mercoledì 23 giugno 2010

Il pagellone 2009/2010: i centrocampisti.


Javi Martinez in azione: il navarro è stato ancora una volta il migliore in mediana (foto Athletic-club.net).

Javi Martinez 8:
non ci sono più aggettivi per descrivere questo giocatore straordinario, premiato giustamente da Del Bosque con la convocazione per i Mondiali sudafricani al termine di un'annata davvero strepitosa. Le sue caratteristiche tecniche sono note e più di una volta sono state descritte in questo blog, per cui mi preme più che altro sottolineare la maturità raggiunta dal navarro, che a 22 anni da compiere è già un esempio per carattere, correttezza e carisma. Per come sta in campo sembrerebbe un veterano, un reduce di mille battaglie, e invece è semplicemente un ragazzo con un'intelligenza calcistica davvero non comune. Polmoni d'acciaio, generosità e una capacità d'inserirsi per concludere definitivamente acquisita (i 7 gol stagionali, massimo in carriera, sono lì a dimostrarlo) rendono Javi Martinez il talento forse più fulgido dell'intera rosa, e non a caso più di un club di grande caratura sta bussando alla porta di Ibaigane per avere informazioni sul suo prezzo. Resterà? Io spero di sì, ma la possibilità che cambi aria non è poi così remota.

Gurpegi 7: la stagione della resurrezione dopo i due anni di squalifica e l'oblio della passata temporada. Carlos, cuore Athletic, carattere e grinta da vendere, non si è arreso davanti alle difficoltà, ha lavorato in silenzio e quest'anno si è preso la meritata rivincita sul destino avverso e su tutti i suoi detrattori. Non ha piedi fini ma in campo si fa sentire, specie quando viene schierato come frangiflutti davanti alla difesa, ed inoltre dà sempre un contributo di garra che risulta spesso fondamentale per caricare i compagni. E' stato peraltro il protagonista dell'unico esperimento tattico di rilievo proposto da Caparros quest'anno: l'utrerano lo ha infatti schierato spesso e volentieri come falso esterno destro, garantendo in tal modo una copertura degli spazi che ha dato i suoi frutti specie nella parte centrale della stagione. A lungo andare i difetti di questa soluzione (scarsa profondità sulla fascia, iperdifensivismo, banalizzazione delle trame offensive) si sono fatti sentire anche troppo, per cui il mediano navarro è stato riproposto al centro, specie dopo l'infortunio di Orbaiz. Con Javi Martinez non si integra benissimo, giacché nessuno dei due è un regista, ma in ogni caso resta una delle colonne su cui costruire la squadra nel prossimo campionato.

Susaeta 6,5: annata senza dubbio positiva per Markel, tuttavia a metà stagione c'è stata una flessione che gli ha impedito di raggiungere quella continuità che da sempre gli fa difetto. Ci sono stati passi avanti rispetto alla scorsa stagione, però non si può ancora parlare di esplosione definitiva (o comunque di avvenuta maturazione). La domanda di fondo su Susaeta, dunque, resta ancora senza risposta: potenziale campione o buon giocatore con alcuni picchi di gran classe? Spero di sbagliarmi, ma per quanto mi riguarda credo che la seconda opzione sia quella più vicina alla realtà. L'esterno destro di Eibar ha tecnica, facilità nel saltare l'uomo e buona confidenza con il gol, tuttavia ha un'evidente carenza di personalità e non viene ancora visto dai compagni come un riferimento pienamente credibile in avanti. Sta a lui convincerli, e convincerci, di poter fare di più e di meglio, soprattutto in termini di livello medio di rendimento e di concentrazione (basta con la ricerca testarda del dribbling anche quando non si è in giornata, tanto per fare un esempio). Ci riuscirà?

Iturraspe 6,5: era atteso l'anno scorso e invece si è presentato solo in questa stagione, ma l'importante è che alla fine sia arrivato. E' lui l'erede di Orbaiz come regista dell'Athletic: buona tecnica, lucidità e visione di gioco non gli fanno difetto, così come la personalità per prendere in mano la squadra e guidarla senza timore. C'è voluto l'infortunio di Don Pablo per aprirgli finalmente le porte della titolarità, nonostante fin dalla stagione precedente fosse in predicato di ritagliarsi uno spazio importante nella formazione maggiore: Caparros, dopo averne tessuto le lodi, lo aveva però accantonato e non sembrava molto propenso a lanciarlo definitivamente. Lo stop di Orbaiz ha fatto le veci dell'utrerano e Iturraspe si è così trovato a giocare con continuità nella seconda parte della stagione, mostrando di possedere qualità molto interessanti; non a caso, da quando si è fatto trovare pronto le voci su un arrivo del regista del Saragozza Ander Herrera si sono ridotte fin quasi ad azzerarsi. A parer mio merita una maglia da titolare anche nella prossima stagione, vedremo cosa deciderà Jokin.

