martedì 4 novembre 2008

9a giornata: Athletic 1-4 Villarreal.


Mucchio su Etxebe dopo il gol del pari, ma la gioia biancorossa durerà poco (foto Eitb24).

Athletic Club: Iraizoz; Iraola, Ocio, Amorebieta (46' Ustaritz), Balenziaga; David López, Orbaiz, Yeste (61' Javi Martínez), Gabilondo; Etxeberria (61' Ion Vélez), F. Llorente.
Villarreal CF: Diego López; Ángel, Gonzalo, Godín, Capdevila; Cazorla, Senna, Bruno, Pires (83' Edmilson); Rossi (63' Mati Fernández), J. Llorente (89' Altidore).
Reti:
24' Rossi, 28' Etxeberria, 52' Pires, 59' Cazorla, 90' Altidore.
Arbitro: Muñiz Fernández (Colegio Asturiano).

Se qualcuno dovesse chiedermi una caratteristica per descrivere l'Athletic di Caparros, una peculiarità spiccata della squadra vista in questo anno e mezzo di gestione-Jokin, non avrei dubbio alcuno nel dare una risposta secca: l'incredibile discrepanza tra le prestazioni nel primo tempo e quelle nella ripresa, soprattutto nelle gare casalinghe. La scorsa stagione era un vero leit-motiv delle partite dei Leoni, mentre quest'anno sembrava che il tecnico fosse riuscito a correggere un difetto che iniziava ad assomigliare sempre più ad un peccato capitale, e invece... Invece col Barcellona i bilbaini hanno retto un tempo e pure col Madrid nella ripresa hanno combinato pochino, nonostante il palo di Llorente nel finale, anche se il climax è stato raggiunto ieri contro il Villarreal: prima frazione strepitosa, senza dubbio il punto più alto di questo tribolato inizio di stagione, seguita da un secondo tempo in cui avrebbe fatto comodo la presenza dei Ghostbusters, visto che l'undici di casa somigliava più a una congrega di ectoplasmi vestiti di biancorosso che a una squadra di calcio. Patetica, penosa, oscena: scegliete voi un aggettivo per l'ennesima partita double face di questo sconcertante Athletic caparossiano, mentre io vado a proporvi la cronaca del match.
Formazione-tipo sia per il Villarreal che per i padroni di casa, i quali scendono in campo con gli stessi uomini del Bernabeu; continua dunque l'ostracismo verso Susaeta, cui Caparros sta preferendo in questo momento David Lopez e Gabilondo (ovvero le due ali che io terrei stabilmente fuori), mentre Javi Martinez si accomoda in panchina dopo essere rientrato dall'infortunio nell'incontro di Copa del Rey con il Recreativo. L'Athletic parte bene e fin dall'inizio mette alla frusta il Submarino Amarillo, le cui difficoltà a tenere il campo sembrano confermare il momento poco brillante della squadra di Pellegrini, reduce da una rimonta assurda subìta contro un Atletico in 10 e dall'incredibile 0-5 contro il Poli Ejido in coppa; i biancorossi, al contrario, tengono il campo con autorevolezza, giocano corti, chiudono gli spazi e pressano i portatori di palla avversari molto vicino alla loro area, generando pericoli in serie per Diego Lopez. Llorente chiama in causa il portiere ex Real Madrid con un bel cabezazo al 12' e due minuti più tardi Balenziaga, intraprendente come sempre, spara un gran sinistro dal limite che finisce di poco fuori. Il San Mamés si esalta e incita i Leoni con straordinaria intensità, i giocatori rispondono con un quasi assedio ma si perdono come spesso accade al momento di finalizzare, collezionando cross e angoli in serie senza però riuscire a creare altre nitide palle gol. E il Villarreal? Fin qui non pervenuto, il Submarino Amarillo attende sornione, fa sfogare gli avversari e, non appena Senna alza il ritmo a centrocampo, trova un immeritato vantaggio al 24': Balenziaga perde palla provando ad uscire a testa alta dall'area (manco fosse Beckenbauer, ndr), Pires ringrazia e serve al centro Rossi, il cui sinistro è una rasoiata che non lascia scampo a Iraizoz. Nemmeno il tempo di imprecare che i baschi pareggiano, ricalcando la reazione rabbiosa avuta contro il Madrid dopo il 2-0 di Higuain; il merito del gol è di Etxebe, che al 28' incorna in rete da posizione defilata un calcio d'angolo di David Lopez, ma nell'occasione è evidente l'errore di posizionamento del portiere ospite, il quale sembra quasi perdere la bussola nell'osservare la traiettoria del pallone e finisce per farsi infilare sul proprio palo. L'Athletic ci crede, è carico dopo aver trovato immediatamente il pari e riprende ad attaccare con foga, tanto che al 31' segnerebbe pure il 2-1 grazie ad una punizione tagliatissima di Yeste da destra; il condizionale è d'obbligo, però, perché la punizione è di seconda e il numero 10 calcia direttamente in porta, anche se non si riesce a capire se Diego Lopez tocchi il pallone, nel qual caso il gol sarebbe regolare. L'arbitro non è di questo parere e si resta dunque sul pari, ma ormai i Leoni sono proiettati in avanti e la loro pressione diventa un vero assalto all'arma bianca; la porta del Villarreal rischia di cadere tre volte nel giro di tre minuti, dal 35' al 38', e i valenciani devono ringraziare prima il loro portiere (volo a togliere una castagna di David Lopez dal "sette"), quindi il palo colpito da Gabilondo su azione d'angolo e infine Madama Fortuna, ché il cabezazo di Llorente in tuffo sfiora il palo con Diego Lopez immobile. Gli ospiti tornano a farsi vedere al 39' con un palo esterno colto da Joseba Llorente, a cui non bisogna mai lasciare un