giovedì 2 luglio 2009

Presentato ufficialmente Diaz de Cerio.


Il neo-biancorosso posa per la foto di rito insieme all'Innominabile (foto Athletic-club.net).

La paura di creare un secondo caso-Zubiaurre ha impedito di ufficializzare prima di oggi ciò che tutti sapevano, ovvero che Iñigo Diaz de Cerio è un nuovo giocatore dell'Athletic. La società ha aspettato che il calciatore terminasse il suo contratto con la Real Sociedad, che scadeva per l'appunto ieri, e questa mattina ha presentato in pompa magna (niente a che vedere con il Kakà-show, ovviamente) l'attaccante di Donostia, arrivato a parametro zero; il risalto dato alla cosa è quanto mai giustificato, giacché Iñigol rischia seriamente di essere il primo e l'unico rinforzo di una campagna acquisti partita con grandi proclami che però, giorno dopo giorno, si sono rivelati nient'altro che spacconate da bar. Caparros voleva i migliori giocatori baschi e invece non riuscirà nemmeno ad avere gli Azpilicueta, i San José e gli Herrera di turno; chissà dove sono adesso quei simpaticoni che anno fatto i nomi di Joseba Llorente - stamani si parlava ancora di un sondaggio per lui -, Arteta e Raul Garcia, come se ci fossero i soldi per comprare gente di questo livello che peraltro non credo scalpiti per venire a Bilbao, visto che ha calcato il palcoscenico della Champion's. A proposito di Herrera, solo i gonzi potevano pensare che fosse realmente intenzionato a lasciare la città e la squadra dov'è nato e cresciuto per trasferirsi nel Botxo...Ander ha giocato a tiramolla per fare pressione sul Saragozza e strappare un contratto migliore, ma non ha mai pensato di andarsene dall'Aragona: piccoli Ibrahimovic crescono, almeno per quanto riguarda certi giochetti.
A meno che non arrivino Miguel Flaño, centrale dell'Osasuna, o il deprimente Barkero del Numancia, eventi questi che non mi auguro, Diaz de Cerio sarà dunque l'unico acquisto che la giunta Macua riuscirà ad eseguire, con buona pace di Caparros e dei suoi piani di rafforzamento in vista dell'Europa. I movimenti in uscita, al contrario, finora sono stati notevoli: via Del Olmo, Casas e Lafuente, in società si cerca ora una soluzione per tagliare al più presto anche Tiko e Iñigo Velez. Non si tratta però di cessioni, ma di rescissioni o mancati rinnovi di contratto, dunque nemmeno un euro è entrato nelle casse di Ibaigane. Complimenti vivissimi, anche perché due dei partenti (Del Olmo e Iñigo Velez) vennero comprati appena un anno fa: serviva proprio spendere soldi per elementi sottoutilizzati dall'allenatore?
Tornando a de Cerio, devo dire che ho letto commenti poco lusinghieri sul suo arrivo e, in generale, sulle sue caratteristiche tecniche, solo in parte dovuti ai timori sul recupero dal grave infortunio (rottura di tibia e perone) che gli ha fatto chiudere la stagione a novembre; l'ex errealista viene accusato di non esistere fuori dell'area di rigore, di non pesare sul gioco della squadra e di non poter convivere con un centravanti come Llorente. Queste critiche per me non sono del tutto fondate: è vero che Iñigol ha giocato pochissimo in Primera, che è reduce da uno stop lunghissimo e che non è un mostro di tecnica, ma è altrettanto certo che possieda un fiuto del gol innato, che lo rende per me l'attaccante di gran lunga migliore tra quelli che l'Athletic avrebbe potuto ingaggiare. Diaz de Cerio è il classico finalizzatore d'area, scarsamente dotato in elevazione, dribbling e palleggio, eppure capace di segnare con buona regolarità e di rendersi sempre pericoloso negli ultimi 16 metri; di certo non è uno di quei giocatori che incantano la platea con numeri di alta classe, ma il suo mestiere, segnare, sa farlo benissimo. Quello dell'integrazione con Llorente è un falso problema, perché a dispetto del fisico Nando è un attaccante tecnico e mobile, che ama svariare e che non disdegna di venire a prendersi il pallone lontano dalla porta; non vedo grossi problemi di convivenza con la punta donostiarra, e credo anzi che il numero 9 troverà finalmente qualcuno in grado di sfruttare le sue spizzate e gli spazi che apre con i suoi movimenti. E poi, se Llorente ha giocato con Ion Velez e Toquero, non può forse farlo anche con Diaz de Cerio?

