giovedì 21 aprile 2011

Aymeric Laporte: futuro Leone?


Aymeric con la maglia biancorossa (foto Sudouest.fr).


E' molto tempo che non parlo di cantera e voglio tornare a farlo postando questo ottimo articolo di Isabella Rubens, curatrice del blog "Ligue 2 e dintorni" (trovate il link a destra), su Aymeric Laporte, giovanissimo difensore basco-francese di cui si dice un gran bene. Ringraziando ancora Isabella per la gentilezza, vi segnalo che potete trovare il post completo (ho dovuto riadattarlo per motivi di spazio) cliccando qui.

In Aquitania e precisamente ad Agen, il 27 maggio 1994 nasce Aymeric Laporte, che il 26 gennaio 2011, quattordici anni dopo l'ultima partita di Lizarazu al San Mamés, esordendo in prima squadra nell'amichevole di Zalla diventa ufficialmente il secondo giocatore non spagnolo ad indossare la gloriosa casacca rojiblanca: destino vuole che come l'illustre predecessore anche lui sia un difensore e anche lui sia mancino. Il ruolo di Aymeric in realtà è un po' differente, trattandosi di un centrale difensivo sinistro adattabile ad esterno. L'Athletic Bilbao sembra credere davvero moltissimo nel potenziale di questo piccolo gigante, sedici anni e otto mesi e già 1.87 di altezza per 75 kg, visto che nel primo contratto da professionista del ragazzo è stata inserita una clausola di rescissione di 18 milioni di euro (clausole del genere vengono inserite nei primi contratti da “pro” dei giovani più promettenti dopo i famosi scippi di San José e Berchiche).
La storia di Laporte inizia nel SU Agen: con la maglia biancoblu del piccolo club amatoriale aquitano Aymeric gioca dai cinque ai quindici anni, fino al giorno in cui affronta una selezione di Bizkaia con un’omologa aquitana; mentre il gruppo si trova ancora sulla via del ritorno, il padre di Laporte riceve la telefonata del presidente dell'Athletic, che gli propone un provino per il figlio in occasione di un torneo. Ad adocchiarlo durante l'amichevole è stato Laurent Strzelczak, ex giocatore ed allenatore delle giovanili dell'Aviron Bayonnais, club basco francese, oggi osservatore per i Leoni.
E così Aymeric rompe gli indugi e il venerdì successivo sale su un treno per Bilbao, dove convince subito tutti. Poiché la nuova normativa UEFA vieta ai club di tesserare un minore di sedici anni se nato in un altro stato, inizialmente continua a fare la spola, allenandosi per tutta la settimana a Bilbao con i ragazzi della cantera per poi tornare in Aquitania e giocare nel fine settimana con gli Under 17 Nazionali dello stesso Aviron Bayonnais, con il quale l'Athletic ha stipulato nel 2008 una convenzione di partenariato.
L'infortunio al ginocchio destro che subisce durante un torneo potrebbe mettere tutto in discussione, ma lo staff medico dell'Athletic riesce a rimettere in piedi il ragazzo senza ricorrere all'intervento chirurgico al menisco e ai legamenti crociati previsto inizialmente ed Aymeric durante il periodo in cui è costretto a star fermo dà prova del carattere forte che sembra contraddistinguerlo.
Negli ultimi tre mesi è impressionante l'accelerazione che subisce la sua carriera, senza dubbio grazie anche al prezioso lavoro svolto nel settore giovanile rojiblanco: dopo due partite con lo Juvenil B, prima di Natale viene convocato per la prima volta nella selezione basca per affrontare una selezione di San Sebastian ad Anoeta e con la maglia verde di Euskadi va subito in gol di testa su corner, confermando la sua pericolosità nell’area avversaria; dopo altre tre partite, arriva anche la prima chiamata della Francia Under 17. L'ottava partita in maglia biancorossa la gioca con lo Juvenil A e la decima è proprio l'amichevole a Zalla. Il tecnico Joaquin Caparros, che lo conosce bene perché Aymeric partecipa ogni martedì ad una seduta specifica della prima squadra per la difesa, lo schiera da titolare nel suo ruolo, centrale difensivo alla sinistra di Ustaritz, ed ottiene da lui quarantacinque minuti ad alto livello: Laporte dimostra la sicurezza di un veterano e non perde un pallone, facendo intravedere il suo spirito da lottatore e le sue qualità di rilancio e permettendosi anche la licenza di venire in avanti palla al piede; nella ripresa non rientrerà in campo e per la cronaca la partita si concluderà sul 3-0 per gli ospiti.
E arriviamo così agli ultimi due mesi e alla firma del contratto dopo una trattativa resa estenuante dall'inserimento di altri club. La sensazione è che Aymeric possa davvero bruciare le tappe, anche perché le premesse sono incoraggianti sia sul piano tecnico che su quello caratteriale.

Isabella Rubens - Ligue 2 e dintorni

3 commenti:

  1. utente anonimo28 aprile 2011 14:35

    Ciao Edo,
    che ne pensi di Ander dal 1 luglio 2011?
    Io sinceramente me l'ero perso questo trasferimento, l'ho letto per caso su goal.com ieri sera.....

    C'è una cosa che non capisco però, ma Ramalho? se ne parlava così bene....

    ciao

    Reza

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  2. Ciao Reza, di Herrera penso che sia un grandissimo giocatore, potenzialmene una stella degli anni a venire, ma non l'avrei preso: nel suo ruolo abbiamo tanti ragazzi del vivaio da provare o proporre stabilmente (Iturraspe, Iñigo Perez, Adrien Goñi, Cerrajeria, Ruiz de Galarreta) che si vedranno fatalmente togliere una possibilità di mettersi in mostra. Ora come ora, io punterei tutto sulla cantera, riservandomi di acquistare qualcuno solo per tappare un ruolo eventualmente scoperto o nel caso di un giovane promettente che giochi in una squadra minore basca.
    Ramalho è stato infortunato per alcuni mesi, ora ha ripreso a giocare nel Bilbao Athletic... speriamo di vederlo presto in prima squadra.

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  3. utente anonimo3 maggio 2011 21:30

    Non so perchè ma questo Aymeric mi ispira parecchio. Il ragazzo è il benvenuto... karmine74

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