martedì 27 ottobre 2009

8a giornata: Getafe 2-0 Athletic.


Gurpegi esce dal campo dopo l'espulsione (foto Athletic-club.net).

Getafe: Ustari; Cortés, Mario, "Cata" Díaz, Mané; Boateng, Celestini (58' Gavilán); Pedro León, Parejo (75' Casquero), Manu (58' Albín); Soldado.
Athletic: Iraizoz; Iraola, Amorebieta, Ustaritz, Castillo; Susaeta, Javi Martínez, Gurpegui, Gabilondo (63' Ion Vélez); Toquero, Llorente (76' Koikili).
Reti: 60' Soldado, 70' Parejo (rig.).
Arbitro: Undiano Mallenco (Comité Navarro).
Note: espulsi al 41' Gurpegui (A) per doppia ammonizione e all'88' Ustaritz (A) per fallo da ultimo uomo.

Così non va, signori miei, proprio non ci siamo. L'Athletic ha rimediato l'ennesima sconfitta in campionato contro un rivale abbordabile e ha cancellato in 90' le sensazioni positive trasmesse a tutto l'ambiente dalla vittoria, sofferta e importantissima, contro il Nacional da Madeira in UEFA. Non è tanto il risultato a destare le maggiori preoccupazioni, quanto il modo in cui è maturato il 2-0 per il Getafe: la squadra non solo è stata distratta in difesa e nulla in attacco, come ultimamente accade spesso, ma ha anche mostrato un nervosismo e una mancanza di concentrazione davvero preoccupanti. Per rendere l'idea dello spettacolo penoso offerto dai Leoni sul terreno di gioco, cito testualmente quanto scritto dal giornalista di Marca Tomas Campos: "Es difícil saber a qué juegan los rojiblancos. Defienden mal y atacan a trompicones. Así pasa que la primera adversidad se convierte en un 'ochomil' inexpugnable". Credo non necessiti di traduzione. La metafora dell' "ottomila inespugnabile" di cui parla Campos è quanto mai azzeccata, poiché rende benissimo l'idea di una formazione allo sbando, senza idee e mal diretta, che alla prima difficoltà non è più in grado di rimanere aggrappata alla partita; nel caso di domenica, tale difficoltà è stata l'espulsione evitabilissima di Gurpegi, che ha visto il secondo giallo per aver trattenuto per la maglia Soldado, che gli aveva soffiato il pallone a centrocampo. Un fallo istintivo, fatto ovviamente senza pensare alle conseguenze, che ha pesato in maniera evidente sull'andamento della gara, eppure non sarebbe giusto dare tutte le colpe a Carlos: una squadra tosta, organizzata e dotata di carattere non alza bandiera bianca se si trova a giocare 10 contro 11, mentre l'Athletic nel secondo tempo si è arreso praticamente senza combattere. Nella prima frazione, nonostante un gioco orribile, in un paio di occasioni i biancorossi avevano spaventato Ustari con Llorente (grande azione, tre uomini saltati e sinistro fuori) e una punizione di Susaeta, ma nella ripresa non ha tirato in porta. Una vergogna, punto e basta, nient'affatto mitigata dalla buonissima gara di Iraizoz, che ha limitato il passivo con alcuni grandi interventi, senza i quali staremmo parlando di una meritata goleada degli azulones. Difficile trovare qualcuno oltre a Gorka in grado di salvarsi nel pastrocchio del Coliseum Alfonso Pérez. Ustaritz ha l'attenuante di giocare poco, ma se continua a farsi trovare impreparato quando viene chiamato in causa non ritroverà mai il posto: attualmente è l'ombra dell'ottimo difensore lanciato in prima squadra da Clemente e il fallo da espulsione commesso a due minuti dalla fine, a partita quindi già chiusa, testimonia del suo momento alquanto confuso. Amorebieta continua a non convincere per nulla, mentre Castillo dovrebbe aver finito il periodo di ambientamento ma per ora è sempre non pervenuto. Per Toquero e Llorente c'è l'alibi, fondatissimo, dell'isolamento totale nel quale sono lasciati, e se per segnare c'è bisogno che Nando scarti sempre tre avversari non c'è da stare tranquilli. Gurpegi e Javi Martinez offrono molto in termini di dinamismo, copertura e inserimenti, ma non sono centrocampisti adatti per l'impostazione, e si vede; restano le fasce, ma non è pensabile delegare tutti i compiti creativi al pur ottimo Susaeta di questo inizio di stagione (Gabilondo è il solito soldatino, urge de Marcos). Devo dire che, come al solito, anche Caparros ci mette del suo: vero che al 76' il sipario era calato, tuttavia il cambio dell'infortunato Llorente con Koikili mi lascia più che perplesso.
Insomma, citando Flaiano "la situazione è grave ma non è seria". Questo perché mi sembra che in molti (dirigenza, giornalisti e anche tifosi) siano in altre faccende affaccendati e non diano peso alla terribile serie di risultati in cui la squadra ultimamente è incappata. Sarà che io ho sempre in mente il Celta di qualche anno fa, splendido in Champion's e retrocesso in Liga, ma i discorsi del tipo "ci sono almeno 3-4 squadre improponibili (leggasi: già retrocesse)" lasciano il tempo che trovano. Io mi chiedo seriamente cosa debba fare Caparros per essere esonerato: il gioco è penoso, i risultati negativi, molti giocatori sono involuti eppure tutto tace. Speriamo che qualcuno si accorga di ciò che abbiamo davanti agli occhi prima che sia troppo tardi.

4 commenti:

  1. utente anonimo27 ottobre 2009 16:42

    scusa mi sono dimenticato di firmarmi
    panner39

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  2. utente anonimo27 ottobre 2009 16:42

    non ho visto la partita ma sentivo che la squadra era stata inesistente a Madrid....le mancanze come hai giustamente scritto sono strutturali a centrocampo, dove manca uno che imposti (solo Yeste ma è infortunato) e nella guida tecnica, perchè cmq anche con una mancanza di qualità di impostazione a centrocampo si può imbastire due più che buone linee laterali, e i giocatori ci sarebbero pure, ma Jokin non ha dato un'impronta di nessun tipo al gioco della squadra...

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  3. Ciao Panner, l'equivoco per me fondamentalmente è in panchina. Mi spiego: Caparros vuole una squadra "cazzuta"? Metta dentro Gurpe e Javi Martinez e giochi all'inglese, con aggressività in mezzo, sovrapposizioni continue sulle fasce e tanti cross per le punte. Vuole, al contrario, la manovra? Dentro Yeste e Orbaiz, col primo magari vicino agli attaccanti, tenere la palla a terra e tentare di innescare Llorente nei pressi dell'area avversaria, non a 40 metri di distanza dalla porta. Vuole giocare bello chiuso? Provi un centrocampo a 5 e avanti coi lanci lunghi per Llorente, per rigiocare le seconde palle o sfruttare gli esterni. Insomma, le alternative non mancano, però una strada va intrapresa. Così non siamo né carne né pesce, e i risultati lo dimostrano.

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  4. utente anonimo28 ottobre 2009 14:39

    appunto stiamo dicendo la stessa cosa.....innanzitutto un allenatore deve essere preparato tatticamente, poi viene il resto
    panner39

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