mercoledì 19 maggio 2010

Fine di un'epoca.



La partita contro il Deportivo, vinta per 2-0 grazie anche ad uno strepitoso gol di Muniain, ha sancito definitivamente l'addio ad un pezzo di storia dell'Athletic. Con Etxeberria, infatti, non solo si ritira una vera e propria leggenda del club, ma sparisce anche l'ultimo tassello della mitica squadra che giunse seconda nel 1997/98, consegnando a Bilbao una qualificazione miracolosa alla Champion's (quando ancora ci andavano solo le prime due dei principali campionati, e non cani e porci). E' la fine di un'epoca, come ho scritto all'inizio.
Il San Mamés è stato come al solito splendido nel tributare il suo omaggio al Gallo, ad Armando e pure a Muñoz, che Caparros ha avuto il coraggio di mettere in panchina anche sabato; ma l'affetto tributato dal pubblico, ne sono certo, avrà ricompensato almeno un po' Iñaki per tutte le sofferenze patite nel Botxo. Yeste non c'era: era seduto in tribuna, insieme a Zubiaurre e agli altri non convocati, e la sua partecipazione da lontano mi è sembrata davvero triste. Ancora non si sa cosa succederà tra Fran e la dirigenza nei prossimi giorni, tuttavia sono quasi certo che non lo vedremo più sul prato verdissimo della Cattedrale.
Per tornare ad Etxeberria, eccovi il video della sua uscita dal campo al 72' della partita col Depor:



domenica 16 maggio 2010

Il sabato degli addii.


Mil esker Joseba!

L'ultima giornata di campionato mi è sempre sembrata simile all'ultimo giorno di liceo: si pensa alle vacanze (a meno di non doversi sudare qualcosa all'ultimo tuffo...), si salutano gli amici e si pensa già alla stagione successiva. Per gli studenti del quinto anno, però, la situazione è diversa, perché sanno benissimo che dopo gli esami inizieranno un nuovo percorso e che quel giorno segna la fine di una fase importante della loro vita. Oggi pomeriggio, alle 18, al San Mamés di Bilbao suonerà l'ultima campanella della vita calcistica di Joseba Etxeberria Lizardi, 513 partite e 104 gol ufficiali con l'Athletic, un giocatore che è già nella leggenda del club; ma non solo. La partita contro il Depor sarà anche l'ultima gara della carriera di Armando, il secondo portiere che ha coronato il sogno di una vita chiudendo la sua traiettoria professionale nella squadra che ama; ma non solo. Stasera dirà addio alla camiseta biancorossa pure Iñaki Muñoz, i cui tre anni nel Botxo sono stati un vero e proprio incubo, con sole 25 partite disputate e un ostracismo inconcepibile da parte di tecnico e società, un comportamento vergongoso nei confronti di un professionista serio come il mediano ex Osasuna (da leggere la sua intervista al Correo, nella quale mostra infinito rispetto per la maglia nonostante il trattamento a lui riservato); ma non solo. Athletic-Deportivo rappresenterà quasi sicuramente anche il passo di addio di Fran Yeste, anzi non ci sarà nemmeno quello, visto che il fantasista di Basauri è infortunato e non scenderà in campo come Etxebe, Armando e addirittura Muñoz, che figura tra i convocati. Parlare della situazione di Yeste è come una stilettata al mio cuore di tifoso e offusca le belle celebrazioni organizzate dalla società per il Gallo. Oggi sono triste e non perché Etxeberria si ritira, ma solo perché non sopporto più una dirigenza capace di trattare a pesci in faccia sia i giocatori poco popolari e dunque indifesi (Muñoz), sia i grandi simboli del club (Yeste). Non proporre neppure il rinnovo a Fran, da 19 anni nelle fila biancorosse, è un atto indegno di una squadra con una storia come quella dell'Athletic. Oggi sono triste e non mi va di scrivere altro. Addio e grazie di tutto, ragazzi!

Il gol più importante di Etxeberria: Athletic-Saragozza 1-0, secondo posto e qualificazione in Champion's (15/05/1998, 12 anni fa).



Ancora contro il Saragozza, ma stavolta segna Yeste: 1-0 e la salvezza è vicinissima (bellissime le lacrime di Fran, commosso dopo questa rete fondamentale; era il 3 maggio 2006).



martedì 11 maggio 2010

Il punto sulla "cantera".


L'ingresso del centro sportivo di Lezama (foto Athletic-club.net).

Sabato sera non ho potuto vedere la partita dell'Athletic al Bernabeu e, data l'importanza del match, ho deciso di evitare di commentarlo basandomi solo sui resoconti giornalistici e sui video delle azioni principali, come faccio quando non riesco a seguire un incontro. Vorrei comunque sottolineare l'ennesima espulsione dubbia verificatasi contro le merengues (chi ha visto il fallo di mano di Amorebieta sa di cosa parlo), nonché elogiare il carattere dei Leoni che hanno resistito con l'uomo in meno fino a un quarto d'ora dalla fine. Se il carattere visto a Madrid fosse stato messo in campo anche in altre occasioni, la squadra adesso sarebbe ben più in alto dell'ottavo posto...
Data l'assenza dell'articolo su Real-Athletic, colgo l'occasione per pubblicare il pezzo che avevo promesso sullo stato dell'arte delle giovanili biancorosse. Ecco a voi, ruolo per ruolo, le maggiori promesse e le potenziali stelle che si stanno formando nella struttura di Lezama.
P.S. Ringrazio Javi, curatore del blog La cantera de Lezama, per la preziosissima consulenza, senza la quale questo post sarebbe stato assai meno corretto e approfondito.


