lunedì 25 gennaio 2010

19a giornata: Deportivo 3-1 Athletic.


La terribile immagine dell'infortunio di Filipe, davvero impressionante (foto As).

Deportivo de La Coruña:
Aranzubía; Manuel Pablo, Colotto, Lopo, Filipe Luis (52' Laure); Juca, Antonio Tomás; Pablo Alvarez, Juan Domínguez (46' Valerón), Adrián; Bodipo (69' Iván Pérez).
Athletic Club: Iraizoz; Iraola, San José, Amorebieta, Koikili (62' Gabilondo); Susaeta, Javi Martínez, Orbaiz (74' Iturraspe), Yeste (62' Muniain); Llorente, Toquero.
Reti: 49' Filipe Luis, 59' Juca, 79' Colotto (aut.), 89' Pablo Álvarez.
Arbitro: Estrada Fernández (Colegio Catalán).
Note: espulso San José (A) a partita già terminata.

L'ironia del calcio: dopo una vittoria rubacchiata contro il Real Madrid multimilionario (fonte di grande soddisfazione per tutti i tifosi, nonostante il gioco penoso), l'Athletic perde a La Coruña nonostante un primo tempo tra i migliori della stagione. Ai Leoni non è bastato interpretare finalmente una gara contro un'avversaria diretta, per di più in trasferta, in modo aggressivo e senza alcuna paura; imprecisione in attacco, alcuni gravi errori arbitrali e una buona dose di sfortuna hanno impedito ai biancorossi di cogliere un risultato positivo che sarebbe stato preziosissimo in ottica di piazzamento europeo. A proposito di sfortuna, impossibile non citare il terribile infortunio occorso a Filipe Luis, il terzino sinistro del Depor: travolto da Iraizoz (fortuitamente, vorrei sottolinearlo) dopo aver saltato per colpire al volo il pallone in occasione del primo gol, il brasiliano si è letteralmente spaccato la caviglia, come hanno potuto constatare tutti gli spettatori guardando il piede del giocatore giratosi in modo impressionante. Auguro a Filipe di riprendersi al più presto e di tornare in campo quanto prima. Vista la squalifica di Gurpegi, Caparros torna a proporre un 4-4-2 classico con Susaeta e Yeste sulle fasce, Javi Martinez e Orbaiz mediani e la solita coppia offensiva Llorente-Toquero. L'assetto dell'Athletic, dunque, non si discosta affatto da quello di ogni domenica, tuttavia l'approccio dei bilbaini alla gara è diverso e stupisce in positivo: la squadra è corta, non aspetta gli avversari nella propria trequarti ma aggredisce alta, tambureggiando sugli esterni e costruendo diverse palle gol interessanti nella prima mezz'ora. Si ricorre ancora troppo al lancio lungo dalle retrovie per innescare le punte, è vero, però bisogna dire che c'è una maggiore volontà di manovra e anche il pelotazo ha un senso maggiore rispetto alla partita con il Madrid, nella quale la pallonata a casaccio sembrava l'unico schema possibile. Purtroppo per i baschi Llorente sembra avere qualche problema di mira, quindi deve pensarci Toquero, invero più ispirato e concreto rispetto al suo standard; peccato che a questo punto l'arbitro ci metta del suo, prima fischiandogli un fallo inesistente in occasione del gol di testa di Javi Martinez e poi annullandogli una bella rete in girata a causa di un fuorigioco millimetrico. E' un peccato che i Leoni non riescano a concretizzare la loro evidente superiorità, sia perché meriterebbero di coronare con il gol la loro bella prestazione, sia perché una delle leggi immutabili del calcio prevede che chi non riesce a segnare prima o poi paga il conto agli avversari. E il Depor, in effetti, in chiusura di tempo approfitta del calo fisiologico dei biancorossi per scrollarsi di dosso il loro pressing e per farsi vedere dalle parti di Iraizoz, spaventato al 43' da un tiro finito alto di Adrian Lopez. All'ultimo secondo ci pensa poi l'ex di turno, Aranzubia, a strappare letteralmente dalla linea di porta un tocco sottomisura di Javi Martinez, sempre pericolosissimo quando si inserisce in area in occasione delle punizioni, e ad evitare ai galiziani di andare all'intervallo sotto di una rete. L'impressione è che l'occasione sprecata dall'Athletic sia stata più che ghiotta e che la ruota nella ripresa potrebbe girare, anche perché gli uomini di Lotina sono specializzati nelle vittorie sofferte, ottenute spesso dopo aver subito per larghi tratti l'iniziativa altrui. Nonostante assenze pesanti (Guardado, Lassad, Riki) i gallegos sono una brutta gatta da pelare e lo dimostrano in apertura di secondo tempo: palla rubata a Iraola sulla sinistra, sponda di Bodipo e Filipe Luis, inseritosi a rimorchio, supera Iraizoz con un tocco acrobatico col mancino. E' in questa occasione che il laterale biancoblu si rompe, e in panchina il suo allenatore arriva quasi a piangere: le immagini shockanti del brasiliano dimostrano che Lotina non esagera e segnano per alcuni minuti il prosieguo della partita, con le squadre che sembrano quasi bloccate per quanto appena accaduto. Spiace dirlo, ma i Leoni praticamente escono di scena in questo momento: il pressing diventa utopico, la squadra si allunga e per il Depor è facile controllare il gioco, anche grazie alla regia sapiente del subentrato Valeron, sempre un giocatore eccezionale da vedere nonostante l'età e i numerosi acciacchi. I bilbaini non riescono più ad attaccare in modo sensato e finiscono per scoprirsi dietro, come dimostra il 2-0 di Juca al 59': il centrocampista brasiliano trova un'autostrada davanti a sé dopo lo splendido tacco di Adrian Lopez, la imbocca e va al tiro senza essere contrastato. Il fatto che il suo destro trovi la deviazione beffarda di un difensore, che fa impennare il pallone scavalcando Iraizoz, è la dimostrazione che Madama Fortuna ha già dato contro il Real. La partita si rianima con l'autorete al 79' di Colotto, che spedisce in porta un cross da destra di Iraola, ma il finale all'arma bianca che si prospetta al Riazor viene evitato dall'arbitro, che nega un rigore solare a Toquero, e dal 3-1 di Pablo Alvarez, pescato solo in area da Valeron dopo una dormita collettiva della difesa biancorossa. Il 3-1 a favore del Depor è un risultato assolutamente bugiardo per quanto visto in campo, anche se probabilmente va a compensare la vittoria immeritata ottenuta dall'Athletic contro le merengues: una magra consolazione, ne convengo. Sicuramente vorrei che i Leoni giocassero sempre come a La Coruña, dove hanno dimostrato di poter tenere testa alle squadre migliori della Liga non limitandosi a difendere e sparare pallonate in avanti, ma costruendo un gioco semplice ed efficace, fatto di sovrapposizioni sulle fasce e tentativi di sfondare al centro grazie alle sponde preziose di Llorente. La strada giusta è questa, e stavolta poco importa se, come quasi sempre accade, i Leoni non sono riusciti ad avere ragione di una formazione del loro stesso livello.

