mercoledì 5 aprile 2006

31a giornata: Alaves 0-0 Athletic.

Deportivo Alavés: Costanzo; Edu Alonso, Gálvez, Sarriegi, Ibon Begoña; Juanito, Carpintero, De Lucas (72' Georgiev), Nené (85' Jandro); Bodipo, Aloisi.
Athletic Bilbao: Lafuente; Expósito, Prieto (61' Dañobeitia), Gurpegui, Ustaritz, Casas; Orbaiz, Murillo, Iraola; Aduriz (13' Yeste), Etxeberria (90' Tiko).
Arbitro: Alfonso Pérez Burrull (C. Cántabro).

Classica partita alla Clemente: 5 difensori (sei se si conta Murillo avanzato in mediana), squadra corta e ultra-coperta, gioco di rimessa con in mente solo una cosa, il pareggio fuori casa. Verrebbe quasi da pensare che i cugini (l'Alaves è la squadra di Vitoria, capitale della provincia basca di Alava o Araba) si siano messi d'accordo sul punticino, ma forse sono io che, da italiano, sono abituato a pensare male (o forse no). In ogni caso, le cronache riferiscono di una partita noiosa, giocata quasi sempre a metà campo e con scarsissime occasioni da gol; per l'Athletic segnalo quelle di Etxebe, che non ha approfittato di un'incomprensione tra Edu Alonso e il portiere Costanzo, Orbaiz (tiro fuori di poco) e Gurpegi (testata alta su calcio d'angolo), mentre l'Alaves si è fatto vedere un paio di volte con Bodipo senza spaventare più di tanto Lafuente. Direi che non c'è da aggiungere altro, se non che Aduriz si è infortunato dopo 13' ed è stato costretto ad uscire, ma di questo parlerò in un altro post.

sabato 1 aprile 2006

30a giornata: Athletic 1-0 Osasuna.

Athletic Bilbao: Lafuente; Expósito, Prieto, Ustaritz (85' Lacruz), Casas; Iraola, Murillo, Orbaiz, Yeste (89' Tiko); Etxeberria (77' Urzaiz), Aduriz.
Club Atlético Osasuna: Ricardo; Javier Flaño (80' Ortiz), Cruchaga, Josetxo, Corrales; David López, Muñoz, Raúl García, Moha (74' Delporte); Webó, Milosevic (63' Romeo).
Reti: 60' Prieto.
Arbitro: Pérez Lima (Comité Tinerfeño).

L'Osasuna si presenta al San Mamés da grande rivelazione del torneo, alla ricerca di punti utili per una qualificazione alla Champion's League che avrebbe del clamoroso; l'Athletic, dopo gli ultimi tre risultati positivi (compreso il fortunosissimo pareggio contro l'Espanyol), è tornato a respirare ma non può e non deve fermarsi proprio ora che sta passando la paura. Gli uomini di Clemente scendono in campo molto grintosi e fanno da subito la partita, anche se davanti non mordono e devono aspettare il 21' per effettuare il primo tiro in porta con Iraola. L'Osasuna lascia il pallino del gioco in mano ai cugini e si limita a controllare e ripartire, potendo contare sulle straordinarie doti di contropiedista di Webó; è proprio il velocissimo camerunense a spaventare per due volte Lafuente, chiamato alla parata al 29' e solo spettatore al 46', quando la conclusione del centravanti dei navarri finisce alta. La ripresa vede un Osasuna più deciso ad imporre il suo gioco, tuttavia l'Athletic non si lascia schiacciare e sfiora il vantaggio con Yeste, il cui colpo di testa non trova di poco la porta. E' il preludio del gol che arriva al 60', su palla inattiva come spesso quest'anno: punizione tagliatissima di Yeste (gran partita la sua), stacco imperioso di Prieto e quarta rete stagionale per il roccioso difensore bilbaino. L'1-0 addormenta la partita e l'Osasuna riesce a farsi vedere solo all'86', con Romeo che riceve un'ottima palla da Webó ma non riesce ad inquadrare lo specchio della porta. In pieno recupero, Delporte e Urzaiz vengono alle mani e l'arbitro non può fare altro che espellerli entrambi. E' l'ultima emozione di una bella partita, disputata davanti a 38.000 spettatori in mezzo ai quali c'erano anche i rappresentanti della Peña Leones Italianos, che ancora una volta hanno portato bene ai colori biancorossi. Questi tre punti fanno bene al morale e alla classifica dell'Athletic, squadra che finalmente è riuscita a trovare solidità difensiva ed un minimo di gioco; continuano a latitare un po' gli attaccanti, ma finchè Prieto si traveste da bomber non ci sono problemi. Volevo infine notare l'ormai stabile inserimento di Ustaritz nell'undici titolare e la buona resa di Murillo come mediano al posto di Gurpegi. San Clemente sta costruendo un altro miracolo...

