giovedì 30 giugno 2011

Il pagellone 2010/2011: gli attaccanti.


Nando Llorente: un'altra grande annata per il centravanti biancorosso.

Llorente 8: la sua miglior stagione dal punto di vista realizzativo (18 centri in 38 partite, quasi un gol ogni due incontri) è stata anche quella in cui forse ha pesato meno nell'economia del gioco biancorosso. Più isolato rispetto al passato recente, Nando ha agito soprattutto da finalizzatore ed è stato meno utilizzato come riferimento continuo per i compagni, anche perché in molte occasioni la manovra si è sviluppata su assi differenti rispetto a quello centrale (leggi: pelotazo dalla difesa verso la testa del numero 9). Llorente dunque è stato maggiormente presente nell'area avversaria e ha dovuto ricorrere in rari casi alla progressione palla al piede, utilizzata spesso gli anni scorsi per ovviare a una mancanza di schemi offensivi talvolta disarmante (ogni tanto però ha tirato fuori un numero di questi, vedasi la serpentina in area con tiro respinto dal palo contro il Madrid al Bernabeu); forse è stato meno piacevole esteticamente, ma dal punto di vista dell'efficacia si è fatto apprezzare come non mai. Quasi immarcabile nel corpo a corpo, micidiale di testa e più freddo del solito, ha segnato tanto e con grande regolarità; a parer mio avrebbe potuto anche farne di più, ma ha pagato un periodo di appannamento dovuto al super-utilizzo, giacché Caparros neppure una volta ha ritenuto di tenerlo fuori per un'intera partita. Il prossimo anno servirà qualcuno che gli faccia tirare il fiato, perché non è pensabile che riesca ad affrontare tutti gli impegni delle tre competizioni cui l'Athletic parteciperà, e comunque un Llorente stanchissimo come quello visto più volte nel girone di ritorno non serve a nessuno.

Toquero 7: c'è poco da fare, ha vinto lui. I miglioramenti che ha fatto sono innegabili, sia dal punto di vista tecnico che da quello tattico, e dopo due anni e mezzo, pur non ritenendolo sicuramente un campione, sono dell'opinione che sia diventato un giocatore da Primera. Intendiamoci, per me non dovrebbe essere uno dei titolari, tuttavia come arma da usare a partita in corso trovo che potrebbe rivelarsi molto importante. Caparros in questa stagione lo ha impiegato come grimaldello per scassinare le difese avversarie, secondo uno schema semplice ed efficace: una volta che la palla passava la metà campo, Gaizka scalava sempre sulla fascia e in tal modo liberava lo spazio per l'imbucata centrale di uno degli esterni o si proponeva lui per il cross. Come sempre è stato poi generosissimo nel pressing, pur evitando le cavalcate inutili per disturbare il portiere, e dopo un girone di andata senza gol si è sbloccato al ritorno contro l'Atletico Madrid e ha finito per mettere insieme sette reti, bottino in linea con i suoi standard. Secondo me andrebbe usato maggiormente per il contropiede, vedremo quale sarà il suo ruolo l'anno prossimo.

Igor Martinez 6: presentato al momento dell'acquisto, la scorsa estate, come la nuova perla della cantera dell'Alaves, ha avuto un percorso del tutto simile a quello di De Marcos, altro prodotto del vivaio vitoriano di cui si diceva un gran bene. E' partito forte e ha avuto un ottimo impatto sulla realtà Athletic, mostrando una buona tecnica di base e una velocità di tutto rispetto, e al fianco di Llorente si è ben disimpegnato, pur non riuscendo a trovare la via del gol. Col passare delle giornate, però, è andato progressivamente spegnendosi, e dopo che Caparros lo ha provato con poco successo sulla destra è stato dirottato al Bilbao Athletic, dove non ha impressionato. Personalmente non mi è sembrato eccezionale: è un buon elemento, che con un po' d'esperienza sulle spalle potrebbe dire la sua nella Liga, ma non comprendo per quale motivo si debbano acquistare giocatori del genere quando a Lezama ci sono ragazzi dello stesso livello cui non viene data neppure un'opportunità (pareva brutto, per esempio, provare almeno una volta Isma Lopez prima di cederlo?). Rimandato.

Urko Vera 6: ha potenzialità tutte da scoprire, ma per il momento deve essere sgrezzato. Un po' a sorpresa è stato acquistato dal Lemona già nel mercato invernale e, nelle poche occasioni concessegli da Caparros, è riuscito a mettere a segno un importantissimo gol sul campo del Getafe. Fisicamente potente, è forte di testa e ha una buona presenza in area, mentre dal punto di vista tecnico ci sono delle lacune da colmare. L'investimento sembra buono nell'ottica della ricerca di un centravanti in grado di sostituire Llorente, per quanto possibile; vedremo cosa saprà fare quando gli sarà dato più spazio.

Ibai Gomez n.g.: l'Oscar stagionale della sfortuna non glielo toglie nessuno, purtroppo. Nel giorno dell'esordio con la prima squadra il povero Ibai si è infatti infortunato gravemente al ginocchio destro, peraltro (il colmo!) facendo tutto da solo e mettendo un piede in fallo dopo aver dribblato un avversario. Dopo un'assenza di quasi sei mesi è riuscito a rientrare in tempo per scendere in campo altre due volte, mentre con il Bilbao Athletic ha giocato 12 partite e segnato 4 gol. Seconda punta o esterno alto molto mobile, è dotato di velcità, tecnica e gran tiro, e rappresenta uno dei prospetti più interessanti in vista della prossima stagione. Speriamo che abbia saldato i conti con la malasorte e che possa dare seguito alle buone sensazioni trasmesse nella prima stagione con la maglia biancorossa.

