martedì 20 aprile 2010

33a giornata: Athletic 0-0 Saragozza.


De Marcos a terra è il simbolo dell'Athletic spuntato di ieri (foto Athletic-club.net).

Athletic Club:
Iraizoz; Iraola, San José, Amorebieta, Castillo; Susaeta, Gurpegui (69' Muniain), Javi Martínez, Gabilondo (60' Yeste); De Marcos (78' De Cerio), Llorente.
Real Zaragoza: Roberto; Ponzio, Pablo Amo, Jarosik, Paredes; Edmilson, Gabi; Herrera (90' Pulido), Abel Aguilar (75' Obradovic), Eliseu; Suazo (82' Colunga).
Arbitro:
Estrada Fernández (Comité Catalán).

Se l'Athletic è ancora in corsa per una qualificazione europea è solo a causa del suo straordinario rendimento in casa, dunque non è certo con soddisfazione che l'ambiente biancorosso ha accolto il punto ottenuto (o, per meglio dire, i due punti persi) di fronte al Saragozza. Aragonesi che, a parer mio, rappresentano alla perfezione l'assoluta mediocrità della Liga attuale: la squadra di Gay può contare su elementi di buona caratura (Suazo, Ander Herrera, Edmilson) ma non riesce a esprimere un gioco decente, anzi è talmente preoccupata dalla vicinanza con la zona retrocessione da presentarsi a Bilbao pensando esclusivamente a difendersi, roba che al confronto il catenaccio di Clemente (a proposito, in bocca al lupo al Rubio per la sua mission impossible a Valladolid!) è calcio-champagne. I Leoni ci hanno provato, hanno fallito un paio di occasioni clamorose ma in generale non hanno dominato come scrive oggi qualche giornale spagnolo; la verità è che il Saragozza non ha rischiato moltissimo e si è difeso con ordine, trovando poi in Roberto un portiere capace di metterci una pezza al momento giusto.
Caparros riporta al centro della difesa San José, schiera Castillo per lo squalificato Koikili e piazza De Marcos a far coppia con Llorente, preferendo l'ex Alaves a Muniain e De Cerio per sostituire Toquero, ancora infortunato. Fin dai primi minuti la partita si delinea chiaramente nei suoi aspetti principali, con l'Athletic che spinge e il Saragozza che difende con nove elementi, lasciando il solo Suazo nella metà campo avversaria; le intenzioni degli uomi di Gay sono cristalline (intasare gli spazi per soffocare sul nascere la manovra dei baschi, non proprio la più fluida della Liga) e riescono alla perfezione, facilitate anche dalla carenza di fosforo del doble pivote Gurpegi-Javi Martinez, i cui limiti in fase di proposizione sono arcinoti. Ecco quindi che il lancio lungo diventa come al solito l'opzione principale, ma Llorente non ha vita facile contro Jarosik e Pablo Amo. Le rare volte in cui tiene la palla a terra, peraltro, l'Athletic sa anche essere pericoloso, come dimostra l'azione che al 27' mette De Marcos solo davanti a Roberto: da Oscar a Llorente, palla filtrante sulla sinistra per Gabilondo, cross di prima ancora verso De Marcos e il giovane numero 22 conclude male, schiacciando il pallone col piatto e permettendo a Roberto di toglierlo dalla porta con una manata d'istinto. I biancorossi, che fino a questo momento avevano creato qualcosa, non riescono più a tirare, mentre il Saragozza si fa vedere per la prima volta proprio al 45' con Suazo, che finta il tiro sul palo lungo e conclude poi sul primo, senza trovare però la porta. Dopo l'intervallo i Leoni sembrano più convinti e sfiorano il gol prima con Susaeta (sinistro fuori da buona posizione) e quindi con Llorente, che si divora una rete pazzesca spedendo alto di testa da un paio di metri. L'offensiva tambureggiante dei padroni di casa si spenge però quasi subito e, nonostantre l'iniziativa resti stabilmente nelle loro mani, di occasioni nette se ne conta solo un'altra, un cross di Susaeta che Llorente e il neo-entrato Muniain non riescono a deviare. Il resto della gara è scandito dal ripetuto infrangersi delle offensive zurigorri sul muro aragonese, interrotto sporadicamente da qualche contropiede (pericoloso uno di Colunga all'85', con Iraizoz che esce bene ma poi sbaglia il rinvio, fortunatamente senza che nessuno del Saragozza riesca ad approfittarne).
Il pareggio finale sta forse un po' stretto all'Athletic, tuttavia va detto che la proposta di gioco dei baschi è stata talmente misera da meritarsi lo 0-0. Incomprensibile l'immobilismo tattico di Caparros che, pur trovatosi di fronte una squadra completamente arroccata davanti al proprio portiere, ha ritenuto di dover giocare con quattro difensori in linea (contro un solo attaccante, per di più isolato) e due mediani poco avvezzi all'impostazione, tenendo in ghiacciaia Yeste e Muniain per almeno un'ora; qualcuno poi mi spieghi l'utilità dell'acquisto di De Cerio, che non gioca nemmeno quando mancano i titolari ed è costretto a scampoli di partita alquanto frustranti. La strada per la Champion's si fa ora impervia mentre quella per l'Europa resta praticabile, a patto che la squadra torni a vincere in trasferta come non avviene ormai dal girone d'andata.

2 commenti:

  1. utente anonimo19 aprile 2010 22:07

    Ciao Edo, ho visto la partita col Saragozza e sono orgoglioso del nostro Athletic.. sono convinto che le prossime 3 partite saranno decisive. La Europa League comunque la conquistiamo la penultima al Bernabeu, regalando il campionato al Barcelloona, Jajajaja.. Karmine74

    RispondiElimina
  2. Ciao Karmine, non capisco se sei ironico o se davvero sei orgoglioso dell'Athletic visto col Saragozza... Comunque la prova del nove sarà lo spareggio europeo con il Maiorca, sempre che al Sadar di Pamplona si riesca ad ottenere un risultato positivo.

    RispondiElimina