venerdì 31 agosto 2012

Agur Javi.



E così alla fine non è stato Llorente il primo a lasciarci, nonostante le voci che per tutto agosto lo volevano alla Juve un giorno sì e l'altro pure (chiaramente quando mi trovavo in vacanza senza poter accedere a Internet...). Javi Martinez, infatti, mercoledì ha firmato la rescissione con l'Athletic e il conseguente contratto che lo lega al Bayern Monaco, che si è deciso a pagare per intero la clausola di 40 milioni all'Athletic, una delle tre condizioni poste da Urrutia per la cessione dei suoi gioielli ("Nonsiamo un club che vende i suoi giocatori. Perché un giocatoredell’Athletic vada via devono verificarsi tre condizionifondamentali: che il calciatore voglia andare via; che ci sia unclub a volerlo; che questo club sia disposto a pagarci la clausola direscissione" furono le parole testuali del presidente un paio di mesi fa). La cifra per me è spropositata, anche se avendo visto Javi fin dal suo esordio in Liga sono convinto che sia uno di quei pochissimi giocatori non offensivi in grado di poter cambiare volto a una squadra, e in tal senso i bavaresi hanno fatto un colpaccio per il loro centrocampo; Bielsa ha dichiarato che la squadra perde l'apporto di un giocatore superlativo, ma chiaramente ha anche aggiunto di voler guardare subito avanti. La reazione del mondo biancorosso non si è fatta attendere, e un profluvio di critiche, anche pesanti, e insulti si è riversato sul navarro. Dico la mia: non trovo giusto obiettare sulla scelta del giocatore di lasciarci per passare ad un altro club, in quanto nessuno all'Athletic firma a vita e con il sangue e pertanto nessuno deve sentirsi obbligato a restare, ma deve farlo se sente i colori nel profondo (Susaeta, per dire, ha rifiutato il Manchester United e ha prolungato per tre anni); inoltre non è corretto chiedere di dimostrare appartenenza assoluta ad un giocatore che non si è formato a Lezama, ma che venne prelevato a 17 anni dalla cantera dell'Osasuna e guarda caso proprio come ha fatto il Bayern, ovvero pagando per intero la clausola di rescissione. Proprio per quest'ultimo motivo trovo esagerata la reazione di gran parte del tifo zurigorri, che con certe uscite si è messo né più né meno al livello di quei club baschi che a giorni alterni attaccano l'Athletic per lo "scippo" dei giocatori di loro proprietà, come se ogni trasferimento non venisse profumatamente pagato. C'è un punto su cui invece condivido ogni critica al difensore/mediano di Aiegi: il comportamento personale tenuto nella vicenda. E non per il sorrisone con cui è stato immortalato nell'atto di firmare il contratto col Bayern, né per le frasi di circostanza con cui si è presentato ai nuovi tifosi e che sono sempre le stesse ("sono felice di essere qui", "questo è un club storico", "sono venuto per vincere titoli"). No, a darmi fastidio sono state la fuga notturna da Bilbao su un jet privato per andare a sostenere la visita medica a Monaco, l'ingresso nella sede della società bavarese coperto da un ombrello per sfuggire ai fotografi, il mancato saluto ai tifosi bilbaini, le scaramucce finali con la Giunta presieduta da Urrutia, le promesse di fedeltà pronunciate solo un paio di mesi fa e ora infrante. Se un giocatore vuole andarsene sono fatti suoi, l'Athletic ha resistito finora cedendo fior di campioni e continuerà a farlo, ma la gestione da parte di Javi e del suo entourage del passaggio al Bayern è stata davvero deludente. Non chiedo a un giocatore formatosi a Tajonar fedeltà eterna ai colori biancorossi, ma un po' di rispetto in più per il club che lo ha fatto crescere nella élite e diventare un nazionale sì, lo avrei voluto vedere. Ma qualcosa si era rotto nel rapporto tra il navarro da una parte e Urrutia e i tifosi dall'altra; ho apprezzato l'intransigenza della società nel volersi far pagare tutta la clausola, mentre non mi sono piaciuti certi atteggiamenti tesi a colpevolizzare il calciatore e a fare un po' di vittimismo dopo il suo addio. Sia come sia, Javi Martinez ormai è il passato, perciò grazie di tutto e addio.
L'Athletic adesso dispone di una cifra notevole per tornare sul mercato, anche se i nomi che girano, per un motivo o per l'altro, sono tutti poco convincenti, almeno per me. Detto che la Real Sociedad non vuol vendere nessuno e che l'Osasuna non dispone di giocatori particolarmente appetibili (l'unico mi pare Kike Sola, che però viene da un anno in bianco per infortunio), la rosa dei possibili obiettivi comprende Beñat del Betis, Monreal del Malaga, Raul Garcia dell'Atletico Madrid e Mikel Rico del Granada. Beñat, l'unico che prenderei, costa parecchio (20 milioni) ma soprattutto non è molto gradito a Bielsa, che lo considera più che altro un rincalzo e ha già detto di preferire l'impiego di Ruiz de Galarreta come alternativa ai titolari. Rico viene valutato 11 milioni dal suo club, cifra che definire esagerata è poco. Monreal sarebbe il terzo difensore sinistro della rosa dopo Aurtenetxe e Castillo (senza contare l'adattabile Iñigo Perez e Saborit del Bilbao Athletic), e sinceramente credo ci siano altri ruoli da coprire. Raul Garcia ha giocato un grandissimo campionato l'anno scorso con l'Osasuna, tornando ai livelli pre-trasferimento all'Atletico, però ha più volte espresso un forte sentimento anti-Athletic, quindi per me anche se fosse la reincarnazione di Pelé rimarrebbe ben lontano da Bilbao.
Vedremo come deciderà di muoversi il club, anche rispetto a Llorente che, a meno di colpi di scena dell'ultimo minuto, rimarrà in biancorosso almeno fino a gennaio. Di certo la fine del mercato porterà un po' di tranquillità, ovvero ciò che serve all'ambiente dopo la brutta partenza in Liga e la pessima prova del Calderon.

Sono usciti i gironi di UEFA: gruppo non impossibile per i Leoni, che hanno pescato Lione, Sparta Praga e Hapoel Kiryat Shmona. Ieri gli uomini di Bielsa, in formazione del tutto sperimentale, hanno pareggiato 3-3 a Helsinki con reti di San José, Toquero e Igor Martinez. Infine un'ultima notizia di mercato: David Lopez ha rescisso il suo contratto ed è libero di cercarsi una nuova squadra, come Cerrajeria prima di lui. Degli "scartati" dal tecnico in rosa resta solo Ustaritz, che peraltro potrebbe anche essere provato viste le prestazioni finora inguardabili della difesa.

domenica 12 agosto 2012

Aggiornamento pre-vacanziero.



Anche quest'anno è finalmente arrivato il momento delle (meritate?) ferie, dunque per due settimane il blog resterà chiuso. La partenza molto anticipata della stagione (il 19 agosto inizia la Liga) mi farà saltare diversi appuntamenti importanti, anche se proverò a seguire qualcosa tramite Facebook e Twitter (i link li trovate nella colonna di destra). Intanto il sorteggio ha decretato che l'avversario dell'Athletic nei playoff di UEFA sarà l'HJK Helsinki, che ha perso con il Celtic nei preliminari di Champion's League e non sembra essere un avversario irresistibile; di certo i Leoni dovranno fare meglio rispetto all'amichevole di ieri pomeriggio con il Sestao River di Segunda B, l'ultima del precampionato, terminata con una brutta sconfitta per 2-1 (gol biancorosso di Ibai). Da dimenticare del tutto, poi, il ritorno del preliminare con lo Slaven Belupo: altra sconfitta per 2-1 con un primo tempo osceno e una ripresa giocata meglio, ma che ha visto comunque troppo rischi a fronte della caratura non eccelsa dei croati. Probabilmente non aiutano l'ambiente le voci continue su Llorente, che pare aver chiesto al club di essere ceduto; per lui ci sarebbe in prima fila la Juventus, che avrebbe offerto 18 milioni. Partirà o no? Francamente comincio a pensare che Nando voglia davvero andarsene, forse per coltivare altre ambizioni, forse per ragioni economiche, forse perché il rapporto con Bielsa si è incrinato. Vedremo, di certo è meglio venderlo subito piuttosto che tenerlo adesso per poi vederlo partire a parametro zero fra un anno.
Per salutarvi nel modo più adeguato, infine, vi lascio con l'analisi della stagione delle tre squadre principali della cantera (Bilbao Athletic, Basconia e Juvenil A), che ho realizzato rielaborando vari articoli del blog La cantera de Lezama; vorrei quindi ringraziare Javi, il curatore del blog, e il suo collaboratore Patxon, senza i quali non avrei mai potuto scrivere questo pezzo. Buone vacanze e aupa Athletic!

