Iturraspe festeggia Iñigo Perez dopo il gol del 3-0 (foto Athletic-club.net).
Athletic Club: Iraizoz; Iraola, San José, Amorebieta, Aurtenetxe; Iturraspe, Javi Martínez; David López (66' De Marcos), Igor Martínez (72' Susaeta), Muniain (80' Íñigo Pérez); Llorente.
RCD Mallorca: Aouate; Cendrós (65' Webó), Nunes, Ramis, Kevin; Martí, De Guzmán; Nsue, Pereira, Gonzalo Castro; Cavenaghi.
Reti: 43' David López, 61' San José (rig.), 92' Íñigo Pérez.
Arbitro: Fernando Teixeira Vitienes (Comité cántabro).
L'Athletic brilla solo per un tempo, il secondo, ma per superare un Maiorca irriconoscibile 45 minuti di qualità bastano e avanzano. Finalmente qualcosa si muove in panchina: Caparros ha messo dentro dall'inizio Iturraspe, Muniain e Igor Martinez, ottenendo una risposta sicuramente positiva rispetto alle solite partite impostate solo sui lanci dalle retrovie per Llorente. Da tempo invocavo una soluzione di questo tipo, giacché i giocatori tecnici e capaci di dialogare palla a terra in rosa non mancano, e adesso spero che l'esperimento di martedì sera abbia un seguito; in realtà non ne sono troppo convinto, almeno a breve termine, perché Jokin sicuramente non prescinderà da Toquero quando rientrerà e vorrà sicuramente trovare un posto a Gurpegi, che - mi costa dirlo - quest'anno per me non dovrebbe essere titolare fisso. Sia come sia, al San Mamés si è vista una squadra con potenzialità veramente interessanti: Iturraspe è un signor regista e si completa alla perfezione con Javi Martinez, ormai divenuto un centrocampista universale, in grado di fare tutto benissimo; Muniain è pronto per giocare dall'inizio; Igor Martinez si candida a diventare una delle maggiori sorprese delle stagione. Se a tutto ciò si aggiungono Susaeta e De Marcos, ieri in panchina, e la carta-Iñigo Perez, altro giovane di qualità, il quadro si fa davvero succulento. Caparros, si sa, non è un tecnico che fa del gioco offensivo il suo credo, tuttavia rinunciare a tale abbondanza in luogo della classe operaia (Gabilondo, David Lopez, Toquero), dei mostri sacri (Orbaiz) o di un difensivismo spesso eccessivo (Gurpegi esterno destro) appare uno spreco pazzesco, un peccato capitale; speriamo che il 3-0 contro il Maiorca possa contribuire a cambiare la storia della stagione che è appena cominciata. Sicuramente il 4-2-3-1 proposto martedì ci ha messo un po' a carburare, tuttavia nella ripresa si sono intraviste le potenzialità di questa disposizione tattica: Iturraspe sa innescare palla a terra gli attaccanti, Llorente è una boa di grande qualità e la coppia Muniain-Igor Martinez (a cui deve aggiungersi Susaeta, troppo superiore a David Lopez) sa proporre inserimenti, tagli senza palla e scambi continui di posizione capaci di mandare in crisi qualsiasi difesa. Nel primo tempo, giocato maluccio da entrambe le squadre, ci sono stati ancora troppi lanci lunghi a saltare il centrocampo, probabilmente dovuti all'abitudine al
pelotazo dei difensori centrali; quando nel secondo i Leoni hanno cominciato a dialogare palla a terra, però, la musica è cambiata e le occasioni da gol sono fioccate. L'Athletic sicuramente è stato fortunato in occasione del primo gol (un cross di David Lopez bucato dai centrali e che si è insaccato lemme lemme sul palo lontanto) ed è stato anche omaggiato di un rigore dubbio, ma va detto che il Maiorca è apparso solo la brutta copia della squadra di Manzano; quando si tira in porta una volta in 90' c'è poco da recriminare, come ha ammesso lo stesso Laudrup nel dopo gara. Ultima nota per l'età media della formazione schierata da Caparros: 23 anni e rotti, con ben 8 canterani su 11 dall'inizio (più altri due inseriti a partita in corso). Un altro calcio è possibile, per lo meno a Bilbao.
Pagelle dell'Athletic.Iraizoz 6: si riscatta della brutta serata di Gijon con una partita sobria e senza sbavature. Viene impegnato poco, è vero, ma appare sempre molto concentrato.
Iraola 6,5: capitano per le assenze di Orbaiz e Gurpegi, gioca una partita ordinata e senza squilli, riuscendo però ad appoggiare sempre l'azione offensiva con continuità. Contro il "Chori" Castro non soffre mai.
San José 7: annulla Cavenaghi insieme al collega e tira un rigore perfetto, chiudendo virtualmente il match.
Amorebieta 6,5: serata di tutta tranquillità, Cavenaghi prima e Webó poi gli rimbalzano contro senza riuscire a saltarlo una sola volta.
Aurtenetxe 6,5: la maturità e la sicurezza che dimostra partita dopo partita sono sorprendenti. Non spinge moltissimo, ma tiene la posizione e controlla senza patemi Nsue, il più attivo dei trequartisti avversari.
Iturraspe 6,5: a centrocampo sa starci, eccome. Buon senso della posizione, ottime geometrie, è un regista dotato e sa far girare velocemente il pallone. Attualmente è una spanna sopra ad Orbaiz.
Javi Martinez 6,5: la condizione è in crescita e le prestazioni migliorano di pari passo con essa. Contrasta, riparte e si inserisce senza pause: una colonna.
David Lopez 6+: fino al momento del gol è il peggiore dei centrocampisti avanzati, poi la rete casuale lo sblocca. Meglio nella ripresa, quando si rende pericoloso in un paio di occasioni, ma Susaeta è un'altra cosa (dal 66'
De Marcos 6: entra subito nel vivo del gioco e dimostra di poter rendere molto di più con questo tipo di schema).
Igor Martinez 7: conferma tutto ciò che di buono aveva mostrato a Gijon. È tecnico, veloce e possiede la rara capacità di saper servire l'ultimo passaggio al momento giusto. Parte al centro e si scambia spesso con Muniain, facendo venire il mal di testa ai maiorchini. Può diventare importante per questa squadra (dal 72'
Susaeta 6: dà un saggio delle sue qualità dribblando un avversario in un fazzoletto per poi servire l'assist da cui nascerà il 3-0. Cosa ci faceva in panchina?).
Muniain 7: quando parte palla al piede dà sempre l'impressione di poter creare qualcosa di pericoloso per gli avversari. Miglior biancorosso nel primo tempo, nel secondo è sempre attivo ed esce dal campo tra gli applausi (dall'80'
Iñigo Perez 6,5: in dieci minuti mette Llorente davanti al portiere e segna il primo gol con l'Athletic. Ha qualità, deve entrare a far parte delle rotazioni a centrocampo).
Llorente 6-: il meno brillante della compagnia, sbaglia un paio di gol di cui uno clamoroso a fine gara (peraltro con De Marcos liberissimo dall'altra parte). Resta comunque fondamentale per la sua funzione di boa, e quando la squadra inizia a tenere la palla a terra sembra ancora più a suo agio.
Caparros 6,5: finalmente tenta qualcosa di diverso rispetto al suo classico 4-4-2 rigidissimo e trova risposte confortanti. Ha una rosa giovane, ricca di talento e con grandi potenzialità, adesso sta a lui dare continuità alla partita col Maiorca. Per adesso onore al merito per quanto visto martedì.