Gabilondo 6: stagione in linea con il personaggio, senza infamia e senza lode. Tre gol, mai decisivi, e una serie di prestazioni sufficienti ma con poche luci, esattamente paragonabili a quelle che sono le caratteristiche del giocatore. Mi viene difficile scrivere di più su un calciatore di cui è difficile ricordare giocate significative o che si discostino dall'ordinato su e giù per la fascia senza grandi squilli, il compitino che Igor porta sempre a termine. Per questi motivi è comunque la riserva su cui si può contare in ogni momento e la sua presenza in rosa è sempre utile.

Yeste 6 (8 alla carriera in biancorosso): discorso diverso, diversissimo, quello che riguarda Fran, giocatore sul quale si può dire di tutto tranne che sia lineare e banalotto. Anche la sua uscita di scena è stata sopra le righe: una trattativa infinita per il rinnovo, l'addio senza il saluto del suo pubblico (l'ultima giornata di Liga, infatti, non giocò per infortunio), le foto nudo sulla barca a Maiorca, l firma finale con una squadra degli Emirati Arabi...insomma, tutto in linea col suo personaggio. Molti non lo apprezzano, parecchi lo detestano, ma per me restano i “10” come lui l'essenza di questo sport, la classe, l'estro, la sregolatezza che a volte fanno incazzare ma spesso fanno sognare. Guardatevi il suo ultimo gol in maglia zurigorri contro il Real Madrid: è la summa della sua sapienza calcistica, il modo ideale per andarsene dopo una vita passata a Lezama. Inutile riassumere qui la sua carriera o descrivere le sue caratteristiche: basti ricordare che avrebbe potuto fare di più certo, ma avrebbe anche potuto fare molto meno. Eskerrik asko, Fran.

Orbaiz 5,5: ormai sul viale del tramonto, il navarro non riesce più a dirigere l'orchestra come sapeva fare in passato ed è praticamente nullo sul piano del dinamismo, cosa non proprio eccezionale per un centrocampista centrale. Lento e compassato, può tornare utile contro squadre che fanno poco movimento o quando bisogna addormentare una partita, ma non mi sembra più adatto a rivestire un ruolo da titolare all'interno della squadra. Il tempo passa, gli infortuni pesano maledettamente e la concorrenza nel ruolo è agguerrita: ho idea che il prossimo anno per Pablo ci sarà poco spazio.

David Lopez 5: stagione assolutamente deficitaria per questo esterno che non ha mai convinto appieno da quando è arrivato nel Botxo. Caparros sembra aver preso atto che il giocatore non ha la qualità sufficiente per fare la differenza in Primera e si è comportato di conseguenza, schierandolo quasi sempre a partita in corso o comunque sostituendolo pressoché tutte le volte in cui lo ha fatto iniziare nell'undici titolare. Una scelta che condivido, visto che il riojano non mi ha mai entusiasmato. Il suo destino è rimanere a Bilbao come riserva fino alla scadenza del contratto.

Aketxe, Iñigo Perez, Muñoz s.v.

14 commenti:

  1. utente anonimo24 giugno 2010 14:18

    Fantastico, ho appena scoperto il blog (con grave ritardo). Complimenti vivissimi per la qualità (mi son letto anche qualche post vecchio), per la competenza e la passione per l'Athletic.Aupa Athletic!Pier

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  2. utente anonimo24 giugno 2010 15:41

    Edo ciao,come al solito le tue pagelle sono equilibratissime.....Se posso ti consiglierei di aggiungere De Marcos, che mi sembra più un centrocampista che un attaccante....ciaoReza

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  3. Pier: grazie mille per i complimenti, benvenuto!Reza: De Marcos quest'anno ha giocato moltissimo da seconda punta in coppia con Llorente, più raramente da esterno di centrocampo. Lo metterò tra gli attaccanti sia perché altrimenti ce ne sarebbero pochini, sia perché mi sembra un giocatore con spiccate caratteristiche offensive. Susaeta, per dire, è un'ala classica, De Marcos e Muniain sono giocatori che, pur partendo dalle fasce, cercano spesso di accentrarsi per il tiro o l'assist.

