martedì 14 giugno 2011

Il pagellone 2010/2011: i difensori.


Borja Ekiza contro Marco Ruben (foto Kicker.de).

Ekiza 8: è di qualche giorno fa la notizia del suo inserimento, da parte dell’UEFA, nella squadra delle rivelazioni stagionali della Liga, un riconoscimento davvero meritato. Proposto a sorpresa da Caparros a gennaio per via delle assenze di Ocio, Ustaritz e Amorebieta, il 23enne centrale nativo di Pamplona ha stupito tutti con una serie di prestazioni fantastiche per qualità, determinazione e maturità, guadagnandosi immediatamente quei galloni da titolare che neppure i rientri degli infortunati gli hanno tolto. A perdere il posto sono stati, a turno, Ustaritz, Amorebieta e infine San José, mentre lui non è più uscito dalla formazione-tipo del girone di ritorno: un fatto che parla da solo. Complimenti a Jokin per aver creduto nelle potenzialità di un difensore molto considerato nella cantera biancorossa, ma che aveva dovuto pagare lo scotto di alcuni gravi infortuni che ne avevano compromesso due stagioni nel Bilbao Athletic. Fisicamente non imponente (1,80 m per 73 kg), Ekiza è un centrale rapido, veloce nei recuperi e molto dotato in marcatura, che si fa saltare raramente e mostra anche un buon senso della posizione; i difetti principali sono lo stacco di testa non eccelso e l’inesperienza che lo porta a commettere qualche errore fisiologico per un esordiente, nulla che in futuro non si possa limare. Se si saprà confermare l’anno prossimo, l’Athletic potrà dire di aver trovato un centrale di grande livello.

Iraola 7,5: temporada con un rendimento medio ottimo e picchi di assoluta eccellenza, come certificato dalla convocazione di Del Bosque per la tournee amichevole negli Stati Uniti che rafforza la sua posizione nella Roja come vice-Ramos. Come ogni anno, Andoni ha fatto della regolarità il leit-motiv della sua stagione: tolte un paio di partite è sempre stato tra i migliori dei suoi, confermando sia i progressi in fase difensiva (iniziati da quando Caparros siede sulla panchina biancorossa), sia l’attitudine alla spinta che ha fatto della fascia destra dell’Athletic una delle corsie preferenziali per lo sviluppo della manovra offensiva. I quattro gol realizzati sono un’ulteriore testimonianza della polivalenza di questo calciatore straordinario, più adatto ad un’idea di calcio totale che alla rigidità del 4-4-2 dell’utrerano. Fondamentale.

Aurtenetxe 7: se non si fosse infortunato dopo una decina di partite e non fosse rimasto fuori più di tre mesi, avrebbe quasi sicuramente potuto lottare per un posto nella squadra delle rivelazioni di cui ho scritto in precedenza. Avere 18 anni e giocare senza paura: la nidiata dei ragazzini terribili dell’Athletic, campioni di tutto l’anno scorso, ha prodotto un difensore tecnicamente dotato e in grado di tenere il campo con l’autorità di un veterano. Jon è un centrale che può disimpegnarsi anche come terzino sinistro, posizione nella quale lo ha impiegato Caparros; la sua interpretazione del ruolo, ovviamente piuttosto bloccata, è stata compensata dalla solidità e dall’efficacia nella fase difensiva mostrate contro avversari molto più esperti di lui punto. Talvolta ha sofferto, com’è giusto che sia per un esordiente in Primera, ma ha comunque mostrato qualità non comuni per uno della sua età. A parer mio andrebbe provato come centrale, lasciando la corsia sinistra a un terzino di spinta (mi riferisco in particolare a Saborit, compagno di squadra di Aurtenetxe nello Juvenil).

