Aduriz esulta con De Marcos e Iraola dopo il gol vittoria (foto Athletic-club.net).
Athletic Club: Iraizoz; Iraola, Gurpegui, Ekiza, Castillo (75' Aurtenetxe); Iturraspe, De Marcos, Herrera (78' San José); Susaeta, Aduriz (70' Llorente), Muniain.
Osasuna: Andrés Fernández; Oier, Lolo, Arribas, Damiá; Annan (30' Puñal), Timor; Sisi (30' Lamah), Armenteros, Nino; Llorente (64' Kike Sola).
Reti: 12' Aduriz.
Arbitro: González González (Comité Castellano-Leonés).
Se una rondine non fa primavera non sarà una sola partita a decretare l'uscita dell'Athletic dal tunnel, però ragazzi, ci voleva! La vittoria nel derby basco numero 2, quello con l'Osasuna, ha permesso in un sol colpo ai Leoni di uscire dalla zona retrocessione e, soprattutto, di ritrovare sensazioni tipiche della passata stagione e che sembravano perdute in questa prima parte di campionato. Finalmente siamo tornati a vedere un Athletic dinamico e padrone del campo, capace di imbastire ottime trame in velocità e di irretire gli avversari grazie al palleggio; certo, la fortuna ha dato una mano ai biancorossi (ben tre i pali colti dai navarri nel match), ma va detto che la loro affermazione è stata ben più netta del punteggio finale, ridotto al minimo scarto dalle parate miracolose di Andre Fernandez. Ma cos'è cambiato dalla batosta di San Sebastian e dal k.o. rimediato a Praga in UEFA (risultato che ha complicato terribilmente la campagna europea dei biancorossi)? Possibile che il ritorno di Ander Herrera e il ricorso forzato a Ekiza, autore di una prestazione impeccabile, siano bastati da soli a far voltare pagina? Sicuramente c'è stato altro in settimana, come dimostra la notizia di un confronto tra Urrutia e la squadra, e la reazione mostrata dai giocatori nel derby è un segnale molto positivo dopo settimane di timori e incertezze. La situazione dell'Athletic resta ancora parecchio complicata, tuttavia l'1-0 sull'Osasuna potrebbe rappresentare quel punto di svolta che l'anno scorso fu l'1-2 in trasferta ad Anoeta; solo le prossime partite, però, ci diranno se la prima, vera crisi dell'era-Bielsa è definitivamente alle spalle.
Il Loco sa di giocarsi molto contro i
rojillos dell'ex Mendilibar, dunque spazio ad Herrera, appena recuperato, con Muniain riportato sulla fascia sinistra; in difesa Martxelo sceglie Ekiza per sostituire Amorebieta, squalificato e comunque pessimo nella sconfitta per 3-1 patita giovedì in terra ceca. Nei primi minuti la squadra è contratta, frenata psicologicamente dal peso delle ultime sconfitte, e l'Osasuna tiene il campo con buona personalità, ma al 12' ecco l'azione che deciderà la partita: De Marcos e Iraola combinano benissimo sulla destra, il numero 10 scappa con la sua solita falcata, guarda in mezzo e serve un ottimo pallone sul destro di Aduriz, che non ci pensa due volte e gira in rete di prima intenzione. Il gol sblocca l'Athletic e per una buona mezz'ora i padroni di casa sciorinano un grandissimo calcio, proprio come pochi mesi fa, stordendo i navarri grazie a combinazioni veloci palla a terra, sovrapposizioni continue e inserimenti preziosi dei centrocampisti; Aduriz sfiora il 2-0 con un colpo di testa su corner, poi è De Marcos ad andare per due volte vicino alla rete, prima spedendo alto dopo una torre del solito Aritz, poi trovando una superba risposta di Andres Fernandez sul suo diagonale da destra a conclusione di un contropiede splendidamente condotto da Muniain. Mendilibar non aspetta l'intervallo per correggere in corsa la sua formazione iniziale e al 30' inserisce Lamah e Patxi Puñal per Sisi e Annan; la mossa, coraggiosa, ha il pregio di ristabilire un po' d'ordine nel marasma osasunista e al contempo mette in campo la grande fisicità dell'esterno belga, che colpisce subito la parte alta della traversa con un cross da sinistra. In chiusura di tempo altro legno per i