Diaz de Cerio n.g.: qualcuno mi sa spiegare perché è stato ripreso a gennaio, proprio quando iniziava a giocare nel Cordoba, se poi ha messo insieme la miseria di due spezzoni di gara in un intero girone? Sembra che qualcuno lo abbia fatto apposta per non fargli ritrovare la condizione... Il suo è un caso paradossale, secondo solo all'ormai mitologico affaire Zubiaurre. Desaparecido.

6 commenti:

  1. utente anonimo30 giugno 2011 23:22

    Bravo Josu, ho meditato a fondo e ho deciso che sono con te. Prossimamente conto di spiegare a tutti voi le mie considerazioni. Grazie a tutti. Karmine.

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  2. Bel gruppetto di elementi, ecco ora se riusciamo a buttarci dentro Guillermo Fernandez, Sergio Mendiguchia e magari qualche altro prospetto come il tuo amico Extanitz, magari il numero dei Desaparecido o viaggiatori costanti in loan per la penisola iberica, riuscira' a diminuire un giorno, alcune scelte sono davvero inspiegabili(Zubiaurre).......

    PS Hai visto che sscandalo per la sub20 spagnola solo Aitor Fernandez convocato, avrei portato mezzo blocco dell'Athletic io.... va beh Aurtenetxe y Ramalho in sub19, consolazione.....

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  3. Karmine: aspetto il tuo commnto, intanto aupa Josu!

    John: completamente d'accordo con te, via i pesi morti e dentro pian pianino gli attaccanti "made in Lezama". Intanto partirei da Etxaniz, che anche fisicamente è il più pronto, poi spazio anche agli altri da te citati (aggiungerei pure Vitoria e Yurrebaso).
    Incredibile come non abbiano convocato Ruiz de Galarreta neppure per l'under 19... va detto però che Muniain era stato scelto per i Mondiali under 20 ma l'Athletic si è messo di traverso (avrebbe perso tutta la preparazione), la federazione a quel punto è venuta incontro alla socità anche in virtù della vittoria all'Europeo under 21.

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  4. utente anonimo4 luglio 2011 20:17

    Fondamentalmente bastava la svendita della camiseta allo sponsor petroNOr per farmi decantare a favore di Urrutia. L'Athletic Club possiede una serie di valori sportivi e sociali non negoziabili che non possono essere relegati in secondo piano e nascosti sotto il tappeto dei buoni risultati economici e sportivi. La responsabilità di Macua e della sua giunta direttiva nella decisione pro sponsor è evidente e ineludibile e ora pagherà il suo prezzo. In secondo luogo vedo ormai il prossimo ex Presidente come persona portatrice di interessi poco chiari e spesso estranei all'Athletic Club. Un secondo mandato Macua (che non ci sarà) potrebbe ingenerare un lento processo di sfilacciamento e allontanamento del direttivo dalla masa social che rappresenta (o dovrebbe rappresentare), la qual cosa farebbe nascere polemiche, ferite fino a compromettere la tradizionale unità de todos los estamentos, punto di forza da sempre della nostra entidad. Lo scandalo Iurbenor, in cui si trova coinvolto Macua suggerirebbe a lui stesso di farsi da parte dalla corsa elettorale per lasciare campo aperto a Urrutia e dare una bella immagine di quella unità di cui parlavo sopra. Mi sembra che Macua abbia deciso al contrario di perdere una buona occasione per uscire bene.
    Il prossimo Presidente Josu Urrutia dal canto suo esprime una candidatura che viene dal basso e si radica nei sentimenti più profondi della masa social. Egli stesso è parte ed è sostenuto da molti rappresentanti di quella squadra dei secondi '90 che mi fece innamorare dell'Athletic e anche questo dato non può certamente vedermi imparziale. Il progetto Bielsa è super-attrattivo, è uno dei miei allenatori preferiti e giuro che non lo dico perchè verrà ad allenare l'Athletic. Per concludere vorrei rivolgere un pensiero finale di ringraziamento al mister. Grazie Jokin per il lavoro, l'impegno, le energie e il maximo compromiso dimostrato all' Athletic durante gli ultimi 4 anni, ti ho stimato professionalmente e umanamente e sempre difeso con coerenza. Ti do l'unico voto che mi sento di dare io qui ed è un bel 9 globale per tutto ciò. Te deseo exitos adondequiera con ecepto de cuando salga ante nosotros. AUPA LEONES, AUPA JOSU, AUPA MARCELO BIELSA!

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  5. utente anonimo4 luglio 2011 20:22

    Ah già sono karmine, come avrai intuito. Era il commento che ti dovevo. Ciao!

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  6. Grazie per l'ottimo contributo, Karmine. Purtroppo ho già avuto modo di scrivere che Macua sta rimontando e ha quasi colmato il gap che si era creato nelle ultime due settimane con Urrutia, evidentemente la figura particolarissima di Bielsa e la sua idea di calcio non convincono molti soci, che magari preferiscono l'usato sicuro Caparros (e, con lui, i maneggi sottobanco di Macua)... speriamo solo che la gente voti tenendo presente chi c'è dietro l'avvocato bilbaino. Di certo, se Josu si fosse presentato con Valverde o con un mister più "conservatore" di Bielsa avrebbe vinto a mani basse, mentre ora rischia di non farcela.

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