lunedì 7 febbraio 2011

22a giornata:Athletic 3-0 Sporting.


Toquero e Muniain dopo il 2-0 (foto Athletic-club.net).

Athletic Club: Iraizoz; Iraola, San José, Ekiza, Koikili; David López, Orbaiz, Gurpegui (79' Iturraspe), Muniain (75' Vera); Toquero (65' Susaeta), Llorente.
Sporting de Gijón: Cuéllar; Lora, Iván Hernández, Gregory, Canella; Eguren (46' André Castro), Nacho Cases, Rivera, De las Cuevas (28' Botía), Diego Castro; Barral (46' Bilic).
Reti: 15' David López (rig.), 26' Toquero, 73' Llorente.
Arbitro: José Antonio Teixeira Vitienes (Comité cántabro).
Note: espulso al 15' Gregory (S) per doppia ammonizione.

Attenzione: chi soffre di vertigini è pregato di non guardare la classifica dell’Athletic! Incredibile ma vero, il club biancorosso è quinto, in piena zona UEFA e a sei punti dalla quarta piazza, l’ultima utile per classificarsi alla prossima Champion’s League. Ma la classifica non è nemmeno la notizia migliore per i sostenitori dei Leones, giacché è il gioco piacevole e offensivo esibito domenica dopo domenica a lasciare un po’ tutti a bocca aperta. Della squadra spesso inguardabile che utilizzava il monoschema del pelotazo dalle retrovie per Llorente non c’è più traccia: questo Athletic tiene la palla a terra, è sempre propositivo e sfrutta i continui movimenti di alcuni giocatori (Muniain che agisce tra le linee, Toquero che si allarga e apre la difesa, Javi Martinez che si infila negli spazi lanciandosi da dietro) per creare grattacapi in serie agli avversari. La fase difensiva, poi, sembra essere stata registrata, e da quando il sorprendente Ekiza ha fatto il suo debutto l’Athletic ha incassato solo 2 reti in 5 partite. In questo blog non si sono mai risparmiate critiche nei confronti di Caparros, tuttavia non ho alcun problema a fare i miei personali complimenti al tecnico di Utrera; secondo me gli ci sono volute almeno un paio di stagioni di troppo, però ha finalmente compreso di poter osare di più, complice una rosa di qualità, e adesso sta mettendo in campo una squadra quadrata, divertente e davvero brillante. Se Jokin riesce a migliorare il rendimento esterno e ad evitare i cali che, negli anni scorsi, hanno pregiudicato le serie positive che i Leoni avevano inanellato, questa temporada potrebbe davvero essere foriera di soddisfazioni inimmaginabili in estate.
Javi Martinez è squalificato e viene sostituito da Orbaiz, per il resto la formazione è quella che la scorsa giornata ha espugnato il Calderon; l’unica novità di rilievo è la presenza in panchina di Urko Vera, pronto al debutto sognato da una vita. L’inizio della partita è impressionante per la veemenza, a tratti vera e propria furia agonistica, con cui l’Athletic cerca di portarsi subito in vantaggio: nel giro di un quarto d’ora si contano un gol annullato ingiustamente a Gurpegi per carica sul portiere (in realtà Carlos tocca prima il pallone), un rigore non dato ancora a Gurpegi e un altro penalty assegnato per una trattenuta palese su Llorente di Gregory, peraltro espulso per doppio giallo. David Lopez, nominato rigorista ufficiale in settimana, piazza un destro imprendibile per Cuellar e regala l’1-0 ai suoi. Lo Sporting, che viene da tre vittorie consecutive, è annichilito dalla prestazione superba dei bilbaini e non riesce a uscire dalla propria metà campo, mentre gli uomini di Caparros dispongono a piacimento del pallone e giocano con una facilità impressionante. Il 2-0 è una logica conseguenza del dominio assoluto dei padroni di casa e mostra chiaramente cosa significhi avere in squadra Iker Muniain: Bart Simpson scappa a sinistra, piazza un dribbling da urlo in faccia a Lora all’altezza della linea di fondo e, proprio un attimo prima che la palla esca, serve d’esterno Toquero che insacca a piacimento. Un’azione da spellarsi le mani, a dir poco. Sembra pazzesco dirlo, visto che il soggetto in questione ha compiuto 18 anni a dicembre, ma la presenza nell’undici titolare di Muniain è probabilmente la causa principale del miglioramento esponenziale della qualità di gioco dell’Athletic; questo concetto lo ha espresso alla perfezione il mio amico Valentino Tola di Calcio spagnolo nella rubrica che cura per il Guerin Sportivo online, e il suo articolo rispecchia talmente bene il mio pensiero che ve ne voglio proporre alcune parti. “Muniain fa giocare meglio chi gli sta attorno perché da quando lui è titolare fisso la manovra dell’Athletic Bilbao si è arricchita al punto da rendere i baschi una delle squadre più piacevoli del torneo, impensabile quando fino a pochi mesi fa la palla alta verso Llorente era l’unico argomento. Muniain resta ben lontano dalla piena maturità, ovvio, ma non è normale il modo in cui già incide sulla trequarti. Si pensava a lui più come a una seconda punta di fantasia, una tipologia di giocatore più diffusa in Italia che in Spagna, dove impera il trequartista nel 4-2-3-1, ma da esterno sinistro (portato costantemente ad accentrarsi) dimostra di preferire restare sempre nel vivo della manovra più che concentrarsi sull’accelerazione negli ultimi metri. […] È la situazione che predilige, attirare avversari per poi sgattaiolare o smarcare i compagni, che si muovono più facilmente grazie a questa sua capacità. Nonostante lo spunto esplosivo sul breve, non cerca spesso l’uno contro uno col terzino, preferisce smarcarsi tra le linee. Sorprendente la maturità nel gestire il pallone: sa sempre quando tenerlo e quando liberarsene, quando rallentare e quando accelerare” (qui l’articolo completo).
Tornando alla partita, ottenuto il 2-0 l’Athletic controlla senza problemi e anzi sfiora più volte il 3-0, esibendo un Toquero versione extra-lusso e del tutto sbloccatosi psicologicamente dopo la doppietta rifilata all’Atletico Madrid. Il terzo gol arriva nel secondo tempo con Llorente, servito alla perfezione da Susaeta a sua volta smarcato da un passaggio geniale di Muniain (e chi se no?), il cui movimento ad accentrarsi da sinistra manda in tilt la difesa asturiana e apre un’autostrada per il numero 14. Il match finisce qui e l’unica cosa da segnalare è l’esordio di Urko Vera, in campo per circa un quarto d’ora e apparso davvero emozionatissimo.
Non era facile vincere contro lo Sporting, una delle squadre di medio livello più in forma della Liga, e il fatto che i Leoni lo abbiano fatto dominando in modo indiscutibile per tutti i 90 minuti dà la misura del periodo di grazia che stanno attraversando. L’assenza di Javi Martinez quasi non si è vista e la giornata non troppo brillante di Llorente (comunque autore di un gol e protagonista del rigore+espulsione) è stata bilanciata dalle prestazioni offensive di Muniain e Toquero, i migliori in campo. Erano 13 anni che l’Athletic non vinceva quattro partite di fila: nella stagione 1997/98 alla fine arrivò il secondo posto e la qualificazione alla Champion’s, stavolta cosa accadrà?