6 commenti:

  1. utente anonimo25 gennaio 2010 16:53

    poichè ho visto la gara solo il secondo tempo credevo che l'Athletic non si fosse discostato troppo da quello solito visto con Caparros, invece evidentemente l'avere un esterno in più e una presenza numerica offensiva maggiore ha favorito l'atteggiamento più spavaldo visto in campo...concordo sul rigore a Toquero non concesso, è uno scandalo

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  2. In realtà Caparros ha giocato per due anni e più con due esterni offensivi, quindi non credo che la spiegazione del buon primo tempo di ieri risieda nella presenza di Yeste e Susaeta sulle fasce. Direi che le assenze in casa Depor, la stanchezza dei galiziani che avevano giocato in Coppa a metà settimana e una buona partenza dell'Athletic, evidentemente conscio di questi limiti degli avversari, hanno portato al primo tempo visto al Riazor. Peccato che i Leoni siano mancati al momento di finalizzare, perché difendere un gol di vantaggio non sarebbe stata un'impresa impossibile.

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  3. utente anonimo26 gennaio 2010 13:56

    però rispetto ad inizio stagione Caparros utilizza meno Muniain ,che in effetti non vedo molto in forma, però è uno che può spostare gli equilibri, ma gioca solo spezzoni di partita

    panner39

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  4. Difficile capire se Muniain sia in forma o no, gioca molto poco; sicuramente Caparros, che lo vede tutti i giorni, ne sa più di noi e decide di conseguenza. E' anche difficile essere decisivi entrando sempre a partita in corso...ricordo un'intervista a Roberto Baggio quando giocava nell'Inter (poco da titolare, spesso da subentrato), nella quale disse che la gente si aspetta sempre molto da chi entra per cambiare la partita, ma non è assolutamente semplice riuscire a farlo. Iker è circondato sempre da grandi aspettative e questo può rendere i giudizi su di lui poco obiettivi, senza dimenticare che è un ragazzino non ancora 18enne e quelli della sua età giocano sempre con gli Juniores.

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  5. utente anonimo28 gennaio 2010 16:12

    oltre a modificare i giudizi in negativo la pressione può anche far calare il rendimento di un giocatore giovaene come Iker, però da quanto ho letto e sentito Caparros è bravo a far crescere e lanciare i giovani, quindi mi fido che lo sappia gestire al meglio

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