martedì 18 giugno 2013

Agur eta eskerrik asko, Loco!



Ed eccomi qui a scrivere il post che, in tutta sincerità, non avrei mai voluto pubblicare. Forse è per questo motivo, oltre agli impegni lavorativi pressanti, che ci ho messo così tanto a prepararlo: per diversi giorni ho faticato ad accettare la realtà delle cose e la mia elaborazione del lutto è stata lunga e faticosa, tanto da portarmi ad abbandonare per più di una settimana il blog (colgo l'occasione per scusarmi con chi ha postato dei commenti e non ha ricevuto risposta, ma non sono riuscito trovare lo slancio neppure per scrivere un paio di righe). La notizia ormai la sanno anche i sassi: Marcelo Bielsa non è più l'allenatore dell'Athletic. Il nome caldo per la prossima stagione è quello del cavallo di ritorno Valverde, ma di Txingurri e dei movimenti di mercato parlerò più avanti.
Ora mi preme soprattutto una cosa: ringraziare Bielsa. Ho pensato per molto tempo a quel che è successo a Bilbao, alle cause che hanno portato alla decisione di Urrutia di non rinnovare il contratto al rosarino e dei motivi sotterranei che sicuramente si trovano alle radici di questa scelta; la verità, però, è che non nutro alcuna voglia di indagare, ipotizzare, rovistare nel torbido o peggio, visto che per tutto l'anno spesso mi è toccato parlare di cose che col calcio giocato, purtroppo, c'entravano ben poco. È palese che l'addio forzato di Bielsa non sia motivato da cause puramente sportive; il Loco è tanto amato dalla tifoseria biancorossa, che infatti in queste ultime settimane gli ha tributato onori e attestati di stima riservati solo ai grandissimi della storia dell'Athletic, quanto mal sopportato dalla dirigenza. Cosa peraltro che conferma la sua fama di uomo ben poco malleabile, e dunque trattato con affetto ed estremo rispetto dai tifosi, innamorati del loro club e di coloro che vi si dedicano senza risparmiare energie, ma odiato da chi, dovendo spesso agire sottotraccia, deve fare i conti con un personaggio che non le manda a dire e che mette sincerità ed onestà ai primissimi posti nella propria scala di valori. Ecco dunque spiegati i contrasti con la dirigenza del Cile prima e con quella del nostro club adesso. Personalmente credo che a pesare, più dei (presunti) contrasti con Urrutia, siano stati i rapporti con altri membri della Giunta, fattisi tesissimi dopo la famigerata vicenda dei lavori di Lezama dello scorso luglio, in seguito alla quale venne peraltro paventata la possibilità di un esonero (qui il post che scrissi all'epoca); Bielsa alla fine rimase, ma senza dubbio qualcosa si ruppe e il conto gli è stato presentato adesso. A Urrutia semmai imputo la gestione oscena della vicenda, portata avanti con pochissima trasparenza, troppi silenzi e una mancanza di rispetto (verso l'allenatore e verso la tifoseria) che fa a pugni con il gure estiloa, lo stile-Athletic tanto sbandierato dal presidente in campagna elettorale; credo però che lui stesso si sia dovuto piegare a una scelta non condivisa ma presa a maggioranza dalla dirigenza, scelta che ha dovuto giocoforza avallare prendendosi le sacrosante (anche se talvolta faziose) critiche dell'ambiente. Sia come sia, ormai siamo di fronte al fatto compiuto e c'è poco da recriminare.
A me, come scrivevo prima, interessa soprattutto ringraziare Bielsa. Parafrasando Shakespeare, non sono venuto a seppellire (metaforicamente) Marcelo, ma a tesserne l'elogio. Bielsa è stato unico, anche se il suo vero impatto potremo giudicarlo solo tra qualche anno. E non sto parlando dal punto di vista dei risultati sportivi, incredibili il primo anno e mediocri il secondo. No, io parlo dell'uomo, dell'essere umano Bielsa: una persona eccezionale, un gigante di proporzioni epiche in un mondo di pigmei morali. In un contesto popolato di approfittatori, leccaculo, raccomandati, incompetenti, prezzolati, ipocriti o semplici idioti, El Loco è stato più di una boccata di aria fresca. Mi viene da citare Sciascia, e perché non farlo: "«Io» proseguì don Mariano «ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà... Pochissimi gli uomini; i mezz'uomini pochi, ché mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini... E invece no, scende ancora più in giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi... E ancora di più: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito... E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre... [...]» (da Il giorno della civetta)". Ecco, tra ominicchi, pigliainculo e quaquaraquà, Marcelo Bielsa è stato un uomo. Concetto da intendere non nella declinazione machista "a la Vieri" ("sono più uomo io di tutti voi messi insieme"), ma come splendida rappresentazione delle più alte qualità spirituali dell'essere umano. Le conferenze stampa di Bielsa andrebbero fatte vedere ai bambini nelle scuole (non scuole-calcio), perché meglio di ogni definizione da libro di testo spiegano cosa significhi essere una persona con un'etica superiore alla media. Bielsa è stato per noi allenatore, insegnante di calcio, stratega di una squadra a tratti fantastica, esempio di onestà, guida filosofica e, soprattutto, maestro. Maestro di vita più che di calcio. La sua lezione di certo è rimasta indelebile nella memoria di tutti, e la sua grandezza è stata confermata e ribadita dagli attacchi subdoli e rancorosi di chi (dirigenti dai volti sconosciuti, giornalisti - o giornalai - in perenne malafede, blogger incattiviti per la perdita del duo Macua-Caparros, eccetera) non lo ha mai voluto, ha dovuto masticare amaro di fronte ai successi dell'anno scorso e si è infine potuto togliere qualche soddisfazione (del menga) durante questa stagione, tormentata ma comunque conclusa con una salvezza a conti fatti tranquilla. D'altra parte c'è gente che gode a tagliarsi le palle, dunque perché stupirsi?
Io però vi dico una cosa. La dico a voi, pennivendoli con l'inchiostro al curaro; a voi, giocatori che avete barattato il privilegio di imparare calcio da Bielsa per degli allenamenti più leggeri; a voi, dirigenti con l'anima grigia come le vostre giacche di seta; e a voi, tifosucoli che preferite i lanci lunghi e le pedate di un Caparros allo spettacolo di certe partite a cui abbiamo avuto la fortuna di assistere: lo rimpiangerete. Vi mancherà. Magari non lo ammetterete mai, ma quando vi ritroverete di notte, con le luci spente e lontano da tutti, ripenserete al 3-2 di Old Trafford, al 2-2 in casa col Barcellona o al 3-1 nella semifinale di ritorno di UEFA allo Sporting, e sarà allora che anche a voi cadrà una lacrima. Poi un'altra, e un'altra ancora. Piangerete perché il Loco Bielsa non siede più sulla nostra panchina, e capirete il valore di quest'uomo straordinario solo dopo averlo, irrimediabilmente, perduto.