venerdì 31 marzo 2006

venerdì, 31 marzo 2006

29a giornata: Athletic 1-1 Espanyol.

Athletic: Lafuente; Iraola, Lacruz, Prieto, Amorebieta (60' Tiko); Etxeberria (78' Dañobeitia), Orbaiz, Gurpegui, Yeste; Guerrero (70' Urzaiz); Aduriz.
Espanyol: Iraizoz; Sergio Sánchez, Lopo, Jarque, David García; Ito, Costa; Corominas (94' Jofre), Posse (67' Fredson), Juanfran (85' Armando); Pandiani.
Reti: 39' Juanfran, 95' Yeste.
Arbitro: Teixeira Vitienes (Comité Cántabro).

Che culo!

mercoledì 22 marzo 2006

Il caso Zubiaurre.

Non ho seguito nel tempo l'evolversi del caso Zubiaurre ed è dunque tempo di fare il punto di questa brutta vicenda, che non può non suscitare almeno un po' di simpatia verso il suo protagonista. I fatti: Iban Zubiaurre, 23 anni, promettente terzino destro della Real Sociedad, si libera a parametro zero e firma nel giugno scorso un contratto con l'Athletic. La Real non ci sta, sostiene che il contratto del giocatore lo legava a San Sebastian fino al 2006 e ricorre in giudizio, chiedendo 30 milioni di euro di risarcimento dal calciatore. L'Athletic dichiara di essere pronto a pagare per il trasferimento e offre prima 500.000 euro, quindi alza la cifra ad 1 milione e 500.000 euro, non male per un ragazzo con sole 14 presenze in Prima Divisione. Niente da fare, la Real ribadisce il suo "Niet!" e giocoforza si va in tribunale. Zubiaurre, disperato, si allena con un club di Segunda B ma medita di lasciare il calcio, anche perchè la richiesta dei txuri-urdin, se accettata, lo rovinerebbe economicamente. La sentenza arriva il 10 marzo: Zubiaurre e l'Athletic, in quanto responsabile indiretto, sono condannati a pagare 5 milioni di euro per il tarsferimento. Le due società presentano immediatamente ricorso, i donostiarri perchè vogliono di più e i bilbaini perchè intendono pagare meno. In attesa della sentenza definitiva, Zubiaurre continua a non poter giocare. E' solo un ragazzo, ha sbagliato e deve pagare, tuttavia trovo profondamente ingiusto che il suo vecchio club lo abbia ridotto, come ha notato giustamente Lamikiz, in stato di semi-schiavitù. Spero di vederlo presto in campo e spero anche che possa rimanere nell'Athletic per molti anni a venire.

lunedì 20 marzo 2006

28a giornata: Celta 0-1 Athletic.


Aritz Aduriz ha appena scoccato il tiro da tre punti che permette all'Athletic di abbandonare la zona retrocessione (foto As).

