martedì 18 agosto 2009

Finale di andata di Supercopa: Athletic 1-2 Barcelona.


De Marcos supera Alves e si prepara a scoccare il tiro dell'illusorio vantaggio basco (foto Athletic-club.net).

Athletic Club:
Iraizoz; Iraola, Ustaritz, Ocio, Koikili; Susaeta, Orbaiz, Gurpegi, Gabilondo (67' Castillo); De Marcos (60' Toquero), Llorente (74' Etxeberria).
FC Barcelona: Valdés; Alves, Piqué, Puyol, Abidal; Touré, Xavi (81' Busquets), Keita; Pedro, Bojan, Henry (74' Jeffren).
Reti:
45' De Marcos, 59' Xavi, 68' Pedro.
Arbitro:
Rubinos Pérez (Colegio madrileño).

Di dubbi sul probabile vincitore della Supercoppa di Spagna ce n'erano pochissimi anche prima della partita di andata, ma dopo i 90' disputati ieri al San Mamés è chiaro che il Barcellona ha praticamente ipotecato il primo trofeo della temporada 2009/2010. Vittoria fuori casa e dominio imbarazzante per quasi tutta la gara: il gol di de Marcos serve a poco, visto che la realtà parla di un divario evidentissimo tra le due squadre nonostante Guardiola non abbia certo schierato la formazione titolare. Anche Caparros, per la verità, ha deciso di tenere fuori alcuni pezzi pregiati (Amorebieta, Javi Martinez e Yeste su tutti, senza tralasciare Iker Muniain, il più giovane biancorosso di sempre a segnare un gol in competizioni ufficiali grazie alla sua rete-qualificazione in UEFA), essendo probabilmente più interessato al passaggio di turno in Europa che alla mission impossible in Supercoppa; giovedì prossimo, infatti, l'Athletic scenderà in campo contro il Tromsø e il tecnico ha deciso di risparmiare alcuni elementi della rosa in vista dell'impegno continentale. Scelta giusta o sbagliata? La mia opinione è che la caratura dei norvegesi, attualmente ottavi nel loro non irresistibile torneo, non sia tale da rappresentare una minaccia terribile nonostante il diverso grado di preparazione atletica con i biancorossi, dunque ritengo che Jokin avrebbe potuto operare sì il turnover, ma in modo inverso rispetto a quanto ha poi fatto, schierando cioè i migliori contro il Barça e utilizzando alcune riserve di buona affidabilità in UEFA. Intendiamoci, questi ragionamenti lasciano il tempo che trovano e non cancellano il gap dovuto anche alla formula a/r della Supercopa, ulteriore elemento favorevole alla squadra più forte (in una gara secca può succedere di tutto, ma con due partite da disputare il reale valore delle contendenti pesa molto di più), però continuo a ritenere che il mister di Utrera non abbia gestito al meglio la rosa a sua disposizione.
Sulla partita c'è poco da dire: schiacciato per mezz'ora e graziato ripetutamente dai blaugrana (clamoroso un errore da pochi metri di Xavi), l'Athletic ha iniziato a carburare nella parte finale del primo tempo ed è addirittura passato in vantaggio con l'interessante de Marcos, bravo a saltare nello stretto Piqué e Alves e fortunato nel trovare la deviazione spiazza-Valdes di Puyol sul suo tiro di sinistro. Apro una piccola parentesi sul vitoriano, che mi è parso un elemento di qualità, dotato di una buonissima tecnica e capace di "vedere" molto bene la porta; ieri si è mosso come seconda punta, ma il suo ruolo naturale è quello di esterno sinistro e in quella posizione potrebbe dare un contributo davvero importante, sempre che Caparros si decida a mettere da parte David Lopez per far giocare lui e Susaeta sulle fasce. Tornando al match, bisogna sottolineare che il gol di de Marcos aveva messo l'Athletic nella situazione ad esso più congeniale, permettendo al tecnico di impostare la tattica contropiedistica che tanto ama; nonostante la preparazione più avanzata, però, i Leoni non sono mai riusciti a difendere senza affanno ed a pungere i catalani con le loro ripartenze, anzi, hanno abbassato il baricentro e sono stati presi d'assalto dagli ospiti. Un liscio di Koikili su cross di Keita ha permesso a Pedro di servire un assist al bacio per l'1-1 di Xavi, quindi lo stesso canterano ha bucato Iraizoz dalla distanza segnando l'1-2 definitivo. Incomprensibili i cambi di Jokin, che ha tolto a mezz'ora dal termine il migliore tra i biancorossi (Oscar de Marcos) per inserire un inesistente Toquero, si è ripetuto con Castillo, un terzino, per Gabilondo, un centrocampista, e ha poi completato l'opera mandando dentro il prepensionato Etxeberria in luogo di Llorente.
Il superfluo ritorno si giocherà domenica prossima al Camp Nou, anche se ci vorrebbe un vero e proprio miracolo per ribaltare una situazione drammaticamente compromessa.



