martedì 4 marzo 2008

26a giornata: Almeria 1-1 Athletic.


Llorente osserva il suo colpo di testa che entra nella porta dell'Almeria (foto As).

UD Almería: Alves; Bruno, Pulido, Carlos García, Mané; Juanito; Melo (57' Soriano), Corona (82' Uche); Juanma Ortiz (54' Jose Ortiz), Crusat, Negredo.
Athletic Club: Armando; Iraola, Amorebieta, Ocio, Koikili; Susaeta (89' Ustaritz), Javi Martínez (66' Orbaiz), Yeste, Gabilondo; Etxeberría (71' Aduriz), Llorente.
Reti:
59' Negredo (rig.), 72' Llorente.
Arbitro:
Undiano Mallenco (Comité navarro).

Un punto su un campo difficile come quello dell'Almeria non va mai buttato, ma grande è l'amaro in bocca per un Athletic che gioca meglio e meriterebbe il bottino pieno, non trovandolo però a causa delle ormai arcinote difficoltà negli ultimi 20 metri. Non è un problema di attaccanti, non ora che Llorente sembra finalmente aver superato i dubbi amletici che lo hanno bloccato nell'ultimo biennio, ma è più che altro una difficoltà nel trovare sbocchi all'azione offensiva quando si arriva nei pressi dell'area avversaria; la squadra, insomma, anche quando domina non riesce a creare molte azioni pericolose, dunque la beffa è sempre in agguato (e anche contro la squadra di Emery abbiamo rischiato di subirla).
Caparros abbandona il 4-2-3-1 usato nelle ultime trasferte e torna al 4-4-2, cambiando però diversi elementi nei ruoli chiave: spicca soprattutto l'assenza in mediana di Orbaiz, in luogo del quale gioca Yeste, che torna dunque a interpretare il ruolo di pivote dopo diverse giornate; a sinistra si rivede Gabilondo (prova diligente la sua), in avanti c'è Etxeberria, al rientro dopo l'infortunio, in coppia con l'intoccabile Llorente. Unai Emery, il tecnico basco degli andalusi, risponde col suo 4-3-3 d'assalto e con la sua formazione-tipo, dove spicca su tutti la stellina Negredo. L'Almeria è squadra che fa del pressing alto e dei ritmi forsennati le chiavi del proprio gioco, pertanto ci si aspetterebbero i padroni di casa all'assalto e un Athletic tutto difesa e contropiede; non è così, invece, e fin dalle battute iniziali i baschi si fanno preferire nel possesso palla e nella veloce circolazione della stessa, tenendo lontano dalla propria area gli avversari grazie al baricentro alto e alla spinta sulle fasce, in particolare sulla destra dove Susaeta è come sempre il più frizzante dei suoi. Al dominio territoriale dei Leoni, purtroppo, non corrisponde un adeguato numero di palle-gol, tanto che Alves si spaventa solo a causa di una conclusione da lontano di Koikili al 10' (gran botta fuori di poco) e di due tentativi di Yeste al 22' e Gabilondo al 39', col primo in particolare che chiama il portiere di casa ad un intervento non semplice. L'Almeria non riesce a trovare il bandolo della matassa e soffre soprattutto a centrocampo, limitandosi a chiudere gli spazi nella propria trequarti ed a tentare qualche sortita in contropiede, senza tuttavia giungere mai a tirare verso la porta difesa da Armando. Al riposo è 0-0, Caparros presumibilmente dice ai suoi di affondare i colpi e l'Athletic rientra in campo deciso ad aumentare la pressione nei pressi dell'area avversaria. Al 54' i Leoni vanno vicinissimi al gol con Gabilondo, che taglia sul primo palo in direzione del cross dalla destra di Susaeta e devia di sinistro trovando però la risposta di puro istinto di Alves, bravo e fortunato nel respingere il tocco da due metri di Igor. Sembra il preludio al gol, invece a passare in vantaggio è l'Almeria, che al 59' trova l'1-0 col suo primo tiro in porta del match, peraltro su rigore; il penalty lo segna Negredo, ma il merito va alla grande giocata del nuovo entrato José Ortiz, che prende palla sulla destra, buca in diagonale la difesa dei baschi e viene atterrato ingenuamente da Yeste appena dentro l'area. Il rigore è sacrosanto e ci sarebbe pure l'espulsione di Fran, già ammonito, sul quale Undiano Mallenco sorvola non senza colpa. Se Emery è stato bravo ad inserire José Ortiz e Soriano per gli spenti Juanma e Melo, altrettanto capace si dimostra Caparros quando decide di far entrare Orbaiz, in grado di prendere d'infilata la difesa alta dell'Almeria coi suoi lanci millimetrici. I frutti del cambio si vedono due minuti dopo l'ingresso in campo di Don Pablo, al 68': lancio del navarro per Llorente, Nando salta Alves e al momento del tiro lascia all'accorrente Etxeberria, posizionato meglio, ma il piatto destro a botta sicura del capitano viene salvato sulla linea da Pulido. Etxebe si dispera per aver mancato il 100° gol in biancorosso e lascia il campo ad Aduriz, tuttavia il meritato pareggio lo sigla ancora una volta Llorente, che risponde così a Negredo nella sifda tra giovani bomber e dimostra di aver finalmente preso coscienza dei propri mezzi. L'azione è molto bella e parte dal solito lancio di Orbaiz che pesca stavolta Susaeta, bravo a far sponda di testa per Nando che irrompe e insacca con un cabezazo che toglie il tempo ad Alves e lo brucia sul suo palo. Ottenuto il pari, l'Athletic commette l'errore di rilassarsi e per poco non paga carissimo questa brutta abitudine. Emery, infatti, si rischia negli ultimi minuti Kalu Uche in avanti, la sua squadra alza il baricentro e sfiora due volte il gol, prima con un colpo di testa di Soriano che esce di pochissimo e quindi, al minuto 88, con un altro colpo di testa di Uche murato da Amorebieta, sulla cui respinta Ortiz calcia malamente a lato. Caparros fiuta l'aria che tira e corre ai ripari inserendo Ustaritz per Susaeta, cambio che blinda il pareggio e consente ai baschi di ottenere un punto comunque prezioso. La zona retrocessione è sempre in agguato e dista giusto una lunghezza...inutile dire che il match di domenica con il Valladolid assomiglia tantissimo ad uno spareggio salvezza.
I migliori e i peggiori nell'Athletic: con una difesa alta come quella dell'Almeria servivano prima le geometrie di Orbaiz, quest'anno spesso in difficoltà con ritmi di gioco elevati ma che ha dalla sua una capacità d'impostazione e un lancio lungo con pochi eguali nella Liga. Susaeta è un folletto sulla destra, peccato che talvolta manchi di lucidità al momento d chiudere l'azione, come quando, nella ripresa, tira da posizione defilata invece di servire Llorente; la sua capacità si saltare l'uomo e la sua velocità restano comunque due delle poche armi su cui i Leoni si basano per scardinare le difese altrui. Buono Gabilondo sulla sinistra, non fa niente di eccezionale ma fa sentire la sua presenza, è diligente come al solito e sfiora anche il gol. Llorente non riceve moltissimi palloni, ma quando viene messo in grado di concludere fa male: i suoi progressi sono incoraggianti e adesso Nando somma 7 reti in Liga, 5 delle quali realizzate nelle ultime sei partite.
Nessuna prestazione davvero negativa tra i baschi, anche se Etxeberria è fumoso e cade troppe volte, facendo innervosire pubblico e avversari. Yeste gioca discretamente, è generoso e si sacrifica molto in fase di copertura, peccato però per quel fallo ingenuo che finisce per sporcare una prestazione altrimenti positiva.

sabato 1 marzo 2008

Il doppio record di Jonas.