Portieri: è il reparto probabilmente meno fornito, anche se non mancano gli elementi interessanti. La maggior promessa è senza dubbio Raul, ventiduenne di Bilbao dal grande fisico (1,96 m per 88 kg) e dai riflessi eccezionali. Dopo una stagione trascorsa al Conquense, quest'anno è stato nuovamente ceduto in prestito, stavolta al Granada, e pur non essendo titolare ha ben figurato quando è stato chiamato in causa; ottimo sui palloni alti e nell'uno contro uno, è anche molto bravo di piede ed è sempre sicuro tra i pali. Con l'addio al calcio di Armando alle porte, potrebbe rientrare alla base e trovare spazio in prima squadra come vice-Iraizoz. Nelle file del Baskonia, la terza squadra dell'Athletic, milita invece Aitor Fernandez, nel giro dell'under-19 spagnola. Fisicamente non è molto dotato (1,82 m per 70 kg), tuttavia risaltano la sua agilità e il suo ottimo senso della posizione. Quarto portiere quest'anno (Caparros lo ha fatto anche inserire nella lista di Coppa UEFA), nella prossima stagione difenderà la porta del Bilbao Athletic in modo da maturare ulteriormente. Infine è opportuno citare il 17enne Urtzi Erleaga, portiere del Juvenil che si è segnalato negli ultimi mesi come giocatore di ottima prospettiva; le sue buone prestazioni lo hanno portato all'attenzione dei tecnici dell'under-17 della Spagna, anche se non parteciperà al campionao europeo di categoria. Poche possibilità di farsi luce in prima squadra per Iago, portiere del Bilbao Athletic, Iturrioz e Larruskain.

Difensori: il nome su cui si concentrano le attenzioni degli addetti ai lavori è sicuramente quello di Jonas Ramalho, che già quest'anno è stato in procinto di debuttare in Liga con l'Athletic. Il 17enne di Barakaldo (e di origini africane), che si è diviso in questa stagione tra Juvenil e Bilbao Athletic, è il capitano dell'under-17 spagnola ed è uno dei difensori iberici di categoria giovanile attualmente più seguiti. Aldilà dell'aspetto "folkloristico" del giocatore, che potrebbe diventare il primo giocatore di colore nella storia dei Leoni, si tratta di un elemento fisicamente non comune, di buon livello tecnico e dotato di un senso tattico straordinario che gli permette di giocare centale, terzino e anche mediano. Una potenziale stella, dunque, che già dalla prossima temporada potrebbe fare capolino in prima squadra. Un gradino sotto a Jonas, ma comunque di grande interesse, si trova una batteria di giovani promesse di cui si parla già da tempo. Nello Juvenil giocano Enric Saborit e Jon Aurtenetxe: il primo, di madre basca ma nativo di Barcellona, è un terzino sinistro con grandi capacità offensive, mentre il secondo, che ha già esordito con i "grandi" contro il Werder Brema in UEFA, può essere schierato come laterale mancino o da centrale, ruolo in cui i notevoli mezzi fisici e le spiccate doti difensive dovrebbero risaltare al meglio. Occhio anche ad Ander Agüeros, classe '90 attualmente in prestito allo Zalla, centrale molto alto, rapido e difensivamente attrezzato. Nelle file del Baskonia spicca Unai Medina, terzino destro veloce e potente, mentre i migliori difensori del Bilbao Athletic sono Eneko Boveda e Mikel Santamaria. Boveda, che conta già 3 presenze con la prima squadra, è un altro laterale destro tecnicamente adeguato per dare un buon cambio a Iraola, mentre Santamaria, 23enne di Pamplona, è un centrale molto promettente. Secondo Javi, che come dicevo in apertura ha fattivamente collaborato a questo post, Ramalho e Saborit sono i due elementi con maggiori possibilità di trovare spazio nella rosa dell'Athletic a breve termine.

Centrocampisti: la mediana è il reparto probabilmente più coperto, con molti giocatori interessanti dallo Juvenil al Bilbao Athletic. Tra i più giovani l'elemento di maggior talento è Iñigo Ruiz de Galarreta, considerato da più parti come la "perla" della cantera di Lezama. Classico regista di centrocampo, il 17enne guipuzcoano possiede grande classe e visione di gioco, anche se per il momento è un po' frenato da un fisico assai minuto; cercato l'anno scorso dal Real Madrid, ha lasciato più di una perplessità la sua esclusione dalla rosa della Spagna under-17 che a breve sarà impegnata nell'Europeo di categoria. Secondo Javi può essere paragonato, per modo di giocare, a Xavi del Barcellona, fatte ovviamente le debite proporzioni. Altri giovanissimi da seguire sono Iker Guarrotxena, ala destra che Caparros fece aggregare al ritiro precampionato due anni fa, il centrocampista difensivo Iñigo Eguaras e il trequartista Nestor Salinas, molto tecnico nonostante l'altezza notevole (1,85 m). Diversi i centrocampisti di prospettiva che giocano (o hanno iniziato la stagione) nel Baskonia: Diego Royo, interdittore o jolly difensivo che ha fatto parte dell'under-19 spagnola, Erik Moran, regista di buon tocco e ottima visione di gioco (Javi ha proposto il paragone con Busquets), la mezzapunta Ivan Miñes (15 gol l'anno scorso in categoria giovanile) e il mediano Gorka Eraña. Gli elementi di maggior spicco si trovano tuttavia nel Bilbao Athletic. Iñigo Perez, centrale o esterno sinistro, è stato più volte convocato da Caparros e conta cinque presenze totali in prima squadra; è un giocatore ordinato, molto valido tecnicamente e con un mancino fantastico, specie nell'esecuzione dei calci piazzati. Due i pivotes interessanti, Javier Eraso e soprattutto Galder Cerrajeria (a detta di molti, il migliore della stagione dei cachorros), mentre tra le mezzepunte si segnalano Adrien Goñi, che l'anno scorso esordì in Liga a Gijon, Isaac Aketxe (esordio per lui contro il Villarreal, nel girone di andata) e il 21enne Imanol Mentxaka, trequartista tecnicamente squisito e molto difficile da fermare quando parte in dribbling.