Amorebieta 6,5: stagione piuttosto tribolata per il basco-venezuelano, tormentato tutto l’anno dagli infortuni muscolari e in campo solo 17 volte (16 da titolare) su 38 partite. Importanti, però, i segnali di ripresa che ha lanciato nell’ultimo mese di Liga, durante il quale ha ritrovato una maglia da titolare ed è sembrato meno irruente del solito. A 26 anni compiuti non può più nascondersi dietro un dito: o fa il definitivo salto di qualità, realizzando l’ambizioso desiderio di imporsi come uno dei migliori centrali iberici, o resterà per sempre un giocatore da “vorrei ma non posso”, o per meglio dire “potrei ma non voglio”, cioè un elemento con grandi potenzialità non del tutto espresse. Il suo problema non è né tecnico né tantomeno fisico, ma psicologico: Fernando deve superare quei limiti caratteriali che finora gli hanno impedito di confermarsi su standard di rendimento d’eccellenza; come dimenticare le entrate assurde, le espulsioni rimediate per fallacci a metà campo e le amnesie che ogni tanto lo colgono? Nelle ultime partite di campionato ha giocato con grande tranquillità ed equilibrio: lo stop forzato e la perdita di una maglia che credeva sua di diritto lo avranno fatto maturare? Lo scopriremo la prossima stagione.

San José 6,5: partito fortissimo, il 22enne centrale navarro si è guadagnato una maglia nell’under 21 spagnola e ha ricevuto unanimi consensi, venendo indicato come uno dei giovani difensori più promettenti insieme a Victor Ruiz dell’Espanyol (ora al Napoli) e Alberto Botia dello Sporting Gijon. Il suo percorso, però, è stato l’opposto di quello di Amorebieta, visto che Mikel ha iniziato ad accusare ad aprile le fatiche di una stagione molto impegnativa e ha concluso il campionato in panchina, troppo spremuto per poter affrontare da titolare lo sprint finale per l’Europa. Personalmente credo che il giocatore abbia avuto poche colpe e abbia pagato piuttosto una gestione non proprio ottimale da parte di Caparros, allenatore che non ama cambiare la propria formazione di base neppure di fronte a cali fisici evidenti dei suoi uomini. Le qualità di San José non sono in discussione, anche se una coppia centrale composta da lui e da Ekiza è forse troppo inesperta per reggere l’urto contro le squadre più forti; l’ex del Liverpool ha comunque tempo e capacità per migliorare una temporada meno brillante del previsto, specie l’anno prossimo quando ci sarà da giocare su tre fronti.

Koikili 6: Caparros lo ha utilizzato molto poco rispetto alla bontà delle sue prestazioni (per lui solo 18 presenze totali tra campionato e coppa), un peccato vista l’inconsistenza degli altri sostituti di Aurtenetxe. Il terzino di Otxandio è uno di quei giocatori su cui si può sempre contare e anche quest’anno ha confermato tutta la sua affidabilità, eppure il tecnico non gli ha mai consegnato le chiavi della fascia sinistra dopo l’infortunio di Jon e lo ha addirittura tolto dalle rotazioni a marzo, nonostante Castillo e Balenziaga non abbiano fatto cose trascendentali quando sono stati mandati in campo. Difensivamente impeccabile e capace di spingere al momento giusto, Koi forse ha pagato la querelle sul rinnovo del contratto (poi prolungato fino a giugno del 2012) giocando molto meno di quanto avrebbe meritato. Contro il Barcellona il Copa del Rey ha fermato Messi ed è stato uno dei migliori, mostrando di essere ancora un elemento importante per l’Athletic.

Ustaritz 5: ogni anno gioca sempre meno e sempre peggio, anche perché non ha nelle gambe il ritmo partita e per trovarlo dovrebbe stare in campo più di un paio di volte di fila. Dispiace terribilmente per questo ragazzo nato e cresciuto nel vivaio biancorosso, capace di disputare una prima stagione tra i “pro” eccezionale e finito via via ai margini della squadra soprattutto a causa degli infortuni che non lo hanno mai abbandonato, colpendolo spesso quando sembrava poter tornare a lottare per un posto nell’undici titolare. Ormai è una riserva, e nemmeno delle più affidabili. A questo punto non sarebbe male pensare di cederlo, magari in prestito, sia per dare spazio a qualche canterano interessante, sia per fargli ritrovare la fiducia perduta.

