lasciato a casa quelle maledette entrate spaccagambe che sovente gli costano un giallo o, nel peggiore dei casi, un rosso diretto. Ieri s'è beccato il cartellino più grave, giustamente: un fallo del genere, per di più a centrocampo, più che di rudezza è sinonimo di scarsa intelligenza.
Balenziaga 5,5: non paga dazio all'emozione dell'esordio su un campo mitico come quello del Real. Si fa notare poco, tuttavia tiene la posizione al meglio delle proprie possibilità e si fa apprezzare per la spinta, generosa anche se un po' discontinua. La fascia sinistra non avrà il Del Horno dei tempi d'oro, ma un terzino sinistro degno di questo nome sì. Purtroppo è lui a non salire in occasione della rete di Sneijder, pecca non da poco che gli vale mezzo voto in meno.
David Lopez 5: più che anonimo, corricchia senza costrutto sulla destra e si limita a mettere dentro un paio di punizioni interessanti. Poco, troppo poco per chi si fregia del pesante titolo di "ala", un ruolo per cui si dovrebbero almeno avere una buona velocità di base e quel minimo di imprevedibilità richiesta per saltare l'uomo. Il giocatore che corrisponde a questo identikit l'Athletic ce l'ha, peccato che si chiami Susaeta e ieri fosse in panchina...
Orbaiz 5,5: saranno i due infortuni consecutivi a entrambe le ginocchia, sarà la preparazione estiva che ancora pesa, sarà quel che sarà, però anche lui soffre del "complesso del cugino di Amorebieta": impossibile che l'imbolsito mediano visto ieri sia proprio Don Pablo, che nel passato ci aveva abituato ad una regia con pochi eguali nella Liga. Anche ieri, invece, non è andato oltre i soliti tocchettini orizzontali, mentre Gurpegi in panchina non aspettava altro che poter entrare.
Yeste 5,5: più propositivo del collega, ha il merito non da poco di servire a Etxeberria il pallone dell'1-2 con un grandissimo numero. Soffre un po' in fase di ripiegamento, cosa che suggerirebbe un suo impiego in coppia con un mediano di contenimento più che con un regista alla Orbaiz, e nel secondo tempo perde visibilmente lucidità e inizia a commettere errori non da lui. Prima sbaglia uno stop in area e serve ad Heinze un pallone d'oro, quindi prova un inutile tocco a superare Gago nel cerchio di centrocampo, si fa soffiare il pallone e fa prendere alla squadra il letale contropiede del 3-2. Peccato (dal 79' Susaeta s.v.).
Gabilondo 6: solito discorso con Igor, generoso e bravo a dare una mano in difesa quanto si vuole, ma tremendamente deficitario se c'è da distendersi e fare male all'avversario. E' in pratica un terzino aggiunto e infatti Caparros lo schiera volentieri contro squadre dal grande potenziale offensivo come il Real, però ne paga tutto lo scotto in fase di spinta. Per lo meno gioca sempre con il coltello tra i denti e dà sempre il 110% (dal 77' Casas s.v.).
Etxeberria 6,5: il gol e poco altro, ma la sua rete pesa moltissimo e riaccende una partita che sembrava già finita. Tonico per un tempo, finisce ben presto la benzina e Caparros lo richiama a inizio ripresa. Un ritorno positivo (dal 56' Garmendia 6: entra e fa subito una grande azione, terminata con un assist che Gabilondo non riesce a concretizzare. La sua velocità crea diversi imbarazzi alla retroguardia madridista, peccato che il gol di Higuain tagli un po' le gambe all'Athletic e lo privi di rifornimenti decenti).
Llorente 7: trema ancora il palo che colpisce a fine gara dopo una grande azione personale, un legno che priva l'Athletic del pareggio e Nando di un (euro)gol che avrebbe strameritato. Lotta come sempre da solo nella morsa dei centrali merengues, costretto per larghi tratti del match a giocare spalle alla porta, e in 90' mette insieme un rigore procurato, uno grosso come una casa negato, una rete fatta salvata sulla linea da Marcelo e, appunto, il palo. Non male, proprio no. Se solo ricevesse qualche pallone giocabile in più, avrebbe ben più di un gol segnato all'attivo.