Attaccanti: ecco i giocatori che più facilmente solleticano la fantasia degli appassionati. Il vivaio dell'Athletic, va detto, presenta in questo reparto diversi elementi di buona caratura, a partire da quell'Ismael Lopez cui dedicai un post due anni fa ma che finora, purtroppo, non ha mantenuto le promesse, nonostante le sue ottime qualità continuino a farne un possibile giocatore capace di essere protagonista in Primera (forse un prestito a una squadra di Segunda potrebbe accelerarne la crescita). Allo stato attuale delle cose, le maggiori speranze sono riposte in Guillermo Fernandez, 16enne bilbaino che ha esordito quest'anno nel Bilbao Athletic (più precoci di lui solo Muniain e Ramalho) segnando il gol salvezza contro il Lugo. Fisicamente ben strutturato, è una punta rapida e molto forte nei fondamentali che a Javi ricorda il giovane Fernando Torres. Molto interessante è anche Jon Etxaniz, classico centravanti-boa forte nel gioco aereo e gran lottatore; la scorsa stagione fu il bomber principale dello Juvenil finalista di Copa, mentre quest'anno ha faticato più del previsto tra Baskonia e Bilbao Athletic, anche se resta indubbiamente uno degli attaccanti da seguire per il futuro. Tra gli altri prodotti della cantera si segnalano poi Jonxa Vidal nello Juvenil, Daniel Suarez (ala offensiva/seconda punta dotata di grande velocità e buon senso del gol) nel Baskonia e Arkaitz nel Bilbao Athletic. Controverso, infine, il caso di Ander Vitoria, ex nazionale under-17 di cui si sono perse le tracce: gioca da tre stagioni nel Baskonia e potrebbe non rinnovare, anche se ha qualità forse maggiori di alcuni giocatori che lo hanno scavalcato nella scalata verso la prima squadra.

giovedì 6 maggio 2010

36a giornata: Athletic 1-1 Malaga.


Il corner di Duda supera Iraizoz e si insacca (foto Athletic-club.net).

Athletic Club:
Iraizoz; Iraola, San José, Amorebieta, Castillo; Susaeta, Gurpegui, Iturraspe (77' De Marcos), David López (62' Muniain); Toquero, Llorente (83' Etxeberria).
Málaga CF:
Munúa; Gámez, Stepanov, Iván González, Mtiliga; Valdo, Benachour (81' Toribio), Apoño, Duda; Obinna (93' Juanito), Caicedo (71' Baha).
Reti:
4' Toquero, 18' Duda.
Arbitro:
Rubinos Pérez (Comité Madrileño).

C'è solo un modo per definire la partita dell'Athletic di ieri: oscena. Da una squadra che doveva ottenere assolutamente i tre punti per sfruttare le brusche frenate di Villarreal e Getafe, fermati a sorpresa da Almeria e Sporting, ci si attendeva una gara determinata e aggressiva, invece i Leoni hanno deluso profondamente e non sono riusciti ad andare aldilà di un misero pareggio. Detto che anche il Malaga, pur impegnato nella lotta per non retrocedere, ha giocato con una leggerezza da squadra senza più nulla da chiedere al campionato, si capisce come sul terreno del San Mamés sia andato in scena un match lento, senza ritmo e senza idee, uno di quegli incontri da mostrare a coloro i quali, immagino avendo visto al massimo un paio di partite, sostengono da mesi che l'Athletic di Caparros non giochi poi così male.
E dire che la partita era iniziata benissimo per l'Athletic, in vantaggio già al 4' con Toquero, bravo a capitalizzare al massimo un errore da Terza categoria di Ivan Gonzalez. La rete direttamente su corner di Duda al 18' (un gol "olimpico", come lo definiscono in Spagna e in Sudamerica), però, ha ristabilito quasi subito la parità e da quel momento è iniziata una partita completamente diversa. Fisicamente alla canna del gas, senza ritmo e senza idee, i Leoni hanno esibito il loro calcio peggiore, fatto di pallonate alla ricerca della testa di Llorente e nulla più; d'altra parte, per una squadra senza gioco e con solo un paio di schemi offensivi la condizione fisica è fondamentale ed è evidente ormai da diverse giornate come la maggior parte dei biancorossi abbia dato tutto, anche perché la loro stagione è iniziata a luglio e il loro allenatore non è un fanatico del turnover. Il Malaga ha capito di poter uscire indenne dalla Cattedrale, ha difeso in undici e non si è mai fatto vedere in attacco, consapevole che un punto sarebbe stato ottimo per potersi poi giocare la salvezza negli ultimi 180 minuti di Liga. Risultato della combinazione di questi due fattori? Una partita oscena, come ho già detto all'inizio. Tolta una girata di Llorente respinta da Munua al 23', in pratica non ci sono state più palle-gol. Come spesso accade, la formazione decisa da Caparros mi ha lasciato perplesso: David Lopez titolare dopo un'era geologica, il solito deludente Castillo in luogo di Koi e le panchine di Muniain e De Marcos sono state scelte discutibili, così come i cambi sono risultati assai cervellotici (perché togliere Iturraspe, uno dei migliori? E la staffetta Llorente-Etxeberria cosa rappresenta?).
I due punti persi ieri dai biancorossi costituiscono in pratica l'addio all'Europa: a due giornate dal termine e con la prossima gara da disputare in casa del Real Madrid, nemmeno il più ottimista dei tifosi scommetterebbe un euro sul sesto posto. Tuttavia, se il Siviglia arrivasse quinto e l'Atletico Madrid perdesse entrambe le finali nelle quali è impegnato, quella di Coppa del Re proprio contro gli andalusi e quella di UEFA, si libererebbe un posto (il Siviglia infatti sarebbe qualificato in virtù della vittoria copera) e anche la settima classificata guadagnerebbe la qualificazione continentale. E' molto difficile che questa combinazione si verifichi, ma sperare non costa nulla.