Juvenil A
Una delle squadre meno convincenti degli ultimi anni, poco equilibrata fin dal momento della strutturazione e che ha pagato moltissimo l'obbligo di giocare con il medesimo schema della prima squadra (un punto, questo della riproducibilità dello stesso modello di gioco per tutte le squadre giovanili, a parer mio poco convincente, e che rischia di creare vuoti preoccupanti in vari ruoli negli anni a venire). Fiacco in difesa, poco concreto in attacco e caratterizzato da luci e ombre nella linea mediana, lo Juvenil 2011/2012 non ha lasciato il segno e non ha saputo confermare i buonissimi risultati ottenuti nelle ultime stagioni.
Portieri e difesa: Aitor Etxebarriazarraga, il secondo portiere, ha offerto un buon rendimento e si è fatto apprezzare per lo stile sobrio e la sicurezza, mentre il titolare Kepa Arrizabalaga, pur giocando poche partite a causa della promozione nel Basconia, ha confermato di essere una grande speranza per il futuro. Solo 4 presenze per Alex Remiro, fatto salire dallo Juvenil B per coprire il buco lasciato da Kepa, comunque di lui si parla molto bene e a detta di vari esperti la sua evoluzione andrà seguita da vicino.
Per quanto riguarda la difesa, a destra Jhon Alejandro Escobar è stato tormentato dagli infortuni e ha avuto una partecipazione marginale, mentre il suo “concorrente” Markel Etxeberria (che al momento sta svolgendo il precampionato con la prima squadra) è stato una delle grandi rivelazioni stagionali: ala riconvertita in fluidificante, dà chiaramente il meglio di sé in fase offensiva, mentre deve ancora migliorare parecchio dal punto di vista tattico e nella marcatura dell'avversario diretto. L'unico terzino sinistro della squadra, Ander Artabe, ha disputato una buona temporada, migliorando nella tenuta difensiva e confermando le doti fisiche e tecniche che già aveva dimostrato di possedere. Della batteria di centrali, ImanolCorral in pratica non ha visto il campo ha causa di vari infortuni (peccato, è un elemento promettente), Lander Arribalzaga e Unai Bilbao hanno profondamente deluso, mentre Asier Molinos ha disputato un'annata positiva, fornendo in modo costante un buon livello di prestazioni lungo tutto l'arco del campionato.
Centrocampo: partiamo da una conferma importante, quella di Oscar Gil. Il mediano navarro è stato probabilmente il migliore di tutto lo Juvenil, del quale ha guidato con carattere e presenza fisica il reparto nevralgico; gran fisico, buona tecnica e grande qualità nella distribuzione del gioco, visto il caso di Javi Martinez in prima squadra potrebbe essere arretrato in difesa per sfruttarne la capacità di impostare il gioco. Da sottolineare anche le stagioni di Martin Bengoa, incursore dal piede sinistro molto educato che si è anche laureato Pichichi della squadra, e di Gorka Iturraspe (il fratello di Ander, al quale somiglia parecchio nel modo di stare incampo), che pur tormentato dagli infortuni ha fatto sentire la sua presenza quando è riuscito a giocare. Trascurabile l'apporto di Iñaki Aranguren, giocatore di qualità che però rientrava da un lunghissimo stop, quasi mai utilizzato Iñigo Trigo, la grande delusione è stato Asier Etxaburu, mezzapunta che aveva iniziato molto bene ma ha finito per perdersi nel corso della temporada, risultando uno dei peggiori del reparto nonostante le buone doti tecniche.
Attacco: il reparto forse più criticato a causa dello scarso apporto di reti, parzialmente risolto dopo la promozione dallo Juvenil B di Gorka Santamaria. Quest'ultimo, grande rivelazione, ha mostrato caratteristiche che lo rendono una delle maggiori speranze di Lezama per il posto di futuro centravanti dell'Athletic: ha tecnica, senso del gol e presenza fisica, per cui lo seguiremo con grande curiosità nelle sue prossime tappe all'interno della cantera. Non si può direlo stesso dell'altra prima punta Jon Etxaburu, poco efficace nell'area avversaria e spesso avulso dal gioco della squadra, mentre Markel Vegas di ruolo sarebbe una seconda punta e giocare da referente unico in attacco non lo ha aiutato. Un altro nome da appuntarsi per i prossimi anni è quello di Aitor Seguin, che ha alternato grandissime partite a prestazioni assolutamente incolori ma ha tutto (fisico, cross, tiro da fuori, dribbling) per diventare una grande ala sinistra. Infine, dei due esterni offensivi Victor Monteiro e David Gonzalez il più convincente è stato il secondo (ala rapida e molto forte nell'uno contro uno), nonostantel'infortunio che lo ha tenuto fuori mezza stagione, mentre dal portoghese, autore di una temporada discreta, ci si attendeva qualcosa di più visti i notevoli mezzi tecnici a sua disposizione.
In&Out 2012/2013
Arrivi: Iñaki Williams (CD Pamplona, prestito); Jon Ander Felipe, Agirrezabala, Urtzi Iriondo, Eneko Iriondo, Ander Santamaria, De Eguino, Jagoba Borja,Yanis Rahmani, Remiro, Lubrano, Unai Lopez e Revuelta (Juvenil B).
Partenze: Artabe, Etxebarria, Molinos, Bengoa, Oscar Gil, Seguin, Undabarrena, David Gonzalez, Monteiro e Gorka Santamaria (Basconia); Etxebarrizarraga (Gernika, prestito);  Lozano (Barakaldo);  Vegas (Getxo);  Salazar; Arribalzaga; Corral; Aranguren; J. Etxaburu; Trigo; Escobar.