"Allora abbiate ben chiaro ragazzi, ma ben chiaro e non prendetele come mere parole, che il responsabile sono io. Ma non dovete ignorare che non si può deludere un popolo, un popolo così fiducioso che, pur perdendo tre a zero e con la ferita ancora aperta, accoglie con un applauso una vostra minima giocata positiva al minuto ottanta. È un popolo davvero straordinario, ragazzi, e voi siete una fetta di questo popolo. Voi siete questo popolo. Siete le stesse persone delle quali stiamo parlando. Gente straordinaria, ma noi non siamo stati all’altezza. Io mi vergogno moltissimo, perché dopo aver giocato la partita che abbiamo giocato contro lo Sporting di Lisbona, quando gli obiettivi erano già raggiunti e dovevamo dimostrare la nostra grandezza, forza, personalità, fiducia a conferma di quanto fatto precedentemente, abbiamo fatto esattamente il contrario.
Insisto. Non mi sentirei responsabile se avessi gestito una squadra che non ha ubbidito, che non si è lasciata convincere, ma è successo esattamente il contrario. Alcuni non hanno giocato, ragazzi, Zubiaurre, Koikili, Aitor Ocio, persone che potevano arrabbiarsi, ma tutti eravamo uniti dietro al mio progetto. Io non ho niente da imputare a nessuno, ma per il vostro bene, per il vostro futuro, mi sento nell’obbligo di dirvi questo: avete deluso un popolo che non se lo meritava e non era necessario diventare campioni per non deluderlo. Che vi sia chiaro: serviva solo, come vi ho detto ieri, giocare per vincere invece di avere paura di perdere, perché per giocare per vincere, ragazzi, bisogna fare quel che avevamo preparato. E noi non l’abbiamo fatto.
Ormai tutto è storia passata; non ci sono partite da vedere, né cose da analizzare, né teste da mettere in ordine, né messaggi da trasmettere. La nostra opportunità l’abbiamo lasciata passare. Ed abbiate anche coscienza del fatto che siete giovani, molto giovani, miliardari precoci, non avete problemi né vi importa più di tanto quel che succederà, perché tutti avete già il futuro assicurato. E vi permettete di ridere..." (Marcelo Bielsa dopo Barcellona-Athletic 3-0, finale di Copa del Rey 2012)

18 commenti:

  1. Magnifico. #BielsismoMilitante


    AguanteFutbol

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille. Molto bello il vostro blog, lo metto subito tra i preferiti. Saludos!

      Elimina
  2. ecco. mi hai fatto piangere di nuovo. non mi ripiglio più da 'sta brutta botta. Bellissime citazioni. bravo Moli.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Ander! Ne approfitto per farti i complimenti per il tuo pezzo sul Loco, veramente bello.