lunedì 3 maggio 2010

35a giornata: Athletic 1-3 Maiorca.


Lo sconforto biancorosso dopo l'1-3 di Aduriz (foto Athletic-club.net).

Athletic Club:
Iraizoz; Iraola, San José, Amorebieta, Koikili (54' Muniain); Gurpegui (67' Yeste), Javi Martínez, Iturraspe (46' Susaeta), Gabilondo; Toquero, Llorente.
RCD Mallorca:
Aouate; Josemi, Nunes, Rubén, Ayoze; Julio Álvarez, Martí, Borja Valero (86' Keita), Castro (75' Mattioni); Webó (71' Mario Suárez), Aduriz.
Reti:
43' Castro, 47' pt Llorente, 49' Nunes, 51' Aduriz.
Arbitro:
Ramírez Domínguez (Comité Andaluz).

La lotta per l'Europa è sempre aperta (la zona UEFA dista solo due punti), ma le ambizioni dell'Athletic come squadra di livello escono fortemente ridimensionate dal confronto col Maiorca di Manzano, la vera rivelazione di questa stagione. L'affermazione degli isolani è poi resa ancor più dolorosa da due fattori: l'espugnazione del San Mamés, fortilizio che non veniva violato da cinque mesi (ultima sconfitta interna l'1-2 contro il Valencia del 6 dicembre scorso), e la rete del mai troppo rimpianto Aritz Aduriz, della cui cessione la dirigenza si dovrebbe vergognare fino alla fine dei tempi.
E' una partita da dentro-fuori, una finale come la definirebbe il 99% degli allenatori, tuttavia Caparros opta per una scelta iniziale alquanto conservativa: Susaeta si accomoda infatti in panchina e al suo posto, sulla fascia destra, gioca Gurpegi, con Iturraspe posizionato al centro insieme a Javi Martinez; c'è poi Gabilondo a sinistra in luogo di Yeste, altra soluzione non propriamente offensiva. L'Athletic comunque inizia col piglio giusto e costruisce diverse occasioni nel primo quarto d'ora, sprecando con Toquero (tiro di prima intenzione osceno) e soprattutto Gabilondo (sinistro fuori di poco dopo spizzata di Llorente) l'opportunità di andare in vantaggio. Il pressing e l'aggressività dei Leoni funzionano per un po', poi il Maiorca comincia a prendere campo grazie alle indiscutibili doti di palleggio del rombo di centrocampo e alla capacità di allungare le maglie della difesa avversaria di Webó e Aduriz, attaccanti rapidi e dal movimento instancabile. L'avanzamento del baricentro maiorchino non si traduce immediatamente in palle-gol, anche se ha il merito di far scomparire minuto dopo minuto l'Athletic dal terreno di gioco, ma alla prima azione utile gli uomini di Manzano passano col "Chori" Castro, bravo a correggere in rete un corner deviato da Ruben. Sembra fatta per gli ospiti, anche perché i biancorossi durante la temporada hanno raramente dimostrato di saper rimontare, tuttavia all'ultimo secondo di recupero Iturraspe butta dentro un pallone con poche pretese che Llorente trasforma in oro grazie ad una girata di testa eccezionale. Incredibile come ci siano persone capaci di criticare questo giocatore, accusato non si sa bene in base a cosa di impegnarsi poco, di segnare meno di quanto potrebbe e blablabla; a me sembra che faccia un lavoro encomiabile (quanti gol avrebbe fatto Toquero senza le sue sponde? Due, tre?) e che riesca a finalizzare con buona continuità rispetto ai pochi palloni giocabili che gli arrivano e al dispendio di energie impostogli dal gioco biancorosso. Caparros decide di osare di più e ad inizio ripresa inserisce Susaeta per Iturraspe, facendo ovviamente scalare Gurpe al centro; mossa decisa, ma che non ha il tempo di trovare riscontro sul campo poiché dopo pochi minuti il Maiorca è di nuovo avanti. Su cornere dalla destra Amorebieta si perde Nunes, bravo a girare di destro sul secondo palo, e così per la seconda volta in poco più di 45 minuti l'Athletic prende gol su palla inattiva, cosa davvero insolita per una squadra che fa di queste situazioni uno dei suoi punti di forza. Nemmeno il tempo di battere che gli isolani scappano definitivamente: Aduriz combina nello stretto con Julio Alvarez, riceve il passaggio di ritorno sul vertice sinistro dell'area e con un bellissimo destro a giro sotto l'incrocio batte l'incolpevole Iraizoz. Aritz, cuore zurigorri, non esulta. Vedere il replay del suo gol e confrontarlo con la pochezza del partner attuale di Llorente è una pugnalata e dovrebbe far riflettere chi lo ha venduto per un tozzo di pane...complimenti invece al Maiorca, che in lui ha creduto, cui auguro di qualificarsi in Champion's soprattutto perché Aduriz è sempre nel mio cuore di tifoso. Il resto del match scorre senza troppe emozioni, con i Leoni che cercano con poca convinzione di ridurre lo svantaggio (la stanchezza, fisica e mentale, è evidente in molti elementi bilbaini) e la squadra di Manzano che controlla e sfiora anche il gol con lo scatenato Castro, la cui staffilata mancina al 71' coglie il palo esterno.
Al fischio finale si conosce dunque il nome di chi continuerà a sognare nell'Europa, ma purtroppo per noi si tratta del Maiorca, che si è comunque meritato la vittoria alla Cattedrale. L'Athletic può ancora sperare, tuttavia il calendario (c'è da giocare al Bernabeu...) e lo stato di forma di chi precede i Leoni in classifica non autorizza all'ottimismo. Forse è giusto così: una squadra che riesce a fallire tutte le partite clou della stagione probabilmente non merita il palcoscenico continentale.