Il giovanissimo Jonas Ramalho in azione durante l'amichevole tra Athletic e Amorebieta (foto As).


Mercoledì è stato un giorno speciale per l'Athletic. Non c'entra, come ovvio, l'amichevole disputata a Urritxe contro la formazione basca dell'Amorebieta, che milita in Terza Divisione, e neppure la doppietta di Etxebe con cui i biancorossi hanno regolato i modesti avversari; no, ciò che ha reso straordinaria questa partitella non è stato un evento del campo, bensì l'esordio in maglia zurigorri di un ragazzino che non ha ancora compiuto 15 anni, Jonas Ramalho Chimeno. Il piccolo (si fa per dire, è già altro 1 metro e 80) Jonas ieri ha stabilito due record eccezionali, uno dei quali, in particolare, lo renderà immortale nella storia del club: è il più giovane esordiente di sempre in prima squadra ed è in assoluto il primo giocatore di colore a vestire la camiseta dei Leoni. Nato a Barakaldo il 10 giugno del 1993, Ramalho è figlio di una basca e di un angolano stabilitosi da molti anni in Euskal Herria, dunque non infrange minimamente la filosofia del club e anzi ne rappresenta il naturale approdo, visto e considerato il carattere multietnico della società globale nella quale viviamo. Tralasciando le stucchevoli polemiche che sono sorte intorno all'esordio di Jonas, coi soliti giornalisti da due soldi pronti a tirare fuori storie passate e a mettere in dubbio l'etica e la filosofia dell'Athletic, non possiamo che fare un grandissimo in bocca al lupo al ragazzo, difensore centrale più che promettente a cui auguriamo una luminosa carriera. Simile augurio va anche all'attaccante Iker Munian, altro giovanissimo (ha compiuto da poco 15 anni) che ieri ha esordito insieme a Jonas, ma di cui, per ovvie ragioni, si è parlato meno. Il precedente record di precocità dell'esordio in biancorosso apparteneva a Galdos, ora disperso, e a Garmendia, attuale numero 8 della prima squadra, che Jupp Heynckes fece debuttare a 16 anni in un'amichevole contro il Real Union di Irun; inutile dire che tutti speriamo che i due ragazzi terribili possano seguire le orme di Joseba e avere magari anche il suo stesso, sconfinato amore per la maglia.
Altra notizia relativa al post-partita dell'amichevole con l'Amorebieta: Del Horno ha rimediato una lesione muscolare e starà fuori almeno 3 o 4 settimane. Non ci sono davvero più parole per descrivere l'annataccia del gallartino, giunto come salvatore della patria e scomparso ben presto dall'undici titolare. Etxeberria, al contrario, ha dato buone indicazioni nel test di mercoledì e potrebbe partire titolare domenica sera ad Almeria.

martedì 26 febbraio 2008

Atletico-Athletic 1-2 (in ritardo).

Per farmi perdonare della mancata croncaca del partitone biancorosso al Calderon, posto di seguito il video della partita (spellatevi le mani sulla cavalcata di Javi Martinez e sul tacco di Llorente, mi raccomando) e il resoconto di un athleticzale che l'ha vista dal vivo allo stadio, beato lui.



UNA PASADA, CRONACA DI UNA GODURIA
di MANUEL ZARDAIN


I miei amici tifosi del Patético mi avevano detto in settimana che possedevano un abbonamento in più a disposizione per la partita contro l'Athletic, e mi avevano chiesto se volevo andare con loro. Sapevo già che la loro vera intenzione era quella di prendermi in giro, perché la cosa più probabile era che l'Atlético ci battesse, visto che era reduce da una buona striscia. Però ho risposto di sì. Quindi la domenica, alle sette e mezza, eravamo già in un bar presso il Calderón a berci una birra, e gli sfottò non si sono fatti attendere: "Non so cosa vieni a fare, Manolo. Sei masochista? Ve ne infiliamo cinque!". Io sono una persona molto cauta e sono rimasto zitto, limitandomi a sorridere e a pensare "Ride bene chi ride ultimo". Improvvisamente comincia a piovere a dirotto, e ho pensato a un segno del destino: "Il campo zuppo come ai bei tempi di Clemente"… Poi ci siamo diretti allo stadio, ci siamo seduti sotto l'acqua e la partita è iniziata.
Pronti via e Armando deve respingere un buon rasoterra di Raúl García. Al 5' sembrava l'inizio di una tragedia: un cross di Antonio López distrae Armando e senza che nessuno la tocchi la palla è in rete. Volevo morire. "Te l'avevamo detto Manolo. Anzi, ve ne infiliamo otto, non cinque!" Credo che una delle chiavi della partita siano state le marcature difensive dell'Atlético: Pablo è un buon centrale, ma Eller è pessimo. Per questo, credo, Aguirre aveva schierato Pablo in copertura su Aduriz, un attaccante molto agile che richiede più attenzione rispetto a Llorente. Eller era su Llorente, che però lo anticipava sempre. Dopo il gol dell'Atlético si registrano due giocate importanti: la traversa colpita da Luis García (sarebbe stato un eurogol) e una punizione al veleno di Yeste che per poco non uccella Abbiati e finisce in rete.
E poi l'estasi. Al 37' un fallo a favore dell'Atlético, con tutto l'Athletic arroccato in difesa, viene giocato male, Javi Martínez prende il pallone nella propria area e comincia una cavalcata vertiginosa verso Abbiati (ricordate il gol di Maradona all'Inghilterra? Se Javi fosse nato a Lanús, anziché a Lizarra, adesso la sua giocata verrebbe continuamente riproposta dalle tv di mezzo mondo). Javi Martínez inizia a dribblarne uno, due, tre, scansa un possibile fallaccio di Pernía - nel frattempo Susaeta sta dando vita ad altrettanta cavalcata sulla sinistra, e Yeste sulla destra - e alla fine cede il pallone a Markel, che, invece di calciare di prima col sinistro aspetta di avere il pallone sulla sua gamba, la destra, e scaglia il pallone a fil di palo. Un delirio!!!!
Da lì in avanti il gioco si fa "cattivo", soprattutto tra Kun e Amorebieta. Tra l'altro, Amorebieta superbo!!!! Questo ragazzo ha iniziato la carriera con qualche prestazione in tono minore e addirittura qualche autogol, ma poco a poco è emerso. Si dice che molte squadre lo stiano seguendo, Macua blindalo!!!! Sul finire dei primi 45', forse in fuorigioco sì, ma millimetrico, Llorente insacca il raddoppio.
Nella pausa i miei amici non scherzavano più, sebbene qualcuno mi abbia detto: "Finisce 5-2". Gli ho risposto che sembrava un'affermazione arrogante, molto madridista e che alla fine se ne sarebbe pentito.
La ripresa ha avuto momenti molto aspri, anche per le condizioni del campo. Entrate dure, si capiva che qualcuno avrebbe visto il rosso: Amorebieta, Javi Martínez, Agüero, Pernía, Javi García… È toccato a quest'ultimo (forse un po' fiscalmente), ma anche Pablo andava sbattuto fuori per gomitata volontaria in faccia ad Aduriz (in area, ci stava anche il rigore!).
Be', alla fine una giornata da ricordare. È valsa la pena di bagnarsi fino al midollo.

