
Toquero non scappa a Ruper (foto Athletic-club.net).
Osasuna: Ricardo; Azpilicueta, Roversio, Sergio, Echaide (77' Oier); Juanfran, Puñal, Rúper (83' Vadocz), Camuñas; Pandiani, Aranda (67' Masoud).
Athletic Bilbao: Iraizoz; Ustaritz, San José, Amorebieta, Koikili; Gurpegui (56' Susaeta), Iturraspe, Javi Martínez, Yeste (89' Gabilondo); Toquero, Llorente (84' Muniain).
Arbitro: Fernando Teixeira Vitienes (Comité Cántabro).
Dopo lo 0-0 casalingo serviva una prova d'orgoglio nel derby basco per continuare a inseguire l'Europa, invece l'Athletic ha rimediato l'ennesimo risultato grigio lontano dal San Mamés e vede ora la zona UEFA a due punti di distanza. E' stato un derby francamente inguardabile, tanto che il giornalista José Luis Artetxe di As ha scritto che si vedono partite migliori nel campionato regionale, un'opinione probabilmente condivisa dai 18.000 e rotti presenti al Sadar di Pamplona. D'altra parte, la sfida tra due dei tecnici meno spettacolari della Liga non poteva che produrre un incontro tatticamente bloccato, nel quale il gioco palla a terra è stato il grande assente e le occasioni da gol si sono contate sulle dita di una mano. Cervellotica la formazione di Caparros: aldilà dell'impiego di Ustaritz come terzino destro (scelta iper-conservatrice, giacché Usta è un centrale e utilizzarlo sulla fascia significa abdicare alla profondità e alle sovrapposizioni), non si comprende la presenza in campo di Toquero, appena ripresosi da un infortunio, per tutta la partita; il vitoriano è un giocatore in grado di rendere solo se al massimo della condizione, mentre scompare quando non è supportato dall'atletismo, come accade a tutti i giocatori sprovvisti di un tasso tecnico decente. Eppure è proprio sui piedi di Gaizka che è capitata la palla più ghiotta del match, peraltro ben oltre il 90': il movimento a tagliare verso l'area per sfruttare l'eventuale spizzata del compagno è l'unico che gi riesce e anche stavolta lo ha azzeccato, peccato che il tiro sia stato ben neutralizzato da Ricardo (bravo anche nel primo tempo su Llorente - cabezazo da azione d'angolo - e nella ripresa su Susaeta). L'Osasuna in pratica non si è mai vista, a meno che un paio di tiri senza pretese da lontano e un cross sbagliato di Juanfran che per poco non ha beffato Iraizoz non siano da considerare notevoli palle-gol. Menzione speciale per Iturraspe, unanimemente riconosciuto come migliore in campo per l'Athletic: i progressi di questo ragazzo sono ormai sotto gli occhi di tutti e una sua promozione a titolare in pianta stabile non sembra più un azzardo.
Ciò che adesso vorrei sottolineare sono i numeri dell'aprile zurigorri: 1 vittoria, 2 pareggi e 2 sconfitte su 5 partite; 5 gol fatti, 7 subiti; tre incontri di fila senza segnare. Dati, questi, che testimoniano il passo indietro fatto registrare dai Leoni e spiegano come si possa essere passati dal quinto all'ottavo posto, due lunghezze al di sotto di un Villarreal in gran forma e a pari punti con l'ottimo Getafe di questa parte di stagione. Ora i bilbaini sono attesi da due gare casalinghe consecutive prima della trasferta al Bernabeu: inutile dire che la doppia vittoria contro il Maiorca di Aduriz (ancora sorprendentemente quarto) e contro il Malaga è l'unica opzione possibile per continuare a sperare in un piazzamento europeo.