Basconia
Temporada piuttosto deludente, con i giocatori che anche in questo caso non si sono mai adattati del tutto allo schema di gioco della prima squadra. Molti gli infortuni lungo tutto l'arco della stagione, un problema che tormenta il Basconia da diversi anni a questa parte.
Portieri e difesa: Urtzi Erleaga aveva iniziato molto bene, poi però un infortunio lo ha frenato proprio sul più bello. È un portiere tecnicamente interessante ma piuttosto basso, e proprio la scarsa altezza potrebbe pregiudicare la sua progressione. La partecipazione di Jon Larruskain è stata trascurabile, mentre KepaArrizabalaga, promosso dallo Juvenil per l'assenza forzata di Urtzi, come detto in precedenza ha trasmesso buone sensazioni, confermate dall'ottimo europeo under 19 appena disputato (e vinto).
Alti e bassi tra i difensori. A destra, Bilbo ha giocato con regolarità ma senza grandi squilli, mentre Pedro Altamira ha mostrato buone qualità tecniche bilanciate negativamente da una scarsa attenzione difensiva e dalla poca velocità. Tra i centrali, Mikel Fernandez non ha convinto (e in più ha saltato mezza stagione per infortunio), Mikel Goya ha profondamente deluso e il solo Aymeric Laporte, nonostante un inizio complicato, ha messo in campo sicurezza e affidabilità, confermando ciò che di buono si diceva di lui. Positivi i due terzini sinistri, Eneko Zabaleta ed Egoitz Magdaleno: il primo ha un buon piede e gioca con carattere, il secondo ha impressionato per la qualità del sinistro e per la capacità di lasciare il segno in fase offensiva (può giocare infatti anche come ala).
Centrocampo:cominciamo dagli elementi che, per un motivo o per un altro, non si sono dimostrati all'altezza. Ruben Susmozas, proveniente dal Danok Bat, ha giocato poco a causa degli infortuni e comunque quasi sempre da subentrato, senza dare segnali importanti della sua presenza in rosa. Aitor Kortabitarte è approdato al Basconia dopo un'ottima esperienza nello Juvenil, tuttavia non è riuscito a ripetersi, soprattutto a livello di numeri realizzativi; probabilmente ha pagato la sua presunta polivalenza che lo ha visto costretto spesso sulla fascia, mentre nelle poche occasioni nelle quali ha potuto giostrare nel suo ruolo di mezzapunta ha giocato meglio e ha mostrato di vedere molto bene la porta. Ci si aspettava parecchio anche da Nestor Salinas, talentuoso trequartista centrale dotato di un ultimo passaggio eccellente, e pur fornendo un rendimento accettabile il ragazzo non è stato tra i migliori, anche perché è stato schierato in posizione più arretrata rispetto al passato. Grande stagione, invece, da parte di Jon Iru e Ager Aketxe. Iru è un mediano solido che può giocare anche come difensore centrale, dotato di grande senso della posizione e con una visione di gioco semplice e pulita; Aketxe (il migliore del Basconia quest'anno) è un centrocampista polivalente in possesso di un gran sinistro, tecnicamente dotato e con le qualità per coprire ogni ruolo in zona mediana.
Attacco: finalmente Guarrotxena! Iker, esterno offensivo di cui si diceva un gran bene già ai tempi di Caparros, dopo due stagioni segnate da troppi problemi di carattere fisico quest'anno ha dato segnali incoraggianti: molti gol, prestazioni spesso positive e la continuità che fin qui gli era mancata; le qualità per emergere ci sono tutte (passaggio, corsa, sovrapposizioni, fantasia, tiro), ora sta a lui confermarsi. Un altro giocatore in cerca di riscatto dopo due anni nerissimi era Ivan Franco, ma un nuovo infortunio lo ha lasciato praticamente in bianco anche in questa temporada, e addirittura non è escluso che la talentuosa ala destra possa ritirarsi definitivamente dal calcio. Aggregato al Basconia nonostante fosse in predicato di approdare al Bilbao Athletic a inizio stagione, Aitor Villar ha pagato l'assenza della seconda punta dallo schema di gioco della squadra; confinato dunque sulla fascia, ha perso molta della sua efficacia e ha disputato un'annata assai grigia. Un elemento su cui si è puntato parecchio all'inizio è stato Sergio Mendigutxia, che però ha giocato maluccio (sbagliando soprattutto troppi gol) finché non è stato fermato da un infortunio; ciò nonostante verrà promosso ugualmente nel Bilbao Athletic, segno che a Lezama confidano ancora parecchio nella prima punta asturiana. Chi ha sorpreso un po' tutti è stato Sabin Merino, arrivato in sordina dal Danok Bat e diventato titolare a suon di belle prestazioni. Centravanti classico ma capace di dialogare molto bene con i compagni, si è laurato Pichichi della squadra con 11reti e sicuramente andrà seguito da vicino anche il prossimo anno.
Giocatori in prestito: Iker Aspiazu ha confermato di non avere un gran futuro durante la sua esperienza nello Zamudio, Joseba Alkuaz alla Cultural Durango non ha lasciato tracce mentre Sergio Dominguez, trequartista stranamente sottovalutato a Lezama, è stato uno dei migliori elementi della Oyonesa in Tercera.
In&Out 2012/2013
Arrivi: Elgezabal e Lekue (Danok Bat); Artabe, Etxebarria, Molinos, Bengoa, Oscar Gil, Seguin, Undabarrena, David Gonzalez, Monteiro e Gorka Santamaria (Juvenil A).
Partenze: Bilbo (Portugalete); Villar (Barakaldo); Altamira (Gernika); Susmozas (Zamudio, prestito); Alkuaz; Goya; Larruskain; Aspiazu; Iban Franco; Magdaleno, Aymeric, Aketxe, Guarrotxena e Mendigutxia (Bilbao Athletic).

Bilbao Athletic
Un inizio scoppiettante, il sogno dei playoff per la promozione in Segunda e poi, verso febbraio/marzo, un calo vertiginoso solo in parte compensato da un finale in lieve crescendo. Questa, in estrema sintesi, la stagione di un equipo filial molto migliorato rispetto agli ultimi due anni, alquanto grigi, ma che ha convinto soprattutto nella tenuta difensiva; pur ricalcando lo schema della prima squadra, infatti, Ziganda non è riuscito a dare un gioco d'attacco adeguato ai cachorros, troppo spesso efficaci solo a palla ferma o tramite palloni lunghi. Quando Ibai è stato chiamato da Bielsa tra i“grandi” la luce si è spenta del tutto e ogni ambizione di portare a termine un campionato di vertice è svanita.
Portieri e difesa: c'erano grandi aspettative riguardo ad Aitor Fernandez, da anni indicato come l'estremo difensore forse più promettente di Lezama, dunque la delusione per la sua brutta annata è stata davvero forte. Infortunatosi durante il Mondiale under 20, ha faticato per ritrovare il posto da titolare ed è stato poi fermato da un nuovo problema fisico; la sua partecipazione dunque è stata piuttosto scarsa, ma va detto che nelle poche partite disputate (solo 11) non ha mai brillato. È stato appena prestato al Barakaldo, segno che anche in società hanno rivisto i piani su di lui. Jon Ander Serantes, preso per fare il dodicesimo, ha giocato molto più del previsto a causa degli infortuni di Aitor e si è disimpegnato piuttosto bene, anche se per età e livello complessivo non potrà aspirare alla prima squadra.
Per quanto riguarda i difensori, Ziganda ha operato una scelta poco comprensibile scegliendo come coppia centrale quella formata da Xabi Etxebarria e Unai Albizua, giocatori affidabili ma senza futuro nel club (il primo ha già 25 anni, il secondo non ha qualità sufficiente per giocare in Primera); i due hanno disputato un campionato positivo, però la loro presenza fissa in squadra ha tarpato le ali a giovani più di prospettiva. Tra questi sicuramente ci sono Jon Garcia (roccioso centrale reduce da un'ottima stagione al Basconia ma utilizzato colcontagocce), Unai Bustinza (difensivamente molto forte, paga una struttura fisica non eccelsa) e Unai Medina (penalizzato quest'annodagli infortuni, per fisico e tecnica è un elemento da tenere d'occhio). Diego Royo, prospetto tra i più interessanti del reparto, è rimasto ai box tutto l'anno a causa di un bruttissimo infortunio rimediato nel precampionato, mentre Xabier Galan ha mostrato di non possedere il livello richiesto per rimanere in squadra. Spazio finale riservato ai due giovani difensori più promettenti, ovvero Jonas Ramalho ed Enric Saborit. Il primo, che quest'anno ha esordito nella Liga diventando così il primo giocatore di colore nella storia dell'Athletic, è stato impiegato prevalentemente come terzino destro e, pur trovandosi ancora poco a suo agio sulla fascia (è un centrale, come si è visto anche nel recente Europeo under 19 vinto giocando in quel ruolo), ha migliorato sensibilmente il suo rendimento rispetto alle ultime due stagioni; purtroppo come terzino non è efficace in fase di spinta e ha ancora problemi nel posizionamento, mentre al centro risaltano il suo gioco fisico e la bravura in marcatura. Saborit al contrario è un terzino sinistro con una naturale predisposizione alla partecipazione offensiva, capace tuttavia di disimpegnarsi egregiamente anche in fase di contenimento; quest'anno ha giocato con buona continuità di prestazioni, anche se da lui ci si attende sempre più del compitino. La concorrenza nel suo ruolo è forte, ma le qualità per emergere ci sono.
Centrocampo: il reparto forse più positivo della squadra, nonostante la delusione Iñigo Ruiz de Galarreta. Sì perché il regista classe '93, una delle perle della cantera biancorossa, dopo essere stato promosso direttamente dallo Juvenil al Bilbao Athletic (saltando quindi il classico anno intermedio nel Basconia) non è stato all'altezza delle tante aspettative, e in generale ha giocato un'annata grigia; impreciso, poco incisivo e ancora troppo leggero fisicamente, il donostiarra non è mai riuscito a fare la differenza, nonostante abbia una tecnica e una visione di gioco eccellenti. I margini per recuperare sono ampi e c'è da sperare che il salto tra i professionisti, seppur duro, sia servito a rafforzarlo in prospettiva futura. Gli altri centrocampisti, invece, sono andati tutti mediamente bene, con un paio di elementi sugli scudi. Si tratta di Iñigo Eguaras e Alvaro Peña: il primo, mediano classico, si fa apprezzare per senso tattico, geometrie e bravura nel pressing, mentre il secondo è un centrocampista che abbina qualità a una facilità di corsa e a una mobilità notevoli, un po' come il De Marcos della prima squadra. Positivi, come detto, anche Erik Moran (migliorato fisicamente, è un regista molto interessante, simile per caratteristiche ad Iturraspe) e Javier Eraso, altro centrocampista instancabile e quasi sempre sopra la sufficienza.
Attacco: molte delusioni in questo settore, incapace di fornire quell'apporto di gol con il quale la squadra avrebbe anche potuto puntare ai playoff. Tolto Ibai, che peraltro ha giocato solo 16 partite, nessun altro attaccante è riuscito ad arrivare in doppia cifra, dato che la dice lunga sulle difficoltà realizzative dei cachorros. Partiamo dagli esterni. Alain Eizmendi ha giocato una buona stagione, purtroppo però deve fare i conti con un fisico troppo leggero che vanifica le sue ottima qualità (tecnica, passaggio, tiro) e che probabilmente gli impedirà di andare oltre la Segunda. All'opposto c'è Asier Goti, ala rapidissima e molto forte nel dribbling a cui però manca la freddezza nel concludere l'azione; i suoi difetti possono essere smussati con un lavoro continuo su finalizzazione e ultimo passaggio, cosa che lo rende un elemento datenere in considerazione. Jonxa Vidal, infine, ha giocato molto ma non ha lasciato grandi tracce, penalizzato anch'egli da un fisico non all'altezza della buona pulizia tecnica. Per quanto riguarda il ruolo del centravanti, quest'anno il Bilbao Athletic ha utilizzato tre giocatori che non hanno impressionato granché. Il migliore è stato il meno considerato all'inizio, quel Lander Yurrebaso che ha segnato 7 reti in 25 partite e ha finito per avere il minutaggio più alto; nonostante sia tutto fuorché un granatiere, sa tenere bene la posizione, si smarca con bravura e vede molto bene la porta. Un prestito potrebbe essere la soluzione perfetta per valutare le sue possibilità per il futuro. Mikel Orbegozo (14 partite, 4 reti e un prestito al Nastic in Segunda del tutto trascurabile) era stato preso dalla Real Sociedad per rinforzare il reparto, tuttavia ha apportato poco o nulla alla causa e ha mostrato chiaramente di non avere le qualità per giocare nella Liga. Concludiamo la carrellata con l'altra grandissima delusione della temporada, ovvero GuillermoFernandez: giovanissimo e molto promettente, al pari di Ruiz de Galarreta ha saltato la tappa nel Basconia approdando alla seconda squadra direttamente dallo Juvenil, tuttavia dal punto di vista realizzativo è stato del tutto insufficiente (un solo gol in 28 presenze) e si è rivelato ancora troppo acerbo per la categoria. Il prossimo anno sarà decisivo per capire se ha o meno potenzialitàsufficienti per continuare la sua progressione.
Giocatori in prestito: Igor Arnaez, laterale sinistro, ha ben figurato nel Sestao ma difficilmente troverà posto per la forte concorrenza nel ruolo; il buon centrocampista Gorka Eraña è stato ceduto al Barakaldo per recuperare da un infortunio, ma anche qui ha avuto vari problemi fisici e ha giocato poco; il portiere Gorka Magunazelaia ha messo a referto un'ottima stagione nel Sestao e dovrebbe essersi guadagnato il posto da titolare per la stagione che sta per iniziare; Ander Larrucea, Dani Suarez e la ex grande promessa Ander Vitoria non hanno convinto nelle loro esperienze al Lemona (i primi due) e all'Amorebieta; il centravanti Jon Etxaniz, infine, ha segnato molto nel Sestao (14 reti in 37 presenze) e, pur non risaltando particolarmente per qualità tecniche e partecipando poco al gioco di squadra, potrebbe rivelarsi la bocca da fuoco che da tempo manca a Lezama.
In&Out 2012/2013
Arrivi:Orbegozo (Nastic, fine prestito); Arnaez, Magunazelaia ed Etxaniz (Sestao, fine prestito); Eraña (Barakaldo, fine prestito); Magdaleno, Aymeric, Aketxe, Guarrotxena e Mendigutxia (Basconia).
Partenze:Unai Medina (Barakaldo); Aitor Fernandez (Barakaldo, prestito); Laborda; Xabi Etxebarria; Ander Vitoria (Portugalete); Larrucea; Galan (Osasuna B).