Celta de Vigo: Pinto; Angel, Méndez (75' Núñez), Lequi, José Enrique; Oubiña, De Ridder (74' Gustavo López), Canobbio, Jorge Larena (63' Perera); Silva, Baiano.
Athletic Bilbao: Lafuente; Exposito, Ustaritz, Luís Prieto, Amorebieta; Gurpegui, Murillo; Yeste (70' Dañobeitia), Etxeberría (55' Tiko), Iraola; Aduriz (75' Guerrero).
Reti: 7' Aduriz.
Arbitro: Ayza Gamez (colegio valenciano).
Note: espulso Exposito (A) all'87' per doppia ammonizione.

Per la prima volta in questa tormentata stagione i Leoni di Bilbao riescono a vincere due partite di fila e si tirano fuori dalla zona retrocessione, che continua a distare solo due punti e tuttavia non è mai stata così lontana. Il gol partita lo realizza Aduriz, acquisto di gennaio veramente azzeccato, visto che ha realizzato in 11 partite gli stessi gol di Llorente, Urzaiz e Yeste messi insieme (6). La cronaca. Clemente presenta al "Balaídos" una squadra molto prudente: Amorebieta, cui è stato tolto in settimana il secondo giallo di domenica scorsa e la relativa squalifica, fa il terzino sinistro, mentre Murillo, un difensore centrale, viene spostato in mediana per sostituire Orbaiz. La rete di Aduriz dopo soli 7 minuti viene perfettamente incontro ai desideri del mister basco, che intasa la zona centrale del campo e imposta la partita dei suoi unicamente sul contropiede. Il Celta è confuso e ci mette quasi tutto il primo tempo per organizzarsi, tuttavia al 39' non sfrutta una incredibile palla gol con Canobbio, che spedisce fuori a porta vuota dopo il classico errore di incomprensione, tipico della difesa biancorossa di quest'anno, tra Prieto e Lafuente. Il portiere ha però occasione di riscattarsi nella ripresa, dicendo no a un gran tiro di De Ridder e ad un colpo di testa di Baiano che aveva fatto gridare al gol i tifosi galiziani (tra l'altro gemellati con quelli baschi). L'Athletic, in pratica, non vede mai la porta di Pinto e gioca solo per contenere, atteggiamento questo che spesso finisce per punire chi pensa solo a difendere, ma che stavolta è generoso con Leoni. Clemente provvede a ingolfare ancora di più il centrocampo togliendo due punte, Etxebe e Aduriz, per inserire due centrali, Tiko e Guerrero; il Celta, bloccato, ritorna in confusione e riesce a produrre solo un'altra occasione, clamorosa, con Perera, che sfrutta un errore nel fuorigioco biancorosso ma, a tu per tu con Lafuente, spara al terzo anello dello stadio. A Bilbao si torna a respirare, anche se l'Athletic tutto avrebbe meritato furochè la vittoria (le statistiche del match sono chiare al riguardo: 66% di possesso palla e 23 occasioni per il Celta, 34% e 7 azioni da gol per i baschi). La Liga torna in campo mercoledì: al San Mamés sarà di scena Athletic-Espanyol.

lunedì 13 marzo 2006

27a giornata: Athletic 1-0 Cadiz.


Nell'immagine di As.com, il fallo di mano di Varela che ha deciso il match.

Athletic Club: Lafuente; Expósito, Prieto, Ustaritz, Amorebieta; Iraola, Orbaiz, Gurpegui, Yeste (67' Tiko); Aduriz (87' Guerrero), Urzaiz (67' Dañobeitia).
Cádiz CF: Limia; Varela, Abraham Paz, De Quintana, Raúl López; Bezares, Fleurquin; Estoyanoff (69' Jonathan Sesma), Pavoni (5' Morán), Lobos; Medina (77' Oli).
Reti: 94' Tiko (rig.).
Arbitro: Megía Dávila (Comité Madrileño).
Note: espulsi Amorebieta (A) al 17' per doppia ammonizione e Varela (C) al 92' per fallo di mano volontario in area di rigore.

