
Ammonizione per Laporte, splendido nel giorno del suo debutto nella Liga (foto Athletic-club.net).
RCD Mallorca: Aouate; Nsue, Nunes, Geromel, Bigas; Arizmendi (85' Alfaro), Márquez (73' Martí), Pina, Giovani Dos Santos (73' Brandon); Víctor, Hemed.
Athletic Club: Iraizoz; Iraola, Ekiza, Laporte, Aurtenetxe; San José, De Marcos (78' Gurpegui), Ander Herrera; Susaeta (63' Ibaiz Gómez), Aduriz, Muniaín (87' Toquero).
Reti: 10' Aduriz.
Arbitro: Del Cerro Grande (comité madrileño).
Uno dei lati più affascinanti dello sport è senza dubbio la sua capacità unica di dare una seconda opportunità a chiunque; il calcio, in particolare, esaspera ed esalta ancor di più il concetto, visto che ogni partita è un'occasione di riscatto personale e di squadra. Tutto questo preambolo per dire che la vittoria di Maiorca è stata merito quasi esclusivo di uno dei giocatori fin qui più bistrattati, quel Gorka Iraizoz autore di una prima parte di temporada caratterizzata da molte ombre e da ben poche luci; sabato, tuttavia, il portiere navarro ha letteralmente salvato i tre punti con alcuni interventi prodigiosi, specie nel primo tempo, e se l'Athletic è riuscito a portare a casa il successo deve dire grazie principalmente a lui. All'ex Son Moix gli uomini di Bielsa hanno ottenuto la seconda vittoria di fila, sempre per 1-0, e pur non brillando sono riusciti a mantenere fino al termine quel golletto di vantaggio utile per tornare a respirare in classifica. Ci voleva, specie dopo l'eliminazione-shock in Coppa del Re contro l'Eibar, della quale parlerò in un maxi-post riassuntivo delle coppe, nazionale e UEFA, che spero di pubblicare entro questa settimana.
Senza Amorebieta (infortunio "diplomatico" per lui, visti i tentennamenti sul rinnovo?) e Iturraspe, ma con il rientro di Iraola e la prima presenza liguera per il giovanissimo Aymeric Laporte, l'Athletic arriva a Maiorca con l'esigenza di fare punti. E la partenza è confortante, se non addirittura clamorosa: al minuto numero 8 De Marcos sfiora il gol con una girata fuori di pochissimo, poi, 180 secondi dopo, Aduriz insacca di testa un cross perfetto di capitan Andoni. I padroni di casa del grande ex Caparros sembrano già alle corde, tuttavia la furia iniziale dei Leoni svanisce poco a poco e i bermellones guadagnano campo; il pressing dei bilbaini non funziona (che nostalgia dell'anno scorso...), le distanze fra i reparti si allungano e comincia un vero e proprio assedio alla porta di Iraizoz. Per fortuna dei biancorossi il navarro è in grandissimo spolvero, e nel corso del primo tempo sono almeno 5 i suoi interventi prodigiosi, su tutti il volo pazzesco del 16' a togliere dall'incrocio una punizione di Giovani Dos Santos. Grazie alle parate del suo numero 1 e all'ottima prestazione della difesa, l'Athletic regge l'urto e in chiusura torna a farsi pericoloso ancora con Aduriz, bravo a girare un assist di Laporte (che personalità il francese!) ma di poco impreciso nella mira. La ripresa inizia com'era finito il primo tempo: Maiorca all'assalto, giacché anche il pareggio non servirebbe molto agli isolani, e zurigorri arroccati in difesa. Anche la scarsa freddezza degli attaccanti di Caparros resta immutata, e così Hemed e Victor falliscono due occasioni enormi per l'1-1: prima l'israeliano calcia alto da un paio di metri dopo un batti e ribatti in area, quindi la punta nativa di Maiorca mette incredibilmente fuori da pochi passi un pallone di Hemed che chiedeva solo di essere spinto in gol. Dopo la grande paura l'Athletic si riprende e, col passare dei minuti, riesca a compattarsi; le maglie errate della difesa non lasciano passare più nulla, ed è anzi la squadra di Bielsa a rendersi pericolosa in contropiede sfruttando gli spazi lasciati da un avversario stanco e sempre più sfiduciato. I minuti scorrono così senza grandi emozioni e al triplice fischio i Leoni ottengono la sesta affermazione nella Liga, buona per attestarsi a metà classifica, a -4 dal sesto posto e a +8 sulla terzultima.
Non è stata dunque una gran partita, e a dirla tutta il Maiorca avrebbe meritato per lo meno il pareggio. Ci sono stati però alcuni aspetti positivi, aldilà del risultato: la tenuta difensiva, con la porta rimasta inviolata; le prestazioni incoraggianti di alcuni singoli; la reazione dopo la bruciante eliminazione dalla Copa. Il blocco psicologico che fin qui ha limitato moltissimo i biancorossi è ancora ben presente, ma se la squadra riuscisse a trovare un minimo di continuità potrebbe presto essere rimosso. Dei tre fronti iniziali solo il campionato è rimasto aperto e, come detto, la classifica è corta; l'Europa è alla portata della squadra, provare a raggiungerla è l'obiettivo minimo.