sabato 4 agosto 2012

Terzo turno dei preliminari di UEFA: Athletic 3-1 Slaven Belupo.


Isma Lopez bacia lo stemma dell'Athletic dopo l'1-0 (foto Athletic-club.net).

Athletic Club: Iraizoz; Iraola, Gurpegi, Ramalho (46' Ekiza), Iñigo Pérez; Iturraspe, De Marcos, Toquero (63' Ruiz de Galarreta); Ibai (46' Llorente), Susaeta, Isma López.
Slaven Belupo: Rodic, Kokalovic, Grgic, Bubnjic, Canadija, Busic (52' Saban), Delic (59' Glavica), Puric, Rak (81' Pilipovic), Maras, Batarelo.
Arbitro: Sergii Boiko (UKR).
Reti: 16' Isma López, 19' Delic, 20' Susaeta, 68' Isma López.

L'Athletic inizia nel modo giusto il cammino europeo della temporada 2012/2013, anche se il 3-1 finale lascia ancora una speranza di passaggio del turno ai croati dello Slaven Belupo. La matematica però non tiene conto dei valori espressi dal campo, e in questo senso è risultato evidente che tra le due formazioni esiste almeno una categoria di differenza; i balcanici fra una settimana presumibilmente punteranno tutto sul fattore casalingo e sul furore agonistico, anche perché sono piuttosto avanti nella preparazione, ma senza errori clamorosi la cifra tecnica dei Leoni dovrebbe essere sufficiente ad assicurare il passaggio del turno. La partita è stata un lungo monologo dei biancorossi, con lo Slaven tutto raccolto nella sua metà ma incapace di far scattare in modo efficace il contropiede; la difesa predisposta da Bielsa, pur se inedita, ha retto bene, concedendo solo due occasioni agli avversari (una sfruttata subito, peraltro), mentre davanti il Loco ha stupito con una mossa a sorpresa: non il Susaeta falso centravanti già visto la scorsa stagione, bensì quel Toquero mezzapunta che ha sparigliato le carte con il suo movimento perpetuo. Un trequartista di ruolo solitamente prende il pallone, alza la testa e cerca il filtrante per gli attaccanti, mentre Gaizka (chiaramente poco dotato per svolgere il compito di un classico numero 10) ha agito più che altro da seconda punta che parte da lontano e cerca l'imbucata improvvisa in area, come nella clamorosa occasione di testa nei primi minuti, oppure ha cercato con grande costanza lo scambio di posizione con Ibai e la sovrapposizione sulla destra; un lavoro importante, quello del vitoriano, che ha dato i suoi frutti più evidenti nell'azione del 2-1, con l'inserimento in fascia e il cross perfetto al centro. A livello di gioco l'Athletic, dopo alcune amichevoli non troppo proficue, è tornato ad esibire il calcio offensivo e di possesso che abbiamo imparato ad ammirare lo scorso anno, anche se la scarsa caratura dell'avversario ha sicuramente agevolato il compito ai bilbaini. Bene in attacco, discreti in difesa: peccato solo per quel gol preso in modo stupido, da rimessa laterale, altrimenti staremmo parlando di un'eliminatoria già chiusa. Di certo nel secondo tempo il dominio è stato nettissimo, e con un po' di precisione in più il punteggio finale sicuramente sarebbe stato più ampio. In ogni caso, accontentiamoci dell'ottima prova di alcuni singoli (Isma Lopez su tutti e aldilà dei gol, che debutto per la vecchia stella della nostra cantera!), della reazione della squadra dopo l'1-1, che ha fruttato l'immediata rete del 2-1 di Susaeta, e di alcune azioni davvero pregevoli (ottima quella del 3-1: grande combinazione Susaeta-Iraola a destra, cross splendido per Iñigo Perez, gran botta sul palo e Isma a ribadire in rete). Il ritorno non sarà una formalità, perciò occhi aperti e massima attenzione. Un'ultima notazione sui fischi a Llorente: ci sono stati, sonori, ripetuti e da più settori dello stadio, e in larga parte sono stati dovuti alla telenovela sul rinnovo. Il mio parere è che il giocatore se li sia meritati, perché di questo benedetto contratto si parla ormai da mesi e non è possibile che le parti ancora non siano iunte ad un accordo. Se vuole restare firmi, se vuole andarsene lo faccia, ma che prenda una decisione definitiva una volta per tutte.

giovedì 2 agosto 2012

Si parte!