E' destino. Quest'anno l'Athletic non riesce a vincere una partita in modo tranquillo, netto e senza far soffrire fino all'ultimo minuto di recupero i suoi tifosi, ormai a rischio perenne di rottura coronarica. Dopo il pareggio interno di due domeniche fa con il Villarreal (1-1 e rigore sbagliato da Orbaiz all'89') e la sconfitta di Siviglia, ieri i Leoni hanno davanti a loro una sfida chiave per la salvezza. Quando Megía Dávila espelle, dopo soli 17 minuti, l'ingenuo Amorebieta (una doppia ammonizione in poco più di un quarto d'ora di gara, ancorchè molto fiscale, non è ammissibile), al San Mamés si teme il peggio. Clemente è bravo a riorganizzare la squadra con l'arretramento di Iraola e la partita fila via senza grandi emozioni nel primo tempo. Nella ripresa, il Cadice controlla il possesso palla senza creare grandi occasioni da rete, mentre l'Athletic gioca di rimessa e sfiora il gol con un tiro alto di Aduriz al 48'. La partita, che sembra avviata allo 0-0, si anima improvvisamentenegli ultimi 10 minuti. Prima Fleurquin va vicino alla rete con un colpo di testa su corner che per poco non sorprende Lafuente, uscito male, quindi Guerrero entra in campo all'87' ed accende il match. Dopo due minuti, il Capitano impegna Limia con un bel sinistro, poi, al minuto 91, batte un calcio d'angolo strepitoso che supera il portiere e sembra destinato ad insaccarsi prima del disperato tocco di mano di Varela. Espulsione del difensore del Cadice e rigore, anche se le immagini mostrano che il pallone era chiaramente entrato prima dell'intervento del giocatore dei canarini. Iraola batte e segna, Megía Dávila ordina la ripetizione. Arbitro poco casalingo, se non chiaramente ostile. Sul dischetto si presenta a sorpresa Tiko, che ha sui piedi un pallone di piombo. Destro potente sotto il sette, portiere spiazzato, 1-0 Athletic. Per questa settimana siamo fuori dalla zona retrocessione. Man of the match Julen Guerrero, che in 8 minuti di partita ha combinato più di tutti gli altri attaccanti messi insieme. Clemente, farlo giocare di più no, eh?

sabato 25 febbraio 2006

Agur, Telmo!



Si è spento ieri, all'età di 85 anni, Telmo Zarraonandia Montoya, per tutti Zarra, il massimo goleador della storia dell'Athletic e della Liga. Nato ad Asua il 20 gennaio del 1921, iniziò a giocare nella stagione 1940-41con il club biancorosso, dove rimase senza interruzioni fino alla temporada 1954-55. In questo lunghissimo arco di tempo, Zarra segnò autentiche vagonate di reti che gli valsero la conquista di ben 6 titoli di pichichi, di una Liga e di 5 Coppe del Re. Leggendaria la linea di attacco dell'Athletic all'inizio degli anni '50, che, oltre a Zarra, contava su Panizo, Gainza, Iriondo e Venancio, cinque nomi consacrati per sempre nel Pantheon dei miti biancorossi. In totale, Zarra ha giocato per 353 volte con la camiseta zurigorria e ha segnato 334 gol, con il record di 38 reti nella stagione 1950-51 (primato assoluto, uguagliato da Hugo Sanchez del Real Madrid ma in un torneo con 8 partite in più); in nazionale, Zarra ha uno score di 20 partite e 20 gol, con la perla della rete della vittoria per 1-0 contro l'Inghilterra ai Mondiali del 1950 in Brasile (risultato che venne riportato così dall'ambasciatore spagnolo a Franco: Generale, abbiamo sconfitto la Perfida Albione). Addio, grande campione.

martedì 21 febbraio 2006

24a giornata: Racing Santander 0-1 Athletic.