Le pagelle.
Iraizoz 8: molto criticato (e a ragione) per un rendimento ben al di sotto delle aspettative, il navarro si riscatta almeno parzialmente a Maiorca con una prestazione eccezionale, che non a caso gli vale il "clean sheet". Nel primo tempo viene bombardato dagli attaccanti bermellones e risponde parando tutto, nella ripresa non abbassa la concentrazione ed è sempre impeccabile. Se avesse giocato sempre così, l'Athletic ora avrebbe di certo qualche punto in più.
Iraola 7,5: nonostante Ramalho abbia ben figurato in sua assenza, il suo ritorno si nota eccome. Perfetto in difesa (Giovani si fa vivo solo su palla inattiva), quando sale fa valere la sua classe, come in occasione dell'assist al bacio per il gol partita di Aduriz. Lo seguo più o meno dai tempi del suo esordio e in tutto gli avrò visto sbagliare una decina di partite al massimo. Impeccabile.
Ekiza 6,5: continuo a ritenerlo il miglior difensore di questa temporada molto difficile per il reparto arretrato. Reattivo, agile e bravo in marcatura, si fa apprezzare per la puntualità nei recuperi e per una pulizia negli interventi lontana anni luce dalla scompostezza di Amorebieta. Sarà un caso, ma nelle poche partite che i Leoni hanno concluso senza incassare gol lui era sempre presente. Speriamo che non debba tornare in panchina...
Laporte 7: aveva già giocato con la prima squadra in Europa, contro Hapoel e Sparta Praga, ma quelle erano state più o meno delle amichevoli visto che l'Athletic era già eliminato. Tutt'altro discorso quello di Maiorca, ma nonostante le pressioni e la posta in palio gioca una partita splendida, da veterano. Sicuro dietro ed eccellente in impostazione, mostra di avere qualità non comuni quando prende palla e va a servire un assist perfetto ad Aduriz. È il difensore del futuro e da oggi fa parte ufficialmente della prima squadra.
Aurtenetxe 6: gli tocca il cliente più rognoso, un Arizmendi ispirato e molto ficcante, per cui deve concentrarsi quasi del tutto sulla fase difensiva. Con qualche affanno qua e là riesce a contenere il diretto avversario, ma dalla metà campo in su non si vede quasi mai. Compitino.
San José 6: contro il Celta era andato bene come mediano davanti alla difesa, stavolta invece non suscita una grande impressione. Gioca in modo troppo semplice, quasi sempre per vie orizzontali, e ha un passo un po' troppo cadenzato per sostenere al meglio la pressione maiorchina. È questo il suo difetto principale: sembra sempre giocare con una marcia in meno rispetto a compagni e avversari. Sufficiente e nulla più.
De Marcos 5: forse sarà perché ho ancora negli occhi lo splendido cursore dell'anno scorso, però in questa stagione proprio non riesce a convincermi. Fumoso, vaga per il campo e non incide in nessuna fase del gioco. Condivido la definizione datagli da un blog biancorosso tempo fa: si è toquerizzato, ovvero corre moltissimo ma senza un vero perché. Enigma (dal 78' Gurpegui s.v.).
Herrera 7: sta tornando il vero Ander, e di questo non possiamo che rallegrarci tutti. A livello di tecnica e visione di gioco è uno dei centrocampisti più dotati della nuova leva e in partite come queste dimostra il perché: lucido, essenziale ma non banale, si libera del pallone con uno-due tocchi al massimo e riesce quasi sempre ad imbeccare il compagno posizionato meglio. Purtroppo accanto a sé non ha giocatori in grande spolvero con i quali dialogare, altrimenti potrebbe essere devastante.
Susaeta 5: anche nel suo caso concordo con quanto si scrive da più parti, ovvero che dopo il suo passaggio nella "cosa" (così lo stesso Markel definì la selezione spagnola in una memorabile conferenza stampa) ha ulteriormente abbassato un livello di prestazioni già non esaltante. In pratica sul campo è invisibile: apatico, tenta qualche giocata senza convinzione e senza concretezza, perdendo molti più palloni di quelli che guadagna. Un po' di panchina potrebbe non guastargli (dal 63' Ibai 6: entra e la squadra migliora, un caso?).
Aduriz 7: sempre più salvatore della patria, sta raggiungendo vette di effettività degne quasi di un Trezeguet. In 90 minuti gli arrivano tre palloni giocabili in area: lui li trasforma in un tiro fuori di poco, in un cabezazo sventato da Aouate e nel gol decisivo. Lavorando in silenzio, senza clamori, si è caricato sulle spalle il peso enorme dell'eredità di Llorente e lo sta facendo dimenticare velocemente, anche perché lui di questi colori è innamorato. Chapeau.
Muniain 5: non ci siamo, non ci siamo proprio. Bielsa deve affrontare la realtà e farlo riposare, tanto è inutile mandarlo in campo se poi i risultati sono prove del genere. Non salta quasi mai l'uomo, non tira e non illumina la scena. Ha bisogno di ritrovare la condizione migliore (speriamo che la pausa invernale lo aiuti), al momento Ibai dà molto di più alla causa (dall'87' Toquero s.v.).