25a giornata: Athletic 1-2 Villarreal.

Richiedo scusa ai lettori per l'assenza settimanale, causata da impegni lavorativi (o meglio, di ricerca di lavoro e non di lavoro vero e proprio, purtroppo). Cercherò di non assentarmi più così a lungo, promesso!

Athletic Club: Armando; Iraola, Ocio, Amorebieta, Koikili; Susaeta (83' Gabilondo), Muñoz (68' David López), Javi Martínez, Yeste; Aitor Ramos (46' Aduriz), Llorente.
Villarreal: Diego López; Ángel, Gonzalo Rodríguez, Godin, Capdevila; Cani, Eguren, Senna, Mati Fernández (74' Cazorla); Nihat (71' Tommason), Guille Franco (88' Bruno).
Reti: 4' Llorente, 65' Guille Franco, 82' Capdevila.
Arbitro: Fernández Borbalán (Colegio Andaluz).

Solita storia, solito Athletic. Dopo la bella e convincente vittoria di Madrid, per la cui mancata cronaca ancora mi scuso (e sì che la cavalcata "maradoniana" di Javi Martinez sul gol di Susaeta e il "taconazo" di Llorente avrebbero meritato molto più di due righe di cronaca), i Leoni mostrano ancora una volta la loro mancanza di continuità e si fanno mettere sotto da un Villarreal che, dopo i primi 45', era praticamente alle corde. Sfuma così la possibilità di ottenere tre risultati utili consecutivi, cosa mai successa quest'anno, e di dare un addio quasi definitivo alla zona retrocessione, che torna invece pericolosamente vicina, visto che adesso dista solo due punti.
Caparros conferma il 4-4-2 casalingo, con Yeste e Susaeta sulle fasce ed il giovane Ramos a fianco di Llorente, che sta forse attraversando il miglior periodo della sua carriera (escluso il formidabile esordio nell'era Valverde); Muñoz sostituisce a centrocampo l'infortunato Orbaiz, mentre Aitor Ocio riprende il suo posto al centro della difesa dopo la squalifica. Il Villarreal, senza la stellina Rossi, sale a Bilbao desideroso di rivincita dopo l'eliminazione dalla Coppa UEFA per mano dei russi dello Zenit e schiera dal primo minuto Mati Fernandez, che gioca a supporto del tandem Franco-Nihat. Pronti via e i biancorossi passano alla prima azione: Susaeta riceva da Yeste, centra un pallone col contagiri dalla destra e pesca in area Llorente, che si fa trovare pronto all'appuntamento con la sfera e la deposita in rete con un tocco felpato di sinistro. E' il minuti numero 4 e per i Leoni la strada si fa in discesa grazie al quarto gol di Nando nelle ultime cinque partite, un incoraggiante segnale di maturazione per l'attaccante da cui dipenderà molto del destino futuro dell'Athletic. Sul campo gli uomini di Caparros legittimano il vantaggio con una condotta di gara esemplare: squadra corta, pressing continuo e manovra ariosa sono le carte che i baschi mettono sul tavolo, evidentemente migliori rispetto a quelle che Pellegrini pesca dal suo mazzo. Non c'è infatti traccia del Villarreal nel primo tempo, eccezion fatta per un colpo di testa di Guille Franco al 35', mentre i padroni di casa macinano calcio e vanno più volte vicini al raddoppio; Diego Lopez dice no alle conclusioni di Susaeta al 17' e Koikili al 46', mentre al 30' è Capdevila che salva il proprio portiere ormai scavalcato dalla conclusione di Markel, attivo ed elettrico come al solito. Non arrivare al 2-0 è l'unica pecca dell'Athletic in una prima frazione assolutamente dominata, ma questa lacuna verrà pagata molto cara nel prosieguo dell'incontro. Il Submarino Amarillo che rientra in campo dopo l'intervallo, infatti, non è neppure parente della squadra timorosa e balbettante dei precedenti 45 minuti e la partita si fa più equilibrata, anzi, man mano che i minuti passano sono gli ospiti a prendere campo mentre i Leoni rinculano e si fanno paurosi, come quasi sempre accade nei secondi tempi in casa. Logico dunque che il Villarreal crei diverse palle-gol e infine pareggi al 65' con Guille Franco, il messicano dai piedi di marmo che stavolta controlla benissimo il cross dalla destra di Angel e spedisce la sfera sotto l'incrocio alla sinistra di Armando. Se anche certa gente si mette a fare i golazos significa che la partita volge al peggio, e infatti, cvd, dopo l'1-1 gli uomini di Pellegrini dominano incontrastati (inutili e forse deleteri i cambi di Caparros) e finiscono per mettere dentro anche il pallone della vittoria. Accade al minuto 82 e l'autore della rete decisiva è Capdevila, che scaglia un sinistro dentro l'area ed è fortunato a trovare la deviazione di Javi Martinez che mette fuori causa Armando. I baschi accusano il colpo e stentano ad organizzare un assalto finale all'arma bianca, ma all'ultimo minuto di recupero Koikili ha sul sinistro il pallone del pari: piccolo grande Koi spara, Diego Lopez è battuto, la sfera però preferisce fare una capatina in curva e non entra nei tre pali per la disperazione dei tifosi.
Finisce dunque col trionfo del Submarino Amarillo, che da un paio d'anni a questa parte raccoglie il bottino pieno a Bilbao senza meritarlo troppo. In casa Athletic ci sono segnali positivi, ma anche tanta, troppa amarezza per l'ennesimo risultato gettato al vento, e sinceramente non ci sono più parole per descrivere la metamorfosi di questa squadra tra il primo e il secondo tempo della quasi totalità delle gare casalinghe: paura di perdere, mancanza di cattiveria, cali di concentrazione, scarsa condizione fisica, sfortuna...cosa sarà? Ai posteri l'ardua sentenza, nella convinzione che anche quest'anno ci sarà da soffrire per ottenere la salvezza.

mercoledì 13 febbraio 2008

Grande notizia: i prodotti della Marca Athletic in Italia!