Racing: Aouate; Pinillos, Moratón, Alfaro, Ayoze; Matabuena (50' Antoñito), Vitolo (73' Casquero), Damiá, Melo, Serrano (83' Jonatan); Pinilla.
Athletic: Lafuente; Iraola, Prieto, Murillo, Amorebieta; Orbaiz, Gurpegui; Etxeberria (70' Exposito), Yeste, Dañobeitia (46' Urzaiz); Aduriz (91' Casas).
Reti: 86' Urzaiz.
Arbitro: Vicente Lizondo Cortés (comité valenciano).
Note: espulso Moratón (R) al 96' per doppia ammonizione.

Dopo la sconfitta casalinga con il Real Madrid avevo deciso di non scrivere nulla fino alla partita contro il Racing, impegno fondamentale in chiave salvezza, in una sorta di sciopero scaramantico. Beh, i fatti mi hanno dato ragione: pur giocando scandalosamente male (cosa a cui dovremo abituarci, almeno per quest'anno), infatti, l'Athletic ha espugnato il "Sardinero" per il secondo anno di fila grazie all'unico tiro in porta effettuato in 90', tiro che porta la griffe prestigiosa di Ismael Urzaiz. Il migliore in campo è stato il portiere Lafuente, a parer mio scandaloso ma che ieri ha effettuato tre parate strepitose; il gioco ha come al solito latitato, con le fasce innocue e Yeste lontano anni luce dal trascinatore che era solo l'anno scorso. Aduriz, che ha servito l'assist vincente per la legnata di sinistro di Isma, ha detto oggi che preferisce vincere in questo modo che perdere giocando bene: una frase magari banale, e tuttavia pienamente condivisibile. Le buone notizie non finiscono qua. La dirigenza dell'Athletic ha siglato un contratto di sponsorizzazione con la banca basca BBK, ma le maglie non saranno toccate; l'unico dazio da pagare sarà il logo della banca accanto al simbolo dell'Athletic sull'esterno del San Mamés. Per qualcuno un male minore, per me una mezza vittoria. No a la publicidad!

venerdì 10 febbraio 2006

Facciamo il punto della situazione.

Cos'è cambiato in casa Athletic nel mese, giorno più, giorno meno, in cui sono stato lontano dal blog? Parafrasando Tomasi di Lampedusa (sentite qua che citazione), è cambiato molto, ma in definitva non è cambiato niente. Il gol di Iraola al 92' ha permesso ai biancorossi di uscire indenni dal derby con la Real Sociedad, e la seguente vittoria casalinga con il Getafe (1-0 su rigore quantomeno generoso) sembrava il preludio ad una seconda parte di stagione più tranquilla. Invece, la sconfitta per 2-1 in casa del Malaga, ex ultima della classe, ha riaperto vecchie ferite e scatenato nuovi dibattiti intorno alla consistenza di questa squadra. Nemmeno l'arrivo di Aritz Aduriz, 3 gol in 5 partite per lui, è infatti riuscito a mascherare i difetti atavici dell'undici biancorosso, che, a questo punto, sembrano di natura più psicologica che tecnica. Il modo in cui è arrivata la sconfitta alla "Rosaleda" è ciò che più preoccupa i tifosi. Aduriz ha pareggiato al 39' il gol di Litos, poi al 69' è stato espulso Nacho e i 3 punti sono parsi a portata di mano; tuttavia, l'ennesima amnesia difensiva ha permesso a Salva di inzuccare il 2-1 e non c'è stata la reazione giusta per arrivare almeno al pareggio. Due gol beccati su palle inattive, di cui il secondo con l'uomo in più: roba da polli, da squadra di Terza categoria (per non dire UISP), non da compagine di rango come l'Athletic. E' indubbio che il parco giocatori biancorosso, pur se limitato dalla tradizione dei calciatori baschi, sia in tutto superiore a quello di almeno tre o quattro squadre che ci precedono in classifica; in pochi possono vantare un fuoriclasse puro come Yeste, che però sta giocando una stagione indecente (e addio Mondiali, tra l'altro), ed elementi di valore assoluto quali Aranzubia, Iraola, Orbaiz, Etxeberria, Urzaiz e, a parer mio, Aduriz. Gran parte di questi ragazzi sta rendendo ben al di sotto delle proprie possibilità (penso ad Aranzubia, che si è fatto togliere il posto da un portiere scarso come Lafuente) e sembra ormai chiaro che il problema risieda anzitutto nelle loro teste. Pensavo che Clemente sarebbe riuscito a dare la sferzata giusta a tutto l'ambiente, ma il tempo passa inesorabile e i risultati non arrivano. Anche alcune scelte squisitamente tecniche del "Rubio" mi sembrano assai discutibili: la difesa a 5 non rende, così come gli inserimenti nell'undici titolare di Lafuente ed Ustaritz, troppo acerbo e fisicamente non ancora maturo per la Primera Division. Pure la continua rotazione degli attaccanti e lo spostamento (per non dire il confinamento) di Yeste a sinistra, fuori dal gioco e in una posizione mai digerita dal giocatore, mi paiono esperimenti che hanno fatto il loro tempo e che devono essere abbandonati in fretta se si vuole evitare una dolorisissima retrocessione. Aduriz sta trovando spesso la porta e ed è degno di una maglia da titolare, per cui lo schema migliore mi sembra a questo punto un bel 4-4-2 con Gurpegi in difesa, Orbaiz unico mediano e Yeste dietro Aduriz e uno tra Urzaiz e Llorente. La difesa sarebbe un pò scoperta, ma se non si risolve in fetta il problema del gol rischiamo seriamente di passare il prossimo anno ospiti di squadroni quali Terrassa, Eibar e Castellon. Sabato sera il big match con il Real Madrid, reduce dalla batosta di Coppa del Re (6-1 per il Saragozza, ah ah ah); inutile dire che bisognerebbe sfruttare il momento no delle merdengues, perchè quei tre punti farebbero davvero troppo comodo...