PS Vincendo ieri contro il Lugo grazie ai gol di Mentxaka e Guille, due promesse di cui a breve parlerò in un post approfondito sul vivaio di Lezama, il Bilbao Athletic si è matematicamente assicurato la permanenza in Segunda B. Aupa!

martedì 27 aprile 2010

34a giornata: Osasuna 0-0 Athletic.


Toquero non scappa a Ruper (foto Athletic-club.net).

Osasuna: Ricardo; Azpilicueta, Roversio, Sergio, Echaide (77' Oier); Juanfran, Puñal, Rúper (83' Vadocz), Camuñas; Pandiani, Aranda (67' Masoud).
Athletic Bilbao:
Iraizoz; Ustaritz, San José, Amorebieta, Koikili; Gurpegui (56' Susaeta), Iturraspe, Javi Martínez, Yeste (89' Gabilondo); Toquero, Llorente (84' Muniain).
Arbitro:
Fernando Teixeira Vitienes (Comité Cántabro).

Dopo lo 0-0 casalingo serviva una prova d'orgoglio nel derby basco per continuare a inseguire l'Europa, invece l'Athletic ha rimediato l'ennesimo risultato grigio lontano dal San Mamés e vede ora la zona UEFA a due punti di distanza. E' stato un derby francamente inguardabile, tanto che il giornalista José Luis Artetxe di As ha scritto che si vedono partite migliori nel campionato regionale, un'opinione probabilmente condivisa dai 18.000 e rotti presenti al Sadar di Pamplona. D'altra parte, la sfida tra due dei tecnici meno spettacolari della Liga non poteva che produrre un incontro tatticamente bloccato, nel quale il gioco palla a terra è stato il grande assente e le occasioni da gol si sono contate sulle dita di una mano. Cervellotica la formazione di Caparros: aldilà dell'impiego di Ustaritz come terzino destro (scelta iper-conservatrice, giacché Usta è un centrale e utilizzarlo sulla fascia significa abdicare alla profondità e alle sovrapposizioni), non si comprende la presenza in campo di Toquero, appena ripresosi da un infortunio, per tutta la partita; il vitoriano è un giocatore in grado di rendere solo se al massimo della condizione, mentre scompare quando non è supportato dall'atletismo, come accade a tutti i giocatori sprovvisti di un tasso tecnico decente. Eppure è proprio sui piedi di Gaizka che è capitata la palla più ghiotta del match, peraltro ben oltre il 90': il movimento a tagliare verso l'area per sfruttare l'eventuale spizzata del compagno è l'unico che gi riesce e anche stavolta lo ha azzeccato, peccato che il tiro sia stato ben neutralizzato da Ricardo (bravo anche nel primo tempo su Llorente - cabezazo da azione d'angolo - e nella ripresa su Susaeta). L'Osasuna in pratica non si è mai vista, a meno che un paio di tiri senza pretese da lontano e un cross sbagliato di Juanfran che per poco non ha beffato Iraizoz non siano da considerare notevoli palle-gol. Menzione speciale per Iturraspe, unanimemente riconosciuto come migliore in campo per l'Athletic: i progressi di questo ragazzo sono ormai sotto gli occhi di tutti e una sua promozione a titolare in pianta stabile non sembra più un azzardo.
Ciò che adesso vorrei sottolineare sono i numeri dell'aprile zurigorri: 1 vittoria, 2 pareggi e 2 sconfitte su 5 partite; 5 gol fatti, 7 subiti; tre incontri di fila senza segnare. Dati, questi, che testimoniano il passo indietro fatto registrare dai Leoni e spiegano come si possa essere passati dal quinto all'ottavo posto, due lunghezze al di sotto di un Villarreal in gran forma e a pari punti con l'ottimo Getafe di questa parte di stagione. Ora i bilbaini sono attesi da due gare casalinghe consecutive prima della trasferta al Bernabeu: inutile dire che la doppia vittoria contro il Maiorca di Aduriz (ancora sorprendentemente quarto) e contro il Malaga è l'unica opzione possibile per continuare a sperare in un piazzamento europeo.

martedì 20 aprile 2010

Raul Garcia nel mirino dell'Athletic?


Raul Garcia con la maglia dell'Atletico Madrid (foto Oleole.com).