Affido alle parole di Simone Bertelegni la presentazione di questa bella novità che riguarda il mondo Athletic e l'Italia.

Prima di tutto i fatti: i prodotti ufficiali della Marca Athletic sono in vendita anche in Italia, presso Walk On, Piazza Bazzi 2, 20144 Milano, e sul sito www.walkonmilano.com. Questo in estrema, estremissima sintesi, tanto per farvi capire se vale la pena continuare a leggere questo chttp://logga.me/athletic/wp-admin/edit-comments.phpomunicato o meno.

Per gli interessati, dunque, un po’ di storia. Tutti gli appassionati dell’Athletic sanno che da quando la squadra produce direttamente il proprio materiale sportivo (2002) è divenuto impossibile reperirlo non solo in Italia, ma sostanzialmente ovunque nel mondo (si fa fatica persino al di fuori dei Paesi Baschi…). Questo a causa di una politica distributiva e di marketing semplicemente miope.
Qualche mese fa il nostro socio Lorenzo Barbiero aveva fatto un tentativo presso un negozio di Milano veramente fornito: Walk On. Vi potete trovare innumerevoli prodotti calcistici ufficiali, anche di squadre minuscole o di serie minori, come la maglia della nazionale di Cipro o del Wisla Cracovia, tanto per citare due piccole realtà a caso. Ma il povero Lorenzo non vi aveva trovato l’agognata maglia biancorossa e ha inviato la sua segnalazione alla peña. Da parte nostra, abbiamo contattato Walk On e, in seguito alla segnalazione di Andrea Iacazzi, il titolare, che si era detto letteralmente impossibilitato all’importazione vista la chiusura in tal senso della società, abbiamo cercato di fare da ambasciatori tra Walk On e l’Athletic. Tutto si è impantanato in un mare di burocrazia e scarsa propensione all’export, e, poiché voci di corridoio prefiguravano l’uscita di una nuova maglia biancorossa ad agosto 2007, tutto è stato procrastinato a settembre, sempre del 2007.
Qui finiscono i - piccoli – meriti della nostra peña, perché con settembre è tutto merito della caparbietà di Andrea se oggi siamo qui a dirvi che numerosi prodotti biancorossi sono oggi disponibili presso Walk On: oltre alla prima maglia (S, M, L, XL) anche la splendida maglia da trasferta nera con leone (M, L, XL), uno dei modelli di polo (S, M, L, XL), un modello di cappellino e un modello di sciarpa. Ciò si aggiunge alla replica della maglia dell’Athletic degli anni ’70 (M, L, XL), da tempo già disponibile presso Walk On perché prodotta da un’altra impresa.
In virtù di questo risultato, l’Italia è il primo Paese extraiberico (Paesi Baschi, Spagna, Andorra, ma non Portogallo) a importare i prodotti della Marca Athletic, dato che la dice tutta sulla sinergia tra i calciofili del nostro Paese e il club bilbaino.
Sentiamo già le grida di alcuni di voi: «Io abito in Sicilia, a Milano ci sono andato una volta nella vita durante il servizio militare». Non vi preoccupate. Walk On è un vero e proprio negozio elettronico, i cui prodotti sono acquistabili via internet e vengono poi spediti a domicilio.

Il link alla pagina dei prodotti biancorossi è:
http://www.walkonmilano.com/schede/index.php?ID=96&IDList=92

Vale la pena ricordare che i prodotti della Marca Athletic magari non sono i più economici nella storia dei prodotti calcistici, ma di certo sono tra i più etici, essendo fabbricati in uno stabilimento biscaglino che vincola i lavoratori a standard retributivi, sindacali e di sicurezza occidentali e non da sudest asiatico.
Vi ricordiamo inoltre che presso Walk On sono anche disponibili numerosi prodotti della Nazionale basca di calcio, fabbricati in Gipuzkoa secondo gli standard di cui sopra.

Il link alla pagina dei prodotti della Euskal Selekzioa è:
http://www.walkonmilano.com/schede/index.p...=562&IDList=152

martedì 12 febbraio 2008

23a giornata: Athletic 1-0 Levante.

Mi scuso con i lettori per la settimana di latitanza, ma impegni pressanti mi hanno impedito di aggiornare il blog e riportarvi la cronaca della sconfitta di Saragozza. Riprendo dalla partita di ieri, buona lettura!

Athletic Club: Armando; Iraola, Ustaritz, Amorebieta, Del Horno; David López (67' Cuéllar), Orbaiz, Javi Martínez, Yeste (81' Garmendia); Ramos (27' Aduriz), Llorente.
Levante UD: Kujovic; Descarga, Serrano, Álvaro, David; Ettien (60' Riga), Miguel Ángel, Berson, Courtois; Pedro León, Iborra (68' Saúl).
Reti: 55' Llorente.
Arbitro: Pérez Burrull (Colegio Cántabro).