Aggiornamenti di mercato: altri due componenti della rosa biancorossa giocheranno il prossimo anno in Segunda. Si tratta di Murillo e Balenziaga, ceduti in prestito rispettivamente a Salamanca e Numancia; sul primo non ho niente da eccepire vista la sua scarsa qualità, mentre su Balenziaga mantengo le mie riserve (perché prendere Castillo quando si ha in rosa un terzino di buone potenzialità come Mikel?). Si registra anche un movimento in entrata, giacché San Josè del Liverpool (ma prodotto della cantera di Lezama "scippato" all'Athletic secondo il modello inglese che va per la maggiore negli ultimi anni) è stato preso in prestito con diritto di riscatto a fine stagione. L'arrivo del ventenne navarro può significare due cose, o che Etxeita verrà ceduto in prestito allo Xerez, oppure che Amorebieta è pronto a fare le valigie, destinazione (guarda caso...) proprio Liverpool: i Reds hanno perso per infortunio Skertel e sono disposti a pagare 12 milioni per Nando, offerta in cui potrebbe rientrare il prestito di San José. La mia opinione? Per quella cifra Amorebieta si potrebbe vendere, per me ha margini di miglioramento limitati a causa della testa matta e tra i pezzi pregiati è quello più sacrificabile. Mi dispiacerebbe perderlo anche per ragioni di simpatia personale, tuttavia non trovo che sarebbe un'operazione tecnicamente ed economicamente sballata.

5 commenti:

  1. utente anonimo18 agosto 2009 01:39

    ciao Edo, ma non è che se si vende Amorebieta poi è difficile/impossibile trovare un altro centrale di qualità?
    Cioè, sei costretto a far giocare titolare San Josè per tutta la stagione, o Etxeita...
    Alex

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  2. Ciao Alex, potrei risponderti che c'è Ustaritz (per me il nostro miglior centrale, ha giocato molto bene anche contro il Barcellona) ma Caparros non lo vede. Se Amorebieta dovesse partire resterebbero comunque Ocio, Usta, San José e a questo punto Etxeita; posto che Aitor è inamovibile, cosa su cui non sono troppo d'accordo, restano tre giocatori per un solo posto, dunque il materiale umano c'è. Etxeita per me non è male, di sicuro non è un fenomeno ma il suo ha dimostrato di farlo, mentre San José è un'incognita assoluta. Tutto sommato la partenza di Amorebieta potrebbe essere ben assorbita, anche perché Nando ha dimostrato l'anno scorso di avere ancora dei grossi limiti mentali.Il prestito di San José in un momento in cui al Liverpool mancano i centrali potrebbe essere un indizio del futuro trasferimento di Nando...io mi auguro che resti con noi, ma come detto credo che la sua partenza potrebbe essere ammortizzata senza troppi patemi (non così sarebbe con Iraola, Javi Martinez o Llorente).

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  3. Dopo che sono entarati Toquero e Etxeberria ho capito che non avremo più pareggiato....strana poi la sostituzione di gabilondo x castillo eppure di centrocampisti di fascia ci sono in rosa. Edobarrieta1983

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  4. utente anonimo19 agosto 2009 11:40

    Riguardo a San Jose: anche io penso che questo ritorno preannunci una partenza (quella di Amorebieta), ma se così fosse si toccherebbe un punto bassissimo... cioè il Liverpool che "scippa" un giovane all'Athletic e se lo tiene come "ostaggio" per poi cederlo in cambio di un giocatore forte e già "fatto", questo è scandaloso è come se un ladro entra in casa mia, mi ruba mia nonna e poi per riaverla mi chiede in cambio l'argenteria !
    Io gioco a rugby, ma ho sempre seguito ed amato il calcio (in particolare l'Athletic ovviamente), ma ora questo sistema mi sta proprio schifando !
    Vanni alias Painkiller1974
    (non mi fa più loggare...)

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  5. Edobarrieta: quella sostituzione non l'ho capita nemmeno io, sarebbe stata comprensibile se fossimo stati in vantaggio, ma sotto di un gol non ha senso. Comunque Caparros è un altro di quei tecnici che fa sempre gli stessi cambi: attaccante per attaccante, terzino per terzino, mediano per mediano e così via. Non cambia schema praticamente mai e anche quando inserisce un giocatore con un ruolo diverso da quello che toglie, spesso adatta il subentrato in una posizione che non gli compete. Questa è una delle cose che meno apprezzo in un allenatore.

    Vanni: la mia è solo una supposizione non suffragata dal minimo indizio, dunque trarne conclusioni sarebbe sbagliato. Di certo c'è che il sistema-calcio è marcio nel midollo e non certo da oggi, per questo molti di noi si sono avvicinati all'Athletic e lo amano come se avessero sempre tifato per i Leoni. Non sarà l'ennesima operazione poco pulita da parte di un top team a farmi scandalizzare: seguo i biancorossi e del letamaio dei piani alti "nun me ne po' frega' de meno", come dicono a Roma.

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