rojillos, stavolta con una gran punizione di Lolo che colpisce la traversa e si impenna ad Iraizoz forse battuto, forse no. Resta comunque la sensazione che quelle dell'Osasuna siano fiammate, mentre l'Athletic riesce finalmente ad elaborare il gioco bielsiano senza grandi intoppi; nella ripresa, infatti, i padroni di casa riprendono decisamente il controllo delle operazioni e vanno più volte a un passo dal gol della sicurezza, negato da Andres Fernandez due volte a De Marcos (un vero duello personale, quello del numero 10 e del portiere avversario), una a Susaeta e una a... Lolo, il cui intervento in spaccata ad anticipare Aduriz stava per trasformarsi in un beffardo autogol. La pecca principale dei Leoni è il non riuscire a chiudere la partita, perché si sa che in questi casi la beffa è in agguato. E la beffa quasi si realizza a meno di dieci minuti dal termine, quando una bordata su punizione dal limite di Timor sorprende Iraizoz nella sua zona di competenza: per fortuna ci pensa San Palo a respingere in luogo del portiere, terzo ed ultimo legno colpito dai navarri in questo derby per loro stregato.
Finisce dunque 1-0, risultato giusto per il gioco espresso dalle due squadre e per il numero di occasioni da rete costruito (i pericoli per l'Athletic in pratica sono arrivati solo da calcio da fermo); il pareggio sarebbe stato una punizione forse ingiusta per gli
zurigorri, ma va detto che Bielsa, con la consueta onestà, ha dichiarato che la partita sarebbe potuta terminare 4-0 come 1-1, sottintendendo che l'Osasuna, pur facendo pochino in termini di azioni manovrate, è andata comunque molto vicino al gol. Ora la pausa, poi Valencia e Lione: la stagione dei Leoni è già ad un momento cruciale.
Le pagelle dell'Athletic.
Iraizoz 5,5: passo indietro dopo il derby con l'Erreala (ma non dopo Praga, dove è stato pessimo). L'Osasuna arriva raramente dalle sue parti, ma tolto un intervento su Joseba Llorente sembra poco reattivo e non in gran giornata. Per sua fortuna ci sono i legni a salvarlo, specie sulla saetta di Timor che lo aveva sorpreso sul palo di competenza. Gastone.
Iraola 6,5: altro giocatore rispetto alla giornata precedente, corre e si inserisce con grande facilità ed è un ottimo supporto per un De Marcos comunque ispiratissimo. Non soffre Sisi, mentre deve faticare di più contro Lamah, elemento dalla grande fisicità e non disprezzabile tecnicamente. Comunque se la cava e completa una buona partita.
Gurpegi 7: probabilmente la sua miglior prestazione da difensore centrale. Sicuro e molto concentrato per tutti i 90 minuti, commette solo un paio di errori e per il resto è praticamente perfetto. Speriamo che, come Javi Martinez lo scorso anno, riesca ad emergere nel nuovo ruolo dopo un periodo di faticoso adattamento iniziale. Comunque incoraggiante.
Ekiza 7,5: ha giocato tre partite da titolare e per tre volte la squadra non ha subito gol, un caso? Davvero non si capisce come Bielsa non riesca ad apprezzarlo appieno, visto che ha la rapidità e il senso della posizione necessari per tappare i buchi che spesso si aprono e per effettuare i recuperi ai quali lo schema del Loco chiama spesso i difensori... anche con l'Osasuna è impeccabile e non sbaglia praticamente niente. Al momento gioca molto meglio di un Amorebieta che vive di rendita dopo l'anno scorso, speriamo che anche il rosarino se ne convinca.