E' una boccata d'ossigeno puro il risultato dell'incrocio ad alto rischio col Levante di De Biasi, squadra sconclusionata e alla frutta quanto si vuole, ma capace di mettere insieme 7 punti nelle ultime tre giornate e salita a Bilbao con l'idea di proseguire la propria serie positiva. L'Athletic ha fatto sua la gara, soffrendo moltissimo, al solito, dopo aver segnato, tuttavia non bisogna fare troppo gli schizzinosi: contava vincere, solo quello, e i Leoni ci sono riusciti.
Caparros cambia ancora schema e per la partita contro una delle squadre più perforate della Liga sceglie il 4-4-2, spostando Yeste sulla fascia sinistra e mettendo Aitor Ramos, e non Aduriz, a fare compagnia in avanti a Llorente; con Koikili infortunato, l'altra novità di giornata è il ritorno tra i titolari di Del Horno, fin qui più presenza astratta che altro. C'è grande curiosità verso l'accoglienza che il San Mamés tributerà proprio a Del Horno e al suo compare di scorribande Yeste, criticati pesantemente in settimana a causa della loro movimentata vita notturna, e in effetti il pubblico si divide, ci sono applausi ma anche fischi, tutto il contrario del calore mostrato dai tifosi biancorossi al portiere Armando, subito titolare domenica scorsa a Saragozza e confermato da Jokin (povero Aranzubia, scavalcato anche da un 37enne...). Il Levante scende in campo molto prudente e lascia palla e inziativa all'Athletic, consapevole che nove volte su dieci i baschi non sanno che farsene nè dell'una nè dell'altra...e in effetti la grigia giornata dei biancorossi conferma appieno questo trend. Per vedere qualcosa bisogna aspettare il 27' e non è un'occasione da rete, bensì l'uscita dal campo di Aitor Ramos, infortunato e sostituito da Aduriz. L'Athletic si fa vedere spesso su palla inattiva (due volte Yeste pesca Del Horno su punizione, tuttavia l'asse tra i due "viveur" non si traduce in gol), gli ospiti salgono col contagocce eppure riescono ugualmente a rendersi pericolosi con una punizione maligna di Courtois che attraversa tutta l'area e viene poi disinnescata da Del Horno, bravo ad anticipare un paio di levantini appostati per la deviazione. Al 29' i Leoni danno segni di vita grazie a Yeste, che salta un avversario e crossa (male) trovando la respinta della traversa, senza che David Lopez e Llorente riescano poi a ribadire in gol. Resta però un episodio isolato nel contesto di una partita mal giocata da entrambe le parti e che vede diversi giocatori bilbaini sottotono; tra questi non vi è Fernando Llorente, autore di alcune belle sgroppate palla al piede e abbastanza pericoloso anche in area levantina, come dimostra la traversa colta al 45' su corner di David Lopez. All'intervallo il computo dei legni colpiti vede l'Athletic in vantaggio per 2-0, ma subito in avvio di ripresa il Levante accorcia le distanze in questa speciale gara, cogliendo un palo a portiere battuto grazie ad un colpo di testa di Miguel Angel. Il pericolo sveglia gli uomini di Caparros, che prima sfiorano il vantaggio con Aduriz e quindi passano con un colpo di testa di Llorente, servito alla perfezione da un cross di Aritz innescato a sua volta da un rinvio sbagliato di Kujovic. Da qui in avanti è sofferenza continua per i tifosi biancorossi perchè, come accade ogni volta che vanno in vantaggio, i Leoni rinculano, si chiudono a protezione della propria area e rischiano di subire il gol avversario; anche un rivale modestissimo come il Levante fa paura e ci vuole tutta la sicurezza del veterano Armando per sbrogliare le mischie provocate dai "pelotazos" della banda De Biasi, unico schema offensivo messo in pratica dai valenciani. In più, Amorebieta e Ustaritz giocano come gladiatori e non concedono vere e proprie occasioni agli attaccanti ospiti, dunque al fischio finale il misero golletto di scarto è mantenuto e permette all'Athletic di incamerare tre punti preziosissimi in chiave salvezza. Il Levante, di contro, saluta la Primera già a partire da oggi, visto che ha 12 punti di distacco dalla zona salvezza, le casse sociali senza nemmeno un euro e un gioco (se così si può chiamare) degno più di un campionato amatori UISP che della Primera division spagnola. E quest'ultimo dato rappresenta una nota ulteriore di demerito nei confronti dei Leoni, poco pericolosi per 60' e incredibilmente timorosi una volta trovato il gol; se certi atteggiamenti sono più comprensibili di fronte a squadre di una certa caratura, è inammisibile riscontrarli perfino contro avversari tecnicamente ai limiti della decenza. Quattro anni fa partite del genere si vincevano 3-0, torneremo mai a quei tempi felici?

sabato 2 febbraio 2008

Ritorno dei quarti di Copa del Rey: Athletic 3-3 Racing.

Athletic Club: Aranzubia; Expósito (75' Garmendia), Ocio, Amorebieta, Koikili; Susaeta, Muñoz, Yeste, Gabilondo (75' David López); Aitor Ramos (61' Aduriz), Llorente.
Real Racing Club: Coltorti; Pinillos, Oriol, César Navas, Luis Fernández (46' Ayoze); Jorge López (37' Pablo Álvarez), Colsa, Duscher, Oscar Serrano; Bolado (61' Smolarek), Tchité.
Reti: 18' Amorebieta, 24' Muñoz (rig.), 53' Duscher, 55' Susaeta, 72' Tchité, 92' Oscar Serrano.
Arbitro: Rubinos Pérez (Comité Madrileño).

Ci abbiamo creduto. Alzi la mano chi, sul 2-0, non ha visto le semifinali. Ad inizio ripresa la bilancia pendeva senza dubbio dal lato biancorosso, anche perchè il più (restituire al Racing i due gol dell'andata) era fatto e l'entusiasmo del pubblico sembrava aver contagiato anche i giocatori. Invece gli uomini di Marcelino hanno avuto la forza di reagire e, aldilà delle polemiche sul rigore (nettissimo) negato a Gabilondo sul punteggio di 3-1, hanno meritato il passaggio del turno. Resta un grande amaro in bocca, ma bisogna comunque tributare un applauso alla squadra, scesa in campo con atteggiamento pugnace ed arresasi all'evidenza solo dopo il gol di Tchité.
Dopo un inizio di gara stentato, nel quale il Racing pressa e tappa tutti gli spazi, l'Athletic passa improvvisamente in vantaggio al 18' col primo gol ufficiale in maglia biancorossa di Amorebieta, che stacca più in alto di tutti sulla solita punizione tagliatissima di Yeste e indirizza la palla nell'angolino alla destra di Coltorti. La rete galvanizza i baschi che, spinti dall'incessante tifo dei 40.000 del San Mamés, stringono i tempi e raddoppiano dopo 6 minuti grazie ad un rigore impeccabile di Muñoz, penalty procuratosi da Llorente che fa un gran numero nello stretto (dribbling di tacco in mezzo a tre avversari!) e viene steso al momento del tiro. Al 24' è 2-0, stesso punteggio con cui il Racing aveva vinto a Santander una settimana fa, dunque il passaggio del turno è assolutamente in bilico. Colsa al 31' va vicino a segnare con un tiro da fuori, i Leoni capiscono di non poter rischiare e tirano un po' i remi in barca, accontentandosi di aver rimesso il match in careggiata nella prima mezz'ora e conservando le forze per il probabile forcing della ripresa. Il secondo tempo, però, inizia in maniera molto blanda per i biancorossi...forse troppo. Dopo una buona iniziativa del vicace Aitor Ramos, infatti, l'Athletic perde mordente e finisce per incassare il 2-1 da Duscher, che finalizza un'elaborata azione del Racing con un piattone destro dal limite dell'area; evidente, in ogni caso, l'errore di Aranzubia, che non esce sul primo cross di Pablo Alvarez da cui poi nasce il contro-cross per la rete del centrocampista argentino. Ora ai Leoni servono altri due gol per passare, ma passano appena 120 secondi ed ecco la rete di Susaeta, che approfitta di una respinta di Coltorti su sventola di sinistro di Llorente (gran partita di Nando) per siglare il 3-1 della speranza. Il telecronista commenta con un "può succedere di tutto a Bilbao", e in effetti la sensazione è quella. Al 65' accade l'episodio che, a detta di mister Caparros, indirizza la qualificazione verso la Cantabria: Gabilondo si libera in area, viene servito con una palombella e sta per colpire, quand'ecco Pinillos spingerlo nettamente da dietro impedendogli d'impattare col pallone. E' un rigore solare, il signor Rubinos Pérez non è però di questo parere e lascia proseguire. Le speranze dell'Athletic di passare il turno ricevono una bella botta e crollano definitivamente al 72' per mano di Tchité, che segna il terzo gol in un mese ad Aranzubia insaccando da un metro dopo uno splendido schema su punizione (pallonetto di Colsa, testa di Smolarek e gol del burundese). I baschi issano bandiera bianca, protestano per altri due episodi in area cantabra (un "mani" e una caduta di Llorente su uscita di Coltorti), ma in definitiva non si rendono più pericolosi. La festa racinguista si completa in pieno recupero grazie ad Oscar Serrano, che scappa sulla fascia sinistra, entra in area e buca Aranzubia con un tiro non proprio irresistibile, alimentando il rimpianto bilbaino per l'assenza di Gorka Iraizoz. Termina dunque ai quarti l'avventura biancorossa in Copa del Rey, un risultato comunque migliore rispetto agli ultimi due anni alquanto deificitari; la squadra, poi, ha dimostrato di crederci, e questo è molto importante anche in vista del difficile impegno liguero in casa del Saragozza. Il San Mamés applaude, bravi lo stesso ragazzi.