Oggi sul Correo si legge che l'Athletic sta sondando il terreno per Raul Garcia, centrocampista centrale dell'Atletico Madrid caduto in disgrazia e attualmente fuori dal giro dei titolari. Caparros si era detto interessato ad acquistare Raul Garcia già la scorsa estate (ricordate la sparata in cui chiedeva a Macua tre "rinforzini", ovvero il navarro, Arteta dell'Everton e Joseba Llorente?), ma in quell'occasione dovette scontrarsi con la scarsità di euro nelle casse biancorosse. Adesso ci riprova, approfittando della congiuntura favorevole tra aspetto economico (i soldi dell'Europa League hanno ridato ossigeno al bilancio societario) e situazione ambientale del giocatore, che a Madrid non gioca, è inviso alla tifoseria e ha grande voglia di rilanciarsi, anche perché ha solo 23 anni. L'intenzione del mister di rinforzare il reparto è legittima, visto che Yeste al 90% non rinnoverà, che Muñoz a fine stagione farà le valigie e che Orbaiz e Gurpegi non sono più dei giovincelli; dal punto di vista tecnico, poi, la scelta dell'ex giocatore dell'Osasuna è la migliore che si possa fare nel ruolo, ovviamente comparata alle possibilità finanziarie del club bilbaino. Esiste però un'obiezione piuttosto diffusa tra i tifosi, come si può notare facendo un rapido giro tra siti e forum: Raul Garcia è un anti-Athletic e in passato ha rilasciato dichiarazioni pesanti sui Leoni. Dalla frase del 2005 "so che l'Athletic mi cerca, ma preferisco andare in altre squadre" al commento sulla retrocessione della Real Sociedad "avrei preferito che fosse successo all'Athletic", il navarro non ha mai nascosto i suoi sentimenti verso la maglia zurigorri, anche se adesso, nel momento del bisogno, per bocca del suo agente si sarebbe detto felice dell'interessamento del club di Bilbao. Ora, dal momento che quella biancorossa è una squadra basata da sempre sul suo vivaio, è così necessario spendere 7 milioni per un giocatore che non sente la maglia, quando vi sono elementi interessanti come Iturraspe, Iñigo Perez o Aketxe che aspettano solo di poter trovare spazio? Per me e per molti altri tifosi la risposta è no, vedremo cosa farà la giunta direttiva al riguardo.

33a giornata: Athletic 0-0 Saragozza.


De Marcos a terra è il simbolo dell'Athletic spuntato di ieri (foto Athletic-club.net).

Athletic Club:
Iraizoz; Iraola, San José, Amorebieta, Castillo; Susaeta, Gurpegui (69' Muniain), Javi Martínez, Gabilondo (60' Yeste); De Marcos (78' De Cerio), Llorente.
Real Zaragoza: Roberto; Ponzio, Pablo Amo, Jarosik, Paredes; Edmilson, Gabi; Herrera (90' Pulido), Abel Aguilar (75' Obradovic), Eliseu; Suazo (82' Colunga).
Arbitro:
Estrada Fernández (Comité Catalán).

Se l'Athletic è ancora in corsa per una qualificazione europea è solo a causa del suo straordinario rendimento in casa, dunque non è certo con soddisfazione che l'ambiente biancorosso ha accolto il punto ottenuto (o, per meglio dire, i due punti persi) di fronte al Saragozza. Aragonesi che, a parer mio, rappresentano alla perfezione l'assoluta mediocrità della Liga attuale: la squadra di Gay può contare su elementi di buona caratura (Suazo, Ander Herrera, Edmilson) ma non riesce a esprimere un gioco decente, anzi è talmente preoccupata dalla vicinanza con la zona retrocessione da presentarsi a Bilbao pensando esclusivamente a difendersi, roba che al confronto il catenaccio di Clemente (a proposito, in bocca al lupo al Rubio per la sua mission impossible a Valladolid!) è calcio-champagne. I Leoni ci hanno provato, hanno fallito un paio di occasioni clamorose ma in generale non hanno dominato come scrive oggi qualche giornale spagnolo; la verità è che il Saragozza non ha rischiato moltissimo e si è difeso con ordine, trovando poi in Roberto un portiere capace di metterci una pezza al momento giusto.
Caparros riporta al centro della difesa San José, schiera Castillo per lo squalificato Koikili e piazza De Marcos a far coppia con Llorente, preferendo l'ex Alaves a Muniain e De Cerio per sostituire Toquero, ancora infortunato. Fin dai primi minuti la partita si delinea chiaramente nei suoi aspetti principali, con l'Athletic che spinge e il Saragozza che difende con nove elementi, lasciando il solo Suazo nella metà campo avversaria; le intenzioni degli uomi di Gay sono cristalline (intasare gli spazi per soffocare sul nascere la manovra dei baschi, non proprio la più fluida della Liga) e riescono alla perfezione, facilitate anche dalla carenza di fosforo del doble pivote Gurpegi-Javi Martinez, i cui limiti in fase di proposizione sono arcinoti. Ecco quindi che il lancio lungo diventa come al solito l'opzione principale, ma Llorente non ha vita facile contro Jarosik e Pablo Amo. Le rare volte in cui tiene la palla a terra, peraltro, l'Athletic sa anche essere pericoloso, come dimostra l'azione che al 27' mette De Marcos solo davanti a Roberto: da Oscar a Llorente, palla filtrante sulla sinistra per Gabilondo, cross di prima ancora verso De Marcos e il giovane numero 22 conclude male, schiacciando il pallone col piatto e permettendo a Roberto di toglierlo dalla porta con una manata d'istinto. I biancorossi, che fino a questo momento avevano creato qualcosa, non riescono più a tirare, mentre il Saragozza si fa vedere per la prima volta proprio al 45' con Suazo, che finta il tiro sul palo lungo e conclude poi sul primo, senza trovare però la porta. Dopo l'intervallo i Leoni sembrano più convinti e sfiorano il gol prima con Susaeta (sinistro fuori da buona posizione) e quindi con Llorente, che si divora una rete pazzesca spedendo alto di testa da un paio di metri. L'offensiva tambureggiante dei padroni di casa si spenge però quasi subito e, nonostantre l'iniziativa resti stabilmente nelle loro mani, di occasioni nette se ne conta solo un'altra, un cross di Susaeta che Llorente e il neo-entrato Muniain non riescono a deviare. Il resto della gara è scandito dal ripetuto infrangersi delle offensive zurigorri sul muro aragonese, interrotto sporadicamente da qualche contropiede (pericoloso uno di Colunga all'85', con Iraizoz che esce bene ma poi sbaglia il rinvio, fortunatamente senza che nessuno del Saragozza riesca ad approfittarne).
Il pareggio finale sta forse un po' stretto all'Athletic, tuttavia va detto che la proposta di gioco dei baschi è stata talmente misera da meritarsi lo 0-0. Incomprensibile l'immobilismo tattico di Caparros che, pur trovatosi di fronte una squadra completamente arroccata davanti al proprio portiere, ha ritenuto di dover giocare con quattro difensori in linea (contro un solo attaccante, per di più isolato) e due mediani poco avvezzi all'impostazione, tenendo in ghiacciaia Yeste e Muniain per almeno un'ora; qualcuno poi mi spieghi l'utilità dell'acquisto di De Cerio, che non gioca nemmeno quando mancano i titolari ed è costretto a scampoli di partita alquanto frustranti. La strada per la Champion's si fa ora impervia mentre quella per l'Europa resta praticabile, a patto che la squadra torni a vincere in trasferta come non avviene ormai dal girone d'andata.