Bielsa e la squadra nell'allenamento di ieri (foto Athletic-club.net).

Sembrano passati pochi giorni dalla finale persa con il Barcellona in Copa del Rey, e invece la stagione 2012/2013 è già qui. La temporada dell'Athletic inizierà infatti stasera alle 21 con la partita di andata del terzo turno dei preliminari di UEFA; avversario l'NK Slaven Belupo di Koprivnica, formazione croata attualmente al comando del proprio campionato dopo due giornate.
Non ho seguito sul blog il precampionato dei Leoni, tranne un flash sulla prima amichevole, sia per motivi di tempo sia perché ho ritenuto poco indicative amichevoli di luglio giocate senza mezza squadra titolare. I biancorossi non hanno incantato, hanno perso quasi sempre incassando diversi gol e segnandone pochi, ma alla fine ciò che resta è solamente il bollettino dell'infermeria: ad Amorebieta, operato a causa della pubalgia e fuori da tempo, si sono aggiunti nella lista degli indisponibili anche Aduriz e Aurtenetxe, due assenze non di poco conto in vista dell'impegno di stasera. In particolare pesa molto lo stop di Aritz, che avrebbe dovuto sostituire un Llorente in ritardo di preprazione e che invece sarà fuori almeno fino al ritorno con lo Slaven.
In vista della partita di oggi, Marcelo Bielsa sarà giocoforza costretto a inventarsi un undici del tutto inedito, visto che, oltre agli infortunati, non potrà contare neppure sugli "olimpici" Muniain, Javi Martinez ed Herrera, senza contare David Lopez, Ustaritz e Cerrajeria che sono stati esclusi dalla lista europea. Detto che in porta andrà Iraizoz, la difesa sarà più che inedita: Iraola a destra, e fin qui nessuna sorpresa, Iñigo Perez a sinistra (esperimento che suscitò più di un dubbio la scorsa stagione) e soprattutto una coppia centrale formata da capitan Gurpegi e Jonas Ramalho, fresco campione europeo under 19 che sembra aver convinto l'argentino grazie alle buone prestazioni nel precampionato. Il triangolo di centrocampo, tipico per due terzi (Iturraspe e De Marcos), dovrebbe avere in Ruiz de Galarreta il vertice avanzato, e se così fosse sarebbe la prima presenza da titolare per la giovanissima speranza di Lezama. Nebulose le indicazioni per l'attacco: il Loco ha detto chiaramente che Llorente, in ritardo di forma, non giocherà, ma visto che Toquero continua a non convincere come prima punta potrebbe inventarsi una mossa delle sue... magari Susaeta al centro di un tridente con Ibai, Isma Lopez o Igor Martinez, che sembra piacere molto al tecnico argentino. L'importante sarà cominciare bene, evitando di metterla sul piano fisico (i croati sono chiaramente avanti nella preparazione) e cercando di non subire gol visto che si gioca al San Mamés; la storia recente insegna che non bisogna sottovalutare nessuno, ma siamo chiaramente favoriti e dovremo dimostrarlo sul campo. Si comincia, buona stagione a tutti!

giovedì 26 luglio 2012

Il pagellone 2011/2012: l'allenatore.


Un uomo chiamato Carisma.

Bielsa 7,5: la storia dell'umanità è piena di rivoluzionari che alla fine, tirando le somme, sono tali solo sulla carta. Gente che in ogni campo promette senza mantenere, prospettando cambiamenti epocali che non avverranno mai. Chi invece vuole cambiare davvero lo status quo, spesso lo fa operando in silenzio, senza proclami, e portando unicamente i risultati ottenuti come prova del proprio lavoro oscuro: Bielsa è uno di loro. Un uomo che non ama parlare, non sopporta le interviste e tollera a fatica perfino le conferenze stampa; un uomo che preferisce far parlare il campo al suo posto, anteponendo l'oggettività e la concretezza alla fuffa e alla chiacchiere da bar; un uomo, insomma, che mal si adatta alla contemporaneità e alla filosofia dell'apparenza che domina il nostro mondo occidentale. Perdonatemi questa introduzione quasi mistica, ma come avrete capito il personaggio del Loco mi ha conquistato nel profondo. Conoscevo l'allenatore e lo apprezzavo, ho scoperto l'uomo dietro il ruolo e lo stimo ancora di più. Il rosarino è arrivato nel Botxo e in una sola stagione ha stravolto tutto: la squadra, la tifoseria, la società, Lezama, forse Bilbao stessa. A partire dal materiale lasciatogli in eredità da Caparros, buono ma senza squilli (un po' come l'allenatore andaluso), Bielsa ha costruito una realtà nuova e nello stesso tempo antica, innovativa eppure tradizionale: un blocco di 13-14 giocatori, come negli anni '80, tantissimo lavoro tecnico-tattico, i giovani lanciati all'assalto della titolarità senza farsi troppi problemi. I risultati, dopo un inizio difficile che andava messo in conto, non si sono fatti attendere, sia in termini di gioco che di obiettivi raggiunti; la lotta per il quarto posto aperta fino a un mese e mezzo dalla fine della Liga e le due finali lo dimostrano, così come gli elogi unanimi per il calcio offensivo e spumeggiante dei biancorossi stanno lì a rimarcare l'abisso che intercorre tra l'Athletic del Loco e quello di Jokin (che sembra un reperto preistorico e invece è roba di un anno e mezzo fa). Non sono però solo rose e fiori, chiaramente. I Leoni sono arrivati a fine temporada letteralmente distrutti, svuotati da un impegno costante su tre fronti che ha lasciato tutti senza energie psicofisiche proprio nel momento topico della stagione, quello delle due finali; voci di corridoio riferiscono che lo scarsissimo utilizzo di Javi Martinez e Llorente (mai impiegato) durante Euro 2012 sia stato dovuto proprio alle cattive condizioni nelle quali li ha trovati Del Bosque al momento del ritiro... Vero che la rosa era limitata, tuttavia Bielsa avrebbe potuto ruotare di più i suoi uomini o comunque operare una scelta verso marzo-aprile, cioè schierare le riserve in campionato per mantenere freschi i titolari nelle coppe; non è successo e, pur non avendo la controprova, forse le cose sarebbero state diverse soprattutto contro l'Atletico in UEFA. Dell'argentino non mi è poi piaciuta una certa rigidità caratteriale che lo ha portato a scontrarsi a muso duro con i suoi giocatori (e le conseguenze purtroppo si vedono, come mostra il balletto sul contratto di Llorente), e non ho apprezzato neppure la decisione di scartare alcuni giocatori e di tenerli del tutto ai margini del gruppo.
Al netto di questi difetti, comunque, il bilancio è ampiamente positivo. Lo "sgonfiamento" dell'Athletic proprio sul più bello mi impedisce di dare a Bielsa un voto più alto, ma è indubbio che l'entusiasmo e il senso di esaltazione collettiva che lui ha avuto il merito di riportare a Bilbao abbiano segnato la stagione. Una stagione già entrata di diritto nella storia zurigorri e che, aldilà delle due sconfitte in finale, ha riempito di ricordi incancellabili le menti e i cuori di migliaia di tifosi. Eskerrik asko, Marcelo.

mercoledì 18 luglio 2012

Il pagellone 2011/2012: gli attaccanti.