3 commenti:

  1. utente anonimo7 febbraio 2011 15:07

    era parecchio tempo che non mi entusiasmavo così!
    squadra convinta, aggressiva, cui piacee giocare e non solo aspettare gli avversari!
    con questo spirito nessun traguardo (nel limite delle squadre terrestri, claro...) è precluso!
    grande Bart "Muniain" e sono contento anche per Toquero che, nella sua modestia, meritava di cancellare lo 0 che aveva nella casellina dei gol fino a 8 giorni fa!
    GORA ATHLETIC!

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  2. utente anonimo8 febbraio 2011 00:10

    Ari ari ari TOQUERO LEHANDAKARI
    karmine

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  3. Anonimo: condivido il tuo entusiasmo, la squadra non ha mai giocato così da quando c'è Caparros e tutto l'ambiente è carichissimo. Speriamo che duri e che di fronte confitte che verranno (non siamo il Barcellona che ha perso solo una volta) non ci si deprima. Per Muniain gli aggettivi sono ormai esauriti, Toquero finalmente si è sbloccato, gli ci voleva.

    Karmina: ari ari! Non male anche il coro "Ga-ga-ga Gaizka Toqueeero" sulle note di "Mamma Maria" dei Ricchi e poveri, canzone famosissima non solo in Italia ;)

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