Iñigo Díaz de Cerio Conejero


Nació en San Sebastián el 15 de mayo de 1984

1,77 m 69 kg

Debutó en primera división el 12 de febrero de 2006 ante el Atlético de Madrid

2003-04 Real Sociedad B 2ºB 19 partidos 4 goles
2004-05 Real Sociedad B 2ªB 33 partidos 1 gol
2005-06 Real Sociedad B 2ªB 32 partidos 23 goles
2005-06 Real Sociedad SAD 1ª 3 partidos 0 goles
2006-07 Real Sociedad SAD 1ª 27 partidos 4 goles
2007-08 Real Sociedad SAD 2ªA 36 partidos 16 goles
2008-09 Real Sociedad SAD 2ªA 11 partidos 4 goles

4 commenti:

  1. Ciao Edo, sicuramente De Cerio sarà meglio di Ion"spuntato" Velez. X quanto riguarda Miguel Flano si dice che potrebbe veniere nella campagna acquisti 2010/2011 che ne pensi ti piace Flano? sul sito del club leggo che è stato trovato l' accordo con umbro ,farà le maglie 2009/2010? e la marca athletic? L' innominabile se magnata pure questa dopo la verginità della maglia? .Edobarrieta1983

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  2. Ciao, di sicuro Diaz de Cerio è un giocatore di calcio, mentre per Ion Velez e Toquero tale definizione mi sembra esagerata...peggio di loro non potrà fare (hanno segnato 8 gol in due, tra Liga e Copa), quindi aspettiamolo con fiducia e soprattutto cerchiamo di non essere troppo severi con questo ragazzo, sul cui conto parecchi sono piuttosto prevenuti.
    Flano è un giocatore normalissimo, vale Etxeita e non lega nemmeno le scarpe a Ustaritz, che per me resta il miglior difensore in rosa (meglio anche di Amorebieta, ancora troppo ingenuo). Visto che il suo arrivo presupporrebbe l'accantonamento di uno tra i succitati Etxeita e Usta, mi auguro che l'osasunista resti dov'è o si accasi altrove.

    Sì, la Umbro farà le maglie per i prossimi 8 anni, secondo il contratto firmato dall'Innominabile. La Marca Athletic non credo scompaia, continuerà a fare certi prodotti - o almeno lo spero -, ma di certo non produrrà più le divise da gioco. La storia della Marca Athletic è paradigmatica di come non si dovrebbe gestire un marchio sportivo: sarsissima pubblicità, assenza di punti vendita fuori da Euskadi, marketing deficitario. Le colpe non sono solo di Macua, dunque, anche se va detto che la sua giunta non ha fatto niente per salvare la Marca Athletic.

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  3. utente anonimo4 luglio 2009 14:03

    ma non si è mai parlato di un azionariato popolare con semplicemente il consiglio direttivo? no sai, i vari Azpilicueta, San José, Ander ed Herrera potrebbero essere acquistati, chiaramente vendendo 4 5 mele marce e con una piccola ricapitalizzazione.....

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  4. Anonimo, l'Athletic è una società ad azionariato popolare. Il presidente viene eletto dai 32.000 e rotti soci una volta ogni quattro anni e pertanto non è il proprietario del club, ma soloil massimo dirigente della giunta direttiva.
    I vari giocatori che rifiutano l'Athletic spesso non lo fanno per soldi, ma solo per una questione di prestigio, dato che i meccanismi del calcio moderno rendono difficile vincere titoli per una squadra dalla filosofia particolarissima come il club basco.
    Anche perché le 4-5 mele marce di cui parli (chi?) innanzi tutto andrebbero vendute, e non è detto che ci siano squadre disposte a prenderle, e la ricapitalizzazione di cui parli è un concetto da club-azienda e non da Athletic. Saluti.

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