giovedì 31 gennaio 2008

Un portiere per l'Athletic.

Se ne parlava già da alcuni giorni, ma è di oggi l'ufficializzazione del passaggio dal Cadiz all'Athletic del 37enne portiere Armando Riveiro De Aguilar Malda, semplicemente Armando. Il suo arrivo a titolo gratuito (il club andaluso, gentilissimo, ha svincolato il giocatore) coprirà l'assenza fino alla prossima stagione di Gorka Iraizoz, visto che il giovane Raul, fin qui secondo di Aranzubia, non è ritenuto ancora pronto per la prima squadra. Armando viene a Bilbao per un tozzo di pane (guadagnerà quanto un ragazzino del Bilbao Athletic che gioca in Prima Squadra) ed è quindi evidente il suo desiderio di giocare nella squadra del cuore, anche se solo fino a giugno; tutto ciò non può che farmelo rimanere subito simpatico, ma non cancella le perplessità riguardo a questa operazione. Niente da obiettare sulla bontà del portiere biscaglino, momumento vivente del Cadiz e capace di passare con gli andalusi dalla Segunda B alla Primera, però c'è molto da dire sulla gestione del mercato da parte della giunta Macua. Avevamo infatti un terzo portiere, Unai Alba, che è stato praticamente regalato all'Hercules senza nemmeno pretendere una clausola che permettesse di riprenderselo entro due anni pagando una cifra minima, clausola che peraltro è prassi comune in Spagna (grazie a questa, per esempio, è stato ri-acquistato Unai Exposito dall'Osasuna). Ora Alba, diventato tiolare inamovibile ad Alicante, è richiesto da diverse squadre di Prima Divisione, su tutte il Valencia, e l'Athletic non ha potuto riprenderselo...il club in realtà ci ha provato, ma si è visto giustamente sbattere la porta in faccia dall'Hercules e dal giocatore, bellamente scaricato dopo una mezza stagione in cui non ha mai esordito. La vicenda si commenta da sola. Se a tutto ciò si aggiunge che Raul, da tutti presentato come una grandissima promessa, non viene ritenuto neppure in grado di fare il secondo ad Aranzubia, il quadro è completo. Vabbè, meglio non pensarci troppo. Dò il mio personale benvenuto ad Armando e gli auguro di poter coronare il suo sogno di bambino, quello di difendere almeno una volta la porta che fu di Iribar al San Mamés.

Ecco la scheda del giocatore:
ARMANDO Riveiro De Aguilar Malda
Sopelana (Bizkaia)
España
Nacido el 16 de enero de 1971 (37)
180 cm
79 kg
0 veces internacional

Caparros ha diramato oggi le convocazioni per la partita di ritorno dei quarti di finale di Coppa del Re con il Racing Santander, in programma domani alle 20 a Bilbao. Spicca l'assenza per scelta tecnica di Del Horno, autore di una temporada fin qui indecente, mentre Javi Martinez, Orbaiz e Iraola restano fuori per gli infortuni sofferti domenica contro il Barça. Murillo e Tiko, titolare negli ultimi incontri coperi, sono anch'essi esclusi per scelta tecnica, Etxeberria ha recuperato dopo il lungo stop ma Caparros non vuole rischiarlo in vista della prossima partita di Liga con il Saragozza. Questa la lista completa dei convocati: Aranzubia, Raúl, Expósito, Ustaritz, Amorebieta, Koikili, Aitor Ocio, Garmendia, Gabilondo, Muñoz, Yeste, David López, Susaeta, Llorente, Aduriz e Aitor Ramos.

martedì 29 gennaio 2008

21a giornata: Athletic 1-1 Barcelona.


Llorente esulta col pubblico dopo il gol del pareggio (foto Gara).

Athletic Club: Aranzubia; Iraola, Ocio, Ustaritz, Koikili; Orbaiz, Javi Martínez (69' Llorente); Susaeta (46' Garmendia), Yeste, David López; Aduriz (46' Aitor Ramos).
FC Barcelona: Valdés; Zambrotta, Thuram, Puyol, Sylvinho; Iniesta, Xavi (63' Edmilson), Deco; Messi, Bojan (77' Gudjohnsen), Henry.
Reti: 34' Bojan, 78' Llorente.
Arbitro: Undiano Mallenco (Comité Navarro).