      Elimina
  3. sempre grandi pezzi Edo...altro che scribbacchini dei media "quotati"...Unico appunto se posso permettermi, uomo lo avrei scritto con la U maiuscola...io seguo l'Athletic per tante ragioni, ma in questa vicenda mi ha deluso un pò. mi è sembrato un modo di fare molto italico,quando arriva qualcuno che vuole cambiare davvero il sistema, fare cose nuove, non conformarsi, il sistema, l'apparato eccolo che entra in azione ed epura come gli anticorpi con i batteri la malattia...ma forse Bielsa era la cura, e loro la malattia...ma ormai il mondo è questo tutti che vogliono la vita facile...ma la vita facile è vita? io non penso, la vita è sacrificio e sudore, lavoro e abnegazione, se vogliamo molto Rousseuiana...ma solo con tutto questo poi sei davvero felice di viverla questa Vita...io mi ricordo da ragazzo, una 15ina di anni fa quand facevo le superiori che d'estate lavoravo come muratore e durante l'anno in pizzeria...per scelta non avendo problemi economici a casa, ma questo mi ha fatto crescere e capire i sacrifici...anche a scuola spesse volte ero quello che diceva,anche cose che magari non faceva piacere sentire...ma se nessuno mai dice niente,non si migliorerà mai...non ci sarà educazione, formazione,istruzione...Bielsa magari non sarà uomo copertina,perchè ha vinto poc che niente come trofei...ma ha vinto molti più cuori lui di tanti Mourinho messi assieme...e poi lo sport non è solo trofei, ci si dimenticano le parole di Decoubertain, l'importante è partecipare...e io aggiungo crescere ed educare...El Loco tutto questo lo fa...Immenso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Probabilmente Bielsa è un personaggio troppo grande per un mondo come quello del calcio, cui l'Athletic (che pure è un modello virtuoso) appartiene. Un Uomo (hai ragione, merita la maiuscola) così fuori dagli schemi, onesto e coerente ha nel DNA il doversi fatalmente scontrare con una realtà che non lo può accettare fino in fondo. Onore ad Urrutia per averci provato, ma è pur vero che la situazione era divenuta insostenibile, con l'ambiente praticamente spaccato a metà tra bielsisti e anti-Bielsa.

      Elimina
  4. Mi vengono i brividi....GRAZIE DI TUTTO LOCO!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non lo ringrazieremo mai abbastanza...

      Elimina
  5. Ciao Edo io ho cominciato a seguire l'Athletic con Bielsa,mi sono innamorato dei ragazzi baschi con lui in panchina,ho cominciato a concepire il calcio in maniera diversa grazie a questa meravigliosa realtà che gioca in uno dei peggiori campionati al mondo ed il condottiero era sempre lui.Per me è stato un pò come un primo amore...mi mancherà.Mi dispiace solo che abbia perso contro l'Atletico la finale di E.L. e non so se si possa dare delle colpe a lui per quella maledetta partita.Concludo dicendo che per me non esiste dare la colpa a lui per l'altra finale persa visto che sappiamo benissimo che contro un paio di squadre in Spagna è impossibile vincere.TI AUGURO TANTA FORTUNA LOCO.Marco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La colpa delle sconfitte è sempre anche dell'allenatore. Se la tua squadra non fa quello che è stato provato in allenamento (Barcellona) o mentalmente non scende neppure in campo (Atletico), è ovvio che una parte della responsabilità sia dell'allenatore. Questo non per accusare Bielsa, che d'altra parte non poteva entrare a giocare, ma solo per chiarezza (lo stesso rosarino ha detto più volte di avere parte della colpa per le brutte figure rimediate).
      Ciò detto, mi unisco al tuo augurio e spero che il Loco torni ad allenare quanto prima, perché è un patrimonio del calcio attuale, da proteggere come un panda, e saperlo fermo non mi piace per niente... abbiamo bisogno di vedere ancora il suo calcio rivoluzionario, anche se (purtroppo) da un'altra parte.

      Elimina
  6. Concordo come sempre con te Edo,pezzo bellissimo. Se penso a come giocava l'Athletic con Caparros mi vengono i brividi(a parte qualche partita,tipo la semifinale con il Siviglia in coppa 3-0 per noi. Immaginare la squadra tornare a giocare con il pelotazo per il nostro centravanti e' un'ingiustizia dopo il calcio spettacolare del Loco.Speriamo bene.Sempre forza Athletic.
    Giampy

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Giampy! Dal punto di vista del gioco non farti prendere dall'ansia, Valverde (annunciato ufficialmente oggi, tra l'altro) ama il calcio offensivo, anche se più verticale e meno di possesso rispetto a quello di Bielsa, ragion per cui non dovremmo rivedere certi spettacoli di qualche anno fa.

      Elimina
  7. Grazie Edo,penso che quello che hai scritto sia condiviso dalla maggior parte dei tifosi.

    Ma il titolo in basco che significa?

    Ugo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Significa "Addio e grazie, Loco" ;)

      Elimina
  8. Grazie Edo! Complimenti per il tuo vocabolario.
    Grazie a Marcelo per ciò che ha fatto e per averci lasciato in eredità, frammenti, proprio perchè merce rara, per una piccola, ma orgogliosa compagine come la nostra, di partite e pensieri indelebili.
    Urzaiz

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille Urzaiz (e grandissimo nick, ça va sans dire)!

      Elimina
  9. ottimo colpo dei Leones...arriva, o meglio ritorna dal Betis, Benat...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai anticipato il mio post di qualche ora, Mat ;)

      Elimina