Riassunto delle puntate precedenti.

20a giornata: Real Sociedad 3-3 Athletic.

Real Sociedad: Riesgo; Cifuentes, Jauregi, Ansotegi, Garrido (82' Barkero) Mikel Alonso, Novo (60' Garitano), Gabilondo, Xabi Prieto, Nihat; Skoubo (85' Uranga).
Athletic Club: Lafuente; Iraola, Amorebieta, Ustaritz, Prieto; Orbaiz, Gurpegui (77' Tiko), Yeste, Guerrero (60' Dañobeitia), Etxeberria (44' Urzaiz); Aduriz.
Reti: 6' e 37' Nihat, 47' e 67' Aduriz, 69' Skoubo, 92' Iraola.
Arbitro: Rodríguez Santiago (Castilla-León).

21a giornata: Athletic 1-0 Getafe.

Athletic: Lafuente; Iraola, Ustaritz (56' Dañobeitia), Prieto, Lacruz, Amorebieta; Aduriz (89' Expósito), Orbaiz, Gurpegui, Yeste (81' Tiko1); Urzaiz.
Getafe: Calatayud; Cotelo, Belenguer, Matellán, Pernía; Redondo (80' Pachón), Rivas, Celestini (80' Paunovic), Gavilán; Riki, Güiza (71' Vivar Dorado).
Reti: 74' Orbaiz (rig.).
Arbitro: Puentes Leira (Colegio Gallego).

22a giornata: Malaga 2-1 Athletic.

Málaga: Arnau; Gerardo, Litos, Alexi, Nacho; Edgar, Bovio (86' Juan Rodríguez), Hidalgo, Antonio López (62' Gabriel); Couñago (71' César Navas), Salva.
Athletic Club: Lafuente; Iraola, Lacruz, Prieto (77' Tiko), Amorebieta, Ustaritz; Orbaiz, Gurpegui, Yeste; Aduriz (64' Urzáiz), Llorente (51' Dañobeitia).
Reti: 30' Litos, 39' Aduriz, 72' Salva.
Arbitro:
Manuel Pérez Lima (C. tinerfeño).
Note: espulso Nacho (M) al 69' per doppia ammonizione.