metro in area di rigore, ma il primo tempo si chiude ancora nel segno dell'Athletic, con Amorebieta che non riesce a deviare in porta da un metro una palla vagante e anzi si stira nel tentativo, infortunio che richiede l'ingresso di Ustaritz dall'inizio della ripresa. Dopo 45' giocati con grande autorevolezza sarebbe lecito aspettarsi dall'Athletic una prestazione positiva, magari meno intensa a causa della stanchezza ma comunque di buon livello; come detto in apertura, invece, i biancorossi semplicemente restano negli spogliatoi e spediscono in campo delle controfigure cartonate che si fanno prendere a pallate dagli uomini di Pellegrini senza opporre la minima resistenza, evidenziando un'inferiorità che sarebbe più consona ad un Amatori UISP Bilbao-Villarreal più che ad una partita tra squadre della stessa categoria. Ad onor del vero, i Leoni (si fa per dire) reggono cinque minuti cinque, poi incassano la rete di Pires (errore di Iraola, che si fa saltare con troppa facilità da Rossi, poi assist-man prezioso per il francese) e spariscono, liquefatti come ghiaccioli al solleone agostano. L'eurogol di Cazorla al 59', un sinistro che tocca il palo prima di spegnersi in fondo al sacco, mette la parola "fine" alle speranze di rimonta dei bilbaini, incapaci di reagire come il peggiore dei pugili suonati; i cambi di Caparros servono poco o nulla, più incisivi sono quelli di Pellegrini che riceve buone sensazioni soprattutto da Mati Fernandez. Il Submarino Amarillo sfiora più volte la quarte rete muovendosi a suo piacimento tra i fantasmi biancorossi ed è proprio il cileno ad andare vicino al gol della giornata con una percussione irresistibile conclusa da un tocco fuori di pochissimo. L'unica azione degna di nota dell'Athletic nel secondo tempo capita all'84' a Javi Martinez, ma il centrocampista navarro non riesce a mettere dentro da due passi e spara su Diego Lopez il pallone che avrebbe potuto quantomeno portare ad un arrembaggio finale. La scena se la prende così Altidore, giovanissima promessa statunitense che entra e dopo un minuto realizza il quarto gol dei suoi, prima rete in assoluto di un calciatore made in USA nella Liga. Non facciamoci mancare nulla.
Si chiude dunque con un'altra sonora sconfitta quello che i giornalisti spagnoli avevano definito "Tourmalet", ovvero la serie di incontri con tutte le migliori squadre della Primera, e il bilancio non è certo lusinghiero: 4 sconfitte su 4, 12 gol incassati e solamente 3 fatti, sprazzi di gioco decente (i primi tempi con Barça, Real e Villarreal) alternati a troppi momenti di buio totale (l'intera gara di Siviglia, i secondi tempi delle altre tre partite). Dopo il Tourmalet, scalato all'andatura di un velocista, l'Athletic è in zona retrocessione, desolatamente penultimo con 5 punti in 9 gare (uno solo in più del fanalino di coda Oasasuna), e la crisi tecnico-tattica che attraversa non pare di facile soluzione. Addirittura siamo tornati ai tempi della squadra-Aspirina, secondo la definizione del nostro amico Txemi Guerra, ovvero una formazione capace di rivitalizzare gli avversari reduci dalle peggiori batoste, com'è successo ieri con i canarini valenciani. Oggi si parla con insistenza della panchina traballante di Caparros, cosa normale visti i pessimi risultati dei Leoni fin qui. Personalmente comincio a credere che sia la soluzione migliore, ma vedrò di argomentare meglio questa mia posizione nei prossimi giorni.
I migliori e i peggiori nell'Athletic: alla luce della trasformazione nella ripresa sono pochi, pochissimi i biancorossi da salvare. Etxeberria gioca un buon primo tempo, frulla come una trottola alle spalle di Llorente ed è sempre pronto ad approfittare degli spazi aperti dall'ariete riojano per inserirsi e tentare la conclusione; segna un gol da opportunista, il secondo consecutivo, ed è a oggi uno dei più in forma della rosa. In ripresa Amorebieta dopo gli orrori contro Barcellona e Real: sicuro negli interventi, dominatore di testa, il canterano fornisce la miglior prestazione stagionale, segno di carattere dopo le critiche ricevute, ed è bravo ad annullare un cliente pericoloso come Joseba Llorente. Peccato per quell'infortunio muscolare che lo fa uscire al 45'. David Lopez è più attivo e consistente del solito, Nando Llorente si batte sempre come un gladiatore, anche se nella seconda frazione fa quasi tenerezza vederlo abbandonato là davanti.
Sembra strano trovarlo nell'elenco dei peggiori, ma per una volta devo citare Iraola, che commette una leggerezza determinante facendosi scappare Rossi nell'azione dell'1-2. Balenziaga, al contrario, colleziona la terza stupidata della sua breve avventura bilbaina: è vero che quando spinge si fa sentire, ma sarà bene che l'ex errealista si dia una regolata in difesa, visto che il computo dei gol subìti a causa dei suoi errori inizia a farsi preoccupante (e intanto Koikili marcisce in panchina...). Troppo molle la coppia Orbaiz-Yeste nella ripresa, e pare ormai evidente che le buone opzioni offensive offerte da un doble pivote del genere non possano bastare di fronte alla leggerezza palesata in fase di non possesso. Gabilondo è anonimo oltre il livello di guardia, il povero Ustaritz entra e viene travolto dallo tsunami amarillo.

