
Ramos, solissimo, incorna il pallone del 2-0 (foto Deia).
Real Madrid: Casillas; Arbeloa, Pepe, Sergio Ramos, Coentrao; Xabi Alonso, Modric; Özil (62' Khedira), Callejón (70' Di María), Cristiano Ronaldo; Benzema (69' Morata).
Athletic Club: Iraizoz; Iraola, San José, Ekiza, Aurtenetxe; Gurpegui (78' Castillo), Iturraspe, Muniain (46' Llorente); Susaeta, Aduriz (67' Toquero), Ibai Gómez.
Reti: 12' Aurtenetxe (ag), 30' Ramos, 32' Benzema, 42' Ibai, 56' Özil, 67' Khedira.
Arbitro: Teixeira Vitienes (comité cántabro).
Sconfitta senza appello al Bernabeu per l'Athletic, seppellito dal Madrid sotto una montagna di 5 gol che addirittura non rappresentano appieno il divario visto in campo tra le due squadre. Come ammesso con signoriltià da Bielsa al termine della gara, le differenze sono state insormontabili: troppo rapida e ficcante la manovra delle merengues perché la difesa biancorossa, tragica come nelle peggiori giornate di questa prima parte di stagione, potesse metterci una pezza. In generale, i Leoni sono stati dei comprimari nel contesto di una partita dominata dagli avversari; lenti, con poco mordente e mentalmente già sconfitti dopo l'1-0, i bilbaini hanno avuto un moto d'orgoglio solo dopo il gol di Ibai, ma il loro tentativo di rimonta non fa che aumentare i rimpianti per ciò che non è stato fatto dal primo minuto. Chiaramente non è potuto mancare il classico errore arbitrale, una costante quando si gioca al Bernabeu, con Teixeira Vitienes che ha negato un rigore colossale sul punteggio di 3-1. Ma non abbiamo perso per questo, inutile recriminare.
Bielsa arriva a Madrid con tre assenze pesanti, quelle di Amorebieta, De Marcos ed Herrera; la sua mossa consiste nello spostare Gurpegi in mediana, avanzando Iturraspe (con Muniain trequartista) e inserendo Ekiza in difesa e Ibai sulla fascia sinistra. Per cercare di salvare la pelle al Bernabeu servirebbero aggressività, compattezza e velocità nelle ripartenze, ma bastano pochi minuti per capire che, al contrario, l'Athletic sceso in campo è imbolsito, leggero nei contrasti e inesistente nella trequarti avversaria. Il Madrid spadroneggia fin dall'inizio, mantenendo un possesso palla molto alto e verticalizzando a piacimento senza trovare né il filtro della mediana, né l'opposizione della difesa biancorossa. Esemplare, in tal senso, l'azione dell'1-0: Benzema scatta quasi da metà campo e davanti a sé trova un'autostrada, con San José immobile e Aurtenetxe troppo lontano per chiudere in tempo; Iraizoz completa l'opera con la solita uscita a metà strada e il pallonetto che scaturisce dal contrasto tra il francese e il numero 3 basco lo castiga senza speranza. I Leoni non riescono a reagire, soprattutto perché un centrocampo a 3 senza Herrera e De Marcos non ha quasi ragion d'essere, e per gli uomini di Mourinho tutto sembra facile come in una partitella del mercoledì. Il 2-0 di Ramos è un atto d'accusa verso la gestione delle palle inattive da parte della difesa bilbaina, il 3-0 di Benzema è una perla rara che però mostra anche tutte le lacune di San José, involuto e lontano anni luce dalle prestazioni del primo anno nel Botxo. Quando il sipario sembra già calato dopo neanche un tempo, il fulmine a ciel sereno di Ibai (primo gol in Liga per lui) riaccende improvvisamente la partita. Nella prima parte della ripresa, infatti, gli zurigorri provano generosamente a riaprire la contesa grazie al pressing alto e ad un atteggiamento tattico spregiudicato, figlio del coraggio (o dell'incoscienza) di Bielsa, che mette dentro Llorente per l'acciaccato Muniain e vara un 4-4-2 che in fase offensiva diventa un 4-2-4 da assalto all'arma bianca. Il Madrid rincula un po', anche se davanti è sempre pungente, ma l'Athletic è in partita e crea qualcosa davanti a Casillas, finché al 56' Teixeira Vitienes non decide di indirizzare le cose. Impossibile dare una definizione diversa davanti al calcio di rigore non assegnato per il fallo di mano clamoroso in area di Coentrao, episodio ancor più grave del normale visto che, sul contropiede che segue, Özil segna il 4-1 che chiude ogni discorso. Il 5-1 di Khedira (in collaborazione con Iraizoz...) serve solo per le statistiche, e in pratica negli ultimi 20 minuti i Leoni non sono in campo.
