
Ander Herrera con la sua nuova maglia (foto Athletic-club.net).
Il campionato si è chiuso solo pochi giorni fa, ma l’Athletic ha già presentato, nella serata di ieri, quello che senza dubbio sarà il fiore all’occhiello della campagna acquisti 2011: Ander Herrera. Come da accordo con il Saragozza (cui sono stati versati 8,5 milioni che potrebbero diventare più di 10 a seconda delle prestazioni del giocatore, non proprio bruscolini), una volta che il club aragonese ha concluso la sua Liga, ottenendo peraltro la salvezza all’ultimo turno, il 22enne centrocampista si è immediatamente trasferito a Bilbao, dov’è nato ma dove non ha mai giocato; il padre, infatti, chiuse la sua carriera da giocatore a Saragozza diventando poi dirigente della società, e fu lì che suo figlio mosse i primi passi nel mondo del calcio. Parlando dell’acquisto in sé, chi frequenta questo blog sa già che a suo tempo l’operazione non mi ha trovato assolutamente d’accordo, vuoi per il costo, vuoi soprattutto perché l’Athletic è un club di cantera, e va da sé che acquistare altrove un calciatore toglie spazi importanti a chi si è formato nelle giovanili (in questo caso a Iturraspe e forse anche a Ruiz de Galarreta, classe ’93 di cui si dice un gran bene). Ora che l’affare è stato fatto da tempo e che Herrera è stato presentato, però, è inutile intavolare ragionamenti più o meno interessanti sulla filosofia dell’Athletic; credo sia più proficuo soffermarsi sulle caratteristiche tecniche di Ander e capire coma potrà inserirsi nel gioco biancorosso e cosa potrà dare in termini di valore aggiunto. Innanzi tutto, sgombriamo il campo da eventuali dubbi sulla bravura del giocatore: Herrera è un progetto di campione, pochi scherzi, e starà al prossimo allenatore dei Leoni farlo sbocciare in maniera definitiva. Dal punto di vista tattico, l’ex numero 8 del Saragozza è elemento versatile e capace di ricoprire più ruoli: esterno destro (di quelli portati ad accentrarsi più che a cercare il fondo), mezzala, trequartista centrale (il suo ruolo naturale) e, da quest’anno, anche regista in un classico doble pivote con un mastino a scortarlo. Non sapendo quale sarà il destino di Caparros è difficile dire come verrà impiegato Ander, tuttavia a Bilbao non si gioca con un “10” dietro le punte dai tempi dello Yeste di Valverde, per cui si può tranquillamente ipotizzare che il ragazzo verrà impiegato prevalentemente come centrocampista puro. L’ipotetica coppia che andrebbe a formare in tal caso con Javi Martinez, inutile dirlo, è intrigante come poche, in potenza una delle migliori della Liga e senza dubbio la più forte dai tempi di Gurpegi-Orbaiz pre-squalifica di Carlos e pre-infortunio al ginocchio di Pablo. Più volte ho sottolineato come Javi Martinez sia un calciatore con caratteristiche uniche nel panorama spagnolo, che però non comprendono la capacità di organizzare la manovra come un regista; il navarro ha una buona tecnica e sa come velocizzare l’azione giocando a uno-due tocchi, però non ha nelle corde i lanci di 30 metri, non sa vedere i buchi nelle difese avversarie e fatica a trovare i passaggi necessari a scardinare squadre bloccate. Herrera, al contrario, possiede un controllo di palla e una visione di gioco straordinari, oltre alla naturale predisposizione alla triangolazione con i compagni e alla ricerca del dialogo rasoterra: proprio il centrocampista che manca all’Athletic, dunque. Ciò che gli manca fisicamente e a livello di attitudine difensiva potrebbe facilmente essere compensato dall’esplosività e dalla facilità di corsa di Javi Martinez, e a questo punto vi lascio immaginare cosa potrebbe combinare un duo del genere. Se poi Caparros (o chi siederà al suo posto) decidesse di optare per uno schema con Gurpegi e JM nel mezzo e Ander nella sua posizione preferita, qualche metro più avanti, il discorso potrebbe farsi se possibile ancor più interessante; con Jokin penso che una strada del genere sia pura fantascienza, eventualmente vedremo cosa deciderà un altro allenatore nel caso in cui l’utrerano non dovesse essere confermato. Insomma, pur non approvando per una questione di filosofia l’acquisto di Herrera, credo che dal punto di vista squisitamente tecnico-tattico Ibaigane abbia messo a segno un colpaccio clamoroso, specie considerando che, allo stato attuale delle cose, sembra che le uniche due squadre in grado di comprare giocatori sopra la media siano Barcellona e Madrid. Che un prospetto di valore assoluto come Ander abbia scelto Bilbao rappresenta un fatto più unico che raro, dovuto con tutta probabilità a tre fattori: la pressione del padre, tifoso biancorosso e il cui sogno da calciatore, ahilui irrealizzato, era quello di giocare con la maglia zurigorri; l’opera di convincimento di alcuni compagni di under 21 (Javi Martinez, San José, Muniain), che senza dubbio gli avranno parlato delle rinnovate ambizioni della società; la semplice constatazione che in un club di primissima fascia imporsi non è facile per uno della sua età (vedasi quanto successo a Canales a Madrid), mentre giocare nell’Athletic significa potersi assumere delle responsabilità in un ambiente che comunque non richiede la vittoria di un trofeo come unico metro di paragone per valutare una stagione (e quindi mette meno pressione). Francamente non penso che Herrera abbia scelto i Leoni per diventarne una bandiera, ma che abbia ritenuto di potersi ritagliare un ruolo di primo piano in una squadra che comunque è in Europa (e tra le prime sei nella Liga) per poi spiccare il volo, anche perché l’attuale selezionatore della nazionale, Del Bosque, ha mostrato di non avere i pregiudizi del suo predecessore in materia di calciatori dell’Athletic. Vedremo, intanto ongi etorri, Ander!
Situazione mister: Urrutia, che sarà probabilmente l’unica alternativa seria a Macua, secondo Marca sta scandagliando il mercato internazionale per individuare l’allenatore col cui nome si presenterà alle prossime elezioni. In mezzo alle classiche sparate nel puro stile del quotidiano iberico (tra le altre, Villas Boas – fra un po’ verrà fuori che lo vuole pure il Pizzighettone -, Rijkaard e addirittura Van Gaal!), c’è un tecnico che vedrei benissimo nel Botxo e che avevo citato in un commento di qualche tempo fa: Didier Deshamps. Basco francese, l’ex capitano della Juventus manifestò a fine carriera l’intenzione di chiudere col calcio disputando un’ultima stagione da professionista proprio con l’Athletic, ma la trattativa col Chelsea saltò e lui si accasò al Valencia. A fine stagione Deshamps abbandonerà al 99% la panchina del Marsiglia e sarà disponibile, io sinceramente lo vedrei benissimo, per carattere e idea di calcio, sulla nostra panchina. E voi?