4 commenti:

  1. utente anonimo5 novembre 2008 02:14

    Premetto che non ho visto per intero nessuna delle 4 gare del "tourmalet", ma una cosa la posso dire sulla scia della tua analisi: io avrei cambiato Caparros alla fine della scorsa stagione. Sulla carta i giocatori ci sono almeno per arrivare nei primi 10, e credo che sia lui che non li sa sfruttare. Tanto per dirne una, Susaeta con il contagocce è una bestemmia: alla sua età meglio di lui solo i ragazzini del Barca...
    Aspettiamo fiduciosi, tanto possiamo fare solo meglio.

    andrea

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  2. utente anonimo5 novembre 2008 02:55

    Chi verrebbe al posto di Caparros se si perde a Mallorca?
    Caparros almeno ha avuto il merito di organizzare una squadra aggressiva e a tratti compatta, seppure sterile. Un altro cosa potrebbe fare di meglio con una squadra di questo livello, francamente da salvezza o poco più?

    Alex

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  3. utente anonimo5 novembre 2008 18:19

    Caparros non si tocca, non serve cambiare l'allenatore, e poi lui è uno che i giovani li valorizza e Dio sa quanto l'Athletic abbia bisogno di valorizzare i giovani. Purtroppo i tempi cambiano e per noi si fa sempre più dura... vada come vada io terrei Caparros per i prossimi 10 anni anche in Segunda !
    Ciao

    Vanni

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  4. Andrea: cambiarlo dopo quel gran finale di temporada, l'anno scorso, sarebbe stata una sciocchezza. Io peraltro non discuto le doti di allenatore di Caparros, ma comincio a temere che non abbia il dovuto "peso" nello spogliatoio.

    Alex: che questa rosa sia da salvezza o poco più mi sembra opinabile, con Aduriz saremmo stati tranquillamente da Intertoto, senza di lui perdiamo qualcosa ma non così tanto (a ben guardare il problema quest'anno è la difesa, la squadra è sempre stata sterile). Per i motivi che dicevo ad Andrea credo che servirebbe uno dal pugno di ferro e che conosca la situazione di Bilba: un Saez, un Clemente, un Irureta insomma. Comunque domani scriverò un post al riguardo.

    Vanni: io non lo terrei, ma sono opinioni. Dici che valorizza i giovani? Sì, o almeno lo faceva. Susaeta non vede più il campo (al suo posto ci sono David Lopez e Gabilondo, che non sono canterani e neppure di primo pelo), Iturraspe è disperso, Balenziaga e Ion Velez giocano per mancanza di alternative, Isma Lopez si allena con la prima squadra ma non esordisce mai. A me certe cose paiono proprio strane, proprio perché Jokin è sempre stato uno che quelli bravi li buttava nella mischia anche a 16 anni (vedi Reyes, Navas e Capel a Siviglia), dunque comincio a temere che non sia solo Caparros a fare la formazione...ma ripeto, scriverò prossimamente un post proprio su questo.

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