Castillo 5-: ignorato da Caparros per tre quarti della stagione, è stato inopinatamente riproposto titolare da aprile fino alla fine della Liga. Il motivo? Sconosciuto ai più, visto che in campo non ha mai lasciato il segno. Curioso caso di terzino di spinta (e quindi poco interessato alla fase difensiva) che non mette un cross pulito che sia uno, risultando quindi più dannoso che inutile, è pure riuscito a rimediare due cartellini rossi in 11 presenze, un record. Io lo taglierei immediatamente, vedremo cosa deciderà la nuova dirigenza.

Aitor Ocio, Balenziaga n.g.

4 commenti:

  1. Analisi dei giocatori precisa e splendida come sempre Edo, complimenti... come immaginerai spenderei 2 parole su Aurtenetxe, lo vedresti bene come centrale di sinistra con Saborit in fascia, mi trovi perfettamente daccordo, ma...se jon e' centrale in prevesione futura che toglierseti o metteresti tra Ramalho e Laporte????? senza dimenticare San Jose' e Ekiza ancor giovani....e Balenziaga, dove l'hai messo???? certo avere cosi' tante scelte di buon livello non e' niente male, come sempre manca l'alternativa a Andoni sulla destra dove anche Jonas Ramalho potrebbe dire la sua, anche se toglierlo dal centro sarebbe un peccato a mio avviso, Ciao!

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  2. utente anonimo15 giugno 2011 22:58

    Se la prossima temporada riuscisse a prendere continuità la linea IRAOLA - EKIZA - SAN JOSE' - AURTENETXE secondo me andrebbe abbastanza bene dietro. Per quanto riguarda la porteria mi da ottime sensazioni RAUL FERNANDEZ ma penso che ancora un anno in panca possa aspettare a meno che, e speriamo di no, GORKA non continui a scendere di rendimento... Karmine74

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  3. certo anche Aitor Fernandez, ha dato buona prova di se anche nelle rappresentative giovanili Spagnole, ciao Karmine, OK Borja, ma Amorebieta lo scarteresti cosi', su due piedi?????

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  4. John: quado si parla di giovani bisogna sempre considerare che gli spazi in prima squadra sono contati e che giocoforza non tutti troveranno spazio. Aurtenetxe è un buon giocatore, ha ottimi margini di miglioramento ma come terzino non mi sembra il massimo; è ordinato e molto preciso in fase difensiva, personalmente però preferisco i fluidificanti di spinta, alla Iraola per intendersi. In quest'ottica credo che Saborit sia il nostro prospetto più interessante, e se dovesse venire su forte Aurtenetxe potrebbe funzionare come jolly, spendibile sia al centro che in fascia. Ramalho e Laporte, due promesse, non ancora dimostrato nulla tra i "pro", e purtroppo nessuno ci può assicurare che il loro impatto col calcio dei grandi possa rivelarsi all'altezza di quello che hanno avuto nelle giovanili. Posso dirti che il reparto difensivo per me va radicalmente modificato, e togliendo i vari Ocio, Ustaritz (a malincuore, ma ormai mi sembra irrimediabilmente perso), Castillo e Balenziaga si aprono spazi interessanti per molti dei nostri ragazzi. Balenziaga lo venderi perché è giovane e può farci incassare qualcosa, dal punto di vista tecnico non mi ha mai convinto pienamente e sono sicuro che a Lezama ci sono cachorros più validi. L'alternativa a Iraola sulla destra per me sarà Ramalho, che almeno all'inizio dovrà adattarsi per trovare spazio.
    Aitor Fernandez ha ottime qualità ma anche un difetto non da poco per un portiere: è molto piccolo, credo sia poco più di 1 metro e 80. Quest'anno al Bilbao Athletic ha alternato buone prove a prestazioni poco positive (ho letto di molte incertezze sulle uscite alte), non credo sia pronto per il gran salto.

    Karmine: condivisibile il tuo discorso sul portiere, anche se comincerei a dare più spazio a Raul, magari nelle Coppe. La linea difensiva che al momento mi sembra migliore è Iraola-Ekiza-Amorebieta-Aurtenetxe; San José ha qualcosa che non mi torna, più lo vedo e più mi sembra meno forte di quello che pareva l'anno scorso...

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