Grande, grandissimo Athletic. Uno dei limiti più evidenti di questa squadra è sempre stato il non riuscire a reagire una volta andata in svantaggio (mentre troppe volte si è fatta recuperare dopo aver segnato), ma proprio contro il fantastico Barcellona la "garra" dei Leoni emerge di prepotenza e li conduce al pareggio, giunto quasi in chiusura di gara. Splendido il pubblico, che per 90 minuti incita incessantemente i biancorossi, coraggioso Caparros con le sue mosse a partita in corso e davvero encomiabili i giocatori, che non mollano anche quando tutto sembra perduto e riescono a mettere in cascina un punto che vale oro.
Il Barcellona sale a Bilbao forte di una difesa che non incassa gol da quattro partite, e nonostante assenze pesanti (Eto'o e Touré impegnati in Coppa d'Africa, Ronaldinho e Marquez infortunati) può gioire per la presenza di Messi, che va a dar manforte a Henry e Bojan in avanti. Caparros si affida ancora al 4-2-3-1, schema che sembra aver scelto in pianta stabile, e schiera la formazione-tipo delle ultime domeniche; spazio dunque ad Aduriz e Susaeta, Koikili riprende il suo posto a sinistra e Ustaritz sostituisce lo squalificato Amorebieta. Il Barça deve vincere per mettere pressione al Real Madrid, impegnato nel posticipo serale, ma è l'Athletic che dopo 2 minuti si fa vedere con una gran staffilata di Orbaiz su cui Valdes è pronto alla deviazione in angolo. I Leoni giocano più convinti e dimostrano che il loro allenatore è un vero mago quando deve preparare partite in cui bisogna soprattutto difendersi; visto che il Barcellona gioca molto in orizzontale, stavolta la squadra basca non pressa altissimo come contro il Siviglia, ma aspetta nella propria metà campo i balugrana lasciando nella trequarti avversaria Aduriz e, a turno, qualche centrocampista offensivo. Gli spazi risultano perciò più che intasati e molte volte Thuram e Puyol, dai piedi dei quali iniziano le azioni palla a terra dei catalani, sono costretti al lancio lungo o a sterili scambi tra di loro. Risultato: nel primo quarto d'ora il Barça non tira nemmeno una volta. L'Athletic, splendido quando deve difendere, mostra le solite lacune quando deve passare alla fase offensiva; a dir la verità i Leoni paiono più volenterosi e ispirati rispetto ad altre occasioni, ma tirando le somme riescono a collezionare solo un cabezazo fuori di molto di Aduriz e un paio di percussioni interessanti disinnescate al limite dell'area, anche perchè Yeste, incaricato come sempre dell'ultimo passaggio, sembra girare a vuoto. Al 17' si vedono finalmente gli ospiti, che si fanno vivi dalle parti di Aranzubia con un sinistro da fuori di Messi, controllato in due tempi, e non senza patemi, dall'estremo difensore riojano. E' solo un fuoco di paglia, perchè l'Athletic continua a giocare una partita esemplare in fase di non possesso, coprendo alla perfezione i tagli degli esterni avversari (Henry e Messi, non proprio Paperino e Paperoga) e costringendo gli uomini di Rijkaard a far girare la sfera solo per vie orizzontali, senza mai prestare il fianco alle verticalizzazioni dei centrocampisti culé. Il tecnico olandese decide che così non va e sposta Bojan a destra e Messi centrale, sottraendo l'argentino alla marcatura impeccabile di Koikili e lasciandolo libero di svariare, arretrare a prendere palla per servire i compagni di reparto o tentare lo sfondamento centrale. Intorno alla mezzora, però, sono i Leoni che ruggiscono nei pressi di Valdes, e se la prima occasione è poco pericolosa (tiro floscio di Javi Martinez dopo una bella azione sull'asse Susaeta-Yeste), la seconda è la più ghiotta della partita. Al 33', infatti, David Lopez scappa sulla sinistra e mette al centro, Aduriz tira una prima volta su Puyol, vince il rimpallo e ha sul destro una palla che chiede solo di essere messa in porta...purtroppo per i biancorossi, Aritz la colpisce in scivolata, troppo sotto, e la sfera malvagia si alza sopra la traversa col portiere del Barça immobile e già battuto. Nemmeno il tempo di mangiarsi le mani che i catalani, seguendo l'immutabile adagio del "gol sbagliato, gol subito", ci castigano al primo ribaltamento di fronte. Iniesta vede non si sa come (che giocatore Andrés) il taglio di Messi, Aranzubia esce alla disperata e riesce a respingere, Deco però è più lesto dei difensori rojiblancos e serve a destra Bojan, il cui sinistro è una rasoiata imprendibile per Dani. 1-0 culé, risultato invero poco meritato. I baschi accusano il colpo e non riescono a reagire, il Barcellona controlla e pertanto il tempo si chiude col vantaggio propiziato dal giovane fenomeno serbo-catalano. Al rientro in campo tutti si aspettano un Athletic a due punte, invece Caparros è di un altro avviso e decide di non toccare il modulo, cambiando però due dei suoi interpreti. Fuori Susaeta e Aduriz, entrano Garmendia e il canterano Aitor Ramos, al suo esordio in Liga con la maglia zurigorri; Yeste va a sinistra e David Lopez a destra, mentre Joseba si sistema dietro il numero 45. Una mossa a sorpresa che nei primi minuti non sembra azzeccata. I Leoni rischiano infatti di beccare il secondo gol per due volte in un minuto, prima al 46', con un contropiede sviluppato da Messi e chiuso da Henry con un destro fuori di un niente, e quindi al 47', sempre in virtù di un'azione dell'argentino, che penetra in area da destra, salta un paio di uomini e centra per Deco che conclude clamorosamente alto dal dischetto. Passato il pericolo, l'Athletic ci mette un po' ad organizzarsi e se Garmendia appare in palla, Aitor Ramos non riesce a compensare con la generosità il gap di esperienza e forza fisica che lo separa dalla coppia Thuram-Puyol, troppo grande per fare di lui l'unico riferimento offensivo della squadra. I Leoni si fanno vedere con un destro da fuori di Javi Martinez, maestoso in mediana, agguantato senza troppi problemi da Valdes, però non danno mai l'impressione di poter veramente rendersi pericolosi. La buona volontà e l'impegno non mancano, ma il Barcellona non deve patire troppo per fermare sul nascere le iniziative dei padroni di casa e prova ad addormentare il match, rinunciando quasi ad attaccare per non rischiare di subire il contropiede dei baschi. Caparros decide così di giocarsi, finalmente, le due punte e butta dentro Llorente per l'infortunato Javi Martinez, preda (a quanto ho potuto vedere) di forti crampi. Garmendia si sistema accanto ad Orbaiz in mediana e anche Yeste e David Lopez arretrano il loro raggio d'azione, con Nando come boa centrale e Aitor Ramos nel ruolo di guastatore su tutto il fronte d'attacco. Chi rischia di segnare è però Puyol, che si sgancia con un tempismo perfetto e si trova libero di concludere col sinistro su un invito da destra: Ustaritz si immola e riesce a deviare in corner. Quando tutto sembra perduto e anche i giocatori paiono aver perso le motivazioni (emblematico un cross di Yeste direttamente nella Norte 30 secondi prima del gol), i Leoni riescono a pareggiare grazie all'azione di due giocatori che nel Bilbao Athletic formavano un tandem prolifico, Garmendia e Llorente. Joseba vince un duello di testa con Sylvinho e scappa a destra, mette al centro eludendo l'intervento di Puyol e trova Nando pronto all'appuntamento con il gol del pari. Non è chiaro se il nostro numero 9 tocchi il pallone spedendolo su Thuram o se faccia tutto il francese nel tentativo di anticiparlo, ma il tabellino ufficiale della LFP assegna il gol a Llorente e sono ben felice di adeguarmi. Il pubblico del San Mamés invita i suoi beniamini a cercare il raddoppio, l'Athletic ci crede ed è il Barça che deve difendersi nel concitato finale. Thuram si riscatta per essersi fatto bruciare da Llorente in occasione del gol e mette due pezze davvero provvidenziali, prima anticipando proprio Nando sul servizio di Aitor Ramos e quindi murando in corner una conclusione da dentro l'area di Garmendia, eccezionale nel dribblare nello stretto due difensori catalani prima di andare al tiro. Dopo un break di Messi, che semina il panico in area per poi crossare forte senza trovare la deviazione giusta, al minuto 85' ci prova anche Aitor Ramos, che con un puntero al fianco riesce a mostrare qualità interessanti, ma il suo diagonale non è difficile per un portiere del calibro di Valdes. L'ultimissima occasione è per Yeste, il cui sinistro dal limite al 90' è deviato da Thuram fuori di un metro. Undiano Mallenco fischia la conclusione dopo 3' di recupero e sancisce il pareggio nel classico tra Athletic e Barcellona, risultato giusto per quanto visto in campo ma che non può non lasciare l'amaro in bocca agli uomini di Rijkaard, peraltro finiti a -9 dopo la vittoria del Real Madrid con il Villarreal. Ai blaugrana l'amarezza per non essere riusciti a chiudere la contesa quando potevano, a noi biancorossi la soddisfazione di aver ottenuto un risultato prestigioso grazie ad un ottimo primo tempo e ad una ripresa bruttina sì, ma nella quale c'è stata più convinzione del solito. Non era facile rimontare contro una squadra di palleggiatori come quella catalana, i Leoni ce l'hanno fatta e gliene rendiamo merito. Peccato per il solito calo nel secondo tempo, anche se stavolta va detto che il gol di Bojan ha tagliato le gambe ai nostri e ha permesso al Barça di rientrare giocando quasi sul velluto. Il punto ottenuto è davvero importante, perchè ci permette di distaccarci (seppur di una sola lunghezza) dalla zona retrocessione e di affrontare con più serenità la trasferta di domenica prossima a Saragozza. Prima, però, c'è il ritorno di Coppa col Racing; servirà un'impresa, ma soprattutto servirà la convinzione vista con il Barcellona.
I migliori e i peggiori nell'Athletic: partita "monstre", a parer mio, quella di Javi Martinez, che fa intravedere quale sia il suo potenziale proprio di fronte ad una delle squadre più forti d'Europa. Furibondo nel suo pressing sui centrocampisti blaugrana, il navarro è ovunque si apra una falla, sulla mediana come al limite dell'area, e stavolta si fa anche vedere in avanti con un paio di tentativi da fuori. Instancabile, sempre lucido nel cercare l'appoggio sui compagni smarcati, interrompe l'azione avversaria anche con le cattive ed è sempre pronto a far ripartire quella biancorossa. Stremato, si arrende alla fatica a 20 minuti dal termine, ma dimostra di poter diventare davvero uno dei migliori centrali di centrocampo della Liga (se solo Caparros gli lasciasse un po' di libertà in impostazione...). Mi è piaciuto molto Garmendia, giocatore che mi sta entrando nel cuore per il suo attaccamento alla maglia e per il modo in cui "sente" le partita; il suo ingresso, poi, è decisivo, visto che il pareggio nasce da una sua bella azione personale. Joseba ha grinta, generosità e anche una tecnica non indifferente, come dimostra con una discesa da slalomista in area avversaria, e merita la fiducia che gli sta concedendo ultimamente Caparros. Prova maiuscola di tutta la difesa: Koikili, umiliato da Messi nell'andata al Nou Camp, stavolta lo limita alla grande, Iraola annulla Henry, Aitor Ocio è il comandante ideale del reparto e Ustaritz compie almeno un paio di interventi risolutori. Un plauso a Llorente, che si fa male dopo un minuto dal suo ingresso, resta stoicamente a lottare in campo e segna il suo terzo gol stagionale. Susaeta, sostituito dopo 45', non mi era dispiaciuto nonostante qualche errore di troppo, e mi sento anche di promuovere Aitor Ramos: manca di malizia e mi sembra troppo leggerino per fare l'unica punta, ma è vivace, disturba sempre il portatore di palla nella trequarti avversaria e non mostra grandi timori reverenziali.
Yeste incappa in una di quelle giornate in cui l'indolenza sopravanza la sua grande classe: sbaglia moltissimo, rallenta troppo l'azione e spreca due ghiotte occasioni nel primo tempo, traccheggiando col pallone invece di tirare. Capita, ma quando gioca così andrebbe tolto all'intervallo, anche se quel mancino è sempre in grado di regalare qualcosa... David Lopez continua a sembrarmi un produttore di fumo più che un venditore di arrosto, Aduriz si batte come un leone ma si mangia un gol grande come una casa.