La scoppola, come dicevo in apertura, ci sta tutta per quanto visto sabato sera ed è inutile appellarsi al solito errore arbitrale o alle numerose assenze per giustificarla. L'attuale fragilità psicologica della squadra è evidente e basta pochissimo per far crollare tutto; inoltre il divario col Madrid, la squadra che gioca meglio in Spagna, è tale da poter essere colmato solo con la famosa "prestazione perfetta" che al momento l'Athletic non riesce ad offrire. I rimpianti vengono da quei minuti tra il gol di Ibai e la rete del 4-1 nei quali i bilbaini hanno tenuto bene il campo e hanno messo in difficoltà, almeno parzialmente, i loro avversari, dimostrando che con una gestione diversa della gara avrebbero potuto ottenere molto di più. Il discorso è sempre quello: serve continuità, non solo da partita a partita ma anche all'interno dei 90 minuti. In ogni caso il Bernabeu non è il campo dove poter fare il salto di qualità. Sono sempre più convinto che la Liga non abbia 38 giornate, ma 34 più 4 partite fuori categoria, dove se giochi al 120% forse pareggi; e nei due incontri in trasferta le possibilità di non uscire con le ossa rotte sono risicatissime (non a caso c'è chi vorrebbe presentarsi al Bernabeu e al Camp Nou con il Bilbao Athletic). In chiusura, vorrei segnalare il comportamento ignobile dell'arbitro rispetto ai cori offensivi contro Gurpegi e Susaeta: sollecitato dal capitano biancorosso a prendere provvedimenti, visto che i "Gurpegi yonky, muerete" e i "Puta ETA puta Susaeta" sono andati avanti per tutta la durata del match, l'ineffabile Teixeira Vitienes ha detto testualmente "Yo no oigo nada" ("Non sento nulla") e ha chiuso la questione, guardandosi peraltro dallo scrivere qualcosa nel referto. No comment.
Le pagelle dell'Athletic.
Iraizoz 5,5: bombardato da più di 20 tiri delle merengues, si oppone a molti di essi in maniera ottimale. Nei momenti decisivi, però, manca: sull'1-0 resta a metà strada, sul 2-0 non esce e si fa infilare da un paio di metri di distanza. Luci e ombre.
Iraola 6: diligente, gioca bene contro Özil (che, gol a parte, è il meno pericoloso tra le fila del Madrid) e cerca di limitare i danni. Si vede poco davanti e continua a denunciare una certa carenza di brillantezza.
Ekiza 5,5: continua a essere a parer mio il più convincente del pacchetto arretrato, anche in un contesto derelitto come quello di sabato sera. E' l'unico in grado di chiudere i buchi che si aprono spesso grazie all'ottima velocità di base, e nell'uno contro uno è difficile da saltare. A quando la titolarità?
San José 4,5: disastroso, è colpevole in tutti i primi 3 gol del Real Madrid, che sono poi quelli che scavano il solco decisivo tra le due squadre. Molle, svagato e pessimo in marcatura, è il lontano parente del centrale solido ammirato al primo anno di Athletic. Involuto.
Aurtenetxe 5,5: si trova davanti un Cristiano Ronaldo meno concreto del solito e prova a tenerlo con alterne fortune. Con San José come centrale di riferimento non si trova benissimo, e forse vorrebbe essere lui a giocare nel mezzo come faceva nello Juvenil. Una soluzione da tenere presente per il futuro.
Gurpegi 5,5: riportato al suo ruolo originario, quello di mediano, si trova nel mezzo a una mareggiata blanca difficile da tenere sotto controllo. Fa quel che può, tra avversari che entrano e cori vergognosi che lo offendono, e finisce prima del 90' a causa di un infortunio muscolare che lo terrà fuori un mese (dal 78' Castillo s.v.).
Iturraspe 5,5: gioca più avanzato del solito, in una posizione che dovrebbe favorire le sue capacità di palleggio, tuttavia è troppo statico per interpretare al meglio la mezzala "alla De Marcos". Per mettersi in luce avrebbe bisogno di compagni vicini con cui scambiare il pallone, condizione che si realizza solo nei primi dieci minuti della ripresa. Depotenziato.
Muniain 5: per sua sfortuna resta in campo nella metà di partita più brutta dell'Athletic. Gli arrivano pochi palloni e anche quando riesce a girarsi si trova sempre in mezzo a un nugulo di avversari che quasi sempre gli soffiano la sfera. Infortunato, esce all'intervallo e salterà sicuramente la trasferta israeliana di giovedì (dal 46' Llorente 5: sbaglia una buona occasione e non entra mai in partita. Sempre più paradossale la sua situazione dopo che ieri non si è presentato in conferenza stampa).
Susaeta 5: in gol all'esordio con le Furie rosse, assolutamente fuori dal match al Bernabeu. Poco preciso nei cross e in difficoltà contro Coentrao, che non riesce quasi mai a saltare, ha un sussulto a inizio ripresa e si guadagna il rigore che Teixeira Vitienes non vede. Da lì in poi torna nell'anonimato più totale.
Aduriz 5: è un lottatore nato, ma anche lui può fare poco trovandosi da solo contro una batteria di centrali del calibro di Pepe e Ramos. Mal assisito dai compagni, non riesce ad andare mai al tiro e quando viene sostituito sembra più demoralizzato che altro. Depresso (dal 67' Toquero s.v.).
Ibai 6: è l'unico davanti che, gol a parte, tenta qualcosa per smuovere la situazione. Generoso e lucido quando è in possesso palla, trova una bellissima rete che per lui è anche la prima in assoluto in Liga. Giusto premio per un ragazzo straordinario, tanto umile quanto efficace in campo.
Bielsa 5: impossibile non bocciare l'allenatore dopo una sconfitta di queste proporzioni, anche se alcune attenuanti ci sono. L'insistenza con il 4-3-3 dello scorso anno talvolta risulta controproducente, specie in campi come il bernabeu dove un atteggiamento più prudente sarebbe forse più consigliabile (anche perché la squadra non difende con l'intensità di qualche mesa fa). Testardo e incrollabile, ma gli vogliamo bene anche per questo.