Llorente 8: da qualche anno a questa parte devo ripetermi valutando la stagione del nostro numero 9, ma francamente mi va benissimo così! Fantastico, eccezionale, imprescindibile: scegliete voi l'aggettivo più adeguato per definire la stagione di Nando, tanto sono tutti ugualmente validi. Referente unico nell'area avversaria, il riojano è tornato ad assumere un peso specifico enorme nel contesto della manovra biancorossa, e nonostante i soliti errori sottoporta (non è e non sarà mai l'attaccante che capitalizza ogni pallone buono ricevuto) ha segnato molto e con grande continuità. Quando non è mancato la squadra ha perso un buon 50%, a stare bassi, del proprio potenziale offensivo, e finalmente chi delirava di un Llorente bomber grazie alla presenza di Toquero (l'ho letto per davvero, credetemi!) è stato servito. Gli si può rimproverare solo la scarsa efficacia nelle due finali, specialmente in quella europea dove fallì un paio di reti semplici sull'1-0 per l'Atlstico, ma in generale ha messo a referto una temporada magistrale. Peccato per la querelle sul rinnovo contrattuale, che speriamo si concluda in modo rapido e positivo per l'Athletic. Re Leone.

Muniain 7,5: di primo acchito mi viene da dire che avrei voluto qualcosa di più da lui, poi però penso alla sua carta d'identità e non posso far altro che sbalordirmi per l'importanza che il navarro ha già assunto nel contesto zurigorri. Iker però è talmente forte che spesso siamo tutti portati a pretendere da lui cose normalmente impensabili per un 19enne, e addirittura vorremmo che ad ogni partita fosse il trascinatore assoluto della squadra: va bene la precocità del talento e la maturità caratteriale, ma non dobbiamo esagerare con le aspettative. Muniain deve ancora crescere dal punto di vista della partecipazione al gioco e della continuità delle prestazioni, soprattutto perché tende a giocare in maniera ancora tropo individualista, della serie "ora prendo palla e faccio tutto da solo"; non a caso le sue partite migliori raramente hanno coinciso con le prestazioni di squadra più convincenti, perché nel contesto di una buona manovra corale tende a perdere quel protagonismo che assume in toto quando la manovra ristagna e servono le iniziative personali per dare una scossa al match. È comunque innegabile che il ragazzo sia già una colonna della squadra e uno dei migliori talenti assoluti della Liga; purtroppo anche lui, come quasi tutti i compagni, ha avuto un clamoroso calo fisico nel finale e non è riuscito a incidere nei due appuntamenti cruciali della stagione. Il difetto maggiore? Il pessimo rapporto con il gol. Per diventare un crack assoluto dovrà assolutamente incrementare il numero di reti segnate, al momento davvero basso.

Susaeta 7+: dal punto di vista personale è stata sicuramente un'annata memorabile, nella quale ha giocato tutte le partite di tutte le competizioni (!) ed ha superato i record di assist e reti delle stagioni precedenti. Si è insomma rivelato un vero pretoriano di Bielsa, che lo ha schierato sempre e comunque e si è fidato ciecamente di lui, come dimostra anche la decisione di affidargli l'esecuzione della quasi totalità dei calci piazzati. La risposta del giocatore, va detto, è stata buona ma non ottima. Il maggior difetto di Markel è tuttora la mancanza di continuità anche all'interno di una singola partita, con momenti di brio e freschezza atletica alternati a pause incomprensibili nelle quali diventa totalmente avulso dal gioco; più in generale, il gipuzcoano si caratterizza ancora per essere un elemento troppo discontinuo, dotato sì di lampi di genio puro ma incapace di rimanere per più di un paio di partite sullo stesso livello di prestazioni. Quest'anno ha fatto bene, è innegabile, tuttavia non mi ha mai convinto del tutto e a 25 anni compiuto dubito che possa diventare quel campione che prometteva di essere ai tempi dell'esordio. Isma Lopez, Ibai e Igor Martinez spingono alle sue spalle, dovrà fare attenzione.

Ibai 7: grandissima rivelazione della seconda parte di temporada, si è preso la rivincita sul destino che lo fece gravemente infortunare proprio il giorno dell'esordio in biancorosso dello scorso anno. All'inizio Bielsa non lo considerava granché, poi però non è rimasto insensibile di fronte alle ottime prestazioni fornite dal giocatore nel Bilbao Athletic (10 gol in 16 partite) e lo ha gradualmente inserito in prima squadra, ricevendone in cambio prestazioni sempre più positive. In Coppa UEFA Ibai è stato eccezionale, con la perla della rete allo Sporting in semifinale come punto più alto, ma anche in Liga, pur non riuscendo a segnare, si è segnalato per la generosità e la corsa applicate a una tecnica veramente apprezzabile. Ala classica, al contrario di molti esterni offensivi moderni ama puntare l'uomo per trovare il fondo, e in tal modo non intasa la zona centrale del campo e anzi allarga l'azione come ormai fanno in pochi; a ciò unisce un piede educato e una gran tiro, sia in movimento che su calcio piazzato. Osservato speciale per la prossima stagione.

Toquero 5,5: il voto avrebbe potuto essere anche peggiore, ma l'impegno e il carattere che Gaizka rovescia sul terreno di gioco sono sempre esemplari e lo fanno apprezzare più del dovuto. Ciò premesso, è innegabile che l'annata del numero 2 sia stata la più difficile da quando è arrivato a Bilbao; chiuso da uno schema che non prevede la seconda punta, il vitoriano è stato chiamato in causa solo come sostituto di Llorente nel ruolo di centravanti, una posizione che non è assolutamente congeniale alle sue caratteristiche. Costretto a giocare dove non riesce a esprimersi compiutamente, Toquero si è arrangiato come ha potuto, ma alla lunga generosità e spirito di sacrificio non sono riusciti  a nascondere le evidenti carenze fisiche e tecniche rispetto al titolare. A parer mio potrebbe tornare molto utile come esterno d'attacco (la corsa non gli manca, il cross è più che buono), mentre da prima punta non è proponibile a certi livelli. Con l'arrivo di Aduriz sarà difficile per lui trovare spazio, vedremo se la sua natura di lottatore ancora una volta riuscirà ad emergere.

Igor Martinez n.g.

lunedì 16 luglio 2012

Prima amichevole.



Vittoria per 2-1 dell'Athletic sul Lione nella prima uscita della stagione 2012/2013. In formazione rimaneggiata a causa delle molte assenze dovute agli impegni internazionali dei suoi migliori giocatori, il club biancorosso ha sofferto contro un Lione più tonico e vicino alla condizione ottimale; nel primo tempo Iraizoz ha salvato più volte lo 0-0, poi nella ripresa ci sono stati molti cambi (addirittura nove per i francesi) e le indicazioni sono state più confuse. Gli ex pluricampioni della Ligue 1 sono passati in vantaggio con Zeffane, il cui tiro ha infilato un Raul alquanto impreparato, ma l'Athletic è riuscito a pareggiare con un rigore di Aduriz (inesistente). A pochi minuti dal termine una percussione caparbia di Gurpegi è stata sfruttata alla perfezione da Isma Lopez, il cui cross al bacio ha premiato ancora Aduriz, bravo a staccare in anticipo sul proprio marcatore e ad infilare per la seconda volta il portiere.
Risultato generoso quello ottenuto dall'Athletic, tuttavia sappiamo tutti molto bene come in queste partite il punteggio finale sia la cosa meno importante. In generale, hanno giocato molto bene i due nuovi acquisti estivi, con una menzione particolare anche per il rientrante Castillo; da rivedere, invece, i due cachorros Etxeberria e Ruiz de Galarreta, apparsi ancora molto acerbi. E' comunque prestissimo per dare i primi giudizi, di certo la vittoria è un buon inizio e porta un po' di tranquillità all'interno di un ambiente ancora caldissimo.
Formazione dell'Athletic: Iraizoz (46' Raúl); Iraola (46' Markel Etxeberria), Ekiza, Aurtenetxe, Iñigo Pérez (62' Castillo); Iturraspe, De Marcos (62' Gurpegui), Ruiz de Galarreta (62' Aduriz); Susaeta (46' Ismael López), Toquero, Ibai Gómez (62' Igor Martínez).

Mercato: mentre tutto tace riguardo a possibili nuove operazioni in entrata (Beñat?), le voci sulle cessioni si susseguono in modo incessante. Javi Martinez a giorni alterni viene accostato a Bayern Monaco e Barcellona, anche se la società è stata chiara: se il giocatore troverà un accordo, chi lo vuole dovrà sborsare interamente la cifra della clausola rescissoria, ovvero 40 milioni. L'ultima su Llorente lo vuole invece vicino al Manchester City, che a sentire i giornali in pratica sta cercando di tesserare gli attaccanti di mezza Europa... Più serie le situazioni di Orbaiz, che dovrebbe essere rispedito ad Atene in attesa che il suo contratto scada, e soprattutto di David Lopez, conteso da Deportivo La Coruña e Celta Vigo in un derby tutto galiziano. Zubiaurre e Ustaritz intanto non sono stati convocati per la partita con il Lione, segno inequivocabile che Bielsa farà a meno dei loro servigi anche per questa stagione.

