venerdì 6 febbraio 2009

Andata della semifinale di Copa del Rey: Sevilla 2-1 Athletic.


Acosta esulta, Iraizoz impreca: l'argentino ha appena messo dentro il gol del 2-1 (foto Marca).

Sevilla: Palop; Mosquera, Squillaci, Escudé, Fernando Navarro; Jesús Navas, Duscher, Romaric, Adriano (60' Diego Capel); Renato (46' Acosta); Kanouté.
Athletic Club: Iraizoz; Iraola, Aitor Ocio, Amorebieta (90' Ustaritz), Koikili; David López, Orbaiz, Javi Martínez, Yeste (71' Balenziaga); Ion Vélez (62' Toquero), Llorente.
Reti:
42' Llorente, 61' Duscher, 92' Acosta.
Arbitro: Carlos Velasco Carballo (Comité Madrileño).

Chi non ricorda Dorando Pietri, lo sfortunatissimo maratoneta italiano che, alle Olimpiadi di Londra del 1908, cadde più volte in vista del traguardo, lo passò con l'aiuto dei giudici e venne quindi squalificato? L'Athletic ha fatto un po' come lui, resistendo per tutta la ripresa all'assedio sevillista, salvandosi perfino da un calcio di rigore e finendo per crollare proprio all'ultimo assalto, in pieno recupero, dopo l'ennesima mischia nella propria area. Un risultato giusto per quanto visto in campo, senza dubbio, ma rimane comunque l'amarezza per una sconfitta arrivata a tempo scaduto, quando già si prospettava un pareggio (con gol segnato in trasferta, cosa non da poco) per il quale moltissimi avrebbero firmato alla vigilia del match.
E' stata una strana partita, divisa in due parti assolutamente diverse ed oltremodo condizionata dal nubifragio che ha colpito Siviglia un'ora prima del calcio d'inizio, un rovescio che ha messo in serio dubbio la disputa dell'incontro e ha costretto l'arbitro a posticiparlo di 15 minuti. Con un terreno di gioco allagato come Piazza San Marco durante una giornata di acqua alta, nella prima frazione le due squadre hanno usato un solo schema, il "pelotazo" dalle retrovie, visto che qualsiasi tentativo di giocare palla a terra veniva frustrato dalle numerose pozzanghere su cui la sfera si arenava senza scampo, in special modo sulle fasce dove sarebbe servita una barchetta per fare su e giù. Impossibile parlare di pressing e ritmo, anche se la partita è stata da subito vibrante, agonisticamente accesa (senza mai trascendere, bisogna sottolinearlo) e carica di tensione sportiva data l'importante posta in palio; poche anche le occasioni che, visto il contesto da "battaglia navale", sono arrivate per lo più con azioni estemporanee o, per la maggior parte, su palla inattiva. Il Sevilla è stato sfortunato colpendo una traversa con Romaric, mentre l'Athletic ha messo a frutto un finale in crescendo sfiorando la rete con Velez (lob da lontanissimo alto di un soffio, sarebbe stato un eurogol per Ion) e Llorente e trovandola in chiusura ancora con Fernando, bravo a sfruttare una brutta uscita di Palop su corner di David Lopez e ad infilarlo di testa. La ripresa col campo asciutto è stata in pratica un'altra partita: i Leoni hanno avuto l'occasione per chiuderla subito ma l'hanno fallita (Velez in scivolata ha spedito incredibilmente fuori da due passi un cross potente di David Lopez), gli andalusi hanno alzato il baricentro e si sono scatenati soprattutto dopo il pareggio di Duscher. Navas sulla destra si è elevato a protagonista indiscusso del match, tanto che Caparros ha messo dentro Balenziaga per dare una mano a Koikili, operazione peraltro non riuscita visto lo stato di grazia del genietto del Pizjuan; mentre il Sevilla produceva cross, mischie e occasioni in serie, i bilbaini non sono più riusciti a passare la metà campo (Llorente in pratica ha fatto il difensore aggiunto per mezz'ora), affidandosi alle barricate ammucchiate davanti alla propria area e soprattutto alle parate di un Iraizoz strepitoso. Quando l'arbitro ha fischiato un rigore dubbio su Kanouté, a 10' dalla fine, la strenua difesa degli ospiti è stata sul punto di crollare: il maliano, però, ha colto il palo e ha poi trovato l'ennesimo riflesso eccezionale di Gorka sulla ribattuta. Un segno del destino? No, visto che Acosta, entrato a inizio secondo tempo per uno spento Renato, al 92' ha coronato una buona prestazione con un gol dopo l'ennesima mischia stile flipper in area dell'Athletic, regalando così una preziosa vittoria ai suoi e lasciando i Leoni con un amarissimo sapore di beffa in bocca.
Il ritorno, previsto per il 4 marzo, sarà una battaglia. I bilbaini dovranno segnare a tutti i costi e quindi dovranno attaccare, esponendosi in tal modo all'arma letale degli andalusi, il contropiede; la squadra di Jimenez spesso fatica quando deve imporre il gioco, ma dà il meglio di sè quando può giocare raccolta per poi distendersi con straordinaria velocità grazie alle folate dei suoi uomini di fascia, Navas e Capel, due schegge dotate di una tecnica eccellente. Servirà un Athletic attento, razionale, capace di attaccare senza gettarsi scriteriatamente in avanti e di giocare con calma senza però sprecare minuti preziosi. L'impresa è difficilissima, ma non impossibile. Appuntamento al mese prossimo per conoscere l'epilogo di questa grande semifinale.

4 commenti:

  1. utente anonimo6 febbraio 2009 21:53

    cosa ne pensi di Toquero?spero di essere smentito al più presto,ma sinceramente non capisco come ultimamente Caparros si affidi cosi spesso a questo giocatore!tecnicamente e tatticamente mi sembra piuttosto scarso(corre tantissimo ma non è mai al posto giusto)!perchè non far giocare di più Exteberria oppure spostare Yeste un pò piu avanti e mettere un'altra ala ?

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  2. Ti sei risposto da solo: Caparros lo utilizza perché corre, disturba moltissimo gli avversari col pressing alto ed è comunque in grado di lottare corpo a corpo coi difensori avversari. Etxeberria è in fase più che calante, lo abbiamo visto contro l'Almeria, è logoro, non ce la fa più a giocare una partita intera; va bene per qualche spezzone, ma evidentemente Velez e Toquero assicurano più dinamismo del Gallo. Jokin non ama giocare col trequartista, forse per questo non schiera Yeste in quella posizione: è probabile che preferisca due punta, di cui una scarsa, rispetto a una punta e mezzo.
    A me Toquero non sembra niente di speciale, anzi, è piuttosto limitato dal punto di vista tecnico, però devo ammettere che sa scompigliare le difese ed è un buon assist-man (ne ha già fatti tre, mica male). Certo Aduriz sarebbe meglio, ma l'hanno venduto...

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  3. Gol di Nandone in nazionale..... ora aspettiamo le convocazioni dell'altro Nando e Javi, e per il futuro anche di Nestor

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  4. Io sinceramente aspetto poco e nulla...per me se i giocatori dell'Athletic non sono convocati è meglio, così non corrono il rischio di rompersi (come Llorente contro l'Inghilterra) e si evita pure che certi osservatori si accorgano di loro.

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