domenica 27 gennaio 2008

Andata dei quarti di Copa del Rey: Racing 2-0 Athletic.

Racing Santander: Coltorti; Pinillos, Oriol, Garay, Ayoze; Jorge López, Jordi Felpeto (64' Duscher), Colsa, Serrano (72' Pablo Álvarez); Iván Bolado (64' Smolarek), Tchité.
Athletic Club Bilbao: Aranzubia; Iraola, Aitor Ocio, Amorebieta, Del Horno; Susaeta, Orbaiz, Iñaki Muñoz (81' Tiko), Gabilondo; Aduriz, Llorente (58' Garmendia).
Reti: 75' Tchité, 78' Smolarek.
Arbitro: Fernández Borbalán (comité andaluz).

Avevo scritto un pezzo sulla partita, poi è saltata la corrente e ho perso tutto. Perdonatemi ma non ho voglia di riscriverlo da capo, dunque vi propongo un brevissimo riassunto.

Solita partita dell'Athletic: primo tempo discreto, ripresa in calando ed ecco che arrivano i gol degli avversari. Dopo un buon inizio del Racing (occasioni per Jorge Lopez e Bolado), i Leoni si organizzano e giocano alla pari con i cantabri, costruendo però pochissimo dalle parti di Coltorti; l'unica vera occasione è per Aduriz che, imbeccato da uno splendido lancio di 50 metri di Del Horno, non riesce a giungere sul pallone prima del portiere di casa. La ripresa vede un dominio territoriale netto del Racing e una contemporanea perdita di mordente dell'Athletic, che arretra il baricentro, subisce troppo e non riesce più a reagire. Dopo varie occasioni mancate, gli uomini di Marcelino vanno in gol al 75' con Tchité e raddoppiano dopo appena tre minuti con Smolarek, rete questa viziata da un evidente fuorigioco del polacco. I Leoni accusano il colpo e rischiano di beccare anche la terza rete, tuttavia si rianimano in chiusura di partita e sfiorano tre volte il 2-1, anche se alla fine non riescono a siglare una rete che sarebbe importantissima in vista del ritorno. Al San Mamés servirà un miracolo per ottenere una qualificazione che adesso sembra davvero compromessa.