Jonas Ramalho e Kepa Arrizabalaga si sono laureati campioni d'Europa con la rappresentativa under 19. Il portiere è stato titolare lungo tutto il corso del torneo, segnalandosi in particolare nella semifinale vinta ai rigori contro la Francia grazie a due penalty parati, mentre Ramalho ha iniziato in panchina ma è riuscito a ritagliarsi sempre più spazio al centro della difesa, fino a disputare da titolare gli ultimi due atti dell'Europeo. Complimenti ai due cachorros per la bella vittoria!

giovedì 12 luglio 2012

Caos Bielsa: proviamo a capirci qualcosa.


Il nostro Don Chisciotte e i suoi mulini a vento (foto Terra.es).

"Ma cosa cazzo sta succedendo con Bielsa?". Negli ultimi giorni questa domanda me l'avete e me la sono fatta talmente tante volte da perderne il conto, visto tutto ciò che è accaduto nel fine settimana. Caso ha voluto che mentre il mondo biancorosso stava sprofondando nella follia, io mi trovassi tutto tranquillo nei dintorni di Modena, dove insieme ai Leones Italianos ho preso parte a una memorabile edizione dei Mondiali Antirazzisti; mi ci sono voluti un paio di giorni per capire di più sui fatti successi a Bilbao, e ora eccomi qui ad offrirvi una parziale ricostruzione degli avvenimenti.
Andiamo per ordine cronologico. Al momento di firmare il rinnovo del contratto, Bielsa, che ha già scelto Lezama come sede del precampionato, pone come condizione che le installazioni della struttura vengano rimesse a nuovo secondo un piano di lavori pensato direttamente da lui; Urrutia accetta e il rosarino si mette subito al lavoro, passando gran parte delle ferie a Bilbao per mettere a punto il progetto e relazionarsi con l'impresa costruttrice. Al momento di tornare in Argentina, Bielsa riceve l'assicurazione che i lavori saranno terminati in tempo per l'inizio del ritiro e se ne va soddisfatto. Il 2 luglio, data del primo raduno della stagione 2012/2013, gli operai però sono ancora a Lezama e Bielsa, infuriato, va dal responsabile a chiedere spiegazioni: ne nasce una litigata furibonda, conclusa (e non poteva essere altrimenti) con una locura, ovvero col tecnico argentino che sbatte fisicamente fuori da Lezama il capomastro. Il giorno dopo gli operai per protesta scioperano, mentre Bielsa si rende irrepereibile (per 3 giorni nessuno riuscirà a parlarci). Una settimana fa il rosarino rispunta fuori e indice una conferenza stampa che si trasforma in un vero e proprio "uno contro tutti", un attacco frontale al Grupo Balzola, l'impresa edile responsabile dei lavori, e anche alla Giunta Direttiva. Per riassumere, il Loco sostiene che i lavori sono stati fatti male pur sapendo che si stavano facendo male (perché non rispettavano le sue direttive), che una cosa del genere mina il suo prestigio di allenatore e che si sarebbe aspettato una reazione da parte del club che, invece, non c'è stata; al termine, con un gesto da grandissimo, tira fuori un'auto-denuncia già compilata che mette a disposizione del capo dei lavori, qualora questi volesse rivolgersi alla polizia per quanto accaduto a Lezama. Insomma, le dimissioni paventate da qualche mezzo d'informazione non ci sono e tutto sembra rientrato. E invece non è finita lì, perché il giorno dopo l'Athletic emette un comunicato ufficiale nel quale smentisce completamente il suo allenatore (chiamato "dipendente", una mancanza di stile clamorosa), sostenendo che i lavori rispettano i piani previsti e che, in pratica, quanto espresso da Bielsa è solo il frutto di opinioni soggettive. A leggerlo bene, più che dalla società il comunicato sembra scritto dal Grupo Balzola, visto come difende l'impresa e soprattutto quando, al punto 2, viene specificato che "l'Athletic Club chiede scusa pubblicamente per i danni all'impresa causati dalle dichiarazioni di un suo dipendente (sic)". E' a questo punto che si scatena il finimondo: voci di ogni tipo iniziano a girare incontrollate, e la maggior parte di esse indica che l'avventura del Loco nel Botxo è arrivata al termine. Tra dimissioni già firmate (Marca, sempre sul pezzo...), avvistamenti di Valverde e riunioni notturne della Giunta, passatemi il francesismo, non ci si capisce un cazzo, ma il giorno dopo Bielsa è sempre al suo posto, nonostante sia opinione diffusa che quella dei lavori sia solo una scusa di facciata adottata dal club per liquidare l'allenatore, inviso allo spogliatoio biancorosso. Vero o falso? Impossibile da dire, anche se le dichiarazioni di Muniain sull'argentino lascerebbero pensare il contrario. Alla fine l'Athletic, che sembrava sul punto di esonerarlo, fa sapere che Bielsa ha due settimane di tempo per decidere se restare o andarsene, un'evidente scelta di comodo per evitare di dover pagare penali o di continuare e a versare lo stipendio al "dipendente". Con questa mossa, però, la Giunta dimostra di non conoscere per nulla il rosarino, che in quattro e quattr'otto apre un profilo su Facebook (!), posta un comunicato di risposta e chiude tutta la baracca: un mito! La replica di Bielsa, precisa e puntuale, ribadisce quanto già espresso in conferenza stampa, lamenta la volontà dei dirigenti di togliergli autorità e indica un cambiamento nelle relazioni tra lui e il club, pur non accennando minimamente ad una possibile fine del rapporto. Insomma, si va avanti, quanto navigando a vista non è dato sapere.
La vicenda, come avrete capito da soli in questi giorni, è molto più complessa di quanto possa apparire in superficie. Balzola è infatti uno dei maggiori gruppi industriali del Paese Basco, soprattutto della Bizkaia, e a Bilbao ha firmato alcune delle opere edili principali degli ultimi anni (il Museo Guggenheim, la Torre Iberdrola, il Bilbao Exhibition Centre); come tutte le imprese della zona è legato al PNV, il partito nazionalista basco, che per chi non conosce la situazione politica di Euskadi è un partito conservatore che di nazionalista ormai ha solo il nome, e che si dedica quasi esclusivamente alla tutela degli interessi economici dei grandi gruppi capitalistici basco-ispanici, come appunto Balzola, Iberdrola e Petronor. Vi si è accesa una lampadina? Probabilmente diventerà un lampadario quando vi dirò che storicamente la maggioranza dei dirigenti dell'Athletic è orientata verso il PNV e che il Grupo Balzola è uno dei finanziatori della Fundacion Athletic. E che, rullo di tamburi, prende parte ai lavori del San Mamés Barria.
Con queste informazioni il quadro si fa molto più chiaro. Personalmente credo poco alle voci di malesseri nello spogliatoio o di contrasti sul mercato o su altri temi sportivi, derivate da un commento fatto da Bielsa durante la famosa conferenza stampa riguardo ai nuovi arrivi, Aduriz e Isma Lopez ("non avevo chiesto espressamente loro", "mancano i rinforzi in alcuni ruoli chiave"). La partita che si sta giocando è a livelli molto più alti, e purtroppo ci ricorda ancora una volta che l'Athletic non è l'isola felice che in troppi crediamo che sia... giochi di potere, intrecci politico-economici e altre rogne del genere esistono e prosperano anche a Bilbao, come abbiamo imparato sulla nostra pelle con Petronor. Urrutia mi sembra sempre più un presidente di facciata, messo lì per tenere buoni i tifosi mentre si trama nell'ombra; e in questo caso, devo dirlo, mi ha deluso profondamente pure lui. L'unica persona che al momento mi sembra degna di ammirazione e rispetto è proprio Bielsa, un uomo onesto, genuino e che non ha paura di dire quello che pensa, sempre in modo garbato ma con una forza d'animo straordinaria. Aldilà dei risultati sportivi, vorrei che una persona come lui rimanesse all'Athletic a vita, anche se a questo punto la sua avventura zurigorri potrebbe concludersi in qualsiasi momento. Estamos contigo Loco!

mercoledì 4 luglio 2012

Il pagellone 2011/2012: i centrocampisti.