venerdì 16 aprile 2010

32a giornata: Valencia 2-0 Athletic.


Silva risolve una mischia e realizza il primo gol del Valencia (foto Athletic-club.net).

Valencia: César; Bruno (83' Marchena), Albelda, Alexis, Jordi Alba; Banega, Baraja; Joaquín, Silva, Vicente (88' Mata); Villa (79' Domínguez).
Athletic Club:
Iraizoz; Iraola, Ustaritz, Amorebieta, Koikili; David López (54' Iturraspe), Gurpegui, Javi Martínez (72' Díaz de Cerio), Gabilondo (54' Yeste); Susaeta; Llorente.
Reti:
35' e 62' Silva.
Arbitro:
González González (colegio castellano-leonés).

Può una squadra che perde 12 partite su 32 e non vince fuori casa da quattro mesi (Saragozza-Athletic 1-2, 12/12/2009) essere ancora in lotta per un posto in Champion's league? In un campionato normale evidentemente no, ma nella Liga che quest'anno somiglia in modo inquietante alla Scottish Premier League (due squadre in testa e poi il nulla) tutto è concesso, anche rimanere a -4 dal quarto posto nonostante numeri tutt'altro che lusinghieri. Per alcuni la partita di ieri rappresentava un crocevia fondamentale nella stagione dell'Athletic, mentre per me non era un impegno decisivo: avendo messo in conto la sconfitta, credevo (e lo faccio tuttora) che rivestano molta più importanza le prossime due gare, il derby in trasferta con l'Osasuna, campo difficile dove raramente i Leoni ottengono punti, e lo scontro diretto al San Mamés con il sorprendente Maiorca di Manzano e del mai troppo rimpianto Aduriz. Ormai ho imparato a dubitare sempre e comunque della squadra di Caparros, capace di alternare ottime serie positive a strisce di risultati pessimi, nonché spesso deludente quando viene chiamata a dare prova di una maturità presunta che però, nei fatti, ancora non si vede. Il match del Mestalla è stata l'ennesima riprova dell'inconsistenza tecnico-tattica dei biancorossi, a cui basta trovarsi di fronte un avversario messo decentemente in campo e dotato di un paio di solisti di livello per sprofondare; il Valencia ieri sera ha fatto molto poco per vincere e ciò rappresenta solo un ulteriore demerito per i bilbaini, tanto baldanzosi in casa quanto timorosi e impauriti fuori. Le ragioni di questa sindrome da Dr. Jekyll/Mr. Hyde a parer mio vanno ricercate nella guida tecnica, in questa occasione confusa fin dalla scelta della formazione. Convocare Etxeberria e Diaz de Cerio per poi schierare Susaeta seconda punta (con l'impresentabile David Lopez a destra) è francamente assurdo, così come non si comprende l'immobilismo assoluto dell'allenatore, incapace di rinunciare al suo perpetuo 4-4-2 (non a caso i tifosi baschi intonano il simpatico coro "Caparros, cuatro cuatro dos") anche quando si trova in svantaggio di due gol. Alla formazione di Emery è bastato il minimo sindacale per fare sua la partita: sovrapposizioni sulle fasce, inserimenti centrali dei centrocampisti e briglia sciolta a Silva e il 2-0 è stato servito nonostante la serataccia di Villa al tiro. E l'Athletic? Squadra troppo lunga, con distanze enormi tra l'attacco e il blocco difesa-centrocampo, cosa che ha lasciato gioco facile ai centrali ché contro l'isolatissimo Llorente, il centravanti forse più in forma della Liga che in 90' è riuscito a ricevere solo un pallone decente (incornata salvata dall'ottimo Cesar); Susaeta si è sbattuto ed è andato al tiro un paio di volta, ma dopo di lui il vuoto. Nulli Gabilondo e Lopez (perché sono partiti titolari?), troppo piatta la mediana composta da Gurpegi e Javi Martinez: insomma, il solito copione prevedibile e offensivamente trascurabile. Come sottolineato giustamente dall'amico Kekov del blog Harrobi.com, poi, è davvero ridicolo che Muniain e De Marcos siano stati spediti con il Bilbao Athletic quando l'assenza di Toquero avrebbe suggerito l'impiego di almeno uno dei due: che la permanenza dei cachorros in Segunda B sia ritenuta più importante dell'Europa?