Castillo 5,5: anche in un contesto positivo non riesce a risaltare, e a questo punto la sensazione che sia poco adeguato ad una Primera "alta" si fa sempre più concreto. Difende male e quando spinge non riesce ad essere incisivo, dunque a conti fatti risulta più dannoso che altro. Per fortuna il rientro di Aurtenetxe dovrebbe segnare il suo ritorno in panchina (dal 75'
Aurtenetxe 6: di stima, ben ritrovato).
Iturraspe 7+: nelle scorse giornate si era segnalato come il più in palla tra i centrocampisti, pur senza riuscire a incidere granché a causa della apatia dei compagni. Grazie alla presenza di Herrera, che gli offre sempre una sponda per imbastire il dialogo palla a terra, il suo peso nella partita stavolta è ben diverso: chiude, imposta, inizia ogni azione, insomma è un uomo-ovunque capace anche di incidere sulla manovra. Sembra che stia crescendo in personalità rispetto alla scorsa stagione, buon segnale.
De Marcos 8: migliore in campo per distacco, con questa prestazione chiude la bocca a tutti i critici (me compreso) che iniziavano a dubitare delle sue condizioni in questo avvio di
temporada. D'un colpo cancella ogni perplessità e si ripropone ai livelli altissimi di qualche mese fa, spaccando letteralmente la partita con le sue accelerazioni impossibili da fermare per gli avversari e con un moto perpetuo davvero incredibile. Meriterebbe il gol, ma almeno tre miracoli di Andres Fernandez gli negano la seconda marcatura stagionale. Ritrovato.
Herrera 7: importantissimo solo per la presenza, col suo ritorno tutta la squadra ricomincia a girare e ad esprimere il calcio di alto livello che sa proporre. La visione di gioco e la capacità di trovare i compagni smarcati sono da giocatore di caratura assoluta, chiaro che con lui in campo tutto diventi più facile. Esce stremato ma consapevole di essere fisicamente a posto (dal 78'
San José s.v.).
Susaeta 6,5: il meno ispirato dei giocatori offensivi biancorossi, fa comunque il suo senza strafare e non demerita. Come spesso gli accade è un po' arruffone quando si tratta di concludere l'azione e a volte finisce per sprecare delle iniziative interessanti, ma col suo movimento e con i suoi dribbling è sempre una minaccia per gli avversari. Nella ripresa sfiora due volte la rete, trovando un grande Andres Fernandez davanti a sé.
Aduriz 7+: la sua partita è la dimostrazione che, se servito in modo adeguato in area, è tuttora un attaccante letale. Riceve tre palloni puliti: uno lo sbatte dentro con una gran girata di destro, uno lo spedisce alto d'un soffio con un bel colpo di testa e il terzo lo trasforma (sempre di testa) in un assist al bacio per De Marcos. Con quello ai navarri è già a quota 4 gol in Liga, se i compagni capiscono come assisterlo al meglio può battere tranquillamente il suo record di 12 segnature stagionali ottenuto con la maglia del Maiorca (dal 70'
Llorente 6: non fa caso ai fischi che gli piovono addosso dopo l'ingresso in campo e mette sul terreno di gioco grande voglia ed energia. Va al tiro due volte, senza fortuna).
Muniain 7: non aveva convinto come vertice alto in sostituzione di Herrera (mentre l'anno scorso in quella posizione aveva giocato benissimo), ma una volta riportato a sinistra torna a far vedere tutta la sua classe. Inarrestabile quando parte in dribbling per accentrarsi, serve assist deliziosi ai compagni e regala sprazzi di grande qualità. Unica pecca: non tira mai, però ci siamo (quasi) abituati. Croce e delizia.
Bielsa 7: stavolta azzecca tutto, a partire dalla formazione per finire con i cambi. Dopo la sconfitta con lo Sparta Praga evidentemente si fa sentire dai suoi giocatori e i risultati si vedono, in più è agevolato dal rientro di Herrera che risulta fondamentale per dare equilibrio alla manovra. Adesso viene il difficile, ovvero continuare sulla strada appena imboccata.