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  4. utente anonimo30 giugno 2010 13:21

    Edo d'accordo su tutto ma un mezzo voto in più a Igor "oso ondo" Gabilondo l'avrei dato, nella fase centrale della stagione è stato importante e per me ha fatto più che il suo onesto lavoro ;)panner39

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  5. utente anonimo30 giugno 2010 13:26

    una domanda a tutti, ieri sera hanno fatto sentire il commento del gol della Spagna con commento originale su Sky Sport 24 e la voce mi sembrava quella di Jose Iragorri di Radio Popular...qualcuno l'ha sentita e mi può dire se sbaglio?panner39

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  6. Ciao Panner, a me Gabilondo non fa impazzire, soprattutto perché con la sua titolarità "toglie" (non certo per colpa sua) spazio a gente molto più forte di lui (Muniain e De Marcos, tanto per fare due nomi). Resta un elnto affidabile e sempre dal rendimento sufficiente quando gioca, in fondo tra 6 e 6,5 non cambia molto ;)Su Iragorri non so che dirti perché non ho Skyfo, ma così a naso non credo che faccia lui la telecronaca della Spagna.

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  7. utente anonimo30 giugno 2010 20:24

    Edo sul fatto che tolga il posto a Muniain e De Marcos mi trovi d'accordissimo però se non devono giocare loro (anche perchè nel 4-4-2 come esterni non si adattano) meglio Gabilondo che un David Lopez a sinistrapanner39

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  8. Che non si adattino non mi sembra corretto, Muniain ad esempio ha sempre giocato esterno di centrocampo. Comunque prima di David Lopez io farei giocare anche il magazziniere, pensa te ;)

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  9. utente anonimo30 giugno 2010 22:59

    si Edo è vero che Iker da esterno quest'anno ha fatto bene, ma per me lì è limitatissimo e perciò non lo considero un esterno vero e proprio

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  10. Alla fine Muniain può fare la seconda punta o l'esterno atipico (non un'ala classica, ma un giocatore che parte dalla fascia per poi accentrarsi e cercare la giocata, alla Messi per intenderci), altri ruoli per lui non ne vedo, forse il trequartista ma non mi pare adattissimo. Limitato come centrocampista sinistro? Non credo, giocare largo per uno come lui potrebbe essere perfetto, il fatto è che Caparros gli esterni li fa giocare parecchio bloccati.

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  11. utente anonimo1 luglio 2010 01:39

    non lo vedo come esterno perchè per me in un 4-4-2 anche l'esterno alto deve coprire e stare bloccato come dici tu, però ripeto non lo vedo come esterno in generale e soprattutto nell'idea di gioco di Jokin anche perchè non ha ancora una maturità fisica essendo diciassettenne che gli permette di fare anche la fase difensiva...infatti Caparròs dalle partite che sono riuscito a seguire l'ha fatto giocare titolare perlopiù in partite in casa contro squadre deboli e quindi meno pericolose. Io vedrei bene un 4-2-3-1 con Susaeta Muniain e De Marcos dietro Llorente, secondo me faremmo faville ma ovviamente finchè c'è Caparros quatro quatro dos...panner39

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  12. Sicuramente Muniain è più un esterno da 4-2-3-1 (il trequartista largo, insomma) che da 4-4-2 (l'ala che parte dalla linea di centrocampo o poco più su), su questo hai pienamente ragione. Partendo alto dalla fascia può dare veramente fastidio quando si accentra, però il nostro schema attuale non è quello. Nel 4-4-2 di Caparros mi piacerebbe vederlo qualche volta schierato da seconda punta, ma non credo che sarà facile.

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  13. utente anonimo1 luglio 2010 18:11

    a proposito di Caparros, è sicuro che con il cambio di gestione se ne vada? Ha fatto sicuramente bene come risultati, ma per salire di livello ci vuole un allenatore più preparatopanner39

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  14. Preparato è preparato, diciamo che non ha una mentalità da club di livello. Comunque è impossibile dire se anche lui se ne andrà con Macua: ha rinnovato per un solo anno, poi starà al nuovo presidente confermarlo o ingaggiare un altro tecnico.

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