Il blog riapre i battenti.


I leones italianos sul terreno del San Mamés.

Ebbene sì, dopo quasi un mese di latitanza dovuta a impegni personali, vi annuncio in pompa magna che riprendo da oggi ad aggiornare il blog. Vorrei innanzi tutto scusarmi per questa assenza forzata e per rimediare comincio subito col postare il link della trasferta dei Leones Italianos a Bilbao, durante la quale abbiamo festeggiato il decimo anniversario della Peña e abbiamo assistito alla partita contro il Racing, vinta con uno spettacolare 4-3.

10 URTE ZUREKIN - Il viaggio del decennale

Il link contiene i video e le foto della trasferta, compresa la galleria di immagini dedicataci dall'Athletic sul sito ufficiale! Inutile dire che sono stati giorni fantastici e che i tifosi bilbaini, come sempre, con noi sono stati splendidi, amichevoli e calorosissimi; idem per la società, che ha inviato al nostro pranzo due leggende viventi come Koldo Agirre (il tecnico che portò i biancorossi alla finale di Coppa UEFA del 1977) e il mitologico "Txopo" Iribar, uno dei più grandi portieri della storia del calcio. Insieme a loro anche Carlos Gurpegi, che una volta di più si è dimostrato un sincero amico della nostra Peña. E adesso ditemi voi quale club italiano farebbe altrettanto con una delegazione di tifosi stranieri...
Parlando adesso della squadra, devo dire che nel periodo di abbandono del blog i Leoni si sono comportati bene e sono tuttora in lotta per un incredibile posto in Champion's. Dico incredibile perché, a parer mio, una squadra che perde 11 partite su 31, incapace di vincere in trasferta e con un gioco come quello espresso dall'Athletic potrebbe aspirare al massimo ad un piazzamento in zona UEFA, mentre gli uomini di Caparros continuano a rimanere a un tiro di schioppo dall'Europa che conta. Sia come sia, è indubbio che l'anno buono per tornare ad ascoltare l'inno della fu Coppa dei campioni è senza dubbio questo, in quanto difficilmente ricapiterà una stagione in cui le (teoriche) outsider della Liga si suicideranno come avvenuto nella temporada in corso; Athletic, Maiorca e Depor stanno sicuramente disputando un'ottima Liga, ma se Siviglia, Atletico Madrid, Villarreal e anche Valencia si fossero dimostrate all'altezza delle loro rose i posti europei sarebbero occupati da tempo. In ogni caso bisogna crederci, ma se la squadra continuerà a perdere in trasferta i punti che continua a guadagnare in casa sarà difficile arrivare nelle prime quattro (a scanso di equivoci, vorrei sottolineare che per me anche entrare nelle prime sei sarebbe un risultato encomiabile). Dopo la scoppola di Barcellona (4-1 per le riserve di Guardiola) e la ressurezione con l'Almeria (4-1 stavolta a favore dei baschi, con un gol di Javi Martinez tra i più belli dell'anno), ad attendere gli zurigorri vi è adesso la trasferta del Mestalla: in caso di vittoria i Leoni si isserebbero al quinto posto insieme al Siviglia, un punto sotto il Maiorca, mentre in caso di sconfitta nulla sarebbe compromesso. L'Athletic affronterà il Valencia (stasera, ore 22) senza Orbaiz e Toquero, infortunati, e Munian e De Marcos, che ieri hanno disputato la partita persa dal Bilbao Athletic contro lo Zamora (i cachorros rischiano la retrocessione in Tercera e per questo sono stati chiamati Iker e Oscar, la cui presenza non ha purtroppo evitato una sconfitta pesantissima); al loro posto ci saranno Iturraspe, Etxeberria e Diaz de Cerio.
Ci sono anche novità riguardanti i movimenti di mercato. Con mio grandissimo rammarico, sembra ormai giunta al termine la lunghissima storia d'amore tre l'Athletic e Francisco Javier Yeste, sempre molto criticato dalla tifoseria e altrettanto difeso dal sottoscritto. Il numero 10 non ha mai legato con Caparros, che raramente lo ha impiegato nel suo vero ruolo, e la possibilità che non rinnovi il contratto in scadenza a giugno e faccia le valigie (ha estimatori in Liga e in Premier) è davvero consistente. Ho sempre ritenuto Yeste un ottimo giocatore, di gran lunga l'elemento più tecnico e imprevedibile della rosa bilbaina, ma è indubbio che nel 4-4-2 dell'utrerano il numero 10 serva a poco: se deve restare per giocare fuori ruolo o non giocare affatto (lo dico a malincuore) è meglio che se ne vada, soprattutto per lui.
Ultima notizia: dopo Koikili e Toquero, un altro giocatore del Sestao River (Segunda B) potrebbe trasferirsi all'Athletic. Si tratta di Ibai Gomez, ala classica (gioca indifferentemente a sinistra o a destra) di 20 anni, capocannoniere delle squadra e nel mirino di club come Real Sociedad e Osasuna. Ibai era stato scartato ad un provino per il Baskonia a inizio stagione, ma le sue prestazioni nel Sestao hanno fatto ritornare sui loro passi gli osservatori del club bilbaino e i loro rapporti sono stati positivi; è dunque probabile che il giovane nativo di Santutxu ripercorra le orme di Koi e Toquero, aggregandosi alla prima squadra per il prossimo precampionato in attesa del giudizio definitivo di Caparros.