4 commenti:

  1. Finalmente sono riuscito anche io a vedere una partita dell'Athletic e, nonostante il risultato, mi ritengo soddisfatto. Ovviamente avrei preferito guadagnare almeno 1 punto, ma credo che se l'Athletic giocherà così per tutto il resto del campionato (ed è quello che spero), potrà raccogliere parecchi punti. Per quanto riguarda l'analisi mi trovo quasi totalmente d'accordo con te e, infatti, ammetto che anche io speravo, dopo il rigore di Andoni, di portare via almeno 1 punto dal Bernabeu. C'è da dire però che, secondo me, l'arbitro ha sbagliato in un paio di decisioni: l'entrata assassina di Marcelo su Etxebe era sicuramente da rosso, per non parlare poi della pallonata rifilata da Pepe a Fran a gioco fermo (almeno il giallo credo proprio che ci potese stare). Molto ingenuo, invece, Amorebieta. Non mi spiego invece come mai Caparros abbia aspettato l'80° per far entrare Susaeta e il perchè non abbia tolto, per inserire il giovane Markel, David Lopez invece che Fran.

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  2. Ciao Billi, in effetti l'ho scritto nel post che secondo me Marcelo era da rosso, e sarebbe stata un'espulsione pesante visto che si era al 45', quindi con tutto un tempo da giocare. La pallonata di cui parli mi è proprio sfuggita, mentre definire Amorebieta ingenuo mi sembra poco: ingenuo può esserlo la prima volta che lo fa, ma siccome episodi del genere gli capitano spesso comincio a credere che non abbia le facoltà mentali per capire che certi interventi vanno evitati. E' bene che lo impari presto, sennò altro che nazionale... Condivido infine le tue stesse perplessità sul tardivo ingresso di Markel e, più in generale, sui cambi di Caparros: io avrei tolto prima Fran, visibilmente alla canna del gas, e avrei messo dentro un mastino come Gurpegi, mentre David Lopez lo avrei cambiato al 45' (per mettere Susaeta, of course) tanto era stato deludente. Incomprensibile pure l'ingresso di Casas: eravamo in 10, vero, ma stavamo già 3-2 e quella non mi è sembrata la mossa di un allenatore che intenda cercare il pareggio. Peccato, tra ieri e la partita col Barça abbiamo giocato bene ma senza fare lo straccio di un punto.

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  3. utente anonimo31 ottobre 2008 03:16

    Davvero, che cavolo è successo ad Amorebieta? Già col barca gli era andata bene, beccandosi un giallo per un fallo a 50 metri dalla porta e facendosi scherzare da Eto o' sul gol, ma con il Real è stato ancora più imbarazzante...ok, sneijder, higuain et c. non sono clienti facili per lui, però sembrava proprio che giocassero ad un altro sport...e ora tocca riesumare Ustaritz o mi sbaglio?
    Sempre complimenti per il blog!
    ZènonLigre

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  4. E chi lo sa, ZènonLigre...purtroppo sembra la controfigura dell'ottimo difensore visto l'anno scorso, e non da un mese ma dall'inizio del campionato. Ha subìto un infortunio durante la preparazione, forse paga questo oppure si è fatto distrarre dalle voci che lo volevano in Inghilterra, anche se mi pare strano perché ha rinnovato il contratto. Non scordiamoci che è giovane, forse paga un momento di flessione che alla sua età può starci. A me Ustaritz piace molto, sta giocando poco per colpa di un infortunio...comunque ieri in Coppa ha giocato lui per via della squalifica di Amorebieta, domani dovrebbe tornare titolare Nando.

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