Il punto più alto della stagione di De Marcos: il gol col Manchester United a Old Trafford.

De Marcos 8: senza dubbio la sorpresa più lieta dell'intera stagione biancorossa, soprattutto in rapporto a quanto aveva fatto vedere nei primi due anni a Bilbao (molto poco). Il cambio di tecnico gli ha giovato come a nessun altro, e in breve si è trovato a passare da oggetto misterioso a elemento imprescindibile della squadra titolare; terzino, esterno o centrocampista centrale, è stato un jolly preziosissimo e si è sempre fatto apprezzare per la capacità di abbinare qualità e sostanza. In particolare, giocando da mezzala si è rivelato devastante grazie alla facilita di corsa e al modo in cui attacca sempre lo spazio in fase di non possesso, come ribadiscono i 9 gol totali messi a segno. Non è un animale da tiki-taka come Herrera, ma col suo gioco frenetico e il movimento perenne rappresenta un'arma tattica fondamentale per Bielsa. Sontuoso.

Iturraspe 7,5: altro esempio di giovane esploso sotto la guida del Loco dopo un biennio senza squilli, Ander si è finalmente preso quello spazio che doveva essere suo già lo scorso anno ma che Caparros alla fine aveva incomprensibilmente (o forse no...) riservato ad un bollitissimo Orbaiz. A inizio stagione avrebbe dovuto giocare da interno al fianco di Herrera, tuttavia il grave infortunio occorso a Gurpegi ha obbligato Bielsa a schierarlo da mediano, ruolo nel quale si è disimpegnato con sicurezza sempre crescente dopo un periodo fisiologico di adattamento. Non è un incontrista ed ha faticato soprattutto in fase di distruzione del gioco altrui, però è stato importantissimo nello sviluppo di quello biancorosso, facendosi apprezzare per la regia lucida e fornendo sempre un'opzione di passaggio ai difensori con il suo arretramento quasi sulla linea dei centrali. Per me potrebbe rendere ancora di più se tornasse in posizione avanzata, anche se l'allenatore difficilmente rinuncerà al nuovo mediano che ha plasmato per un'intera temporada.

Herrera 7: stagione travagliata eppure non priva di spunti interessanti, anzi. Ha dovuto fare i conti con due infortuni non di poco conto (menisco prima e pubalgia poi), ma quando è riuscito a scendere in campo in buone condizioni ha quasi sempre fatto la differenza e, in generale, non è andato spesso sotto la sufficienza. La cosa positiva è proprio questa: se Ander ha giocato mediamente su buoni livelli nonostante i problemi fisici, cosa potrà fare quando sarà al 100%? Per me è un giocatore a cui non porre dei limiti, considerando capacità tecniche, carisma e visione di gioco; col pallone tra i piedi è magico, riesce a difenderlo dagli attacchi avversari col posizionamento del corpo e sa farlo arrivare in ogni modo ai compagni, soprattutto attraverso dei filtranti clamorosi. Se il fisico non lo tradirà, la prossima annata potrebbe essere quella della definitiva esplosione, anche in chiave internazionale.

Iñigo Perez 6,5: quando Bielsa arrivò a Bilbao, più o meno un anno fa, prese immediatamente la decisione di separare dal gruppo alcuni giocatori ritenuti non utili, e fra questi figurava anche il giovane navarro. Con caparbietà e tenacia, Iñigo ha lavorato a testa bassa, è riuscito a rientrare in squadra sfruttando la partenza di Orbaiz e l'infortunio di Gurpegi e infine ha fatto cambiare idea al rosarino, che ha ammesso il suo errore di valutazione e ne ha più volte lodato le qualità. Jolly tuttofare quasi come De Marcos, si è trovato ad occupare una molteplicità di ruoli diversi, dall'interno all'ala sinistra, dal mediano al terzino; talvolta non ha convinto, specie quando è stato schierato in difesa, ma in generale ha trasmesso buone sensazioni, anche se nel finale di stagione si è un po' spento. I detrattori dicono che è un gran tiratore di piazzati e nulla più, io invece lo ritengo un buon centrocampista, dotato di tecnica, tocco pulito e visione di gioco. Mi piacerebbe vederlo giocare stabilmente da centrale o al massimo esterno alto, senza per questo togliergli minutaggio. Molto dipenderà da eventuali arrivi a centrocampo, senza dubbio; nei prossimi mesi vedremo se Iñigo sarà un tappabuchi, una risorsa importante o una riserva senza grandi margini di partecipazione.

Gabilondo 6: l'ultima stagione di "Oso Ondo" con la maglia zurigorri non è stata certamente all'altezza delle aspettative del calciatore, che ha goduto di ben poco protagonismo nonostante un inizio nel quale Bielsa lo aveva spesso schierato, ricevendo in cambio le solite prestazioni ordinate e poco più. Ala con caratteristiche lontane anni luce da quelle richieste dal Loco agli esterni, si è barcamenato finché ha potuto, segnando anche tre reti, poi ha dovuto subire l'esplosione dei diretti concorrenti per una maglia da titolare e si è eclissato; nelle ultime giornate di Liga è stato riproposto per far tirare il fiato ai titolari, ma non ha potuto lasciare il segno. L'ho inserito tra i centrocampisti e non tra gli attaccanti (come Susaeta, Muniain e Ibai) proprio per le sue caratteristiche, più da esterno da 4-4-2 che da ala da 4-3-3. Lo salutiamo dopo 6 anni di onesto servizio e un paio di gol salvezza che non scorderemo mai.

David Lopez 5,5: troppo lento e compassato per giocare da esterno, nel precampionato era stato provato con buoni risultati come vertice alto del centrocampo a tre (in pratica come vice-Herrera); quando però l'ex del Saragozza si è infortunato la prima volta, Bielsa ha deciso di sostituirlo con Muniain e da lì in poi il riojano è più o meno sparito dai radar. Difficile dare un giudizio a un giocatore sceso in campo meno di 20 volte e quasi sempre da subentrato, tuttavia va detto che non ha mai incantato quando è stato chiamato in causa. Il suo futuro a Bilbao non è roseo e bene farebbe il club a cercargli un'altra squadra, in attesa che il suo contratto termini (dovrebbe scadere a giugno 2013) e ci si possa liberare di un elemento con uno stipendio fuori mercato e che non ha quasi mai reso secondo le aspettative.

Gurpegi, Ruiz de Galarreta n.g.

lunedì 2 luglio 2012

Due notizie di mercato.


Iago Herrerin con la maglia dell'Atletico Madrid.

Brevissimi aggiornamenti prima della pubblicazione (stasera o, più probabilmente, domani) del pagellone sui centrocampisti.
Oggi si è concretizzato il terzo ritorno del mercato estivo, quello del portiere Iago Herrerin. Classe '88, formatosi nelle giovanili di Lezama, Iago perse il ballottaggio con Raul per il posto di vice-Iraizoz due anni fa e decise di lasciare il club; dopo due stagioni positive nel filial dell'Atletico Madrid si è deciso di ripescarlo, anche se il giocatore è stato subito girato in prestito al Numancia fino a giugno 2013 (c'è però un'opzione di richiamo a gennaio). Di persona non l'ho mai visto giocare, ma fonti sicure mi hanno riferito che fosse lui il portiere più promettente delle giovanili biancorosse... staremo a vedere. Di certo il club ha voluto testarlo in un campionato più probante e, in caso di una risposta positiva del portiere, potrebbe decidere di puntare su di lui per il futuro.
Seconda notizia: Iñigo Diaz de Cerio ha rescisso il contratto che lo legava ancora per un anno all'Athletic e il prossimo anno giocherà in Segunda col neopromosso Mirandes, che qualche mese fa affrontò i Leoni in una memorabile semifinale di Copa del Rey. Ibaigane ha fatto inserire una clausola per il riacquisto da esercitare entro giugno 2013, ma a meno che non faccia un'annata clamorosa credo proprio che l'ex errealista abbia concluso la sua avventura a Bilbao.